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Uto Ughi, il fascino di un violino a Taormina. Dirige Simone Bernardini

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Gran Concerto dell'Orchestra Sinfonica Siciliana nella straordinaria cornice del Teatro Antico di Taormina, mercoledì 9 agosto alle ore 21.30. L'Orchestra, guidata dal direttore stabile, Simone Bernardini, avrà in Uto Ughi un solista d'eccezione. In programma, il Concerto per violino e orchestra in re maggiore op. 35 di Pëtr Il'ič Čajkovskij e la Sinfonia n. 9 in mi minore di Antonín Dvořák, "Dal nuovo mondo"

Palermo, 7 agosto 2017 - Penultimo appuntamento del programma estivo dell'Orchestra Sinfonica Siciliana con un gran concerto nella straordinaria cornice del Teatro Antico di Taormina, mercoledì 9 agosto alle ore 21.30. L'Orchestra, guidata dal direttore stabile, Simone Bernardini, avrà in Uto Ughi un solista d'eccezione. Il violinista sarà il protagonista della prima parte della serata, caratterizzata dal Concerto per violino e orchestra in re maggiore op. 35 di Pëtr Il'ič Čajkovskij (1840-1893).Nella seconda parte del concerto, un altro pezzo forte molto amato dal pubblico, la Sinfonia n. 9 in mi minore di Antonín Dvořák (1841-1904).

Il Concerto per violino e orchestra di Čajkovskij. Il compositore russo terminò l'opera nel 1878 a Clarens, vicino Ginevra, sfruttando la collaborazione del violinista Iosif Kotek. Questi avrebbe dovuto eseguire il concerto, ma rifiutò all'ultimo per la sua difficoltà d'esecuzione. Stessa sorte toccò a Leopold Auer, cosicché bisognò aspettare il 4 dicembre 1881 a Vienna, per vederlo eseguito grazie al violinista Adol'f Brodskij cui Čajkovskij dedicò la partitura. La direzione d'orchestra fu affidata ad Hans Richter. Come spesso succese, ci fu chi criticò aspramente il concerto: il critico tedesco Eduard Hanslick, lo stroncò, giudicandolo lontano dalla visione musicale che il compositore russo aveva espresso. Lo stesso Čajkovskij riporta in una lettera i commenti di Hanslick: "Per caso, nella sala di lettura dell'hotel, mi è capitata in mano una copia del quotidiano "Neue Freie Presse", dove Hanslick tiene la sua rubrica musicale. A proposito del mio Concerto per violino, scrive che, in generale, per quanto conosca le mie opere, esse si distinguono per la loro incoerenza, completa mancanza di gusto, rozzezza e barbarie. Per ciò che riguarda il Concerto per violino il suo inizio non è male, ma più si va avanti, peggio è. Alla fine del primo movimento, egli sostiene, il violino non suona, bensì raglia, stride, ruggisce. Anche l'Andante inizia felicemente, ma ben presto si trasforma nella descrizione di una qualche festa russa selvaggia dove sono tutti ubriachi e hanno volti triviali, disgustosi. "Ascoltando la musica di Čajkovskij mi è venuto in mente che esiste musica puzzolente (stinkende Musik)". Si divide nei seguenti movimenti: Allegro-moderato-Moderato assai; Canzonetta-Andante; Finale-Allegro vivacissimo. Curiosità. Il tema principale è stato la colonna sonora di un famoso brandy nel Carosello degli anni '60. Il concerto al cinema, nell'omonimo film di Radu Mihaileanu, è l'ossessione del direttore d'orchestra russo del Bolshoi Andrei Filipov, degradato al tempo di Breznev al rango di uomo di pulizie per essersi rifiutato di cacciare i musicisti ebrei dall'orchestra.

La Sinfonia n. 9 in mi minore di Dvořák. E' nota anche col titolo di Sinfonia "Dal Nuovo Mondo", pubblicata come sinfonia n. 5, ma è in realtà la nona ed ultima fra le sinfonie di Dvořák. Il titolo fa riferimento al continente americano. La sinfonia fu infatti composta quando il compositore ceco era direttore del New York National Conservatory of Music. Dvořák trovò nuovi stimoli e propose così una sinfonia di indole classica europea, ma contaminata dalla musica autoctona, come gli spirituals. La Sinfonia fu composta nel 1893 a New York ed eseguita alla Carnegie Hall il 16 dicembre dalla New York Philharmonic diretta da Anton Seidl, ottenendo subito un grande apprezzamento da pubblico e critica. Neil Armstrong portò l'opera sulla Luna durante la missione Apollo 11, la prima di atterraggio sulla Luna, nel 1969. Per alcuni anni è stata utilizzata da Rai 1 come sigla introduttiva ai Gran Premi di Formula 1. Claudio Abbado l'ha eseguita al Teatro Massimo, dirigendo per l'ultima volta i Berliner Philharmoniker il 1° maggio 2002, in diretta mondiale. E' divisa nei seguenti movimenti: Adagio-Allegro molto; Largo; Scherzo-molto viva; Allegro con fuoco.

Biglietti al Botteghino del Politeama Garibaldi e un'ora e mezza prima dello spettacolo al Teatro Antico di Taormina. Info: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , www.orchestrasinfonicasiciliana.it, vivaticket.it, box office, 091 6072532.

Pullman G.T. da Palermo per Taormina € 25 (partenza ore 15 dal Politeama, ore 15.20 da piazzale Giotto)

Prezzo biglietti

20-30-40-50 €

L'Ufficio Stampa

(Mario Pintagro)

Note biografiche

Simone Benardini, direttore

bernardinidirettoreDopo avere occupato il posto di primo violino presso l'Orchestre National de Lyon (1998-1999 stagione), presso l'Orchestra della Juilliard School (2001), alla Filarmonica di Berlino (occasionalmente durante le stagioni 2005-2006 e 2012-1013), presso l'Orchestra del Teatro alla Scala di Milano (dalla stagione 2006-2007 alla stagione 2012-2013), presso la Rundfunk Sinfonieorchester di Berlino (stagione 2012-2013) così come presso presso l'Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia (stagione 2013-2014) ed essere stato invitato per la stagione 2007-2008 dalla Bavarian Radio Symphonieorchester, Simone Bernardini collabora regolarmente sia con la Chamber Orchestra of Europe che con l'Orchestra Filarmonica di Vienna e Berlin. Dal 2007 si esibisce sia come primo violino che come solista dell'Ensemble European Soloists (I Solisti d'Europa) composto esclusivamente dai solisti della Filarmonica di Vienna, Berlino, Scala e dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai di Torino.

In qualità sia di solista che musicista da camera, il M° Bernardini si è esibito nei Festival e nelle sale più importanti del mondo quali la Carnegie Hall (1999, 2007 e 2009), Lincoln Center e Bargemusic Concert a New York, la Concertgebouw di Amsterdam, la Filarmonica di Berlino, il Teatro alla Scala di Milano e all'Auditorium della RAI di Torino tra l'altro. Le sue attività sono regolarmente registrate e trasmesse dalle stazioni radio e televisive in tutto il mondo, la sua registrazione delle opere per trio e pianoforte di Liszt ha ricevuto il Diapason d'Or nel 2007; la sua prima registrazione per la Deutsche Grammophon è uscita durante la stagione 2013-2014.

Dopo avere assistito Leonard Slatkin e Ivan Fischer e diretto, rispettivamente, la European Union Youth Orchestra e l'Orchestra giovanile Gustav Mahler durante le prove, ha iniziato gli studi di direzione d'orchestra al Conservatorio di Parigi per poi studiare con Bernard Haitink a Lucerne. Il suo debutto parigino come direttore d'orchestra risale al 1999 e nel 2000 al Festival Musical d'Automne de Jeunes Interprètes, Festival, dove si era esibito come solista cinque volte, due anni prima. Successivamente ha diretto al Festival di Santander, al Teatro di Monte Carlo, al Théâtre de l'Athénée de Paris, al Théâtre de Fontainebleau, all'Auditorium de Vincennes, l'Orchestre Philharmonique du Luxembourg, per tre stagioni l'Orchestre Musikene de San Sebastian, l'Orquestra de Menorca, per due stagioni l'Orchestra Sinfonica Giovanile del Piemonte e ha realizzato con questa stessa orchestra una registrazione audio/video in diretta dall'Auditorium Lingotto di Torino nel 2009. Tra il 2003 e il 2009 ha diretto ogni stagione l'Orchestra Ostinato al momento residente presso l'Opera Comique di Parigi. Nel 2006 ha diretto l'integrale dei concerti per pianoforte di Mozart al Festival Opera Barga e due opere nel 2009 e nel 2010. Nel 2008 ha diretto un Familienkonzert nella Sala della Filarmonica di Berlino, e i suoi colleghi della Filarmonica di Berlino che diretto nuovamente nel 2009. Dal 2010 è stato invitato all'Eastern Music Festival negli USA Uniti e dal 2011-2012, ogni stagione, al Festival de Música de Santa Catarina in Brasile. Nella stessa stagione, dopo una tournée in Asia dove ha diretto la Nona Sinfonia di Beethoven e la Nona Sinfonia di Mahler con le orchestre di Kyoto e Osaka, ha diretto il Concerto di Capodanno della Philharmonisches Kammerorchester Berlin. A Osaka nel 2012 ha diretto un programma comprendente la Quinta Sinfonia Schostakovitch. Ancora ad Osaka nel 2013 (programma tra cui la Prima Sinfonia di Brahms e l'Uccello di fuoco di Stravinskij), a Kyoto (con la Quarta Sinfonia di Brahms) e la prima volta con la Kansai Philharmonic Orchestra (Quinta Sinfonia di Beethoven e il Lohengrin di Wagner) e al Festival UniMúsica Bogotá (con la Carmen di Bizet, il Flauto Magico di Mozart, Britten ecc). Dal 2005 è Direttore preparatore della Junge Deutsche Philharmonie e dalla stagione 2011-2012 occupa la stessa posizione alla Deutsch-Skandinavische Jugend Philharmonie che dirige alla Filarmonica di Berlino, nel gennaio 2015. Dal settembre 2016 è direttore stabile dell'Orchestra Sinfonica Siciliana.

Dopo aver insegnato presso l'Eastern Music Festival (USA), presso il Festival Euroasia à Seoul, presso l'Académie Européenne de Musique d'Aix en Provence così come presso la Fondazione Scuola di Musica di Fiesole, presso il Festival de Música de Santa Catarina in Brasile e aver occupato il posto di professore à presso l'Université Musikene de San Sebastian per quattro anni, egli è attualmente Professore all'Universität der Künste di Berlino e Professore invitato alla Kyoiku University d'Osaka e all'Universités Corpas et UniMúsica di Bogotá e all'Université d'Oulu en Finlande.

 

Uto Ughi, violino

ughi-uto1--400x320Erede della tradizione che ha visto nascere e fiorire in Italia le prime grandi scuole violinistiche. Uto Ughi ha mostrato uno straordinario talento fin dalla prima infanzia: all'età di sette anni si è esibito per la prima volta in pubblico eseguendo la Ciaccona dalla Partita n° 2 di Bach ed alcuni Capricci di Paganini. Ha eseguito gli studi sotto la guida di George Enescu, già maestro di Yehudi Menuhin. Quando era solo dodicenne e la critica scriveva: "Uto Ughi deve considerarsi un concertista artisticamente e tecnicamente maturo".

Ha iniziato le sue grandi tournèes europee esibendosi nelle più importanti capitali europee. Da allora la sua carriera non ha conosciuto soste. Ha suonato infatti in tutto il mondo, nei principali Festivals con le più rinomate orchestre sinfoniche tra cui quella del Concertgebouw di Amsterdam, la Boston Symphony Orchestra, la Philadelphia Orchestra, la New York Philharmonic, la Washington Symphony Orchestra e molte altre, sotto la direzione di maestri quali: Barbirolli, Bychkov, Celibidache, Cluytens, Chung, Ceccato, Colon, Davis, Fruhbeck de Burgos, Gatti, Gergiev, Giulini, Kondrascin, Jansons, Leitner, Lu Jia, Inbal, Maazel, Masur, Mehta, Nagano, Penderecki, Pretre, Rostropovich, Sanderlin, Sargent, Sawallisch, Sinopoli, Slatkin, Spivakov, Temirkanov.

Uto Ughi non limita i suoi interessi alla sola musica, ma è in prima linea nella vita sociale del Paese e il suo impegno è volto soprattutto alla salvaguardia del patrimonio artistico nazionale.

In quest'ottica ha fondato il festival "Omaggio a Venezia", al fine di segnalare e raccogliere fondi per il restauro dei monumenti storici della città lagunare. Conclusa quell'esperienza, il festival "Omaggio a Roma" (dal 1999 al 2002) ne raccoglie l'ideale eredità di impegno fattivo, mirando alla diffusione del grande patrimonio musicale internazionale; concerti aperti gratuitamente al pubblico ed alla valorizzazione dei giovani talenti formatisi nei conservatori italiani.

Tali ideali sono stati ripresi nel 2003 e attualmente portati avanti dal festival "Uto Ughi per Roma" di cui Ughi è ideatore, fondatore e direttore artistico.

Recentemente la Presidenza del Consiglio dei Ministri lo ha nominato Presidente della Commissione incaricata di studiare una campagna di comunicazione a favore della diffusione della musica classica presso il pubblico giovanile.

Il 4 settembre 1997 il Presidente della Repubblica gli ha conferito l'onorificenza di Cavaliere di Gran Croce per i suoi meriti artistici.

Nell'Aprile 2002 gli è stata assegnata la Laurea Honoris Causa in Scienza delle Comunicazioni.

Intensa è la sua attività discografica con la BMG Ricordi S.p.A- per la quale ha registrato: i Concerti di Beethoven e Brahms con Sawallisch, il Concerto di Cajkovskij con Kurt Sanderling, Mendelssohn e Bruch con Prêtre, alcune Sonate di Beethoven con Sawallisch al pianoforte, l'integrale dei Concerti di Mozart, Viotti, Vivaldi, "Le Quattro Stagioni", tre Concerti di Paganini nell'edizione inedita di direttore–solista, il Concerto di Dvorak con Leonard Slatkin e la Philarmonia Orchestra di Londra; le Sonate e Partite di Bach per violino solo.

Ultime incisioni sono: "Il Trillo del diavolo" (disco "live" dei più importanti pezzi virtuosistici per violino); il Concerto di Schumann diretto dal M° Sawallish con la Bayerischer Rundfunk ; i Concerti di Vivaldi con i Filarmonici di Roma; la Sinfonia Spagnola di Lalo con l'Orchestra RAI di Torino e de Burgos; l'incisione discografica per Sony Classical, nel 2013, dal titolo "Violino Romantico", una raccolta di pezzi emblematici del Romanticismo sul violino, con la partecipazione dell'Orchestra da Camera I Filarmonici di Roma.

Altro evento di particolare rilievo è la pubblicazione del libro "Quel Diavolo di un Trillo – note della mia vita", avvenuta nel 2013, edito da Einaudi: la storia di una vita incredibile, interamente dedicata alla musica.

Uto Ughi suona con un violino Guarneri del Gesù del 1744, che possiede un suono caldo dal timbro scuro ed è forse uno dei più bei "Guarneri" esistenti, e con uno Stradivari del 1701 denominato "Kreutzer" perché appartenuto all'omonimo violinista a cui Beethoven aveva dedicato la famosa Sonata.

 

Note di sala a cura di Riccardo Viagrande

Pëtr Il'ič Čajkovskij

(Voltkinsk, Urali, 1840 – Pietroburgo 1893)

Concerto in re maggiore per violino e orchestra op. 35

Allegro moderato

Canzonetta, Andante

Finale, Allegro vivacissimo

Durata: 31'

Il Concerto in re maggiore per violino e orchestra fu scritto da Čajkovskij tra i mesi di marzo e aprile 1878 a Clarens, presso il lago di Ginevra, dove si era rifugiato per riprendersi da una grave crisi depressiva che lo aveva portato alle soglie della follia. L'affrettato matrimonio con Antonina Miljukova, che si era rivelato fallimentare tanto da non superare il breve periodo di tre mesi, aveva minato il suo fragile equilibrio psichico come egli stesso ebbe modo di precisare in una lettera all'amica Nadežda von Meck:

"Ho passato due settimane a Mosca con mia moglie. Sono state due settimane di insopportabili e continue torture morali. Ero disperato. Ho cercato di morire perché mi sembrava l'unica via di scampo. Ho attraversato momenti di follia durante i quali la mia mente era piena di un tale odio verso la mia sfortunata moglie che ho desiderato di strangolarla. Ero incapace persino di fare il mio lavoro al conservatorio. Non sapevo più cosa fare".

Una sera, quando la sua sofferenza ulteriormente acutizzatasi divenne insopportabile, egli si gettò nelle acque gelide della Moscova nella speranza di contrarre una malattia che lo conducesse a morte certa non volendo recare un disonore al nome della famiglia con un suicidio. I suoi propositi suicidi, per fortuna, fallirono e il bagno estemporaneo nella Moscova non procurò danni alla sua salute. Decise, allora, di abbandonare la moglie e di recarsi a Pietroburgo presso il fratello Anatolij che, vedendolo in quelle condizioni pietose, pensò bene di allontanarlo dalla Russia con la motivazione che Čajkovskij era stato scelto come rappresentante della Russia all'Esposizione Universale di Parigi. In realtà la meta del loro viaggio fu il paesino sul lago di Ginevra scelto per il clima particolarmente salubre idoneo a facilitare la cura anche delle malattie nervose e, grazie ad una vita tranquilla e regolare, lentamente il compositore recuperò una certa stabilità tanto da sentire il bisogno di riprendere a comporre. Nacque così l'idea del Concerto per violino e orchestra ispirato dal violinista Kotek che lo aveva raggiunto nella sua dimora svizzera e dei cui suggerimenti tecnici egli si avvalse per la parte solistica, anche se, nonostante la preziosa collaborazione del violinista, decise, poi, di dedicare il Concerto a Leopold Auer, caposcuola di un gruppo di violinisti per la maggior parte ebrei provenienti da Odessa, motivando tale scelta, come scrisse al suo editore Jurgenson, con il desiderio di non suscitare nuovi pettegolezzi. Auer, tuttavia, pur dichiarandosi lusingato e onorato per la dedica, si rifiutò di eseguire il Concerto che poté avere la sua prima esecuzione europea a Vienna il 4 luglio 1881 grazie al giovane violinista Adolf Brodski, al quale il compositore alla fine dedicò la partitura. Nonostante i consensi favorevoli del pubblico i critici, soprattutto Hanslick, non furono molto clementi, come lo stesso Čajkovskij ebbe modo di testimoniare:

"Per caso, nella sala di lettura dell'hotel, mi è capitata in mano una copia del quotidiano «Neue Freie Presse», dove Hanslick tiene la sua rubrica musicale. A proposito del mio Concerto per violino, scrive che, in generale, per quanto conosca le mie opere, esse si distinguono per la loro incoerenza, completa mancanza di gusto, rozzezza e barbarie. Per ciò che riguarda il Concerto per violino il suo inizio non è male, ma più si va avanti, peggio è. Alla fine del primo movimento, egli sostiene, il violino non suona, bensì raglia, stride, ruggisce [...] Auer, a cui il concerto era dedicato, mi gioca sporchi tiri di ogni genere. Come non essere commosso e riconoscente al caro Brodksij che sopporta adesso, a causa mia, gli insulti dei giornali viennesi?"

Le stroncature della critica non scoraggiarono il giovane violinista che eseguì nuovamente il Concerto a Mosca il 20 agosto 1882 con un discreto successo.

Il primo movimento, Allegro moderato, in forma-sonata, si apre con un motto introduttivo affidato agli archi e ripreso quasi in eco dai legni mentre il solista, dopo una breve cadenza dove presenta le caratteristiche melodiche, timbriche e tecniche dello strumento, espone il primo tema (Moderato assai), semplice ma appassionato e subito variato in senso virtuosistico; anche il secondo tema, di carattere lirico e contrastante con il primo, è sottoposto a un'importante elaborazione virtuosistica.

Il secondo movimento, Canzonetta (Andante), si apre in modo molto suggestivo dal punto di vista timbrico con una combinazione di corni e archi tipica della scrittura di Čajkovskij. Il violino espone una melodia di raccolto lirismo strutturata in modo asimmetrico. Questo secondo movimento, che ha una struttura tripartita con un'introduzione e una coda, si segnala per una scrittura molto raffinata dal punto di vista timbrico che pone a confronto il solista con gli altri strumenti e con piccole sezioni orchestrali.

Di carattere spiccatamente virtuosistico è il Finale, Allegro vivacissimo, nel quale vengono esposte tre diverse idee tematiche; la prima, introdotta da una breve cadenza, è molto sviluppata, mentre la seconda è un tema di danza e la terza, infine, che funge quasi da intermezzo, è esposta dai legni e, poi, ripresa dal solista.

 

Antonín Dvořák

(Nelahozeves, Kralup, 1841 – Praga 1904)

Sinfonia n. 9 ("dal Nuovo Mondo") in mi minore op. 95 (B.178) (Sinfonia n. 5)

Adagio, Allegro molto

Largo

Scherzo: Molto vivace Trio

Allegro con fuoco

Durata: 42'

La sinfonia dal Nuovo mondo, quinta tra quelle date alle stampe, ma nona ed ultima in ordine di composizione, fu composta tra il 19 dicembre del 1892 e il 24 maggio del 1893 a New York durante il soggiorno americano di Dvořák su commissione della New York Philharmonic Orchestra che la eseguì, per la prima volta, con un notevole successo, il 16 dicembre 1893 alla Carnegie Hall sotto la direzione di Anton Seidl. Alla fine di ogni movimento, infatti, scrosci fragorosi di applausi costrinsero il compositore ad alzarsi e a fare un inchino per salutare il pubblico.

Certamente Dvořák non aveva immaginato di conseguire un così strepitoso successo quando, nel 1892, dopo vari tentennamenti, aveva deciso di accettare il prestigioso incarico di direttore offertogli dal New York National Conservatory of Music, in sostituzione del compositore finlandese Sibelius, con il quale non era stato possibile prendere contatto. Dvořák, di carattere schivo e poco propenso a lasciare la sua terra natia, si era deciso, perché pressato dalle insistenze di Mrs. Thurber, moglie di un ricchissimo commerciante newyorkese di generi coloniali, ad imbarcarsi il 15 settembre 1892 per l'America dove, appena giunto, pronunciò questo importante discorso:

"Io sono convinto che la musica futura di questa nazione debba basarsi su quelle che sono chiamate melodie Negre. Queste possono essere la base di una scuola di composizione seria e originale, da svilupparsi negli Stati Uniti. Questi graziosi e variati temi sono il prodotto del terreno. Sono le canzoni popolari dell'America e i vostri compositori devono rivolgersi ad esse".

La tradizione americana, costituita dalla musica dei pellerossa e dei negri d'America, costituisce la base di questa composizione, non perché Dvořák abbia utilizzato dei temi tratti dal loro repertorio, ma perché, come ebbe modo di scrivere egli stesso in un articolo uscito sul «New York Herald» il 15 dicembre 1893, nel contesto dei temi originali aveva inserito i caratteri propri della musica indiana. Nel suddetto articolo egli, infatti, aveva scritto:

"Io non ho usato attualmente nessuna delle natie melodie americane. Io ho semplicemente scritto temi originali, incorporando le peculiarità della musica indiana, e, usando questi temi come soggetti, li ho sviluppati con tutte le risorse dei ritmi moderni, del contrappunto, e del colore orchestrale".

Aperto da un Adagio introduttivo, il primo movimento Allegro molto, in forma-sonata, presenta immediatamente il primo tema, che, ispirato allo spiritual Swing Lo'Swett Chariot, ritorna anche nel corso della sinfonia fungendo da Leitmotiv e contribuendo a dare alla sinfonia stessa un'impostazione ciclica. Anche il secondo tema, presentato da oboi e flauti, è connotato in senso etnico.

Nel secondo movimento, Largo, la connotazione etnica è resa dalla struttura pentatonica del tema principale, tratto dal poema epico indiano Hiawatha del poeta americano Henry Wadsworth, dedicato al mitico fondatore della confederazione irochese.

Secondo quanto affermato dal compositore anche il terzo movimento, Scherzo, sarebbe ispirato a questo poema e, in particolar modo, ad una danza religiosa indiana, anche se alcuni musicologi hanno ritenuto di riscontrare nel tema principale alcuni tratti tipici della tradizione musicale mitteleuropea e, in particolar modo, del furiant, una impetuosa danza ceca.

Nell'ultimo movimento, Allegro con fuoco, in forma-sonata, dove, dopo una brevissima introduzione, esplode il tema più celebre dell'intera sinfonia, a cui si contrappone il secondo di carattere lirico, ritornano sia il Leitmotiv sia le idee tematiche principali del Largo e dello Scherzo nella sezione di sviluppo, aperta da un ritmo di Polka.

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