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Viktorija Mullova e la magia sonora di un antico violino

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Al Politeama Garibaldi venerdì 28 e sabato 29 aprile è di scena la musicista russa, che suona con uno Stradivari "Jules Falk" del 1723 e con un Guadagnini del 1750, e proporrà il "Concerto per violino e orchestra op. 47" di Jean Sibelius. Nella seconda parte del concerto sarà proposta la "Sinfonia n. 9 in re minore" di Anton Bruckner. Dirige l'Orchestra Sinfonica Siciliana il polacco Grzegorz Nowak

Palermo, 24 aprile 2017 - Ancora una violinista di primissimo livello al Politeama Garibaldi. Si tratta della russa Viktorija Mullova, protagonista del concerto di venerdì 28 aprile (ore 20,30) e sabato 29 aprile (17,30) al Politeama Garibaldi, con l'Orchestra Sinfonica Siciliana diretta da Grzegorz Nowak. Mullova, formatasi alla Scuola Centrale di Musica e al Conservatorio di Mosca, suona con uno Stradivari "Jules Falk" del 1723 e con un Guadagnini del 1750. Si è affermata a livello internazionale vincendo il "Concorso Sibelius" nel 1980 ed è nota per la sua versatilità che spazia dal repertorio barocco agli autori del'900. Ed è proprio un'opera di Jean Sibelius (1865-1957) che aprirà il prossimo appuntamento dell'OSS, il Concerto per violino e orchestra op. 47, cui farà seguito la Sinfonia n. 9 in re minore di Anton Bruckner (1824-1896).

Il Concerto per violino e orchestra op. 47 di Jean Sibelius. E' considerato tra i capolavori della letteratura violinistica scandinava. Molti solisti di grande fama, tra cui David Oistrakh, Henryk Szeryng, Pinchas Zukerman, Christian Ferras, Isaac Stern, David Oistrakh Ruggiero Ricci, e Salvatore Accardo, l'hanno inserito nel loro repertorio. Il concerto fu eseguito per la prima volta a Helsinki l' 8 febbraio 1904, ma il compositore non si ritenne soddisfatto, forse perché preso di mira dalla critica. Sibelius mise così mano a una nuova versione del concerto, dedicandolo al violinista ungherese Ferenc von Vecsey. Così rivisto, il concerto fu proposto il 19 ottobre 1905 alla Berliner Singakademie; la parte solistica fu affidata al violinista ceco Karel Halíř accompagnato dall'Orchestra Filarmonica di Berlino, diretta da Richard Strauss. Sibelius, ottimo violinista, lavorò a lungo alla stesura del concerto, pur conoscendo tutti i problemi tecnici che avrebbe dovuto affrontare il solista. Sibelius ebbe la prima idea di composizione nel 1899, ma iniziò a lavorare alla partitura nel 1903, poco prima del trasferimento nella tranquillità di Järvenpää. Sibelius dovette "conciliare la lunga e illustre tradizione del Concerto romantico, in cui il virtuosismo doveva trovare il suo spazio adeguato, con il proprio personale stile compositivo, in cui l'idea del neoprimitivismo, di una sobrietà e profondità di pensiero, rifletteva una rivendicazione di identità culturale per la Finlandia." Il concerto è diviso in tre movimenti: Allegro; Adagio; Allegro.

La Sinfonia n. 9 in re minore di Bruckner. La Nona è l'ultima Sinfonia composta da Anton Bruckner: neppure a lui, che per tutta la vita scrisse quasi soltanto Sinfonie, fu consentito di oltrepassare la soglia fatale del numero nove, colonna d'Ercole fissata dal titano Beethoven. Essa rimase per di più incompiuta, mancante cioè del quarto movimento, sicché di un vero e proprio torso si tratta: un torso non meno che sublimemente monumentale, ma privo appunto di una conclusione che ne certifichi la compiutezza. La questione è stata ampiamente dibattuta, e lo è tuttora. L'opera non venne portata a termine per una circostanza accidentale, ossia la sopravvenuta morte dell'autore, o rimase incompiuta perché dopo il terzo tempo, sorta di struggente congedo dal mondo, questa Sinfonia non poteva essere compiuta o era addirittura, similmente a un'altra celebre Incompiuta (la Sinfonia in si minore di Franz Schubert), già segretamente compiuta in questa forma? Neppure la cronologia ci aiuta a districare il mistero. Bruckner compose i primi tre tempi della Nona tra il 1891 e il 1894, su abbozzi risalenti al 1887. Abbozzi per il Finale, la cui consistenza è largamente lacunosa se non approssimativa, sono databili dal 1894 al 1896, anno della morte. Teoricamente, anche considerando la lentezza con cui Bruckner componeva, non sarebbe mancato il tempo per dare una conclusione alla Sinfonia, ed è certo che l'autore vi pensasse. Di fatto, non lo fece, o non visse abbastanza a lungo per farlo.(Sablich). La Sinfonia fu eseguita per la prima volta al Grober Musikvereisaal l'11 febbraio1903. E' divisa nei seguenti movimenti: Feierlich (Solenne), Misterioso; Scherzo: Bewegt, Lebhaft, Trio, Schnell (Mosso, vivace, Trio, presto; Adagio, Sehr langsam, feierlich (Molto lento, solenne); Finale: Bewegt, doch nicth schnell (Mosso, ma non veloce).

Biglietti 10-35 euro al Botteghino del Politeama Garibaldi e un'ora e mezza prima dello spettacolo. Info: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , www.orchestrasinfonicasiciliana.it, vivaticket.it, 091 6072532. Sconti del 50% per studenti e under 30.

L'Ufficio stampa

(Mario Pintagro)

 

Note biografiche

Grzegorz Nowak, direttore

nowakNato a Poznan nel 1951, è stato direttore musicale del Teatro dell'Opera Nazionale della Polonia, dell'Edmonton Symphony Orchestra, della SWR Radio Orchestra di Kaiserslautern in Germania e in Svizzera della Sinfonia Elvetica del Festival de Musique e Amitié.

GrzegorzNowaké il direttore principale associate della RoyalPhilarmonic Orchestra di Londra. Nato a Poznan (Polonia), ha cominciato la sua carriera internazionale dopo aver vinto il primo premio nella competizione internazionale Ernest Ansermet di Ginevra. Ha vinto inoltre il GrandPrixPatek Philippe, il Rolex Prize, lo SwissPrize, l'American Patronage Prize, l'EuropäischeFörderpreisfürMusike l'EuropeanMusician of the Year. Ha conseguito il riconoscimento di insegnante distinto durante il suo incarico di professore presso la BGSU University dell'Ohio e il titolo di professore onorario presso l' Università di Alberta.

Dopo aver studiato direzione d'orchestra, composizione e violino all'Accademia Musicale di Poznan, ha conseguito il dottorato presso laEastman School of Music. Si è perfezionato a Tanglewood acquisendo la borsa di studio SergeKoussevitzky con maestri quali Leonard Bernstein, SeijiOzawa, Erich Leinsdorf e Igor Markevitch dopo essere stato assistente di Kurt Masur con la New York Philarmonic Orchestra.

Ha diretto le più importanti orchestre internazionali e prestigiosi solisti. Le sue registrazioni sono state acclamate dalla stampa e dal pubblico ottenendo numerosi riconoscimenti.

 

Viktorija Mullova, violino

mullova2Ha studiato alla Scuola Centrale di Musica e poi al Conservatorio di Mosca. Il suo straordinario talento si è imposto all'attenzione internazionale quando vinse, nel 1980, il 1° Premio al Concorso Sibelius di Helsinki e nel 1982 la Medaglia d'oro al Concorso Ciaikovskij. Nel 1983, con una fuga rocambolesca, abbandonò l'Unione Sovietica.Da allora ha suonato in tutto il mondo con le grandi orchestre, i più celebri direttori ed è stata ed è ospite di importanti Festival internazionali. E' oggi famosa per la straordinaria versatilità ed integrità musicale. La curiosità di ViktoriaMullova fa si che ella abbia esplorato ed esplori tutto il repertorio per violino, dal barocco alla musica contemporanea, dalla world fusion alla musica sperimentale.

L'interesse per la prassi esecutiva originale l'ha portata a collaborare con complessi di strumenti originali fra cui The Orchestra of the Age of Enlightenment, il Giardino Armonico, il VeniceBaroque e l'OrchestreRevolutionnaire et Romantique. Bach, compositore con il quale Mullova ha grande affinità, è parte copiscua del repertorio discografico. La recente incisione dei Concerti di Bach con l'Accademia Bizantina e Ottavio Dantone ha ottenuto entusiastica accoglienza e l'incisione delle Sonate e Partite di Bach rappresenta una pietra miliare nel viaggio personale dell'artista. Il CD ha ricevuto critiche eccellenti ovunque.

Mullova suona regolarmente anche con Katia Labèque, con la quale ha fatto una nuova tournée nel 2015. Il loro disco "Recital" è stato unanimemente applaudito dalla critica musicale.

L'avventura di ViktorijaMullova nella musica contemporanea inizia nel 2000 con l'album "Through the Looking Glass" nel quale suona brani di world, jazz e pop music arrangiati per lei da Matthew Barley. L'esplorazione è continuata con il progetto "The Peasant Girl" con l'Ensemble di Matthew Barley, progetto in cui suona musiche di diversa provenienza, con radici nel classico, il gypsy ed il jazz. The Peasant Girl è stato presentato in numerose città europee e nell'America Centrale. Il più recente progetto "Stradivarius in Rio" è ispirato dalla sua passione per le canzoni brasiliane, in particolare per compositori come Antonio Carlos Jobin, CaetanoVeloso e Claudio Nucci. Il Cd, dallo stesso nome, ha avuto grande successo e il progetto viene presentato con concerti in tutta Europa.

Mullova ha commissionato opere a giovani compositori: FraserTrainer, Thomas Larcher e Dai Fujikara.

Per l'ampiezza e la diversità di interessi, ViktoriaMullova è protagonista di importanti cicli di concerti nelle più prestigiose sale Europee, dal Southbank di Londra alla Konzerthaus di Vienna, dall'Auditorium del Louvre di Parigi al Musikfest Bremen, dall'Orchestra Sinfonica di Barcellona al Festìval di Helsinki.

L'incisione dei Concerti di Vivaldi con Il Giardino Armonico, diretto da Giovanni Antonini, ha vinto il Diapason d'Or 2005. Altre incisioni comprendono le Sonate di Bach con Ottavio Dantone e le Sonate e Partite di Bach per violino solo, Beethoven con Kristian Bezuidenhout, l'Ottetto di Schubert con il Mullova Ensemble, Recital con Ottavio Dantone. L'ultima incisione, con Ottavio Dantone e l'Accademia Bizantina, è dedicato ai Concerti per violino Bach.

Suona lo Stradivari Julius Falk del 1723 ed un Guadagnini del 1750.

 

Note di sala a cura di Riccardo Viagrande

Jean Sibelius

(Hämeenlinna 1865 – Järvenpää, Helsinki, 1957)

Concerto per violino e orchestra in re minore op. 47

Allegro moderato

Adagio di molto

Allegro ma non tanto

Durata: 32'

Il Concerto per violino e orchestra in re minore op. 47, destinato a diventare il più registrato ed eseguito fra tutti i concerti del XX secolo, fu composto in un arco di tempo piuttosto lungo, come si evince da una notizia risalente al 18 settembre 1899, quando Sibelius rivelò ad Aino di avere temi meravigliosi per il suo Concerto per violino; tuttavia, all'atto del trasferimento suo e della famiglia nella città di Helsinki, il lavoro andò distrutto. Nell'autunno del 1903, nonostante un nuovo annuncio, nel quale egli diceva di volerlo dedicare a Willy Burmester, un tempo primo violino dell'orchestra di Kajanus, la composizione procedette con una certa lentezza, anche se nel dicembre del 1903 Sibelius poté dichiarare di aver completato i primi due movimenti, ma di non avere provveduto ancora all'orchestrazione del terzo. Si giunse così all'inizio del 1904, l'anno in cui Sibelius, sotto l'influenza di una fervida ispirazione creativa, si buttò a capofitto nel lavoro di composizione senza concedersi tregua, provando con il violino molti passaggi del Concerto anche nelle ore notturne. Significativa, a tale riguardo, la testimonianza di AinoSibelius che, descrivendo i momenti cruciali e il modo di procedere del lavoro di composizione, così scriveva ad AxelCarpelan:

"Jean è stato preso da ardente passione creativa (e anch'io) e questa volta c'è soltanto l'imbarazzo della scelta nella ricchezza e varietà dei temi che prendono forma nella sua mente. Egli sta sveglio tutta la notte, suona incredibilmente in modo meraviglioso, non può sottrarsi alle piacevoli melodie. Egli ha così tante idee che è difficile crederlo. E tutti i temi sono così suscettibili di sviluppo, pieni di vita".

Il Concerto, finalmente portato a compimento, fu eseguito per la prima volta in pubblico l'8 febbraio 1904 con la parte del violino solista affidata a Viktor Nováček e non, come ci si sarebbe aspettato, a Willy Burmester, al quale gli impegni di quel periodo non avrebbero consentito comunque di accettare l'incarico; Sibelius, da parte sua, non volendo differire ad altra data l'esecuzione del concerto, aveva preferito non attendere la disponibilità di Burmester, nonostante una sua precisa promessa, e decise di affidare l'incarico a Nováček. Il giudizio sull'esecuzione di Nováček, che suonò a memoria, fu contraddittorio perché, mentre Carl Lindelöf, il direttore d'orchestra, mosse qualche critica soprattutto perché ritenne che il violinista era stato lento nelle riprese del tema lamentandosi circa le difficoltà di rendere con la dovuta rapidità i passi veloci, Merikanto, il quale aveva scritto che l'interpretazione era stata magistrale, in una sua successiva valutazione, ebbe modo di ricredersi:

"Nella mani di Burmester esso avrebbe avuto probabilmente un aspetto magnifico [...]. Del resto Nováček poté dare solo in parte alla sua esecuzione quella brillantezza e quella splendida padronanza che è assolutamente necessaria in un pezzo virtuosistico di questo genere. I critici, da parte loro, non erano stati particolarmente entusiasti nemmeno del concerto nel suo complesso".

Dopo le numerose critiche Sibelius decise di riscrivere l'intera opera, come si apprende da una lettera del giugno del 1904 indirizzata ad AxelCarpelan:

"Io ritirerò il mio Concerto per violino e non sarà pubblicato prima che siano passati due anni. Il primo movimento deve essere riscritto, la stesso vale per le proporzioni nell'andante".

Invece Sibelius portò a compimento, nella primavera del 1905, una versione più sintetica e leggermente più facile, ma la diede da eseguire a Karel Haliř e non a Burmester, che si offese a tal punto da non eseguire mai più il Concerto, il quale divenne lentamente più popolare nei decenni successivi; la svolta, tuttavia, si ebbe negli anni Trenta quando JaschaHeifetz fece un'incisione dell'opera rendendola famosa in tutto il mondo. Sibelius pensò il Concerto come un'opportunità per realizzare tutti i suoi sogni di virtuoso del violino, ma da sinfonista curò anche la parte orchestrale più di quanto fosse avvenuto prima nei concerti per strumento solista e orchestra.

Il primo movimento, Allegro moderato, si apre con un tema di carattere rapsodico, esposto dal solista su un accompagnamento discreto degli archi, che anticipa alcuni spunti tematici del secondo tema di carattere energico e affidato ai violoncelli e ai fagotti. Nello sviluppo emerge il carattere virtuosistico della parte del solista che, esibendosi in scale e trilli, sembra eseguire una lunga cadenza. Molto bella è la ripresa del tema, che il solista riespone sulla quarta corda, mentre l'orchestra dialoga con esso in una scrittura drammatica.

Il secondo movimento, Adagio di molto, si apre con un tema di sapore čajkovskiano, affidato al solista ed introdotto dall'orchestra che sembra quasi emettere un sospiro; la bellezza statica, che promana da questo tema, è conservata nella seconda versione, nella quale Sibelius decise di eliminare un passaggio virtuosistico collocato proprio poco prima del finale.

Il terzo movimento, Allegro ma non tanto, definito da David Tovey, una polacca di orsi polari, ha posto dei problemi di carattere interpretativo soprattutto per quanto riguarda il tempo. Nonostante Sibelius abbia prescritto di seguire con precisione l'indicazione di metronomo 108-116 al semiminima, in quanto un'esecuzione più lenta avrebbe compromesso il carattere virtuosistico del concerto, tuttavia lo stesso compositore ebbe parole di apprezzamento per l'interpretazione di Ginette Neveu che, nella sua incisione del Concerto, scelse un tempo più lento, legittimando un'esecuzione meno virtuosistica. Il tema principale, intonato dal solista, si sviluppa in modo energico con passaggi di terze, mentre il secondo è affidato all'orchestra. Nella seconda versione Sibelius eliminò il ponte modulante di chiara impronta mendelssohniana, affidato al solista, e presente nella prima lasciando all'orchestra l'esposizione del secondo tema. Di grande effetto è la coda nella quale il violino ricorre alle regioni più acute del suo registro, accompagnato dall'orchestra che esegue degli accordi.

 

Joseph Anton Bruckner

(Ansfelden, Linz, 1824 – Vienna 1896)

Sinfonia n. 9 in re minore

Feierlich (Solenne), Misterioso

Scherzo: Bewegt, Lebhaft, Trio, Schnell (Mosso, vivace, Trio, presto)

Adagio, Sehrlangsam, feierlich

Durata: 60'

La composizione della Nona sinfonia, che, iniziata nel 1889, fu completata solo nei primi tre movimenti, coincise con gli ultimi anni di vita di Bruckner segnati dalla solitudine e da un progressivo declino ai quali sembrano sottrarlo sia alcune prime esecuzioni di sue composizioni sempre accolte in modo trionfale sia alcuni nuovi amori come quello per Karoline, figlia di Josephine Lang, una sua vecchia fiamma di 25 anni prima, che avrebbe voluto sposarlo, ma che, però, si rifiutò di convertirsi al cattolicesimo, o quello per Adele, figlia quest'ultima di un decoratore, nota come la dama velata ai suoi funerali. Nonostante ciò l'acuirsi di alcuni problemi nervosi costrinsero il compositore, nell'autunno del 1890, a chiedere all'imperatore di essere collocato in pensione come organista di corte e un congedo di sei mesi per malattia al Conservatorio che il 15 gennaio gli conferì una pensione. Altri onori pubblici, come la nomina di dottore Honoris Causa all'Università di Vienna il 7 novembre 1891 regalarono qualche momento di gioia negli ultimi difficili anni di vita del compositore che, quasi presago della vicina morte, fu preso dall'affannosa volontà di portare a termine la sua Nona sinfonia. Nonostante l'aggravarsi del suo stato di salute, Bruckner il 29 ottobre 1894 riprese i suoi corsi all'Università in condizioni drammatiche, come ricordato da un suo studente:

"Sostenuto dalla domestica Kathi e da un allievo, Bruckner salì penosamente il grande scalone arrestandosi più d'una volta. Gli studenti lo attendevano, rispettosi e trepidi, davanti alla porta dell'aula. Quando si tolse il mantello... furono evidenti le tracce della malattia. Era molto invecchiato, la bocca infossata... il naso assumeva nel viso smagrito un'evidenza inconsueta. Lo sguardo non aveva tuttavia perso nulla del suo fuoco, del suo spirito, della sua espressione di bontà. «Se soltanto potessi respirare, che uomo sarei» esclamò. I piedi e il ventre erano molto enfiati: «Meglio avere acqua nel ventre che nella testa», sbottò ridendo. Cominciando il corso la sala lo acclamò: «Miei cari amici, voi sapete che in questo mondo non ho che voi e la composizione».

Nonostante le precarie condizioni fisiche Bruckner continuò a comporre e il 30 novembre completò l'Adagio e iniziò il Finale della Nona e la sera di Natale si sedette per l'ultima volta all'organo a Klosternburg concludendo la sua esibizione con una nota falsa essendogli scivolato il piede sulla pedaliera. L'11 ottobre 1896, proprio, mentre, seduto al pianoforte, stava lavorando al Finale della Nona, sente un forte brivido, chiede del tè caldo, si mette a letto e muore, senza riuscire a completare questo suo ultimo lavoro sinfonico. La Sinfonia, che venne eseguita postuma a Vienna l'11 febbraio 1903 sotto la direzione di Ferdinand Löwe che aveva approntato una revisione dei primi tre movimenti, fu ripresa, questa volta nella versione originale rivista da Robert Haas, sotto la direzione di Siegmund von Hausegger a Monaco il 2 aprile 1932.

Sin dai primi abbozzi risalenti al 1887, appare evidente l'intenzione di Bruckner di costruire, sul modello degli ultimi lavori di Schubert e di Beethoven, al quale il compositore si richiamò anche nella scelta della tonalità di re minore, un grande lavoro sinfonico denso di significati e degno della dedica fervida e sincera al Buon Dio. Il primo movimento, Feierlich(Solenne), Misterioso, di questa sinfonia, monumentale sia nell'organico che nelle proporzioni, ha una struttura plurimotivica con il primo tema che, come accade spesso nei lavori sinfonici di Bruckner, nasce a poco a poco su un tremolo degli archi, a cui è, invece, affidato il cantabile secondo tema. Estremamente raffinato dal punto di vista contrappuntistico è lo sviluppo, mentre due corali precedono la coda del movimento.

Il secondo movimento, Scherzo, è un tragico Ländler aperto da un tema in pizzicato degli archi a cui si contrappone una sezione in fortissimo alla quale partecipa l'intera orchestra raggiunta dopo un crescendo. Di carattere danzante è anche il Trio, del quale sono protagonisti i violini primi con un tema brillante eseguito in uno staccato spiccato e a un ritmo veloce quanto quello dello scherzo. Protagonisti dell'Adagio, ultimo movimento completato da Bruckner e autentico congedo dalla vita, sono ancora i violini che in apertura descrivono un arco melodico particolarmente ampio e frastagliato; questo movimento è in realtà un caleidoscopio delle possibilità tecniche ed espressive della scrittura di Bruckner con intense armonie che ricordano i cromatismi del Tristano, con squilli di trombe e con i corali di tube tipici dello stile del compositore austriaco.

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