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Oleg Caetani dirige la "Nona" di Mahler

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L'ultima sinfonia composta dal musicista austriaco è in programma al Politeama Garibaldi sabato 9 dicembre 2017 alle ore 21. L'Orchestra Sinfonica Siciliana sarà diretta da Oleg Caetani. La replica domenica 10 dicembre alle ore 17,30

Palermo, 8 dicembre 2017 - Anche Gustav Mahler fu vittima della maledizione della "nona". Come Beethoven e Bruckner, infatti, non andò oltre la composizione della nona sinfonia. L'Orchestra Sinfonica Siciliana proporrà la Sinfonia n. 9 in re maggiore di Mahler sabato 9 dicembre 2017 alle ore 21, sul podio ci sarà Oleg Caetani. La replica domenica 10 dicembre alle ore 17,30.

La Sinfonia n. 9 in re maggiore. Gustav Mahler la compose fra il 1908 ed il 1910. Egli provò anche a comporre la decima, ma si fermò ad un ampio abbozzo. La prima esecuzione della sinfonia avvenne a Vienna il 26 giugno del 1912, con un direttore d'eccezione, Bruno Walter, che di Mahler era stato assistente. La composizione della sinfonia avvenne in un momento di disagio di Mahler, all'indomani della perdita della figlia Maria Anna. Fu per Mahler un periodo brutto, con la salute malferma. Non c'era niente che lo potesse distrarre, tranne il lavoro. Né la trasferta americana a New York dove era stato chiamato per alcune direzioni e per risollevare un'orchestra "abulica e senza talento" , riuscì a risollevare il suo spirito. Il compositore lavorò alla Sinfonia a Toblach (Dobbiaco), ma non poté mai ascoltarla perché morì il 18 maggio del 1911. La Sinfonia è suddivisa nei tradizionali quattro movimenti ed è l'ultima sinfonia che Mahler riuscì a terminare. Ecco i movimenti: Andante comodo 4/4; Im Tempo eines gemächlichen Ländlers. Etwas täppisch und sehr derb ¾; Rondo-Burleske; Adagio. Durata 85'

Oleg Caetani. Nato a Losanna, Caetani ha studiato con Nadia Boulanger , sua talent-scout. Ha studiato al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma, conduzione d'orchestra con Franco Ferrara e composizione con Irma Ravinale. Ha debuttato ad appena 17 anni con Il combattimento di Tancredi e Clorinda, si è poi rivelato vincendo il terzo premio al Karajan Competition a Berlino nel 1982. Ha cominciato la sua carriera alla Staatsoper Unter den Linden di Berlino. Ha diretto molte importanti orchestre dalla Scala di Milano all'English National Opera. Le incisioni dei suoi lavori gli hanno fatto vincere prestigiosi riconoscimenti internazionali..

Biglietti 10-25 euro al Botteghino del Politeama Garibaldi e un'ora e mezza prima dello spettacolo. Sconto del 50% per studenti e under 30. Info: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ,

www.orchestrasinfonicasiciliana.it, vivaticket.it, 091 6072532.

L'Ufficio stampa 

(Mario Pintagro)

 

Note biografiche

Oleg Caetani, direttore

caetaniLa carriera di Oleg Caetani si è divisa in egual maniera tra repertorio operistico e sinfonico, due aspetti a cui il direttore d'orchestra italiano si è rivolto con la medesima attenzione. Guida ispiratrice della sua carriera è stata Nadia Boulanger: a lei si deve la scoperta del talento di Caetani nonché dei suoi primi approcci al mondo della musica, approcci profondamente segnati dal pensiero filosofico di Montaigne.

Dopo essersi perfezionato in direzione d'orchestra sotto la guida di Franco Ferrara e composizione con Irma Ravinale presso il Conservatorio di Santa Cecilia a Roma, all'età di 17 anni debutta in teatro con una produzione de Il combattimento di Tancredi e Clorinda di Monteverdi e altri madrigali da lui stesso diretti.

Dopo aver studiato le partiture di tutte le sinfonie di Šostakovič col direttore russo Kirill Kondrashin presso il Conservatorio di Mosca, Caetani si laurea con Ilya Mussin a San Pietroburgo dirigendo la Sinfonia n. 5, esecuzione per cui ottiene il massimo dei voti. Vincitore del "Premio RAI" a Torino e del "Premio Karajan" di Berlino, comincia ufficialmente la sua carriera presso l'Opera"Unter den Linden" di Berlino in qualità di maestro accompagnatore e assistente di Otmar Suitner. Questa esperienza gli permette di conoscere il grande teatro d'opera tedesco assieme alle opere di Wagner e Strauss segnando così una svolta decisiva per il suo repertorio futuro.

La più che trentennale esperienza di Caetani nel repertorio operistico di Verdi, Mussorgsky e Wagner (includendo diverse produzioni di tutta la Tetralogia) ha influenzato profondamente il suo approccio verso il repertorio operistico e sinfonico del XX secolo. La prima opera che Caetani ha diretto all'età di 24 anni è stata Eugen Onegin nel 1981, durante gli anni di studio presso il Conservatorio di San Pietroburgo. Da quel momento Tchaikovsky è diventato un compositore fondamentale nel suo repertorio: negli anni successivi ha diretto nuove produzioni de La Pulzella d'Orleans a Strasburgo (prima rappresentazione in Francia nel 1998), La dama di picche (produzione di J. Schaaf) a Stoccarda, e Lo Schiaccianoci a Zurigo in collaborazione con l'architetto svizzero Mario Botta.

Recentemente ha inciso tutte le sinfonie di Tchaikovsky, compreso il Manfred (2008). A tal proposito il Financial Times ha detto di lui: "Abbiamo bisogno di un altro ciclo di sinfonie di Tchaikovsky? Dopo aver ascoltato e ri-ascoltato queste incisioni, la risposta è certamente "si". Caetani non è un Tchaikovskyano accondiscendente... lascia che Tchaikovsky parli per lui: il rigore contrappuntistico, la tenerezza emozionale, gli occasionali accenni energici all'interno della struttura classica... un tesoro a qualsiasi prezzo".

La direzione di Oedipe di Enescu, prima esecuzione ufficiale della sua carriera nel 1983, ha segnato per Caetani l'inizio di un lungo periodo di approfondimento della meravigliosa e originale musica del grande compositore rumeno. Questo interesse, soprattutto a seguito della direzione di Oedipe per l'apertura dell'Enescu Festival del 2009, riceve la Legione d'Onore da parte della Republica Rumena in quanto ambasciatore della sua musica nel mondo. Negli anni, Caetani si è anche votato alla direzione e incisione di altri compositori meno conosciuti del ventesimo secolo come Mossolov, Skalkottas, Dallapiccola, Xenakis, Pizzetti, Gerhard, etc...

Le incisioni delle sinfonie di Tansman, edite da Chandos, hanno vinto tre Diapason d'Oro nel 2006 e nel 2008; le incisioni delle sinfonie di Gounod per la CPO (inclusa la terza sinfonia scoperta proprio da Caetani) hanno vinto anche loro il Diapason d'Oro nel 2015.

Un altro compositore centrale nella sua carriera è stato Shostakovich, a cui Caetani si è rivolto fin dai primi anni di studio. Caetani stesso si è dedicato alla traduzione del libretto de Il Naso di Gogol dal russo al tedesco per la sua produzione a Francoforte nel 1991; nel 2007 ha diretto la prima esecuzione italiana dell'operetta Moscow Cheriomushki. Ha eseguito, in Italia e nel mondo, molte delle sue opere, dei suoi concerti assieme ai suoi balletti e le suites, incidendo per la ARTS anche il primo ciclo completo delle sinfonie di Shostakovich in Italia con l'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Quest'incisione integrale ha ottenuto numerosi riconoscimenti: 10/10 da parte di ClassicalToday negli USA, quattro "f" da parte di Télérama in Francia e Record Geijutsu in Giappone.

Nel 2005 è stato direttore dell'ENO, dal 2002-2005 della Melbourne Symphony Orchestra, compagine per cui ha anche assunto l'incarico di direttore artistico tra il 2005 e il 2009. Negli anni precedenti, Caetani è stato direttore principale della Staatskapelle Weimar, primo Kapellmeister della Frankfurt Opera e GMD a Wiesbaden e Chemnitz.

Dal 2009 intrattiene stretti rapporti con l'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi con cui ha viaggiato in Sud America (2003), Spagna (2009) e per tre concerti a Salisburgo (ciclo sinfonico di Schumann) nel febbraio 2016. Nell'aprile 2008 è tornato a dirigere laVerdi in un concerto presentato dal Presidente della Repubblica per Papa Benedetto XVI in Vaticano registrato live per Eurovision TV.

Nel 2001 ha fatto il suo debutto al Teatro alla Scala, Milano con Turandot, tornando nel 2005 per dirigere Otello. Nel 2001 ha aperto la stagione del Maggio Musicale Fiorentino con Don Pasquale.

Gli impegni recenti includono: Khovanchina, Sir John In Love di Vaughan Williams, Madama Butterfly, Bohème and Tosca, tutte presso la English National Opera, l'Olandese Volante all'Opera di Roma, L'enfant et les sortilèges al Théâtre des Champs-Élysées a Paris, La Voix Humaine di Poulenc in coppia con Il Castello di Barbablù di Bartók, Don Carlos a Köln, Madama Butterfly a Berlino e Oslo, Tosca, opera che ha segnato il suo debutto alla Royal Opera House Covent Garden, Lady Macbeth del distretto di Mcensk all'Oslo Opera, Tosca al Sao Paolo Opera House, Tosca e Turandot al Mariinsky Opera House, Il Prigioniero di Dallapiccola con la Mariinsky Orchestra durante lo Stars White Nights Festival, Lady Macbeth del distretto di Mcensk a Helsinki, Les Pecheurs des Perles a Trieste e Otello a Weimar.

Dirige con regolarità orchestre quali la Staatskapelle Dresden, la Munich Philharmonic, Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks, il Gewandhausorchester, i Wiener Symphoniker (con i quali ha inciso Poliuto di Donizetti per Emi-Cbs), i Bamberger Symphoniker, l'Orchestre National de Radio France, la Mozarteum Orchester, la Konzerthaus Orchester Berlin, l'Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, l'Accademia di Santa Cecilia, il Maggio Musicale Fiorentino, l'Orchestra del Teatro Verdi di Trieste, l'Orchestre Philharmonique de Montecarlo, la Svetlanov Symphony Orchestra, la Spanish National Symphony Orchestra, la Hong Kong Philharmonic, la Metropolitan Symphony Orchestra, la Sydney Symphony, la Yomiuri Orchestra, la Tchaikovsky Symphony Orchestra, la Taipei Symphony Orchestra, la Berner Symphonieorchester, l'Orchestre Philharmonique de Strasbourg, la Qatar Symphony Orchestra e la Montreal Symphony Orchestra per il Festival Tchaikovsky.

I prossimi impegni di Oleg Caetani prevedono Così fan tutte a Trieste e diversi concerti sinfonici con la London Philharmonic Orchestra, l'Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, la Sydney Symphony, la Metropolitan Tokyo Symphony Orchestra e l'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi.

 

Note di sala a cura di Riccardo Viagrande

Gustav Mahler

(Kališté, Boemia, 1860 – Vienna 1911)

Sinfonia n. 9 in re maggiore

Andante comodo, Mit Wut (Con rabbia), Allegro risoluto Leidenschaftlich (Appassionato), Tempo I Andante

Im Tempo eines gemächlichen Ländlers, Etwas täppisch und sehr derb (In tempo di un tranquillo Ländler, Un po' goffo e molto rude)

Rondò, Burleska, Allegro assai, Sehr trotzig (Molto ostinato)

Adagio

Durata: 85'

Gustav Mahler, portata a termine la composizione di Das Lied von der Erde (Il canto della terra), diede vita, nel periodo compreso fra l'estate del 1909 e l'inizio del 1910, alla Sinfonia n. 9 in re maggiore, l'ultimo suo monumentale lavoro sinfonico, perché della successiva sinfonia, veramente ultima in ordine di tempo, la Decima, fu completato, dei cinque previsti, un solo movimento.

La composizione della Nona sinfonia, i cui primi abbozzi risalgono probabilmente all'estate del 1908, coincise con un momento non particolarmente felice, sul piano umano del compositore il quale, come ricordato dalla moglie, aveva appena perduto la figlia Maria Anna:

"Quell'estate colma di dolore per la perdita della bambina, colma di preoccupazioni per la salute di Mahler, fu la più difficile e la più triste di quante avevamo passato e dovevamo ancora passare insieme. Tutto, ogni passeggiata, ogni tentativo di distrarci falliva. La sola cosa che lo salvava era il lavoro. Lavorava intensamente al Lied von der Erde e agli abbozzi della Nona".

Sul piano professionale l'attività di direttore d'orchestra, sebbene svolta con grande impegno, non gli procurò grandi soddisfazioni soprattutto nella sua prima e nella sua seconda tournée in America. Giunto a New York il 21 dicembre del 1908, Mahler diresse pochi giorni dopo il 1° gennaio al Metropolitan il Tristano e Isotta, ma la sua interpretazione fu giudicata controversa dalla critica. Al «New York Herald» che si era espresso in modo entusiastico si contrapponeva il «Sun», nelle cui colonne si chiedeva se Mahler non pretendesse di insegnare qualcosa di già conosciuto. Il 29 febbraio questa prima esperienza americana di Mahler si poteva considerare conclusa, in quanto il compositore avvertendo l'ostilità della direzione del teatro, della quale faceva parte anche Toscanini, decise di rassegnare le sue dimissioni. Ritornato in Europa, Mahler trascorse le vacanze estive a Toblach dove finalmente incominciò a comporre la Nona sinfonia, ma la nuova stagione che si apprestava a vivere non fu migliore sul piano professionale. Dopo uno scambio epistolare con Andreas Dippel, nuovo impresario del Metropolitan di New York, che gli aveva chiesto di dirigere nuovamente il Tristano, Mahler, che non aveva alcun contratto scritto, perse la direzione a favore del rivale Toscanini che fece mettere in scena un'edizione scaligera; nonostante le ostilità Mahler riuscì a dirigere al Metropolitan di New York Le nozze di Figaro di Mozart, La dama di picche di Čaikovskij e il Fidelio di Beethoven e tre concerti alla Carnegie Hall. In queste occasioni il successo non gli arrise per le pessime condizioni in cui versavano le orchestre americane di quegli anni. A Mahler era stato affidato il compito, rivelatosi in seguito molto arduo, di ricostruire la New York Philharmonic Orchestra; già al primo concerto nel mese di aprile alla Carnegie Hall, si notò immediatamente la scarsa qualità dei musicisti, definiti dallo stesso Mahler in una lettera a Bruno Walter, abulici e senza alcun talento. Nel frattempo le sue condizioni di salute peggiorarono improvvisamente e il 18 maggio 1911, intorno alla mezzanotte, il compositore morì senza aver potuto ascoltare la sua Nona sinfonia che, completata nell'estate del 1910, fu eseguita per la prima volta il 26 giugno 1912 sotto la direzione di Bruno Walter.

Dal punto di vista formale la sinfonia, che costituisce il secondo atto, dopo Das Lied von der Erde e prima della Decima, di quella che fu chiamata dal musicologo Hans Redlich, la Trilogia della morte, ha una struttura molto originale, ma simile alle altre due composizioni in precedenza ricordate, in quanto i due movimenti, collocati al primo e al quarto posto, incastonano al loro interno quelli veloci. Molto originale è anche la struttura del primo movimento che contamina la forma-sonata con quella della doppia variazione ottenuta con l'alternanza maggiore-minore tipica dell'ultimo Beethoven. Il momento non particolarmente felice vissuto da Mahler in quel periodo si riflette perfettamente in questo primo movimento, Andante comodo, dove la tipica sonorità da marcia funebre si mescola ad inquietanti passi di altissimo livello drammatico in una scrittura in cui il contrappunto trova la sua massima espressione. L'alternanza fra il modo maggiore e il modo minore, è una metafora del conflitto fra la vita e la morte che assume un carattere ansioso già nella parte iniziale dove sembra di ascoltare un irregolare battito cardiaco. Le ali della morte avvolgono questo movimento con la citazione del cosiddetto tema della morte dell'Ottava di Bruckner e dell'ultimo movimento del Das Lied von der Erde, marcando, ancora una volta il forte legame sussistente tra questa sinfonia e il lavoro precedente. Con l'Allegro risoluto inizia lo sviluppo, nel quale il materiale tematico viene frantumato. La morte è la protagonista assoluta di questo movimento, come è stato notato dal compositore Alban Berg che scrisse:

"Tutto il primo movimento è permeato della premonizione della morte. Ne intravedi dovunque la presenza; tutti gli elementi del terrestre culminano in essa [...], con maggiore potenza, naturalmente, nel colossale passaggio ove la premonizione si fa certezza: quando nel mezzo della più profonda e dolorosa gioia di vivere, la morte appare con tutta forza".

Non molto diversa è l'atmosfera del secondo movimento, uno scherzo, nel quale i ritmi della danza e, in particolar modo, del Ländler, sempre presente nella produzione sinfonica di Mahler, appaiono trasformati come se, per usare una metafora, fossero stati visti con una lente deformata e deformante. In questo movimento, giudicato forse troppo frettolosamente dalla critica come non all'altezza di altri simili dello stesso Mahler, in realtà sembra voler presentare, come notato da Deryck Cooke, la danza della vita come qualcosa di assolutamente volgare, stupido e vuoto. Ciò appare evidente anche nel primo Trio che è un valzer nel quale appaiono melodie popolari da quattro soldi. Ad esso si contrappone il secondo Trio, un Ländler delicatamente romantico, che si staglia come un'oasi di serenità subito distrutta dal ritorno alla volgarità.

Il terzo movimento, che si apre con un tema dissonante affidato alla tromba ed esposto nella forma di una doppia fuga, è un rondò di straordinaria vitalità ritmica, nel quale emerge la perizia contrappuntistica di Mahler. Molti frammenti tematici vengono sovrapposti in una scrittura estremamente moderna alla quale contribuisce l'ambiente armonico costruito su modulazioni innaturali per l'epoca. Nella partitura autografa in corrispondenza di questo movimento è possibile leggere una dedica ai miei fratelli in Apollo alla quale non c'è chi non ravvisi un velato tono ironico, se non addirittura sarcastico, nei confronti della critica contemporanea.

Il quarto movimento, Adagio, è aperto dai soli archi con un tema che da alcuni è stato assimilato a quello dell'inno cristiano Rimani con me, composto da Henry Francis Lyte nel 1847; questo richiamo, individuabile nell'Adagio, non è unico, in quanto la sua introduzione ricorda quella della sonata di Beethoven Les adieux, che egli stesso aveva eseguito di recente in alcuni concerti. Quest'ultimo movimento, che riprende l'atmosfera del primo, si ricollega anche al finale del Lied von der Erde, la cui composizione fu terminata da Mahler poco tempo prima. Del contrasto tra vita e morte, adombrato nella sinfonia, si accorse il grande direttore Herbert von Karajan che su di essa così si espresse:

"È una musica che viene da un altro mondo, viene dall'eternità".

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