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Sofya Gulyak, il concerto n.2 di Čajkovskij

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La pianista russa è la protagonista dei concerti del 23 e 24 febbraio con l'Orchestra Sinfonica Siciliana diretta da Eiji Oue. Musiche di Mozart, Čajkovskij e Hindemith

Palermo 21 febbraio 2018 - Da Mozart a Čajkovskij. Il quindicesimo concerto dell'Orchestra Sinfonica Siciliana vedrà sul podio il giapponese Eiji Oue il 23 febbraio alle ore 21. Solista al pianoforte, Sofya Gulyak. In programma Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791), Sinfonia n. 23 in Re maggiore KV 181; Pëtr Il'ičČajkovskij (1840-1893), Concerto n. 2 in sol maggiore, op. 44 per pianoforte e orchestra; Paul Hindemith (1895-1963), Metamorfosi sinfoniche su un tema di Carl Maria von Weber. Si replica il 24 febbraio alle 17,30.

Sinfonia n. 23 in Re maggiore KV 181. E' una delle Sinfonie Salisburghesi, così appellate da Alfred Einstein, che ipotizzò che fossero tutte state commissionate da uno sconosciuto mecenate italiano. Wolfgang Amadeus Mozart la completò a Salisburgo il 19 maggio 1773. La sinfonia, anche chiamata "Overture", è composta da un unico movimento ininterrotto costituito da 3 tempi diversi: Allegro spiritoso, Andantino grazioso, Presto assai.

Concerto per pianoforte n. 2 in sol maggiore, op. 44.La composizione del Concerto, segue di poco l'infelice matrimonio con Antonina Miljukova, una studentessa di pianoforte che Čajkovskij aveva conosciuto anni prima in conservatorio e che il compositore aveva sposato per placare le maldicenze sulla sua omosessualità. Čajkovskijuscì distrutto dall'esperienza, al punto da meditare il suicidio. A salvarlo dall'abisso fu il lavoro, la composizione dell'Onegin e di questo concerto che fu realizzato tra l'ottobre 1879 ed l'aprile 1880. Nikolaj Rubinštejn, aveva reso popolare il primo concerto del compositore, eseguendolo spesso. Così Čajkovskij, pensò a un nuovo concerto per dedicarlo proprio a Rubinštejn. Ques'ultimo avrebbe voluto eseguirlo, ma morì anzitempo. La prima esecuzione avvenne poi il 12 novembre 1881 a New York con Madeline Schiller solista, sul podio, Theodore Thomas. La prima esecuzione in Russia ebbe luogo a Mosca nel maggio del 1882, diretta da Anton Rubinštejn con Sergej Taneev, allievo di Čajkovskij, al pianoforte. Dopo la morte del compositore, un altro suo allievo, Aleksandr Ziloti, effettuò una revisione del concerto, che godette di una certa notorietà, nel 1897, eliminandone alcune parti. E' diviso in tre movimenti: Allegro brillante e molto vivace; Andante non troppo; Allegro con fuoco.

Metamorfosi Sinfoniche su un tema di Carl Maria von Weber. E' considerato il lavoro più famoso del compositore tedesco. Hindemith compose le Metamorfosi durante il suo soggiorno americano cominciato nel 1940 e durato tutto il periodo della guerra. Hindemith si assicurò il sostentamento insegnando all'università di Yale. Dal grande ballerino e coreografo russo ormai naturalizzato statunitense Léonide Massine, con cui aveva già collaborato nel 1938 alla creazione della "leggenda danzata" Nobilissima visione, gli venne subito nel 1940 l'invito a comporre un balletto su temi di Carl Maria von Weber. Il progetto non si realizzò, ma diede ugualmente i suoi frutti tre anni più tardi con la partitura sinfonica per grande orchestra intitolata Sinfonische Metamorphosen ultimata nell'agosto del 1943 ed eseguita per la prima volta il 20 gennaio 1944 dalla New York Philharmonic alla Carnegie Hall sotto la direzione di Arthur Rodzinski. Si divide in quattro movimenti: Allegro; Turandot, Scherzo; Andantino; Marsch.

Sofya Guljak. E' una delle pianiste più promettenti della sua generazione. Ha iniziato lo studio del pianoforte nel conservatorio della sua città dove si è diplomata sotto la guida di Elfija Burnaševa. Ha proseguito gli studi presso l'Ecole Normale de Music di Parigi, l'Accademia "Incontri col Maestro" di Imola con Boris Petrušanskij e la Royal College of Music di Londra con Vanessa Latarche. Nel 2009 è la prima donna a vincere il Concorso pianistico internazionale di Leeds. Si è esibita nelle più importanti sale da concerto del mondo tra cui la Sala Verdi di Milano, la Salle Cortot, la Salle Gaveau e la Salle Pleyel di Parigi, la Sala Grande del Conservatorio di Mosca, la Konzerthaus di Berlino, la Sala Bossi di Bologna, la Bridgewater Hall di Manchester, la Walt Disney Hall di Los Angeles, il Teatro Olimpico di Vicenza e il Kennedy Center di Washington.

Eiji Oue. Ha iniziato i suoi studi di direzione orchestrale con Hideo Saito della Toho Gakuen School of Music. Nel 1978 al Tanglewood Music Center incontrò Leonard Bernstein, che divenne il suo mentore. Oue ha vinto il Premio Tanglewood Koussevitzky nel 1980. Ha inoltre studiato con Bernstein come collega di direzione al Los Angeles Philharmonic Institute. Oue è stato direttore musicale della Greater Boston Youth Symphony Orchestra dal 1982 al 1989 e direttore musicale della Erie Philharmonic dal 1990 al 1995. Ha anche lavorato come direttore associato dell'Orchestra Filarmonica di Buffalo. Dal 1995 al 2002 è stato direttore musicale della Minnesota Orchestra. Nel 2003 è stato nominato direttore principale della Osaka Philharmonic Orchestra. Oue fece il suo debutto al Festival di Bayreuth nel 2005 dirigendo il "Tristano e Isotta". Diventò direttore musicale della Orquestra Simfònica de Barcelona nel settembre 2006. SI è dimesso dalla carica di Barcellona dopo la stagione 2009-2010. È stato professore di direzione d'orchestra presso la Musikhochschule di Hannover dal 2000.

Biglietti 12-25 euro al Botteghino del Politeama Garibaldi e un'ora e mezza prima dello spettacolo. Sconto del 50% per studenti e under 30.

Info: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , www.orchestrasinfonicasiciliana.it, vivaticket.it, 091 6072532.

L'Ufficio stampa 

(Mario Pintagro)

 

Note biografiche

Eiji Oue, direttore

oueFamoso per le sue "interpretazioni straordinarie" (La Nacion), la capacità di ispirare orchestre, e per la sua caratteristica del "buon umore [...] e grande energia" (BackTrack), Eiji Oue è ospite delle più importanti orchestre internazionali, tra cui New York Philharmonic, Philadelphia Orchestra, Frankfurt Radio Symphony Orchestra e Munich Philharmonic.

Attualmente è direttore emerito della Osaka Philharmonic Orchestra (dopo aver ricoperto la carica di direttore musicale dal 2003 al 2011) e della NDR Radio Philharmonic Orchestra di Hannover, dopo un periodo di undici anni come direttore ospite principale. È stato inoltre direttore musicale della Minnesota Orchestra e dell'Orquesta Simfònica de Barcelona I Nacional de Catalunya (Barcelona Symphony Orchestra). Mentre nel ruolo di direttore musicale del Grand Teton Music Festival di Wyoming (1997-2003), è stato la forza trainante per uno degli eventi più amati del Festival, il suo concerto annuale Fourth of July Community Concert.

Tra le sue incisioni in repertorio vi sono musiche di Bernstein, Stravinskij, Mahler, Strauss, Copland e Rachmaninov con l'Orchestra del Minnesota, mentre con il NDR Hannover ha registrato brani di Antheil, Martinů, Šnitke e Lieder di Strauss con il soprano Michaela Kaune, e per la Deutsche Grammophon ha inciso i concerti di violino di Paganini e Spohr.

Appassionato all'educazione e formazione musicale della prossima generazione di musicisti, dal 2000 è professore di direzione d'orchestra alla Hochschule für Musik und Theater di Hannover.

Nato in Giappone, ha preso lezioni di piano fin dall'età di quattro anni. A 15 è entrato nella Taho School of Music come "Performance major" iniziando gli studi di direzione d'orchestra con Hideo Saito, già insegnante di Seiji Ozawa. Nel 1978 fu invitato proprio da Ozawa a trascorrere l'estate studiando al Tanglewood Music Centre di Boston, dove incontrò Leonard Bernstein, che divenne suo mentore e collega, dividendo con lui il podio durante tre tournée internazionali alla Scala, alla Wiener Staatsoper, all'Opéra de Paris-Bastille, a Mosca, San Pietroburgo, Berlino, Roma, nonché suo assistente nel 1991 nella creazione del Pacific Music Festival di Sapporo, in Giappone, diventando così direttore stabile dell'orchestra del festival.

Tra i suoi numerosi premi e riconoscimenti si ricordano nel 1980 il Koussevitzky Prize a Tanglewood, nel 1981 il primo premio e l'Hans Haring Gold Medall al Mozarteum di Salisburgo. Nel novembre 2005 ha ricevuto il Premio Praetorius Music from Land, Bassa Sassonia, e nel 2009 il premio dell'Ordine di Merito.

 

Sofya Gulyak, pianoforte

sofyagulyakNel settembre 2009 a Sofya Gulyak è stato insignita del primo premio e Medaglia d'Oro Principessa Maria al XVI Concorso Pianistico Internazionale di Leeds. Da allora si è esibita in tutto il mondo con grande successo. I suoi recital hanno spesso avuto recensioni di plauso eccezionali e le sue apparizioni in concerto, con le più importanti orchestre, riscuotono commenti entusiastici dalla stampa musicale di tutto il mondo. Sofya Gulyak è stata elogiata per la sua "incredibile precisione e la squisita delicatezza del suono" ed è stata descritta come una grande stella dello spettacolo e definita la "Rach Star" ("Washington Post").

Il suo curriculum include premi ottenuti nei più prestigiosi concorsi pianistici: primo premio alla V edizione del Concorso Pianistico Internazionale Thalberg, al Concorso Pianistico Internazionale William Kapell negli USA, al Maj Lind di Helsinki, al Concorso Internazionale di Tivoli a Copenhagen, al Gyeongnam International Piano Competition in Corea del Sud, al concorso pianistico di San Marino, vincitrice del Concorso Busoni in Italia e del Concorso Pianistico Marguerite Long di Parigi.

Sofya Gulyak ha suonato in tutto il mondo con numerose apparizioni sia come solista in recital che in concerti con prestigiose orchestre: al Teatro alla Scala e alla Sala Verdi di Milano, alla Hercules-Saal di Monaco, alla Salle Cortot, Salle Gaveau e Salle Pleyel di Parigi. Ha suonato anche alla Sala Grande del Conservatorio di Mosca, al Konzerthaus di Berlino, al Gewandhaus di Lipsia, al Kennedy Center di Washington, al Palais de Musique di Strasburgo, all'Hong Kong City Hall, al Shanghai Grand Theatre, al Tokyo Opera City Hall, al Osaka Symphony Hall, al Musashino Cultural Center di Tokyo, al Teatro dell'Opera di Budapest, alla Finlandia Hall di Helsinki, alla Bridgewater Hall a Manchester, al Teatro Municipal di Rio de Janeiro, all'auditorium Manzoni di Bologna, alla Music Hall di Aberdeen, alla Salle Molière a Lione, alla Walt Disney Hall di Los Angeles, al King Theatre a Rabat, al Kursaal di Berna, al Tivoli Concert Hall a Copenhagen etc.

Come solista Sofya Gulyak si è esibita con la London Philharmonic Orchestra, la Finnish Radio Symphony, la Filarmonica di San Pietroburgo, la Rio de Janeiro Symphony, la Royal Liverpool Philharmonic Orchestra di Liverpool, la Halle Orchestra, l'Orchestra Sinfonica della BBC Scozzese, la Filarmonica di Budapest, l'Orchestra della Fondazione dell'Arena di Verona, l'Orchestra Filarmonica di Bologna, la Filarmonica di Bucharest, l'Orchestra Sinfonica di Stavanger, la Deutsche Staatsphilharmonie Rheinland-Pfalz, l'Orchestra Sinfonica della Radio Slovacca, la Filarmonica di Helsinki, l'Orchestra Sinfonica di Copenagen, la Ulster Symphony, L'Orchestra Nazionale di Francia, le Orchestre Filarmoniche di Shangai, di Oulu, di Lipsia, le Orchestre Sinfonicche di Pensacola, di Tartarstan, delle Filippne e del Marocco.

Ha collaborato con direttori d'orchestra quali Vladimir Ashkenazy, Sakari Oramo, Mark Elder, David Hill, Donald Runnicle, Vasily Petrenko, Alan Buribayev, Eiving Gullberg Jensen, Theodor Guschlbauer, Alexander Lazarev, Rory McDonald, Danail Rachev, Fabio Mastrangelo, Michele Mariotti, Fuat Mansurov, Alexander Sladkovsky, Marat Bisengaliev, Mario Kosik, Jesus Medina, and Peter Rubardt.

Sofya Gulyak ha partecipato a diversi festival tra i quali: il Klavier Festival Ruhr, il Festival Chopin di Duzniki-Zdroj, il Festival du Sceaux, il Keyboard Festival Internazionale di New York, il Festival Internazionale di Strasburgo, il Festival Busoni, Il Festival di Harrogate, il Festival Pianistico di Cracovia, il Festival Pianistico di Nuova Zelanda, il Ravello Festival, il Festival Chopin di Parigi, il Shanghai International Piano Festival e molti altri.

CD con le sue esecuzioni di compositori russi - Medtner, Rachmaninoff, Prokofiev - sono state registrate e pubblicate dalla casa discografica Champs Hill Records nel 2013 e sono state recensite con 5 stelle dalla rivista Diapason ("What a pleasure to hear the piano blossoming and projecting in the most vivid of ways when played by Sofya Gulyak. The singing sound alongside dazzling and powerful execution distinguishes an outstanding natural pianist"), elogiate da Gramophone ("This is a stunning debut album...") e dalla rivista Guardian "Sofya Gulyak is a fearless pianist, never afraid to scale the most technically demanding heights of the repertoire and equally proud to wear her heart on her sleeve"). Il suo CD con registrazioni di musiche di Brahms uscirà nella primavera 2015 con la Piano Classics.

Sofya Gulyak è nata a Kazan (Russia), dove ha studiato in un collegio musicale con Nailya Khakimova, e poi al Conservatorio di Stato con il professor Elfiya Burnasheva. Si è anche diplomata anche all'Ecole Normale di musica Alfred Cortot di Parigi con il massimo dei voti. Ha proseguito gli studi musicali all'Accademia Pianistica Internazionale di Imola "Incontri coi Maestri" con Boris Petrushansky e al Royal College of Music di Londra con Vanessa Latarche.

Sofya Gulyak è stata invitata a scolgere il ruolo di membro di giuria in parecchi concorsi pianistici internazionali in Italia, Serbia, Francia, Grecia, Stati Uniti, e ad insegnare in Masterclass in Cina, Italia, Australia, Nuova Zelanda, Filippine, Hong Kong, Messico, Stati Uniti e Germania. E' docente di pianoforte al Royal College of Music di Londra.

Parecchi suoi concerti sono stati trasmessi alla radio e alla televisione in diversi stati: Russia, Polonia, Francia, Italia, Germania, Stati Uniti, Finlandia, Danimarca, Serbia, Nuova Zelanda, Regno Unito (BBC3 e BBC4).

 

Note di sala a cura di Riccardo Viagrande

Wolfgang Amadeus Mozart

(Salisburgo 1756 – Vienna 1791)

Sinfonia n.23 in re magg. KV 181

Allegro spiritoso

Andantino grazioso

Presto assai

Durata: 11'

L'influenza del gusto italiano, appreso da Mozart durante il suo terzo ed ultimo viaggio in Italia, informa la Sinfonia in re maggiore KV 181 che, completata il 19 maggio 1773, è chiamata a torto ouverture per la sua struttura formale caratterizzata da tre movimenti che vengono eseguiti senza soluzione di continuità come nelle ouverture d'opera alle quali è stata spesso erroneamente accostata dal momento che sull'autografo si legge chiaramente il titolo di sinfonia. Tale struttura di chiara ascendenza italiana, che accomuna questa alle sinfonie KV 184, KV 199 e KV 162, tutte composte nello stesso periodo, ha indotto gli studiosi ad ipotizzare che Mozart le abbia scritte per ottemperare alla commissione di un non ben identificato mecenate italiano.

Il primo movimento, Allegro spiritoso, è tutto giocato sul contrasto tra il primo tema, semplice per la sua struttura caratterizzata dalle note della triade di re maggiore e oscuro per le frequenti modulazioni in minore, e il secondo tema più lirico e formato da un dialogo tra i violini che espongono la prima semifrase e gli oboi ai quali è invece affidata la seconda. Una breve transizione conduce alla ripresa che porta direttamente al secondo movimento, Andantino grazioso, una pagina elegante nella quale spicca la commovente ed espressiva melodia affidata all'oboe. L'ultimo movimento, Presto assai, è, infine, un brillante Rondò il cui refrain è costituito da un tema di marcia.

 

Pëtr Il'ič Čajkovskij

(Votkisnk, Urali, 1840 – Pietroburgo 1893)

Concerto n. 2 in sol maggiore per pianoforte e orchestra op. 44

Allegro brillante e molto vivace

Andante non troppo

Allegro con fuoco

Durata: 42'

Completate le prove della sua nuova opera, La pulzella d'Orléans, Čajkovskij decise di recarsi a Kamenka per prendersi una pausa di riposo come egli stesso confessò in una lettera del 19 ottobre 1879 alla sua protettrice, la contessa Nadežda Von Meck: "Continuo a godermi il mio di diritto al dolce far niente, ma una nuova idea musicale sta incominciando a prendere forma nella mia testa". L'idea musicale che cominciava a prendere forma nella mente di Čajkovskij è appunto il Secondo concerto per pianoforte e orchestra, come testimoniato da una lettera indirizzata pochi giorni dopo, il 24 ottobre, sempre alla Von Meck, nella quale si legge: "Ho cominciato a scrivere un concerto non sarà fatto di fretta, e non c'è la minima possibilità che io mi sforzi o mi affatichi". Nonostante Čajkovskij non volesse affaticarsi, il compositore lavorò alacremente al Concerto al punto che già alla fine di novembre durante il suo soggiorno a Parigi aveva iniziato la composizione del Finale. Già a metà dicembre era pronto l'abbozzo del concerto, la cui orchestrazione fu completata il 10 maggio 1880. La prima esecuzione non si tenne in Russia, ma negli Stati Uniti, alla Carnegie Hall di New York il 12 novembre 1881 sotto la direzione di Theodore Thomas e con Madeleine Schiller in qualità di solista, mentre la prima a Mosca si ebbe soltanto il 30 maggio 1882 sotto la direzione di Anton Rubinštein con Taneev in qualità di solista. Nonostante fosse stato accolto con grande entusiasmo alla prima moscovita, avvenuta il 30 maggio 1882, il Concerto non godette mai di grande popolarità. Lo stesso Taneev aveva suggerito qualche correzione a Čajkovskij, suscitando il risentimento del compositore che lo ringraziò ironicamente sia per i suggerimenti che per l'esecuzione. Giudicato dai pianisti troppo lungo, il Concerto stentò ad affermarsi e lo stesso Čajkovskij, alla fine, fu costretto ad apportare alcune modifiche a questo suo lavoro del quale tagliò alcune parti. In questa nuova versione fu eseguito sotto la direzione del compositore a Mosca con l'interpretazione del giovane pianista Vasilij Sapel'nikov. In seguito il giovane promettente pianista Alexander Siloti propose a Čajkovskij modifiche e tagli, non tutti accettati dal compositore in quanto ritenuti contrari alla concezione generale del concerto. Alla fine del 1897, dopo la morte del compositore, Siloti pubblicò la sua versione del concerto, che fu per molto tempo particolarmente apprezzata, nonostante l'introduzione della cadenza alla fine del primo movimento, modifica particolarmente osteggiata dallo stesso Čajkovskij.

Nel primo tempo, Allegro brillante, in forma-sonata, si fronteggiano ben tre temi diversi, dei quali il primo, pieno di slancio, annunciato dall'orchestra e ripreso dal pianoforte, si contrappone al secondo, esposto nell'insolita tonalità di mi bemolle maggiore piuttosto che in quella regolare di re maggiore dal clarinetto e dal corno a cui risponde il pianoforte. L'orchestra, infine, espone il terzo tema che si conclude con una nuova cadenza solistica.

Il secondo movimento, Andante non troppo, si segnala per l'aggiunta del violino e del violoncello solisti. Proprio al primo, accompagnato dagli archi, tocca l'esposizione del primo tema, mentre il secondo è interamente affidato al pianoforte in una scrittura che richiama lo stile di Chopin secondo un procedimento caro a Čajkovskij. Dopo lo sviluppo il violino e il violoncello riprendono il loro ruolo di solisti esibendosi in delle cadenze, l'ultima delle quali è affidata al violino che riprende il primo tema. Nell'ultimo movimento, Allegro con fuoco, formalmente simile a un rapido scherzo, il pianoforte espone sia il primo che il secondo tema, l'ultimo dei quali è una marcia veloce.

 

Paul Hindemith

(Hanau 1895 – Francoforte sul Meno 1963)

Symphonic Metamorphosis of Themes by Carl Maria von Weber (Metamorfosi sinfoniche su temi di Carl Maria von Weber) per grande orchestra

Allegro

Turandot Scherzo: Moderato

Lebhaft (Vivace)

Andantino

Durata: 19'

"Musica divertente e molto piacevole - una delle partiture più spassose che Hindemith ci abbia mai presentato". (M. Moiraghi, Paul Hindemith, Palermo, L'Epos, 2009, p. 281). Così si espresse il critico Olin Downes dalle colonne del «New York Times» il giorno dopo la prima esecuzione delle Symphonic Metamorphosis of Themes by Carl Maria von Weber (Metamorfosi sinfoniche su temi di Carl Maria von Weber) avvenuta il 20 gennaio 1944 a New York con la New York Philharmonic Orchestra diretta da Artur Rodziński. Composto durante una vacanza estiva del 1943, questo lavoro sinfonico, il cui titolo inglese fu preferito dallo stesso compositore a quello tedesco utilizzato dall'editore Schott senza la sua approvazione, costituisce la realizzazione di un progetto che risale a tre anni prima, quando Hindemith, emigrato negli Stati Uniti, aveva proposto al coreografo Léonide Massine la composizione di un balletto su temi di Carl Maria von Weber le cui composizioni pianistiche era solito suonare a quattro mani insieme con la moglie Gertrud. Il progetto non andò in porto, ma Hindemith non rinunziò alla composizione di un lavoro sinfonico su temi di Weber che prese forma 3 anni dopo; appare alquanto singolare che l'originario progetto del balletto sia stato realizzato il 25 novembre 1952 dallo storico rivale di Massine, il grande coreografo George Balanchine, con i costumi di Barbara Karinska, le luci di Jean Rosenthal e con i ballerini Tanaquil LeClercq, Todd Bolender e Nicholas Magallanes che sostennero i ruoli principali, mentre l'orchestra fu diretta da Léon Barzin.

Il principio ispiratore di questo lavoro sinfonico non è la variazione, ma la metamorfosi, parola con la quale Hindemith intese la libera rielaborazione, non di singoli temi come accade per le variazioni appunto, ma di interi piccoli brani che, nell'ordine, sono: gli Otto pezzi op. 60 per il primo movimento; la melodia cinese citata da Rousseau nel suo Dictionnaire de musique e ripresa da Weber nell'ouverture delle musiche di scena per la Turandot di Schiller per il secondo; i Sei pezzi facili op. 3 per pianoforte a quattro mani per il terzo e, infine, il settimo brano degli Otto pezzi per il quarto. L'opera di Hindemith si segnala per una scrittura orchestrale nella quale al tutti si contrappongono sezioni in cui vengono impegnati piccoli gruppi strumentali.


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