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Da Vivaldi a Cimarosa a Palazzo Riso

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Venerdì 4 agosto si chiude la rassegna Palazzo Riso Classica con l'Orchestra Sinfonica Siciliana diretta da Alberto Maniaci, flauto ottavino solista, Debora Rosti. In programma musiche di Cimarosa, Vivaldi e Haydn

Palermo, 3 agosto 2017 - Ultimo concerto della Rassegna Palazzo Riso Classica, venerdì 4 agosto alle ore 21, con l'Orchestra Sinfonica Sicilianadiretta da Alberto Maniaci, flauto ottavino solista, Debora Rosti. In programma Il matrimonio segreto, sinfonia di Domenico Cimarosa (1749-1801), Antonio Vivaldi (1678-1741), Concerto in do maggiore per ottavino e archi RV 443,Joseph Haydn (1732-1809), Sinfonia n.94 in Sol maggiore ("La sorpresa")

Il matrimonio segreto di Domenico Cimarosa. E' un dramma giocoso su libretto di Giovanni Bertati, che si ispirò sulla commedia The clandestine Marriage di George Colman the Elder e David Garrick del 1766 eseguita al Drury Lane di Londra. Fu rappresentato il 7 febbraio 1792 al Burgtheater di Vienna e piacque tantissimo al pubblico tant'è vero che l'opera fu ripetuta per intero. E' la storia di Paolino e Carolina, che in preda a un impulso amoroso, si sono sposati in segreto da due mesi e fra ansie e sotterfugi si adorano senza potersi appartenere, il che accresce la loro tenerezza e il loro ardore. La sinfonia si divide nei seguenti movimenti: Allegro, Largo, Allegro molto.

Il Concerto in do maggiore di Antonio Vivaldi. Il flauto ottavino recita un ruolo fondamentale di stampo nettamente virtuosistico, il Concerto in do maggiore attesta quanto Vivaldi considerasse questo piccolo strumento meritevole «d'una dignità pari a quella di un flauto, se non addirittura a quella di un violino» (Talbot). La breve frase introduttiva dell'Allegro dà senza indugi l'avvio a difficili fioriture che ininterrottamente arricchiscono il tessuto musicale. Si impongono all'attenzione continue scalette ascendenti e discendenti, rinnovate con frequenza reiterata e sempre più pronunciata, mentre assumono una spiccata evidenza trilli e terzine in progressione armonica. Anche nel secondo movimento, Largo in 12/8, i passaggi virtuosistici del solista continuano a dominare l'incedere musicale. Risulta assai interessante ascoltare poi un'ampia sezione modulante durante la quale lo strumento solista ha largo spazio per sfruttare tutte le proprie attitudini espressive, oltre ogni limite immaginabile. Nella rapidità dell'ultimo movimento, Allegro molto, si esalta la brillantezza degli atteggiamenti di quest'opera, sempre più incline a privilegiare il virtuosismo del solista, al quale anche la scrittura orchestrale, notevolmente semplificata, concede la massima evidenza all'insistita gamma degli effetti di bravura.

La Sinfonia n. 94 in sol maggiore di Franz Joseph Haydn. fu composta per i concerti di Salomon in Londra del 23 marzo 1792, ed è conosciuta in Inghilterra come The Surprise (la "sinfonia della sorpresa") perché nel secondo movimento ha improvvisamente un fortissimo. In Germania è detta "mit dem Paukenschlag". Il primo movimento è un allegro di sonata con introduzione lenta. L'esposizione ha tre gruppi tematici. Il minuetto è un ballo più rapido. L'ultimo movimento mescola la forma-sonata e la forma del rondò. Si divide nei seguenti movimenti: Adagio;Vivace assai; Andante Menuetto; Trio, Allegro molto

Biglietti al Botteghino del Politeama Garibaldi e un'ora e mezza prima dello spettacolo a Palazzo Riso Info: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , www.orchestrasinfonicasiciliana.it, vivaticket.it, 091 6072532

Prezzo biglietti

Palazzo Riso (posto unico): 10 €, comprensivo di degustazione vino

L'Ufficio Stampa 

(Mario Pintagro)

 

Note biografiche

Alberto Maniaci, direttore

Maniaci Alberto 2Nato a Palermo nel settembre del 1987, ha conseguito i Diplomi in Pianoforte, Composizione e Direzione d'orchestra con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio "Vincenzo Bellini" di Palermo, studiando rispettivamente con Mimma Latora, Marco Betta e Carmelo Caruso. Dal 2005 ad oggi ha approfondito lo studio della direzione d'orchestra con Ennio Nicotra, frequentando numerose Masterclasses a Perugia, Milano, Mantova e San Pietroburgo. Parallelamente ha partecipato ai corsi di Piero Bellugi a Firenze e Roma, dal 2007 in poi.

Le sue esperienze direttoriali lo portano ad esibirsi con l'Orchestra Giovanile Mediterranea (da egli stesso fondata a Palermo nel 2002), Orchestra Giovani Solisti Siciliani, Accademia Concertante d'Archi di Milano, Peter The Great Music Academy (San Pietroburgo), Orchestra Jazz Siciliana, Orchestra Filarmonica Nissena, Florence Symphonietta, Filarmonica Veneta, Filarmonica Arturo Toscanini di Parma (in occasione del concorso Toscanini per giovani direttori d'orchestra, nel quale si è classificato tra i primi 12 selezionati in tutto il mondo), Orchestra Sinfonica del Conservatorio Vincenzo Bellini di Palermo, Orchestra da Camera "Ruggero II", Mediterranean Chamber Orchestra, Orchestra Sinfonica Giovanile Internazionale "Fedele Fenaroli" di Lanciano, Istituzione Sinfonica Abruzzese, Orchestra Sinfonica Siciliana con la quale ha debuttato nel maggio 2014 dirigendo la Petite Messe Solemnelle di Rossini e, successivamente, nel mese di novembre dello stesso anno per un Gala di beneficenza nonché nel luglio 2015 in un programma che comprendeva l'"Italiana" di Mendelssohn.

Dal gennaio 2010 collabora attivamente con il Teatro Massimo di Palermo dove è stato Maestro Collaboratore e Maestro Preparatore del Coro "Città di Palermo" nell'opera "Alice nel paese delle meraviglie" di Giovanni D'Aquila. Ha ricoperto il medesimo incarico di Maestro Collaboratore per la produzione "Help, Help, The Globolinks!" di Giancarlo Menotti, per la produzione "La Carovana Volante" su musiche di Gioacchino Rossini e Giovanni D'Aquila nonché per la produzione "Feuersnot" di Richard Strauss. Nel 2015 ha diretto l'Orchestra del Teatro Massimo per la produzione "Oh! What a harmonic noise!".

Nel 2012 è risultato vincitore del 3° premio al V Concorso Internazionale "Luigi Mancinelli" di Orvieto per direttori d'orchestra, dirigendo l'Orchestra Spazio Musica in occasione della stessa competizione. Nello stesso anno ha vinto il "Premio delle Arti" di direzione d'orchestra, organizzato dal Ministero dell'Istruzione Università e Ricerca presso il Conservatorio "Alfredo Casella" de' L'Aquila. Nel Settembre del 2013 risulta selezionato per gli ottavi di finale del 53° Concours International de jeunes chefs d'orchestre di Besancon (Francia).

È autore di numerose composizioni per formazioni cameristiche, solistiche e orchestrali e di numerosi arrangiamenti e orchestrazioni. Le sue musiche sono edite da Kelidon Edizioni.

 

Debora Rosti, ottavino

rosti1Ha compiuto gli studi musicali presso l'Istituto Musicale "O.Vecchi" di Modena e ha conseguito il Diploma di flauto presso il Conservatorio di Musica "L.Campiani" di Mantova nel 1990. Ha proseguito gli studi all'I.C.O.N.S. di Novara con Glauco Cambursano , alla Scuola di Alto Perfezionamento Musicale di Saluzzo e al Conservatorio Superiore di Ginevra con Maxance Larrieu. Ha proseguito il perfezionamento con il M° Bruno Cavallo.

Ha collaborato in qualità di flautista e ottavinista con molte orchestre italiane fra le quali : l'Orchestra del Teatro "Carlo Felice" di Genova, l'Orchestra del Teatro "La Fenice" di Venezia , l'Orchestra dei "Pomeriggi Musicali" di Milano, l'Orchestra "A. Toscanini" di Parma , l'Orchestra del Teatro Massimo di Palermo , l'Orchestra del Teatro "V.Bellini" di Catania e l'Orchestra del Teatro "Alla Scala" dove nel 2001 è stata anche una delle due finaliste al concorso internazionale per il posto di ottavino.

Vincitrice delle ultime selezioni di ottavino con obbligo del secondo flauto ricopre stabilmente questo ruolo nell'Orchestra Sinfonica Siciliana dal 2000.

 

Note di sala a cura di Riccardo Viagrande

Domenico Cimarosa (Aversa 1749 - Venezia 1801)

Il matrimonio segreto, sinfonia

Largo, Allegro

Durata: 7'

Rappresentato al Burgtheater di Vienna il 7 febbraio 1792 con un successo strepitoso, Il matrimonio segreto su libretto di Giovanni Bertati è il capolavoro di Domenico Cimarosa che in quest'opera utilizzò con grande perizia gli elementi migliori del suo teatro comico: un perfetto equilibrio fra il tenero e il comico, fra il sentimentale e il buffo, e una bonaria ironia verso i personaggi e i loro caratteri che vanno dall'ossequiosità un po' prevaricante del conte all'ingenuo sentimentalismo di Paolino, dalla civetteria della matura Fidalma alla rivalità per amore delle due sorelle, impreziosendo la semplice trama grazie alla mano favolosamente leggera, retta da una consapevolezza tecnica e da buongusto singolare (Hanslick). Autentico capolavoro, Il matrimonio segreto raccoglie e porta alle estreme conseguenze tutte le innovazioni apportate al genere comico come la divisione dell'opera in due atti e l'eliminazione delle parti serie, eccezion fatta per l'aria di Elisetta Se son vendicata nella scena quindicesima del secondo atto tradizionalmente tagliata nelle riprese moderne. Della sinfonia, aperta da tre battute (Largo), nelle quali con dei poderosi accordi viene affermata la tonalità di impianto, Cimarosa fece due versioni delle quali la prima fu eseguita a Vienna e la seconda in occasione di una ripresa a Napoli. Questa versione, che corrisponde a quella correntemente eseguita, è molto più ampia nell'Allegro in forma-sonata, nel quale si percepiscono alcuni echi mozartiani, soprattutto delle Nozze di Figaro, che, secondo Anna Mondolfi-Bossarelli, Cimarosa avrebbe tentato di eliminare rielaborando la partitura.

 

Antonio Vivaldi (Venezia 1678 – Vienna 1741)

Concerto in do magg. per ottavino e archi RV 443

Allegro

Largo

Allegro molto

Durata: 12'

Diffuso in tutta Europa e in particolar modo in Francia e in Germania, il flauto traverso è uno strumento che si affermò in Italia soltanto nella prima metà del Settecento, come si evince anche da alcuni documenti, chiamati Nottatori del Pio Ospitale della Pietà di Venezia, dove Vivaldi visse e operò dal 1704 al 1740. In uno di questi documenti del 27 ottobre 1728 si fa riferimento alla nomina di maestro di traversie, cioè di flauto traverso, conferita ad Ignazio Siber [sic] che già nel 1713 era stato scritturato sempre dalla stessa istituzione in qualità di maestro di oboe. Proprio al secondo decennio del Settecento risale la composizione di questo Concerto in do magg. per ottavino (chiamato anche all'epoca flauto diritto sopranino) e archi RV 443 conservato insieme ad altre composizioni dello stesso genere nel Fondo Giordano della Biblioteca Nazionale di Torino. Un accentuato virtuosismo con scale ascendenti e discendenti, trilli e figurazioni di terzine caratterizza il brillante primo movimento, Allegro, mentre nel secondo, Largo, pur non mancando di passi di natura visrtuosistica, si può apprezzare anche una sezione di intensa espressività. Brillante è l'ultimo movimento, Allegro molto, nel quale il solista può esibire le sue capacità virtuositiche facilitato da una scrittura orchestrale molto semplificata che gli consente di emergere.

 

Franz Joseph Haydn

(Rohrau 1732 – Vienna 1809)

Sinfonia n. 94 "mit den Paukenschlag" o "The surprise" ("col colpo di timpano" o "La sorpresa"), in sol maggiore Hob. I: 94

Adagio cantabile, Vivace assai

Andante

Menuetto (Allegro molto)

Finale

Durata: 24'

"Il secondo movimento era all'altezza delle più felici creazioni del Maestro. Non è fuori luogo paragonare la sorpresa alla situazione di una bella pastora che, cullata nel sonno dal mormorio di una lontana cascata, si svegli spaventata dallo sparo di un fucile da caccia. Il flauto obbligato è stato delizioso".

Con queste entusiastiche parole l'«Oracle» salutò dalle sue colonne la Sinfonia n. 94 "col colpo di timpano" o "La sorpresa" di Haydn l'indomani della prima esecuzione avvenuta il 23 marzo 1792 alle Hannover Square Rooms di Londra in occasione del sesto concerto organizzato da Johann Peter Salomon. La composizione della Sinfonia, la seconda delle cosiddette Londinesi, fu molto probabilmente iniziata durante le vacanze estive trascorse a Roxford, a nord di Londra, nella residenza del ricco banchiere Nathaniel Brassey, del quale Haydn fu ospite nell'estate del 1791; poco dopo Haydn si trovò a dover affrontare un periodo di lavoro particolarmente intenso a causa dell'arrivo, nella capitale inglese, di Ignaz Pleyel, un suo allievo che, all'epoca, era uno dei compositori più acclamati in tutta Europa e godeva di una fama maggiore di quella del suo maestro. L'arrivo di Pleyel a Londra, chiamato, per la stagione del 1792, dai dirigenti del Professional Concert, istituzione in concorrenza con quella di Salomon, aveva contribuito, infatti, ad accrescere notevolmente gli impegni di lavoro di Haydn, che ebbe modo di lamentarsi di ciò in una lettera del 2 marzo1792 indirizzata alla signora von Genzinger:

"Non esiste giorno, un solo giorno, in cui sia libero dal lavoro, e devo ringraziare il buon Dio se potrò lasciare Londra; più presto è, meglio è. Le mie fatiche sono state accresciute dall'arrivo del mio allievo Pleyel che il Professional Concert ha fatto venire qui. È arrivato con numerose nuove composizioni, scritte tuttavia, molto tempo fa; egli allora ha promesso di presentare ogni sera un nuovo lavoro. Appena l'ho saputo, mi sono reso conto che molti ce l'avevano a morte con me, perciò ho annunciato pubblicamente che avrei prodotto anch'io 12 pezzi nuovi. Per mantenere la parola, e sostenere il povero Salomon, mi tocca soffrire e lavorare in continuazione, e la cosa mi pesa davvero molto. Gli occhi soprattutto ne soffrono, e trascorro molte notti insonni, anche se, con l'aiuto di Dio, supererò tutto. Gli organizzatori del Professional Concert hanno voluto mettermi il bastone fra le ruote, perché non ho voluto andare con loro; ma il pubblico è giusto. L'anno scorso ho avuto molto successo e ancor più ne avrò quest'anno. La presunzione di Pleyel viene criticata aspramente, ma gli voglio bene lo stesso. Vado sempre ai suoi concerti e sono il primo ad applaudirlo".

Anche Pleyel andava ai concerti di Haydn e la sera della prima esecuzione di questa Sinfonia si complimentò personalmente con il suo maestro, come è riportato dal suo primo biografo Georg August Griesinger:

"Una volta chiesi ad Haydn se fosse vero che aveva inserito nell'Andante i colpi di timpani per svegliare il pubblico che era andato al suo concerto per dormire. «No» mi rispose «il mio desiderio era piuttosto di sorprendere il pubblico con qualcosa di nuovo e fare un debutto brillante in modo da non essere superato dal mio allievo Pleyel che in quel momento era impegnato con un'orchestra di Londra che nel 1792 aveva iniziato la sua stagione di concerti otto giorni prima della mia. Il primo Allegro della sinfonia venne salutato da un numero infinito di "bravo", ma l'entusiasmo raggiunse il culmine con l'Andante "col colpo di timpani". Ancora! Ancora! risuonava in ogni bocca, e anche Pleyel si è complimentato con me per la mia trovata".

In effetti, accadeva piuttosto spesso che durante la seconda parte del concerto, proprio quando venivano eseguite le composizioni di Haydn, il pubblico inglese, reduce da tavole imbandite concluse da bevute di liquori, si addormentasse. Molti pensarono che il compositore, con l'imprevisto colpo di timpano, avesse così consumato una piccola vendetta, svegliando il pubblico proprio quando non se lo aspettava.

La sinfonia, come tutte le Londinesi, è strutturata in quattro movimenti, dei quali il primo si apre con un introduttivo Adagio cantabile dal fiabesco incipit affidato alle dolci sonorità degli oboi e dei fagotti, a cui rispondono gli archi con una maestosa melodia che anticipa il primo tema del brillante e innovativo Vivace assai, in forma-sonata, nel quale possono distinguersi ben tre idee tematiche diverse, l'ultima delle quali di carattere campestre.

Il successivo Andante cantabile, il famoso movimento che dà il titolo alla sinfonia per l'uso imprevisto del colpo di timpano, è formalmente un tema con quattro variazioni. Tutto il movimento è costruito intorno a un semplicissimo tema con note ribattute che Haydn avrebbe utilizzato in seguito nell'oratorio delle Stagioni per l'aria dell'agricoltore. Alla fine della ripresa della prima sezione interviene il timpano, accompagnato dall'intera orchestra, che rompe l'idillio campestre generando l'effetto di sorpresa che, alla prima esecuzione, sempre secondo quanto riferito da Griesinger, produsse lo svenimento di una signorina piuttosto sensibile, estasiata dal sorprendente effetto della musica, che dovette essere trasportata all'aria fresca.

Un elegante e, al tempo stesso, ironico Menuetto nelle pause che tagliano la parte conclusiva del tema, è il terzo movimento, il cui andamento, Allegro molto, è leggermente più rapido di quello che contraddistingue abitualmente questa danza, mentre il Finale, Allegro di molto, è un brillante Rondò.

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