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Un concerto per non far morire la pace

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Al Duomo di Monreale, il 13 dicembre alle ore 21, secondo appuntamento della Settimana di musica sacra nel percorso Unesco arabo-normanno. In scena l'opera di Karl Jenkins "Una messa per la pace" per soli, voce recitante, con ben otto cori riuniti da tutta la Sicilia e l'ensemble dell'Orchestra Giovanile Siciliana diretto da Giovanni Mirabile. L'idea di comporre l'opera maturò allo scoppio della guerra in Kosovo ed è diventato un successo planetario, un concerto per non far morire la speranza in un tempo di morte. Al Duomo di Cefalù alle 21, si replica la Sinfonia n.9 in re minore di Anton Bruckner. Ingresso libero.

Palermo, 12 dicembre 2017 - Mercoledì 13 dicembre alle 21 al Duomo di Monreale Una messa per la pace di Karl Jenkins (1944) (The Armed Man a Mass for Peace), per soli, voce recitante, cori riuniti e ensemble orchestrale che avrà quali interpreti l'ensemble dell'Orchestra Giovanile Siciliana diretto da Giovanni Mirabile, il Coro Voci bianche Foss diretto da Fabio Ciulla e i cori "Anthea Juvenes" di Augusta, diretto da Martina Di Gaetano,"I mirabili" di Messina, diretto da Sonia Mangraviti, "I piccoli cantori" di Barcellona Pozzo di Gotto, diretto da Salvina Miano,"Note colorate" di Messina, diretto da Giovanni Mundo, "Ouverture" di Barcellona Pozzo di Gotto, diretto da Giovanni Mirabile, "Sikelia" di Termini Imerese diretto da Loredana Russo,"Stesicoro" di Termini Imerese diretto da Loredana Russo, "Coro Giovanile Siciliano" (Palermo, diretto da Giovanni Mirabile). L'ensemble dell'Orchestra Giovanile Siciliana è composto da: Giulia Strano (violoncello); Lorena Bellina (flauto/ottavino); Pietro Cillufo, Paolo Maio, Giuseppe Rizzo (trombe); Ferdinando Avarino, Antonino Pizzurro, Vito Vultaggio (timpani e percussioni); Gabriele Laura (pianoforte); Giuseppe Intogna (organo/tastiera).

Al Duomo di Cefalù alle 21 del 13 dicembre si replica la Sinfonia n.9 di Anton Bruckner con l'Orchestra Sinfonica Siciliana diretta da Lior Shambadal.

The Armed man: a Mass for peace. E' stata composta da Karl Jenkins nel 2000. E' una composizione per solisti, coro e orchestra, il cui cd, diretto dallo stesso autore, ha venduto milioni di copie in tutto il mondo. "The armed man" trae il titolo dalla omonima e famosissima chanson medioevale "L'homme armé".

L'idea di comporre l'opera venne a Jenkins allo scoppio della guerra in Kosovo, e vuole essere un'esortazione a non prendere le armi, a evitare i conflitti. Si tratta di un concerto concepito per non far morire la speranza in un tempo di morte. I testi, di grande valenza simbolica e letteraria, si susseguono secondo uno schema narrativo incalzante. E' la parola cantata a guidare l'ascoltatore in un percorso ideale dalla guerra alla pace: la chanson, la chiamata del muezzin, i testi immortali dei Salmi, l'antichissimo poema indiano "Mahabharata", i testi liturgici, l'incitamento devastante dei versi di Kipling, le meditazioni dolenti sulla catastrofe di Hiroshima scritte da Togi Sankichi (poeta simbolo morto proprio in seguito alle radiazioni nucleari). Si tratta di musiche molto coinvolgenti che creano un'atmosfera particolare.

INGRESSO GRATUITO

L'Ufficio stampa

(Mario Pintagro) 

Note biografiche

Giovanni Mirabile, direttore

mirabile.2jpgNato a Messina e diplomato in pianoforte e didattica con il massimo dei voti e la lode, affianca agli studi accademici approfondimenti di composizione, direzione corale e orchestrale con maestri di chiara fama come Nicola Conci, Giovanni Acciai, Sebastian Korn, Bruno Zagni, Filippo Maria Bressan, Nino Albarosa, Maurizio Spaccazzocchi e i Madrigal Singers dell'Università delle Filippine. Fonda nel 1993 l'orchestra e il Coro Polifonico "Ouverture", e successivamente diversi altri gruppi all'interno di importanti Licei e Circoli Didattici, con i quali vince premi e riconoscimenti in numerosi concorsi nazionali, tra cui il Disma di Rimini, il Global Education Festival di Sanremo, il Guidoneum di Arezzo. Trasferitosi a Roma, collabora per cinque anni con i cori di voci bianche dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Ha realizzato tre CD corali e numerose registrazioni; ha collaborato con vari artisti, tra cui Montserrat Caballet, Antonella Ruggiero, Franco Battiato, Simone Cristicchi, Roberto Vecchioni, la Socìetas Raffaelo Sanzio, Marco Guazzone, con cui ha di recente realizzato il singolo "senza mentire" per l'AISM insieme a Paolo Buonvino. Ha partecipato a produzioni presso il Teatro Greco di Taormina, il "Bellini" di Catania, e a Roma presso il Valle e l'Argentina, dove attualmente tiene corsi di formazione per le insegnanti delle scuole di Roma incentrati su capolavori del teatro musicale italiano. Ha diretto in Sicilia e a Lecco il primo allestimento di "The armed man" di Karl Jenkins.

 

Note di sala a cura di Riccardo Viagrande

Karl Jenkins

(Penclawdd nella penisola di Gower, 1944)

The Armed Man: A Mass For Peace

L'homme armé (L'uomo armato)

Call to prayers (Chiamata dei fedeli)

Kyrie

Save me from bloody men (Salvami dagli uomini sanguinari)

Sanctus (Santo)

Hymn before action (Inno prima dell'azione)

Charge! (Carica!)

Angry Flames (Fiamme d'ira)

Torches (Torce)

Agnus Dei

Now the guns have stopped (Ora le armi sono fermate)

Bendictus

Better is peace (Meglio la pace)

Durata: 70'

Compositore gallese, Karl Jenkins, dopo aver intrapreso gli studi musicali con il padre, maestro di scuola a Penclawdd, ma soprattutto organista e direttore di coro, iniziò la sua carriera musicale suonando l'oboe nella National Youth Orchestra del Galles. Come compositore conseguì il suo primo grande successo con la pubblicazione, nel 1995, dell'album Adiemus, primo lavoro e fondamento di un progetto più ampio con il quale egli avrebbe realizzato in seguito un felice quanto efficace connubio tra il classico e il moderno creando, appunto, una musica moderna scritta con strumenti classici.

L'attenzione agli elementi classici in un contesto musicale moderno appare anche nella Messa, The Armed Man: A Mass For Peace, eseguita per la prima volta nel mese di aprile del 2000 alla Royal Albert Hall di Londra e definita dall'autorevole «Times»: "una bomba incendiaria di voci orchestrali e umane". L'opera, che fu composta seguendo l'onda delle emozioni suscitate nel compositore dalla guerra in Kosovo, si inscrive nella centenaria tradizione della Messa sul tema dell'omonima canzone francese profana diffusa in epoca medievale, "L'Homme armé" (L'uomo armato). La Messa segue un andamento narrativo all'interno del quale sono anche inseriti i brani dell'Ordinarium (Kyrie, Sanctus con il Benedictus separato, e Agnus Dei) che costituivano l'ossatura della Messa polifonica rinascimentale. Si apre con il brano L'homme armé, nel quale il rullo dei tamburi e una musica che rappresenta un'armata in marcia prepara l'ingresso del coro che intona il celebre tema risalente al Trecento. Nel secondo brano, Call to prayers (Chiamata dei fedeli) il muezzin chiama i fedeli musulmani contro gli infedeli in una riedizione delle Crociate, mentre il Kyrie (Signore Pietà) è un omaggio alla tradizione cristiana e a uno dei più grandi compositori del Cinquecento, Giovanni Pierluigi da Palestrina del quale è citato un tema nella parte centrale, Christe Eleison. I salmi delle Bibbia e la tradizione del canto gregoriano costituiscono la base del successivo brano, Save me from bloody men (Salvami dagli uomini sanguinari), mentre il Sanctus costituisce uno dei brani più belli dell'intera Messa con i suoi ritmi fortemente caratterizzati. Molto suggestivo è Hymn before action (Inno prima dell'azione) su un testo di Rudyard Kipling nel quale in un contesto di desolazione e morte gli uomini pregano Dio affinché dia loro la forza di morire. In Charge! (Carica!) troviamo una rappresentazione della guerra e della morte che diventa protagonista del brano successivo Angry Flames (Fiamme d'ira) composto su un testo del poeta giapponese Togi Sankichi che, dopo aver vissuto la tragedia della bomba atomica sganciata su Hiroshima, è morto nel 1953 a causa di una leucemia provocatagli dall'esposizione alle radiazioni. Torches (Torce) si basa, invece, sull'antichissimo poema indiano Mahabharata che disegna uno scenario di morte, mentre l'Agnus Dei si segnala per una musica particolarmente coinvolgente. Now the guns have stopped (Ora le armi sono fermate) è un'amara riflessione sulla morte di ogni singolo individuo e indirettamente sul valore della vita umana. Il Benedictus, con i suoi sentimenti di speranza, prelude al finale, Better is peace (Meglio la pace) nel quale due personaggi mitici, Lancillotto e Ginevra, inneggiano alla pace.

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