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Da Offenbach a Saint-Saëns in Piazza Ruggiero Settimo e a Gibellina

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Ultimo concerto a piazza Ruggiero Settimo per l'Orchestra Sinfonica Siciliana diretta da Nicola Marasco con un programma che comprende musiche Saint-Saëns, Waignein e Offenbach. Il Concerto si replicherà a Gibellina il 30 luglio. L'Orchestra Giovanile Siciliana sarà invece impegnata a Pozzallo, dove chiuderà le manifestazioni del Trofeo del Mare

Palermo 28 luglio 2017 - Ultimo appuntamento in piazza Ruggiero Settimo, sabato 29 luglio, alle ore 21, del programma estivo dell'Orchestra Sinfonica Siciliana, con la direzione di Nicola Marasco. Questo il programma: Camille Saint-Saëns (1835-1921), Danza Macabra op. 40 (Danse macabre), André Waignein (1942-2015), Rapsodia per sax e orchestra, Jacques Offenbach (1819-1880), Le papillon, Barcarole e Can can. Il concerto si replicherà a Gibellina, in Piazza 15 gennaio 1968, il 30 luglio alle ore 21,30 per le Orestiadi. L'Orchestra Giovanile Siciliana sarà invece impegnata a Pozzallo il 29 luglio alle ore 21, dove chiuderà le manifestazioni della 17^ edizione del Trofeo del Mare. L'OGS sarà diretta da Riccardo Scilipoti, con il seguente programma: L.V. Beethoven,  Egmont, ouverture op.84; Antonin Dvorak, Sinfonia n.9 in mi min. op. 95 ("Dal nuovo mondo")

Danza Macabra op. 40 (Danse macabre) di Saint-Saëns. Si tratta di un breve poema sinfonico composto nel 1874 da Camille Saint-Saëns che nacque come chanson (voce e pianoforte) e solo in un secondo tempo se ne decise la strumentazione. L'opera fu eseguita il 25 gennaio 1874 ai Concerts Colonne di Parigi. L'autore si ispirò al poemetto grottesco scritto da Henri Cazalis sulla scorta della rinomata ballata di Goethe, e aveva creato una scena parodistica in cui la morte suonava un violino scordato in un cimitero. La musica di Saint-Saëns non accoglie le ordinarie suggestioni demoniache ma prende le mosse dall'originale rilettura per cercare il "caratteristico" in una strumentazione ammiccante e spiritosa. (Durata: 7')

Rapsodia per sax e orchestra di Waignein. L'autore ha composto questo brano per sassofono contralto e banda o piano per la cinquantesima edizione del Concorso Internazionale di sassofono Adolphe Sax nel 2010. Questa rapsodia non è un brano a programma ma un'opera spontanea la cui trama si disegna naturalmente, risaltando e valorizzando appieno le possibilità tecniche ed espressive del sax contralto (grado di difficoltà 6). (Durata: 16')

Le papillon di Offenbach. E' la musica di un balletto in due atti, del 1860, con la coreografia di Marie Taglioni. Offenbach musicò il testo da testo un libretto di Jules-Henri Vernoy de Saint-Georges. La prima rappresentazione avvenne al Paris Opera Ballet at the Salle Le Peletier il 26 Novembre del 1860, dopo una rappresentazione della Lucia di Lammermoor. I principali ballerini erano Emma Livry (Farfalla/the Butterfly), Louis Mérante (Prince Djalma), Louise Marquet (Fairy Hamza) e Mme. Simon (Diamond Fairy). Successivamente Marius Petipa, nel 1874, allestì una messa in scena in 4 atti per il Balletto Imperiale con l'adattamento della partitura realizzato da Ludwig Minkus. In tempi più recenti, l'Opera di Roma ne ha proposto una nuova versione nel 1982, con Pierre Lacotte.

L'Orchestra Giovanile Siciliana in trasferta. Dopo il grande successo con i Tinturia, l'Orchestra Giovanile Siciliana chiude la programmazione estiva a Pozzallo (RG), come protagonista del Trofeo del Mare. L'OGS sarà diretta da Riccardo Scilipoti, con il seguente programma: L.V. Beethoven, Egmont, ouverture op.84; Antonin Dvorak, Sinfonia n.9 in mi min. op. 95 ("Dal nuovo mondo"). Il concerto, che si svolgerà in Piazza Municipio, è ad ingresso libero.

Biglietti al Botteghino del Politeama Garibaldi e un'ora e mezza prima dello spettacolo in sede. Info: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ,www.orchestrasinfonicasiciliana.it, vivaticket.it, 091 6072532

Prezzo biglietti: Piazza Ruggero Settimo (posto unico): 5 €

L'Ufficio Stampa

(Mario Pintagro)

 

Note biografiche

Nicola Marasco, direttore

nicola marascoNato a Foggia, ha compiuto gli studi musicali presso il Conservatorio Umberto Giordano dove si è diplomato in pianoforte e in musica elettronica sotto la guida di D. Caratori e D. Monacchi. In seguito si è diplomato direzione d'orchestra con Donato Renzetti presso l'Accademia Musicale Pescarese perfezionandosi successivamente con P. Bellugi, L. Jia, J. Panula, L. Shambadal, B. Bartoletti e con A. Allemandi, R. Palumbo, E. Pessen, T. Pàl presso la Scuola dell'Opera Italiana di Bologna. Si è perfezionato negli studi in pianoforte con I. Ossipova (Conservatorio di Mosca), in fortepiano con R. Levine (Harvard University) e in direzione di coro con F. M. Bressan e M. Berrini. Completa la sua preparazione studiando fagotto e canto lirico.

È stato invitato per concerti da diverse orchestre tra cui quella del Teatro Comunale di Bologna, Orchestra Filarmonica del Teatro La Fenice, Filarmonica Marchigiana, Sinfonica Tito Schipa di Lecce, Thüringen Philharmonie Gotha, Sinfonica di Pescara, G. Frescobaldi di Ferrara, Sinfonica di Grosseto, U. Giordano di Foggia, Sinfonica della Provincia di Bari, Filarmonia Veneta, Orchestra 1813, La FVG Mitteleuropa Orchestra, Orchestra Saverio Mercadante, Orchestra Sinfonica dell'Europa Unita e l' Orchestra Sinfonica Siciliana, Orchestra Sinfonica Abruzzese, Orchestra Sinfonica dell'Accademia di Schio. Nell'ambito della collaborazione con il Teatro Comunale di Bologna ha diretto partiture di Pergolesi/Offenbach e nel 2010 dirige Madama Butterfly di G. Puccini nei Teatri di Jesi, Fermo e Brindisi replicata poi per le stagioni dei Teatri di Rovigo e Treviso. Dirige nel 2011/2012 il nuovo allestimento di Così fan Tutte di W.A. Mozart del circuito As.Li.Co. e Il Signor Bruschino di G. Rossini per il Piccolofestival nei castelli del Festival del Friuli Venezia Giulia. Nel 2013 dirige Phaedra op. 93 di B. Britten per il progetto "Note sul Mito III" dell'Università di Foggia (Cui è seguita la pubblicazione del saggio "Phaedra nel teatro Musicale del Novecento", ed. Il castello 2014). Tra le ultime produzioni il tour Japan 2017 dell'Orchestra di Roma (tra le sale principali Tokyo Opera City, Osaka, Hamamatsu, Kyoto, Yokohama), la prima assoluta all'Auditorium della Conciliazione di Roma "Tristano e Isotta, Eros e Thanatos. una fiamma senza tempo" e il Barbiere di Siviglia di G. Rossini al Teatro Marrucino di Chieti con la regia di Pierfrancesco Pingitore. Nel Giugno 2015 ha diretto "Sinfonia" di L. Berio al Teatro La Fenice di Venezia con The Swingles e l'Orchestra Filarmonica del Teatro La Fenice.

Attivo anche come compositore, è stato interprete al pianoforte delle sue "5 liriche da M. Wesendonck" eseguite a Mosca presso la Rachmaninov's Hall; il Majdanek- Requiem e il Rapsodiequartett commissionato del Comune della sua Città per commemorare l'anniversario della morte di Gramsci.

Ha scritto il saggio "Nuove tecniche d'analisi musicale" pubblicato nel volume "Sciamboli e canti all'altalena" (Squilibri, Roma 2011) e i "50 Solfeggi Parlati e Cantati per studenti di canto" (2014).

Nel 2005 vince la borsa di studio per Maestri Collaboratori al Teatro Lirico Sperimentale collaborando con R. Bruson, R. Kabaivanska, M. Boemi, E. Ferrari e C. Ventura. Ha lavorato come Maestro Collaboratore per le masterclass di M. Freni, F. Araiza, I. Cotrubas, F. Cedolins, M. Trombetta, F. Patanè. L. Serra e A. Antoniozzi e in produzioni d'opera con R. Abbado, K.L. Wilson, D. Livermore.

Insegna direzione d'orchestra e prassi esecutiva dell'Opera Italiana all'Accademia Internazionale delle Arti a Seoul tenendo corsi anche ad Anyang, Cheonan, Changwon, Masan e Jeonju.

Ha inciso per KZ-Musik i dischi 6, 7 e 12 dell'Enciclopedia di Musica scritta nei Campi di concentramento, curando l'integrale delle composizioni corali con il gruppo vocale Concentus Foveanus, il disco The Breaths con l'Orchestra Saverio Mercadante e Le quattro stagioni di A. Vivaldi con l'Orchestra di Roma.

 

Francesco Paolo Barbaria, sax

francescopaolobarbariaAllievo di Fabrizio Mancuso, ha conseguito il diploma di sax presso il Conservatorio "V.Bellini" di Palermo con il massimo dei voti, evidenziando sin da subito particolari doti musicali; frequentava appena il II anno quando incise, dal vivo, il concerto di A.Glazunov per sassofono e orchestra.

Nel 2001 inizia la sua attività concertistica in quartetto esibendosi all'interno della "III stagione concertistica giovani in concerto" indetta dall'associazione siciliana "Amici della Musica" di Palermo; nello stesso anno partecipa alla rassegna musicale "Cortili aperti" indetta dall'associazione "Dimore Storiche Italiane" di Palermo. Nello stesso anno partecipa alla "XVI stagione concertistica" indetta dall'associazione "Amici della Musica G. Mulè" di Termini Imerese (Pa). Ha, inoltre, suonato per diverse iniziative umanitarie quali Telethon, progetto Talassemia, Unicef.

Nel 2002 partecipa alla "IV edizione giovani in concerto" promossa dal conservatorio "V.Bellini" di Palermo, si esibisce all'interno della "43° Rassegna Internazionale delle attività subacquee" indetta dal comune di Ustica (Pa) e dall'AAPIT di Palermo. Ha preso parte alla "XVII stagione concertistica" promossa dall'associazione "Amici della musica G. Mulè" di Termini Imerese (Pa). In quell'anno, l'approccio alla musica contemporanea lo avvicina al compositore Claudio Scannavini, con il quale ha collaborato all'interno di una rassegna di musica contemporanea promossa dal Conservatorio "V.Bellini" di Palermo.

Con la medesima formazione ha vinto l' "VIII Concorso Nazionale per giovani musicisti" promosso dall'associazione "Amici della Musica B. Albanese" di Caccamo (Pa), il "VII Concorso Internazionale Città di Palermo" indetto dall'associazione "Ars Musica" di Palermo. Si è classificato fra i primi posti alla prima competizione musicale Europea "Musicatri" promossa dall'associazione "Amici della Musica 2000" di Atri (Te), al "Concorso Internazionale Premio Seiler" fondato dall'associazione musicale "Unda maris" in collaborazione con il Conservatorio "V.Bellini" di Palermo.

La spasmodica attenzione verso l'antologia sassofonistica lo induce a proseguire da solista vincendo, nel 2010, il "XV Concorso Nazionale per giovani musicisti" città di Caccamo (Pa) e il "XVI Concorso Nazionale per giovani solisti" città di Palermo. Nel 2011 vince il I premio assoluto al 6° concorso "città di Bagheria" (Pa), il primo premio al 16° concorso "nuovi orizzonti" città di Arezzo (Ar) e il 28° concorso A.M.A. CALABRIA città di Lametia Terme. Nel 2013 vince il 16° Concorso Internazionale "Premio Crescendo" città di Firenze ed il 14° Concorso Internazionale "Nuovi Orizzonti" città di Padova.

Ha conseguito la laurea specialistica di II livello con il massimo dei voti presso il Conservatorio Statale "A. Scontrino" di Trapani sotto la guida di Antonino Peri; si è inoltre perfezionato con: Mario Ciaccio, Géraud Etrillard, Claude Delangle ,Fabrice Morettì, Ernie Watts, Herrero Sixto, Antonino Mollica, Simone Diriq, Sergey Kolasov, Vincent David, Jilles Tressos, Jean Marie Londeix, Christian Wirth, Jean Ives Formeau, Jerome Laran, Pascal Bonnet, Arno Bornkamp, Lars Mlekusch e Jean-Yves Chevalier.

Ha, infine, collaborato con il Teatro Massimo "V.Bellini" di Catania e la Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana di Palermo.

 

Note di sala a cura di Riccardo Viagrande

Andrè Waignein (Mouscron 1942 - 2015)

Rapsodia per sax e orchestra

Durata: 17'

Compositore poliedrico e autore di una sterminata produzione che va da opere di carattere pedagogico a musica sinfonica e per banda, André Waignein, conosciuto anche con lo pseudonimo di Roland Kernen, è stato certamente una delle personalità più importanti nel panorama musicale del Novecento. Dopo aver studiato tromba a Bruxelles e composizione a Mons con Messiaen, ha ricoperto il ruolo di direttore del Conservatorio di Tournai. Tra le sue composizioni spicca questa Rapsodia per sax e orchestra che, composta nel 2010 in occasione del quinto Concorso Internazionale Adolphe Sax che si è svolto a Dinant in Belgio, costituisce ormai un classico della letteratura per sassofono, strumento che il padre, ferroviere, suonava discretamente bene. Questo lavoro, che dal punto di vista formale potrebbe far pensare alla forma del concerto con la suddivisione in tre movimenti, in realtà è una pagina nella quale la musica si sviluppa in modo spontaneo. Il primo movimento, aperto da un'introduzione orchestrale, permette al solista di mettere in evidenza sia le sue doti virtuosistiche sin dalla scala che costituisce l'incipit della sua parte sia quelle espressive. Di carattere marcatamente lirico è il secondo movimento aperto da un tema esposto dai legni, mentre l'ultimo movimento è una pagina brillante nella quale il solista può esprimere le sue doti virtuosistiche.

 

Camille Saint-Saëns

(Parigi 1835 – Algeri 1921)

Danse macabre (Danza macabra), poema sinfonico op. 40

Mouvement modéré de Valse

Durata: 8'

Particolarmente caro all'iconografia medievale, il soggetto della Danza macabra è stato spesso scelto come fonte ispiratrice sia di lavori musicali, tra cui ricordiamo Totentanz di Franz Liszt, sia di opere letterarie, tra le quali spiccano La maschera della morte rossa di Edgar Allan Poe e la ballata di Goethe La danza macabra. Proprio il tema di questa ballata, nella quale è descritta una danza macabra a cui partecipano in un cimitero gli scheletri ritornati in vita quasi per incanto al rintocco della mezzanotte, fu ripreso e rielaborato in chiave ironica dal poeta francese Henri Cazalis, pseudonimo di Jean Lahor, il cui poemetto servì da fonte di ispirazione per Saint-Saëns, che lo mise in musica per voce e pianoforte orchestrando in seguito la parte pianistica. Da questo lavoro Saint-Saëns nel 1874 trasse il terzo dei suoi quattro poemi sinfonici, per il quale utilizzò come programma il seguente testo liberamente ispirato al poemetto di Cazalis:

"I raggi della luna filtrano a intervalli fra nuvole a brandelli. Dodici cupi rintocchi risuonano dal campanile della chiesa. Svanito l'ultimo di essi, si odono strani rumori dall'attiguo cimitero, e la luce della luna investe una fantomatica figura: la Morte, che suona il violino, seduta su una pietra tombale. Si odono strida dai sepolcri circostanti e il vento ulula fra le cime degli alberi spogli. Le note sinistre dello scordato violino della Morte chiamano i morti fuori dalle tombe; e questi, avvolti in bianchi sudari, volteggiano attorno in una danza infernale. La quiete del sacro recinto è distrutta da grida sorde e risa orribili. La ridda degli scheletri, col rumore secco delle ossa, diviene sempre più selvaggia, e la Morte, nel mezzo, batte il tempo col suo piede scricchiolante di scheletro. Improvvisamente, come presi da un sospetto terribile, i morti si arrestano. Nel vento gelido si sentono le note della Morte. Un fremito percorre i ranghi dei trapassati: i teschi sogghignanti si rivolgono in ascolto verso la pallida luna. Ma le note stridenti della Morte di nuovo rompono il silenzio, e i morti riprendono a danzare più selvaggiamente di prima. L'ululo del vento si unisce al coro dei fantasmi, gemendo fra i rami nudi dei tigli. D'improvviso la Morte smette di suonare, e nel silenzio che segue si ode il canto del gallo. I morti si affrettano verso le tombe e la fatale visione svanisce nella luce dell'alba".

Il poema sinfonico, eseguito, per la prima volta, ai Concerts Colonne di Parigi il 24 gennaio 1875, segue in modo abbastanza fedele questo programma perfettamente realizzato anche nell'organico con il violino di spalla, che sostiene la parte principale, accordato sol-re-la-mi bemolle e non normalmente sol-re-la-mi. La fedeltà al programma letterario è evidente già nella parte iniziale con i rintocchi della campana resi perfettamente da 12 re ribattuti dall'arpa e con gli strani rumori, realizzati dal pizzicato dei violoncelli e dei contrabbassi, corrispondenti in realtà a misteriosi e sinistri passi provenienti dal cimitero attiguo. Questi sono i passi della Morte che si presenta con il suo violino scordato reso perfettamente dalla doppia corda la-mi bemolle eseguita a vuoto. Al richiamo della Morte gli scheletri, annunciati da un tema affidato al flauto e, poi, ripreso dagli archi, escono dalle loro tombe facendo scricchiolare le loro ossa su un ritmo di valzer. La Morte ritorna ad essere protagonista con un tema lamentoso e invita a danzare gli scheletri il cui scricchiolio è perfettamente reso in modo onomatopeico dal suono dello xilofono; la danza si anima e si trasforma quasi in una ridda sfrenata fino a quando i violoncelli, le viole e un fagotto danno vita a una fuga nella quale appare variato il celeberrimo tema del Dies irae. La danza sfrenata e quasi selvaggia raggiunge il punto culminante nell'ironico e brillante Presto che si arresta d'improvviso, introducendo la coda del poema e lasciando il posto ad un oboe che, accompagnato da un lungo suono tenuto dai corni, riproduce il canto del gallo. È l'alba e la Morte, pur cercando di riprendere frammenti del tema esposto in precedenza, scompare.

Nel brano di Saint-Saëns il carattere popolare e misterioso di questa credenza viene stemperato in una scrittura ironica grazie ad un sapiente e onomatopeico uso delle sonorità orchestrali che tende ad esorcizzare la paura della Morte, una sgangherata musicista che non riesce nemmeno a suonare in modo intonato il suo violino.


Jacques Offenbach

(Colonia 1819 – Parigi 1880)

Le Papillon, suite dal balletto

Durata: 24'

Composto nel 1860 e rappresentato con le coreografie di Marie Taglioni per la prima volta il 26 novembre dello stesso anno a Parigi, Le Papillon è un balletto fantastico in due atti il cui libretto fu redatto da Jules-Henri Vernoy de Saint-Georges. Protagonista del balletto è Farfalla, una giovane serva innamorata del principe Djalma, che viene trasformata in Papillon dalla vecchia e brutta fata Hamza, gelosa di questo idillio e indispettita dall'impossibilità di ricevere il bacio che le avrebbe restituito la sua giovinezza. L'incantesimo si rompe quando Papillon, venuto a contatto con una torcia si brucia le ali; Farfalla riprende allora le sue sembianze e può coronare il suo sogno d'amore sposando il principe Djalma.

Ritirato dalle scene dopo la prematura morte, nel 1863, di Emma Livry, la celebre ballerina che impersonò Farfalla alla prima rappresentazione, e smembrato dallo stesso Offenbach che riutilizzò alcuni frammenti della partitura in altri suoi lavori, il balletto è stato ricostruito nella sua versione originale da Pierre Lacote. Caratterizzato da una musica brillante, annovera tra le sue pagine più famose la Valse des Rayons (Valzer dei raggi) che con il titolo La Chaloupée, fu resa celebre da Max Dearly et Minstinguett che la danzarono nei loro spettacoli al Moulin Rouge.

 

Barcarole da "I racconti di Hoffmann"

Durata: 6'

 

Can can

Durata: 5'

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