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Sidorova, una fisarmonica tra Bach e Piazzolla

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La talentuosa musicista lettone è la protagonista dei concerti di venerdì 17 e sabato 18 novembre al Politeama Garibaldi. Il programma: Johann Sebastian Bach (1685-1750), Concerto in re minore per clavicembalo, archi e basso continuo BWV 1052 (Versione per fisarmonica). Astor Piazzolla (1921-1992) Tangos: Libertango; Oblivion; Adios Nonino. Nikolaj Andreevič Rimskij-Korsakov (1844- 1908), Shéhérazade, suite sinfonica op. 35 al Politeama Garibaldi.

Palermo, 13 novembre 2017 - Approda sul palcoscenico del Politeama Garibaldi una talentuosa musicista lettone under 30, definita l'ambasciatrice della fisarmonica. Si tratta di Ksneija Sidorova, solista ospite del concerto dell'Orchestra Sinfonica Siciliana di venerdì 17 novembre 2017 alle ore 21, che sarà diretto da Michal Nesterowicz. Si tratta dell'unica tappa italiana della Sidorova, fatta eccezione per una fugace apparizione che avrà anche con l'Orchestra regionale Toscana. Il programma: Johann Sebastian Bach(1685-1750), Concerto in re minore per clavicembalo, archi e basso continuo BWV 1052 (Versione per fisarmonica). Astor Piazzolla (1921-1992) Tangos: Libertango; Oblivion; Adios Nonino. Nikolaj Andreevič Rimskij-Korsakov(1844-1908), Shéhérazade, suite sinfonica op. 35. La replica del concerto sabato 18 novembre alle ore 17.30.

Concerto in re minore per clavicembalo, archi e basso continuo BWV 1052 (Versione per fisarmonica). E' una trascrizione, del Concerto per quattro violini op. 3 n. 10 di Vivaldi. Questi lavori clavicembalistici non si configurano come semplici trascrizioni, in quanto Bach non trascrisse la parte del solista per la mano destra del clavicembalo ma riscrisse intere parti. Proprio a Vivaldi ha fatto pensare l'ardita scrittura contrappuntistica del Concerto per clavicembalo BWV 1052, forse uno degli ultimi della serie in ordine di composizione, ma che è certamente la rielaborazione di un concerto per violino non pervenutoci dello stesso Bach e non di Vivaldi, come alcuni musicologi hanno ipotizzato. Sarà possibile ascoltare il concerto in una trascrizione per fisarmonica dell'originaria versione per violino che era stata ricostruita dal musicologo tedesco Wilfried Fischer. Si divide nei seguenti movimenti: Allegro; Adagio; Allegro Durata: 23' (Dal libretto di sala a cura di Riccardo Viagrande)

Libertango. E' stato composto nel 1974, e rappresenta uno dei suoi lavori più famosi di Piazzolla, che ha riscosso fama planetaria, impiegato in colonne sonore di film e in pubblicità. E' una coinvolgente e sensuale melodia di grande forza espressiva e comunicativa.

Oblivion.E' stato composto nel 1982, reso famoso dalla colonna sonora del film Enrico IV di Marco Bellocchio. E' un tango più tradizionale senza grossi sconfinamenti nel jazz, presenta nella sezione centrale un tema di carattere contrastante e sensuale, sebbene meno intenso.

Adios Nonino. Piazzolla dedicò questo pezzo al padre Vicente Nonino, alla sua morte. Si tratta di un vero e proprio omaggio espresso in stile rapsodico.

Shéhérazade, suite sinfonica op. 35. Fu composta da Nikolaj Rimskij-Korsakov nel 1888 ed eseguita il 28 ottobre dello stesso anno a Pietroburgo con lo stesso autore sul podio. La suite si ispira alla raccolta de Le mille e una notte e al sultano Schahriar, che aveva giurato di condannare a morte ciascuna delle proprie mogli, dopo la prima notte, convinto della loro infedeltà. Ma la Sultana Shéhérazade riuscì ad avere salva la propria vita interessando il feroce marito a meravigliosi racconti che gli andò narrando durante 1001 notti. Stimolato dalla curiosità, il sultano rimandava continuamente il supplizio della moglie finendo per rinunciare completamente al suo progetto sanguinario. Di Shéhérazade il compositore fece due versioni, nella seconda delle quali furono eliminati i titoli descrittivi dati all'inizio di ciascun movimento, senza che, però, venisse in qualche modo alterata l'atmosfera orientaleggiante, realizzata attraverso temi che mescolano elementi popolari russi con il sistema pentatonico. E' divisa nei seguenti movimenti: Largo e maestoso, Lento, Allegro non troppo; Lento, Andantino;Andantino quasi allegretto, Pochissimo più mosso; Allegro molto e frenetico, Vivo, Allegro non troppo e maestoso. Durata: 45'

Ksenija Sidorova. E' senza dubbio l'ambasciatrice della fisarmonica nel mondo. Incoraggiata dalla nonna a intraprendere lo studio della fisarmonica, immersa nella tradizione popolare del bandoneon, Ksenija ha iniziato a suonare lo strumento a otto anni sotto la guida di Marija Gasele a Riga (Lettonia), sua città natale. La ricerca di un più vasto repertorio sia classico che contemporaneo l'ha condotta a Londra, dove si è laureata alla Royal Academy of Music.

Michal Nesterowicz. Nativo di Breslavia (Polonia), 43 anni, è direttore principale ospite dell'Orchestra Sinfonica di Basilea

Biglietti 10-25 euro al Botteghino del Politeama Garibaldi e un'ora e mezza prima dello spettacolo. Sconto del 50% per studenti e under 30. Info: This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it ,

www.orchestrasinfonicasiciliana.it, vivaticket.it, 091 6072532.

L'Ufficio stampa 

(Mario Pintagro)

 

Note biografiche

Michal Nesterowicz, direttore

nesterowiczHa studiato presso l'Accademia di Musica di Wroclaw (Polonia) e si è diplomato nella classe di Marek Pijarowski nel 1997. Due anni dopo è stato tra i vincitori del Concorso Internazionale per direttori d'orchestra Grzegorz Fitelborg a Katowice. Come direttore artistico della Polish-Baltic Orchestra di Gdansk ha presto attirato l'attenzione delle principali orchestre polacche. Dopo aver vinto il Concorso per direttori d'orchestra Cadaqués nel 2008, è stato direttore principale dell'Orchestra Sinfonica Nazionale del Cile dal 2008 al 2011.

Direttore principale dell'Orchestra Sinfonica di Tenerife e direttore principale ospite della Sinfonieorchester di Basilea, Michal Nesterowics è oggi uno dei direttori più ricercati in tutto il mondo per le sue smaglianti e dinamiche interpretazioni del repertorio sinfonico.

 


Ksenija Sidorova, fisarmonica

a36 credit sl chaiKsenija Sidorova è senza dubbio l'ambasciatrice della fisarmonica. Incoraggiata ad abbracciare questo strumento dalla nonna, esperta fisarmonicista di musica folk, Ksenija ha iniziato a suonare all'età di 8 anni sotto la guida di Marija Gasele a Riga sua città natale. La sua ricerca di un più vasto repertorio sia classico che contemporaneo l'ha condotta a Londra dove si è laureata alla Royal Academy of Music studiando con Owen Murray.

Nel 2012 ha vinto il Premio Internazionale della Fondazione Bryn Terfel e nel 2015 è stata ospite al Royal Albert Hall per la celebrazione della 50° edizione al fianco di Sting. Ksenija vanta titoli e vittorie in numerosi concorsi e competizioni come la "National Talent competition" in Lettonia, l'International Accordion Competition a Novosibirsk (Russia), il premio di St. Petersburg (Russia), il premio della Citta di Montese (Italy).

Suona in tutto il mondo in recital solistici, con orchestra e in collaborazione con artisti di gran nome come Milos Karadaglić, Andreas Ottensamer, Juan Diego Flórez, Joseph Calleja e Nicola Benedetti. Recentemente ha suonato al fianco di Sting per la celebrazione del 50° compleanno di Bryn Terfel alla Royal Albert Hall e al celebre ballo annuale della prestigiosa Filarmonica di Vienna al Musikverein. Collabora spesso con Avi Avital e insieme a Itamar Doari forma il Trio per il progetto "BetweenWorlds", presentato al Globe Theatre di Shakespeare, in Germania e negli Stati Uniti, con concerti anche a Boston, Washington e New York. Ha partecipato, per il canale Arté, al programma "Stars von Morgen" con Rolando Villazón.

Il suo primo album, Carmen, è uscito per Deutsche Grammophon (con cui ha un contratto in esclusiva) nell'estate 2016, ottenendo unanimi consensi di pubblico e critica. Ha recentemente vinto il prestigioso premio Echo Klassik 2017 come "strumentista dell'anno".

 

Note di sala a cura di Riccardo Viagrande

Johann Sebastian Bach

(Eisenach 1685 – Lipsia 1750)

Concerto in re minore per clavicembalo, archi e basso continuo BWV 1052 (Versione per fisarmonica)

Allegro

Adagio

Allegro

Durata: 23'

La produzione di concerti per clavicembalo, che consta di ben 14 lavori, si concentra nel decennio che va dal 1725 al 1735, quando i figli del compositore, diventati ormai dei virtuosi di questo strumento, avevano bisogno di nuove composizioni per potersi esibire nel «Collegium Musicum» della città di Lipsia, dove il padre ricopriva la carica di Thomaskantor e Direktor musices. Molti di questi concerti sono rielaborazioni di precedenti, andati perduti, dello stesso Bach o di Vivaldi. Il concerto BWV 1065 per quattro clavicembali è una trascrizione, infatti, del Concerto per quattro violini op. 3 n. 10 di Vivaldi. Questi lavori clavicembalistici non si configurano come semplici trascrizioni, in quanto Bach non trascrisse la parte del solista per la mano destra del clavicembalo ma riscrisse intere parti.

Proprio a Vivaldi ha fatto pensare l'ardita scrittura contrappuntistica del Concerto per clavicembalo BWV 1052, forse uno degli ultimi della serie in ordine di composizione, ma che è certamente la rielaborazione di un concerto per violino non pervenutoci dello stesso Bach e non di Vivaldi, come alcuni musicologi hanno ipotizzato. Molto bello è l'inizio del primo movimento Allegro, caratterizzato da un gesto teatrale di grande effetto con tutti gli strumenti che suonano quasi all'unisono, mentre il solista esegue passi di notevole virtuosismo già nel primo episodio solistico. Due interventi dell'orchestra, posti all'inizio e a conclusione del secondo movimento, Adagio, incastonano un vasto episodio lirico di carattere cantilenante, affidato al solista e tipico della scrittura melodica bachiana. Il virtuosismo emerge con maggiore forza nel terzo e ultimo movimento, Allegro. Sarà possibile ascoltare il concerto in una trascrizione per fisarmonica dell'originaria versione per violino che era stata ricostruita dal musicologo tedesco Wilfried Fischer.

 

Astor Piazzolla

(Mar del Plata 1921 – Buenos Aires 1992)

Tangos

Libertango (Durata: 3')

Oblivion (Durata: 5')

Adios Nonino (Durata: 7')

Compositore argentino di origine italiana, Astor Piazzolla è stato giustamente considerato il più grande autore di composizioni nel genere del Tango, una delle danze più popolari del Novecento, nonostante abbia modificato le caratteristiche fondamentali di questa danza che gli Argentini conservano come qualcosa di sacro. Piazzolla ha avuto il grande merito di aprire il Tango al jazz e anche ad una scrittura dissonante estremamente moderna mantenendone sempre il carattere sensuale e la straordinaria forza comunicativa capace di affascinare e sedurre il pubblico. Forse proprio per questa ragione Piazzolla ha ottenuto inizialmente maggiori consensi in Europa e nel Nord America, piuttosto che nel suo paese.

Composto nel 1974, Libertango è certamente uno dei suoi lavori più belli e più famosi in cui emerge la poetica di Piazzolla, qui esaltata da una coinvolgente e sensuale melodia di grande forza espressiva e comunicativa.

Alla fama di Oblivion, composto nel 1982, ha contribuito certamente il fatto che è stato inserito nella colonna sonora del film Enrico IV di Marco Bellocchio. Aperto da una melodia di struggente malinconia, questo Tango, che, a differenza di altre pagine del compositore argentino è più tradizionale senza grossi sconfinamenti nel jazz, presenta nella sezione centrale un tema di carattere contrastante e sensuale, sebbene meno intenso.

Adios Nonino, dedicato al padre Vicente Nonino Piazzolla, in occasione della sua morte, è un vero e proprio omaggio espresso in stile rapsodico.

 

Nikolaj Andreevič Rimskij-Korsakov

(Tikhvin, Novgorod, 1844 – Ljubensk, Pietroburgo, 1908)

Shéhérazade, suite sinfonica op. 35

Il mare e la nave di Sinbad (Largo e maestoso, Lento, Allegro non troppo)

La storia del principe Kalender (Lento, Andantino)

Il giovane principe e la giovane principessa (Andantino quasi allegretto, Pochissimo più mosso)

Festa a Bagdad, il mare, il naufragio (Allegro molto e frenetico, Vivo, Allegro non troppo e maestoso)

Durata: 45'

Ispirata alla raccolta orientale di fiabe, Le mille e una notte, la suite sinfonica Shéhérazade fu composta da Nikolaj Rimskij-Korsakov nel 1888 ed eseguita il 28 ottobre dello stesso anno a Pietroburgo sotto la direzione dell'autore che, all'inizio della partitura, dichiarò in modo esplicito la fonte d'ispirazione introducendo il personaggio eponimo e proponendo un riassunto della storia:

"Il sultano Schahriar, convinto della perfidia e dell'infedeltà delle donne, aveva giurato di condannare a morte ciascuna delle proprie mogli, dopo la prima notte. Ma la Sultana Shéhérazade riuscì ad avere salva la propria vita interessando il feroce marito a meravigliosi racconti che gli andò narrando durante 1001 notti. Stimolato dalla curiosità, il sultano rimandava continuamente il supplizio della moglie finendo per rinunciare completamente al suo progetto sanguinario. Shéhérazade raccontò storie stupende al sultano; per i suoi racconti, prese a prestito i versi dai poeti e le parole delle canzoni popolari; riuscendo a creare fiabe su fiabe, avventure su avventure".

Di Shéhérazade il compositore fece due versioni, nella seconda delle quali furono eliminati i titoli descrittivi dati all'inizio di ciascun movimento, senza che, però, venisse in qualche modo alterata l'atmosfera orientaleggiante, realizzata attraverso temi che mescolano elementi popolari russi con il sistema pentatonico. L'assenza dei titoli, nella seconda versione, non toglie nulla alla struttura narrativa dell'opera realizzata attraverso un tema, affidato al violino solista, che funge da filo conduttore e appare nelle introduzioni al primo, al secondo e al quarto movimento e nell'intermezzo del terzo, rappresentando Shéhérazade che racconta le storie fantastiche.

Il primo movimento, Il mare e la nave di Sinbad, che, dal punto di vista formale, si presenta come una forma-sonata privata della sezione di sviluppo, inizia con un tema rude, pesante e, al tempo stesso, solenne eseguito in ottava dall'orchestra che rappresenta perfettamente il carattere cupo e terribile del Sultano; dopo un breve interludio il violino solista, accompagnato dall'arpa, interviene con un tema melismatico per rappresentare la protagonista che racconta le storie fantastiche. L'esposizione si svolge attorno a due gruppi tematici dei quali il primo è costituito dal tema del Sultano affidato sempre all'orchestra seguito da uno malinconico, affidato ai legni, che evoca immense distese marine, mentre il secondo è caratterizzato dal tema di Shéhérazade; questo tema ritorna nella breve introduzione del secondo movimento, La storia del principe Kalender, che, dal punto di vista formale, ha una struttura tripartita e presenta un carattere brillante che lo rende paragonabile allo Scherzo della sinfonia romantica. Il tema principale, di carattere nostalgico, è affidato prima al fagotto e poi all'oboe per passare alla fine ai violini, mentre la musica assume un brillante carattere di danza. Nella seconda parte del brano si ha un vero e proprio colpo di scena con gli ottoni che introducono un tema marziale che a un certo punto si arresta su un tremolo in pianissimo degli archi per lasciare il posto ad una cadenza ad libitum del clarinetto di sapore orientaleggiante. Nella ripresa, infine, il carattere nostalgico del tema principale si è ormai dissolto lasciando il posto ad un'energia ritmica a cui partecipa l'intera orchestra.

Tutto il terzo movimento, Il giovane principe e la giovane principessa, vive, invece, del contrasto dei due temi che rappresentano rispettivamente i due personaggi del titolo. Il tema del giovane principe è una tenera melodia affidata prima ai violini e ripresa dagli oboi e dai violoncelli, mentre il secondo, che rappresenta la giovane principessa, è un grazioso motivo di carattere danzante.

Nel quarto movimento, Festa a Bagdad, il mare, il naufragio, ritornano quasi tutti i temi esposti nei movimenti precedenti per rappresentare situazioni diverse e non alla stregua di Leitmotivs, come lo stesso Korsakov ebbe modo di precisare:

"tutti quelli che sembrano Leitmotivs non sono altro che materiali puramente musicali, motivi di sviluppo sinfonico. Questi motivi circolano in tutte le parti del pezzo, inseguendosi e intrecciandosi".

Dopo una breve introduzione, in cui vengono riproposti il tema del Sultano e quello di Shéhérazade, la movimentata festa a Bagdad può avere inizio con un tema che si configura subito come una sorta di moto perpetuo; il secondo tema è, invece, affidato ai corni e alle trombe. In questo movimento è molto suggestiva la rappresentazione del mare, che non è più ritratto in un momento di pace, ma durante una tempesta che sconvolge l'assetto di navigazione del vascello fino a farlo naufragare tra i fragori degli elementi scatenati la cui furia devastatrice è resa efficacemente da colpi di piatti e grancassa. Alla fine ritorna il tema del Sultano che, finalmente, si esprime in modo dolce, ormai distolto dal suo proposito di uccidere la moglie, che sembra affidare il suo trionfo al violino, lo strumento che ha usato per incantarlo, con i suoi penetranti suoni armonici che giungono nel finale.

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