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Notte bianca al Politeama Garibaldi

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Venerdì 22 dicembre il teatro aprirà anche di sera alle 19 e chiuderà a mezzanotte. E' la Notte bianca del Politeama, con un concerto dedicato agli autori contemporanei siciliani e una visita guidata al teatro ad appena 5 euro. Le visite andranno avanti sino allo scadere della mezzanotte. Prime assolute per "Se Tremi" di Alessandro Zambito e della "Sinfonia n.4 La Piccola" di Matteo Musumeci, composte su commissione dell'Orchestra Sinfonica Siciliana

Palermo, 20 dicembre 2017 - Il teatro aperto dalla sera fino a mezzanotte, con possibilità di assistere ad un concerto e ad una visita guidata del teatro con un biglietto di appena 5 euro, sia prima che dopo il concerto. E' l'innovativa proposta della Fondazione, in occasione del concerto di venerdì 22 dicembre alle ore 21. Si tratta della Notte bianca al Politeama che vedrà l'Orchestra Sinfonica Siciliana impegnata in un concerto dal titolo Autori contemporanei siciliani. L'Orchestra Sinfonica sarà diretta da Pietro Borgonovo. Questo il programma: Marco Betta, Senti l'eco; Emanuele Casale, Esercizio sul risveglio; Lucio Garau,Guido nella notte; Virginia Guastella, Zaira tra le misure del suo spazio; Matteo Musumeci, Sinfonia n.4 La Piccola; Alessandro Zambito, Se Tremi.

Senti l'eco.Composta nel 1989 su commissione dell'Orchestra Regionale Toscana che l'ha eseguita in prima assoluta a Montecatini sotto la direzione di Stefan Anton Reck, Senti l'eco, eseguita molte volte in tutto il mondo, è uno dei lavori giovanili del compositore palermitano Marco Betta. Il suo titolo si riferisce non solo all'aria Senti l'eco ove t'aggiri della Finta semplice di Mozart, dalla quale nasce, ma anche alla sua particolare struttura. (Durata: 6')

Sinfonia n. 4 La Piccola. Composta su commissione dell'Orchestra Sinfonica Siciliana, la Sinfonia n. 4 "La Piccola", è l'ultimo lavoro del compositore catanese Matteo Musumeci, che l'ha denominata così non soltanto per le sue dimensioni ridotte rispetto alle tre precedenti di più ampio respiro. Risuona infatti in queste pagine anche il ricordo d'antiche pratiche devozionali e di tradizionali feste patronali come la festa di Sant'Agata, con una processione, barocca e imponente, preceduta da dodici candelore, la prima delle quali, dedicata alla Santa, venne denominata "la piccola" da monsignor Ventimiglia, nel 1766. E' divisa nei seguenti movimenti: Allegretto, Adagio, Allegretto. (Durata: 11')

Esercizio sul risveglio.composto nel 2013 su commissione dell'Orchestra Regionale Toscana che lo ha eseguito in prima assoluta nello stesso anno in occasione del Festival Play It. Come affermato dal compositore, il brano, nel quale si può intravedere l'influenza della lettura di testi di filosofia yoga, è stato composto mirando più all'espressione che all'esibizione e, anche per questa ragione, presenta un carattere intimistico e meditativo alla cui realizzazione contribuiscono i glissandi, qui utilizzati non come effetti, ma come mezzi per produrre armonie, e gli armonici artificiali. (Durata: 12')

Guido nella notte op. 74, Tre sogni sinfonici. E' un'opera del 2014, realizzata su commissione dell'Orchestra Sinfonica Siciliana che l'ha eseguita in prima assoluta. E' uno dei lavori sinfonici più interessanti di Lucio Garau. Il compositore, costretto a lavorare anche di notte per ottemperare agli impegni presi, era solito ammirare, durante le sue veglie notturne, Guido, il più piccolo dei suoi due figli, mentre questi sognava. Già da allora Garau cercò di immaginare come i sogni del bimbo potessero essere messi in musica e ha deciso di considerare i tre sogni come ripetizioni quasi uguali di una storia. La composizione, il cui titolo è volutamente ambiguo dal momento che si può riferire al nome del figlio o alla voce del verbo guidare, rappresenta l'instabilità dello stato onirico. (Durata: 15').

Zaira tra le misure del suo spazio. Eseguita in prima assoluta il 22 ottobre 2015 con la direzione di Aldo Ceccato, Zaira tra le misure del suo spazio di Virginia Guastella si ispira al romanzo di Italo Calvino pubblicato nel 1972, Le città invisibili. Zaira è, infatti, il nome di una delle città invisibili che sono il simbolo di una realtà complessa e disordinata alla quale l'esploratore cerca di dare un ordine attraverso l'uso della parola. La composizione è stata già proposta l'anno scorso dall'Orchestra Sinfonica Siciliana (Durata: 6')

Se Tremi. E' l'ultimo lavoro sinfonico di Alessandro Zambito, composto su commissione dell'Orchestra Sinfonica Siciliana che lo eseguirà in quest'occasione in prima assoluta. Il brano, che intende indagare il dualismo tra spirituale ed eterno, si snoda in cinque tappe che, come dichiarato sempre dal compositore, sono momenti di un percorso che conduce al vuoto dell'inconoscibile. Dal punto di vista musicale l'opera è realizzata su una serie di sette suoni dalla quale vengono generati soggetti melodici a volte di straordinaria essenzialità come quelli costituiti da una sola nota. (Durata: 12').

L'Ufficio stampa

(Mario Pintagro)

Info al 091 6072532/533 – Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. www.orchestrasinfonicasiciliana.it

 

Note biografiche

Pietro Borgonovo, direttore

borgonovoNato a Milano, Pietro Borgonovo si distingue nella direzione di produzioni sinfoniche e operistiche per prestigiosi festival e teatri.

Da segnalare la presenza al Salzburger Festpiele, alla guida del Klangforum Wien e dell'Arnold Schoenberg Chor, al "Maggio Musicale Fiorentino" con l'Orchestra del Maggio Musicale, alla Biennale di Venezia, al Ravenna Festival con il Teatro dell'Opera di Roma.

Dirige regolarmente l'Orchestra dell'Arena di Verona, l'Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia, quella del Teatro Lirico di Cagliari, del Teatro Verdi di Trieste, del Teatro dell'Opera di Roma, l'Orchestra della Toscana, l'Orchestra Sinfonica di Milano G. Verdi, l'Orchestra Sinfonica di Savona, l'Orquesta Sinfonica Nacional di Buenos Aires, l'Orchestra della Svizzera Italiana, la Kammerorchester di Mainz, la Prague Philharmonia.

La Fondazione Teatro La Fenice di Venezia gli affida la direzione della prima mondiale dell'opera "Medea" di Adriano Guarnieri. E' un grande successo di pubblico e di critica, alcuni quotidiani parlano di "trionfo". Allo spettacolo è assegnato il Premio Abbiati 2003 e la motivazione mette in risalto la "raffinata esecuzione musicale e scenica che ha restituito l'audace ricercatezza della concezione compositiva e multimediale".

Giovanissimo si impone quale solista di oboe tra i più affermati sulla scena mondiale. Allievo di Heinz Holliger alla Musikhochschule di Freiburg, si esibisce nelle principali sale e nei maggiori festival internazionali: Teatro alla Scala, Salzburger Festpiele, Maggio Musicale Fiorentino, Biennale di Venezia, Musikverein di Vienna, Musica Bayreuth, Festival d'Automne di Parigi, Festival di Montreux, Donaueschinger Musiktage, Carnegie Hall di New York, Holland Festival di Amsterdam, Montecarlo, Sala Grande del Conservatorio Tchaikovsky di Mosca, Filarmonica di San Pietroburgo, Fondazione Gulbenkian di Lisbona, Madrid, Berlino, Londra, Praga, Bonn, Lussemburgo.

Il profondo interesse per la musica contemporanea lo porta a collaborare con molti compositori del nostro tempo: George Benjamin, Luciano Berio, Azio Corghi, Franco Donatoni, Adriano Guarnieri, Salvatore Sciarrino, Fabio Vacchi, Iannis Xenakis ... dei quali interpreta opere anche in prima esecuzione, spesso a lui dedicate.

Musicista poliedrico, Pietro Borgonovo è Direttore Artistico della GOG (Giovine Orchestra Genovese) e dal 2003 Direttore Artistico del Concorso Internazionale di Musica G. B. Viotti di Vercelli.

Sia come solista di oboe che come direttore d'orchestra vanta una vasta discografia ottenendo il Grand Prix du Disque e la segnalazione tra i cinque dischi di musica sinfonica più stimati dalla Critica italiana nel 1998.

 

Note di sala a cura di Riccardo Viagrande

Marco Betta

Senti l'eco

Durata: 6'

Composta nel 1989 su commissione dell'Orchestra Regionale Toscana che l'ha eseguita in prima assoluta a Montecatini sotto la direzione di Stephan Anton Reck, Senti l'eco, che vanta diversi esecuzioni in tutto il mondo, è uno dei lavori giovanili del compositore palermitano Marco Betta. Il suo titolo si riferisce non solo all'aria Senti l'eco ove t'aggiri della Finta semplice di Mozart, dalla quale nasce, ma anche alla sua particolare struttura. Definita dallo stesso compositore, un'eco di un'aria in eco,la composizione parte, infatti, da ciò che rimane dei suoni dell'accordo conclusivo dell'aria mozartiana nel momento in cui si spengono. Da questo silenzio quasi in eco, questi suoni rimbalzano dando vita ad una forma di rifrazione in bilico laterale e sembrano galleggiare in un mondo di nuvole come in un dipinto di Magritte marcando una certa distanza dalla realtà con la quale, però, il compositore stabilisce dei legami rappresentati da un canto siciliano affidato all'oboe e dagli squilli di una tromba: è questo un vero e proprio richiamo alla realtà che quasi come un'onda marina percorre la composizione che si configura come un lago della memoria dove i suoni si perdono e nello stesso tempo si ritrovano.


Matteo Musumeci

Sinfonia n. 4 La Piccola

Allegretto, Adagio, Allegretto

Durata: 11'

Composta su commissione dell'Orchestra Sinfonica Siciliana, la Sinfonia n. 4 "La Piccola", è l'ultimo lavoro del compositore catanese Matteo Musumeci, chel'ha denominatacosì non soltanto per le sue dimensioni ridotte rispetto alle tre precedentidi più ampio respiro. Risuona infatti in queste pagine anche il ricordo d'antiche pratiche devozionali e di tradizionali feste patronali: come quella che Catania dedica al culto di Sant'Agata, con una processione, barocca e imponente, preceduta da dodici candelore, la prima delle quali, dedicata alla Santa, venne denominata "la piccola" da monsignor Ventimiglia, nel 1766.

La Sinfonia si struttura in tre movimenti, eseguiti senza soluzione di continuità. Il primo, Allegretto, è improntato a un breve tema di quattro note (do, la, mi, re) sviluppato secondo tecniche minimaliste. La scrittura musicale progressivamente si addensa, dal pianissimo iniziale sino a una parte centrale (Adagio in 6/8) dall'andamento di siciliana, con un tema enunciato dal clarinetto e poi affidato agli archi. Particolare attenzione viene rivolta agli aspetti armonici, con un evidente tributo al jazz, come agli impasti timbrici, in cui emerge la scelta, particolarmente raffinata, di combinare fagotti e corni per evocare l'effetto del sax.


Emanuele Casale

Esercizio sul risveglio

Durata: 12'

"Alcuni testi di meditazione hanno accompagnato la composizione di Esercizio sul Risveglio. Ho trovato intriganti certi pensieri sull'arte, come quello di liberare il processo creativo da tensioni e pregiudizi talvolta presenti in certi percorsi di realizzazione artistica. Ho mirato spontaneamente all'espressione piuttosto che alla dimostrazione. Nel brano vi sono sfumature sonore che potrebbero rimandare alla visione di un acquerello. Il processo compositivo è stato una sorta di spontanea pratica essenzializzante, come concependo alcuni haiku (brevissimi componimenti poetici, sostanziali e diretti), uno accanto all'altro, dentro la medesima arcata formale".

Con queste parole lo stesso compositore Emanuele Casale ha descritto Esercizio sul risveglio, composto nel 2013 su commissione dell'Orchestra Regionale Toscana che lo ha eseguito in prima assoluta nello stesso anno in occasione del Festival Play It. Come dichiarato dal compositore, il brano, nel quale si può intravedere l'influenza della lettura di testi di filosofia yoga, è stato composto mirando più all'espressione che all'esibizione e, anche per questa ragione, presenta un carattere intimistico e meditativo alla cui realizzazione contribuiscono i glissandi, qui utilizzati non come effetti, ma come mezzi per produrre armonie, e gli armonici artificiali.


Lucio Garau

Guido nella notte op. 74, Tre sogni sinfonici

Durata: 15'

Composto nel 2014 su commissione dell'Orchestra Sinfonica Siciliana che lo ha eseguito in prima assoluta, Guido nella notte è uno dei lavori sinfonici più interessanti di Lucio Garau, la cui prima ispirazione, però, risale al 2005, un anno particolarmente intenso dal punto di vista lavorativo. Il compositore, costretto a lavorare anche di notte per ottemperare agli impegni presi, era solito ammirare, durante le sue veglie notturne, Guido, il più piccolo dei suoi due figli, mentre questi sognava. Già da allora Garau cercò di immaginare come i sogni del bimbo potessero essere messi in musica e ha deciso di considerare i tre sogni come ripetizioni quasi uguali di una storia. La composizione, il cui titolo è volutamente ambiguo dal momento che si può riferire al nome del figlio o alla voce del verbo guidare, rappresenta l'instabilità dello stato onirico e si apre con un soffio di ottoni e legni in pianissimo che rappresenta il momento in cui l'uomo si addormenta. Dopo un'introduzione nella quale appaiono elementi musicali che appartengono alla sezione iniziale del sogno, il lavoro sinfonico si snoda in tre sogni che si ripetono sempre uguali eccetto che per leggere modifiche. Da qui nasce una melodia che si fa sempre più affannosa (Mosso) in un raffinato gioco contrappuntistico che coinvolge gli archi; non molto tempo dopo un oboe solista cerca di raccontare il contenuto del sogno, mentre attorno ad esso si muove un mondo determinato dagli altri strumenti. Ancora l'instabilità dello stato onirico si registra nella sezione marcata con l'andamento Inquieto, dove emergono degli accordi che sono disturbati da folate degli archi. Un altro disturbo, posto a conclusione del sogno, è costituito dai successivi scoppi strumentali che, però, non sortiscono l'effetto di svegliare la persona. Il secondo sogno è simile al primo per quanto attiene alla struttura con la riproposizione degli stessi elementi musicali nella stessa successione: alla melodia iniziale, che si fa sempre più affannosa (Mosso), seguono il temache, affidato all'oboe nella sezione centrale del primo sogno, è qui intonato dal clarinetto, gli accordi disturbati dalle folate degli archi e gli scoppi finali che, anche questa volta, non sortiscono l'effetto di svegliare la persona. Simile ai due precedenti è l'altro sogno con la differenza che il tema, affidato nella sezione centrale all'oboe e al clarinetto rispettivamente nel primo e nel secondo, è ora esposto dalla tromba. Gli scoppi che concludono il sogno, questa volta, svegliano la persona e il lavoro si conclude con lo stesso soffio, che aveva aperto la composizione in una struttura circolare e, quindi, perfetta con l'inizio e la fine che coincidono. La persona è così definitivamente riportata al mondo.


Virginia Guastella

Zaira tra le misure del suo spazio

Durata: 6'

Composta su commissione dell'Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano, che l'ha eseguita in prima assoluta il 22 ottobre 2015 in occasione del concerto di inaugurazione della stagione sotto la direzione di Aldo Ceccato, Zaira tra le misure del suo spazio di Virginia Guastella si ispira al romanzo di Italo Calvino pubblicato nel 1972, Le città invisibili. Zaira è, infatti, il nome di una delle città invisibili che sono il simbolo di una realtà complessa e disordinata alla quale l'esploratore cerca di dare un ordine attraverso l'uso della parola. Su questa composizione che è già stata eseguita nel 2016 dall'Orchestra Sinfonica Siciliana, la stessa Guastella si è così espressa nella presentazione pubblicata nel programma di sala della prima milanese:

"Nel mio brano gli avvenimenti del passato, come scrive Italo Calvino, diventano ricordi di un melodismo passato che, in frammenti, si dipana nello spazio orchestrale, a tratti cameristico e parossistico. La mia città invisibile, ma sonora, contiene il passato e lo filtra come fa la memoria con i ricordi: ne muta i contorni, i tratti e li trasferisce in una dimensione altra. Il passato è anche quello del repertorio musicale tradizionale rappresentato dai motivi della Quarta Sinfonia di Schumann, che scompongo ed assemblo in nuovi equilibri formali del presente".


Alessandro Zambito

Se Tremi

Durata: 12'

"Un viatico, un viaggio dentro le paure più profonde e radicate dell'uomo che si avvicina all'estremo passo verso l'ignoto". Così è stato definito dallo stesso compositore, Se tremi, ultimo lavoro sinfonico di Alessandro Zambito, composto su commissione dell'Orchestra Sinfonica Siciliana che lo eseguirà in quest'occasione in prima assoluta. Il brano, che intende indagare il dualismo tra spirituale ed eterno, si snoda in cinque tappe che, come dichiarato sempre dal compositore, sono momenti di un percorso che conduce al vuoto dell'inconoscibile.

Dal punto di vista musicale l'opera è realizzata su una serie di sette suoni dalla quale vengono generati soggetti melodici a volte di straordinaria essenzialità come quelli costituiti da una sola nota. Nell'opera si distinguono, inoltre, dei nuclei fortemente articolati, sovrapposti a fasce armoniche le quali sono fondate su valori di durata che si susseguono, si sovrappongono e si aggiungono. Zambito, nella ricerca compositiva che presiede alla composizione di questo lavoro sinfonico, ha voluto dare l'idea della sospensione del movimento. Per il compositore, è questa la dimensione che diventa l'assenza di tempo del divino evocato dall'orchestra; quest'ultima offre all'ascoltatore il nutrimento dei vissuti inconsci, mentre i timpani, legati alla dimensione terrena, rappresentano la consapevolezza del conscio.

"Se non possiamo innalzare canti alla fede, vorrà dire che canteremo la nostra disperazione". Questo semplice aforisma dell'autore può ben illustrare il significato della composizione.

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