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Petryshak, il talento di “Crescendo” nel concerto diretto da Tabachnik

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Sul palcoscenico del Politeama Garibaldi la giovane violinista russa Anastasiya Petryshak, vincitrice del concorso "Crescendo 2017" per la ricerca dei giovani talenti, indetto dalla Fondazione. Il concerto del 9 e 10 marzo prevede musiche di Hector Berlioz, Niccolò Paganini e Ludwig van Beethoven. L'Orchestra Sinfonica Siciliana sarà diretta da Michel Tabachnik

Palermo, 7 marzo 2018 - La violinista Anastasiya Petryshak, vincitrice del concorso "Giovani Talenti Crescendo" del 2017 è la protagonista del concerto del 9 marzo alle ore 21 e del 10 marzo alle ore 17,30 al Politeama Garibaldi, con l'Orchestra Sinfonica Siciliana diretta da Michel Tabachnik. In programma, Hector Berlioz, Béatrice et Bénédict, ouverture; Niccolò Paganini,Concerto n. 1 in re maggiore per violino e orchestra op. 6; Ludwig van Beethoven, Sinfonia n.5 in do min. op.67

Béatrice et Bénédict, ouverture. Si tratta di un'opéra comique in due atti di Hector Berlioz basata sulla commedia Much Ado About Nothing di Shakespeare. L'opera fu eseguita per la prima volta al Theater der Stadt, Baden-Baden il 9 agosto 1862. La prima esecuzione in Francia avvenne invece il 5 giugno 1890 al Théâtre de l'Odéon, promossa dalla Société des Grandes auditions Musicales de France, diretta da Charles Lamoureux e con Juliette Bilbao-Vauchelet e Émile Engel nei ruoli principali. L'ouverture allude a varie parti della partitura senza diventare un pot-pourri. L'opera si apre con un coro di gioia e una Siciliana.

Concerto n. 1 in re maggiore per violino e orchestra op. 6. Paganini compose questo concerto nel 1815-16, ma fu pubblicato solo postumo nel 1851. E' ritenuto una delle sue opere migliori. In origine la tonalità di questo Concerto era Mi bemolle, mentre la parte del violino era scritta in Re: il violino solista doveva essere accordato un semitono sopra per concordare con l'orchestra, che suonava in Mi bemolle. Nelle intenzioni di Paganini, quasi precursore dell'innalzamento del diapason, ciò avrebbe conferito allo strumento solista un suono più teso e brillante. Proprio come accade oggi con le orchestre americane. Il Concerto si articola in tre movimenti: Allegro maestoso; Adagio espressivo; Rondò, Allegro spiritoso. Paganini dà una prova del suo estro compositivo: il violino mostra finalmente l'altra faccia, quella demoniaca e sfrontata. Ci sono iperboliche combinazioni di guizzanti colpi d'arco, di difficilissimi passaggi in armonici doppi, di scale e arpeggi d'ogni genere, fino ad arrivare a registri impervi e acutissimi. Maestro della sorpresa, Paganini colloca alla tutti i suoi più intensi giochi di note.

Sinfonia n. 5 in do minore Op. 67. Ludwig van Beethoven la compose fra il 1807 e l'inizio del 1808. L'opera è dedicata al Princpe Joseph Max von Lobkowitz (a cui era stata già dedicata la terza sinfonia) e Conte Andreas Razumovsky. La prima esecuzione avvenne il 22 dicembre 1808 al Theater an der Wien, ma non fu coronata dal successo. Beethoven maturò una prima bozza dell'opera intorno al 1804. Ma il processo creativo che portò alla sua completa definizione fu quanto mai travagliato. Si divide in quattro movimenti: Allegro con brio; Andante con moto; Allegro; Allegro – Presto. E' un Beethoven titanico, ma più asciutto e meno enfatico rispetto a quello dell'Eroica. Il primo movimento ("Allegro con brio") è forse la pagina più celebre e drammatica scritta dall'autore: inizia con il famoso motivo di quattro note che, secondo le parole dello stesso Beethoven, rappresenta "il destino che bussa alla porta", popolarmente interpretato come l'inquietudine per la sordità crescente

Le quattro note introduttive nella cultura pop. La Quinta Sinfonia è molto famosa nella cultura pop. Le note introduttive del primo movimento appaiono in numerose opere, generalmente indicando un momento di tensione. I riferimenti cinematografici sono molto numerosi, da "Fantasia 2000" a "Mani di velluto" (1979), "Omicidio!" (1939). L'attacco della sinfonia fu anche usato dalle trasmissioni in italiano della famosa Radio Londra durante la Seconda guerra mondiale, in quanto in codice Morse tre punti e una linea formano l'iniziale V di Victory. Probabilmente anche per questo motivo la sinfonia viene utilizzata durante il film "V per Vendetta" e viene citata inoltre nella graphic novel V for Vendetta dalla quale il film è tratto.

Anastasiya Petryshak. Ucraina, è stata la violinista più giovane ad esibirsi con il celebre violino "Il Cannone" appartenuto a Niccolò Paganini, violino costruito nel 1743 dal liutaio Guarneri del Gesù, eseguendo l'intero Concerto n. 1 per violino e Orchestra di N. Paganini al Teatro Carlo Felice di Genova in occasione del 234º anniversario della nascita di Niccolò Paganini. Si avvicina alla musica all'età di 5 anni con lo studio del pianoforte, negli anni successivi inizia lo studio del violino. Il grande talento e determinazione dimostrati in Ucraina la portano a trasferirsi all'età di dieci anni in Italia per proseguire gli studi di violino. Ammessa all'Accademia Internazionale di alto perfezionamento per violino "Walter Stauffer" di Cremona e subito dopo all'Accademia Chigiana di Siena, seguita dal maestro Salvatore Accardo.. Si è poi perfezionatasi all'Istituto Claudio Monteverdi di Cremona con Laura Gorna, e anche con Zachar Bron, Boris Davidovič Belkin, Pierre Amoyal, Shlomo Mintz. Collabora con la "Fondazione Antonio Stradivari" di Cremona, suonando regolarmente tutti gli strumenti della collezione, realizzati da Stradivari, Amati, Guarneri del Gesù e altri. Inoltre collabora con il laboratorio di acustica musicale del Politecnico di Milano e il laboratorio di diagnostica non invasiva dell'Università degli studi di Pavia.

Michel Tabachnik. E' nato a Ginevra, dove ha studiato pianoforte, composizione e direzione d'orchestra. All'inizio della sua carriera come direttore d'orchestra, fu allievo di Igor Markevitch, Herbert von Karajan e Pierre Boulez; per quest'ultimo lavorò come assistente per quattro anni, principalmente con la BBC Symphony Orchestra di Londra. Tabachnik fu coinvolto profondamente e ciò gli permise di dirigere numerose première mondiali, tra cui molte di Iannis Xenakis. È stato direttore musicale della Gulbenkian Foundation Orchestra di Lisbona, della Orchestre Philharmonique de Lorraine e della Ensemble InterContemporain di Parigi. Tra le altre, è stato direttore ospite della Berliner Philharmoniker, del Concertgebouw di Amsterdam, dell'NHK di Tokio, dell'Orchestre de Paris, della Fenice di Venezia e di festival di Lucerna, Salisburgo, Aix-en-Provence. Al suo attivo la direzione di molte orchestre giovanili.

Biglietti 12-25 euro al Botteghino del Politeama Garibaldi e un'ora e mezza prima dello spettacolo. Sconto del 50% per studenti e under 30.

Info: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , www.orchestrasinfonicasiciliana.it, vivaticket.it, 091 6072532-3.

L'Ufficio stampa 

(Mario Pintagro)

 

Note biografiche

Michel Tabachnik, direttore

tabachnik michelDirettore Musicale della Filarmonica di Bruxelles, propone programmi che associano al repertorio sinfonico tradizionale composizioni del xx secolo , sottolineando la continuità tra la musica di ieri con quella di oggi.

Ha studiato pianoforte, composizione e direzione d'orchestra a Ginevra e, terminati gli studi, venne notato da eminenti direttori d'orchestra che gli hanno aperto diverse porte : Pierre Boulez, Herbert von Karajan, Igor Markevitch. Divenne assistente di Markevitch nell'Orchestra della Radio Televisione Spagnola a Madrid e in seguito assistente di Pierre Boulez per quattro anni, anche alla BBC Symphony Orchestra di Londra. Tali collaborazioni lo hanno avvicinato alla musica contemporanea. Accanto a Stockhausen, Berio, Ligeti, Messiaen ha diretto numerose prime mondiali, dedicandosi in particolare alla esecuzione delle opere di Iannis Xenakis, che lo ha considerato il suo interprete di riferimento.

E' stato il Direttore dell'Orchestra della Fondazione Gulbenkian di Lisbona, dell'Orchestre Philharmonique de Lorraine e dell'Ensemble Intercontemporain di Parigi. Direttore ospite di Berliner Philharmoniker, Orchestra di Concertgebouw di Amsterdam, Orchestra della NHK di Tokyo, Orchestre de Paris e di alcuni festival tra i quali Lucerna, Salisburgo, Aix-en Provence.

Dopo essere stato per sei anni il Direttore della Noord Nederlands Orkest, oggi ne è direttore emerito. Dal settembre 2008 è Direttore Musicale della Filarmonica di Bruxelles con la quale è stato invitato da La Cité de la Musique a Parigi (per tre concerti ogni anno) e in tournée a Berlino, Londra, Vienna, Amsterdam, Rotterdam, Salisburgo, in Germania ed Estremo Oriente.

Ha inaugurato la stagione sinfonica 2015 del Teatro Comunale di Bologna dirigendo anche una nuova composizione di Ivan Fedele . Oltre ai concerti con la Filarmonica di Bruxelles ha diretto nelle ultime due stagioni la SWR di Stuttgart, la Residentie Orkest dell'Aja, l'Orchestra de La Fenice a Venezia, la Filarmonica di San Pietroburgo, la Konzerhaus di Berlino e la NDR di Amburgo

Nell'ambito operistico, è stato invitato dall 'Opera di Parigi, Ginevra, Zurigo, Copenhagen, Lisbona, Firenze , Montreal, Teatro Bolshoi. Nonché dall'Opera di Toronto, dove ha diretto Lohengrin, Madame Butterfly, Carmen, The Rake's Progress.

Miichel Tabachnik è stato per dodici anni direttore artistico dell'Orchestre des Jeunes du Québec e dell'Orchestre des Jeunes de la Méditerranée, da lui stesso fondata nel 1984. Insegnante stimato, ha tenuto diverse master-classes, tra cui a Hilversum, Lisbona (Fondazione Gulbenkian), e ai Conservatori di Parigi, Bruxelles e Stoccolma. E' stato nominato professore di direzione d'orchestra all'Università di Toronto e all'Accademia Reale di Musica di Copenhagen.

La sua discografia (per le etichette Erato e Lyrinx) riflette l'eclettismo del suo repertorio, che si estende da Beethoven a Honegger, da Wagner a Xenakis. La sua registrazione del Concerto per pianoforte di Schumann è stata , dalla giuria internazionale della Radio Suisse Romande, designata come la migliore esecuzione di questa composizione . Altre registrazioni sono state con l'etichetta della Filarmonica di Bruxelles, tra cui Sacre Du Printemps, premiato durante i Gramophone Awards del 2013 e La Mer di Debussy, classificata al numero 1 dalla rivista 'Classica'.

Nella veste di compositore, Michel Tabachnik ha diretto recentemente diverse sue composizioni, tra cui Lumières Fossiles, nei Paesi Bassi, Prélude à la légende al Festival di Besançon, Concerto per violino con la Filarmonica di Bruxelles e in Ottobre 2014 la prima esecuzione di Livre de Job alla Cité de la Musique di Parigi. La prima mondiale della sua opera La dernière nuit de Walter Benjamin, con libretto di Régis Debray, su commissione del Teatro dell'Opera di Lyon, è andata in scena il 15 Marzo 2016 a Lyon .

 

Anastasiya Petryshak, violino

anastasiya 01-2014-314.jpg-1Nasce in Ucraina nel '94. Già all'età di 8 anni inizia ad esibirsi in pubblico, partecipando e vincendo numerosi concorsi di caratura nazionale e internazionale sotto la guida di Marta Kalynchuk. Nel 2005 si trasferisce in Italia per proseguire gli studi di violino che la portano all'età di appena sedici anni ad essere ammessa al corso di alto perfezionamento di violino tenuto da M° S. Accardo all'Accademia Internazionale "Walter Stauffer" di Cremona e all'Accademia Chigiana di Siena, nelle quali si perfeziona tutt'ora. Da poco compiuti 17 anni si diploma con il massimo dei voti e lode con la menzione d'onore al Conservatorio di musica di Parma "Arrigo Boito", in seguito si diploma al corso di alto perfezionamento all'Accademia Internazionale "Incontri col Maestro" di Imola. Nel 2015 ottiene la laurea specialistica ad indirizzo interpretativo del Corso di Alta Formazione Artistica e Musicale con il massimo dei voti e lode con la menzione d'onore, nell'Istituto "C. Monteverdi" di Cremona, con M° Laura Gorna. Nel 2016 viene ammessa alla prestigiosa Accademia ZHdK di Zurigo nel "Master Specialized MusicPerformance - Solist" con il M°Rudolf Koelman. Contemporaneamente agli studi accademici si è perfezionata con B. Belkin, S. Mintz, Z. Brohn, P. Amoyal, F. Ayo.

Risulta vincitrice assoluta in numerosi concorsi nazionali ed internazionali tra cui nel 2012 la XVI Rassegna Musicale "Migliori Diplomati dei Conservatori e degli Istituti Musicali d'Italia 2011" di Castrocaro Terme nel quale risulta anche vincitrice del premio nazionale "Giove" e del premio del pubblico. Nel 2014 vince numerosi concorsi tra i quali la XVII edizione del Val Tidone International Music Competitions, 15° Concorso Nazionale di esecuzione Musicale "Riviera Etrusca" nel quale è vincitrice del premio Violinistico, del primo premio assoluto sezione Archi e primo premio assoluto di tutte le categorie deciso dal pubblico, risulta anche fra i 10 Migliori studenti degli Istituti di Alta Formazione Musicale d'Italia. Nel 2017 è vincitrice del Concorso Crescendo Giovani Talenti della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana.

Ha tenuto numerosi concerti-recital come solista in alcuni tra i più importanti teatri e sale concertistiche, fra le quali Auditorium Paganini di Parma, Teatro Grande di Brescia, Duomo di Milano, Metropolitan Pavilion di New York, Auditorium "Giovanni Arvedi" e Teatro Ponchielli di Cremona, Sala Nervi del Vaticano, sala Santa Cecilia di Roma, Teatro Manzoni di Bologna, Teatro la Fenice di Venezia, Teatro comunale di Ferrara, Teatro Verdi di Busseto, Teatro Ariston di Sanremo e Teatro Regio di Parma accompagnata da importanti orchestre, come l'Orchestra sinfonica "A. Toscanini", Orquestra Simfònica del Vallès, Orchestra Filarmonica Italiana, Orchestra Cantelli di Milano, Orchestra del Teatro Regio di Parma, Orchestra Sinfonica G. Rossini, Orchestra Filarmonica Ucraina, Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova con importanti direttori come Marcello Rota, Gianluigi Gelmetti, Lorenzo Bizzarri, Andrea Battistoni, Alberto Orlandi...

Ha partecipato a numerosi documentari e programmi televisivi nazionali e internazionali, come "Petruska", "Nautilus", "Che Tempo che Fa", "Festival di Sanremo" della RAI, "60' Minutes" della CBS USA, EBS international, documentari che approfondivano la vita di Paganini, Stradivari, o riguardavano, più in generale, lo strumento del violino e il ruolo del concertista. Dall'età di 15 anni collabora con Andrea Bocelli che la invita come solista ospite e in duetto in occasione di numerosi concerti in Italia e all'estero, con grande successo del pubblico e della critica.

Suona in formazione cameristica con l'Orchestra da Camera Italiana, composta dai migliori allievi dell'Accademia Walter Stauffer di Cremona diretta e fondata da Salvatore Accardo, esibendosi nelle più importanti istituzioni musicali italiane ed estere. Si dedica anche alla musica contemporanea, eseguendo concerti in collaborazione con l'ensemble "Fontana Mix" e con la partecipazione di compositori del calibro di Ivan Fedele, Sofia Gubajdulina, George Crumb e altri.

Nel 2015 viene scelta per far parte del progetto ideato e voluto da Papa Francesco e dal Pontificio consiglio per la famiglia "Il Grande Mistero", per celebrare la giornata mondiale della famiglia con una serie di concerti nelle cattedrali più importanti del mondo tra le quali la Basilica "Sagrada Familia" di Barcellona, il Santuario di Giovanni Paolo II di Cracovia e la Basilica di Santo Stefano di Budapest.

Nell'ottobre 2016, in via eccezionale e con l'autorizzazione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del Comune di Genova, si è esibita al Teatro Carlo Felice di Genova con il celebre violino "Il Cannone" appartenuto a Niccolò Paganini un Guarneri del Gesù del 1743, eseguendo il Concerto n. 1 per violino e Orchestra di N. Paganini.

Collabora con la Fondazione Stradivari di Cremona, suonando regolarmente tutti gli strumenti della collezione: Stradivari, Amati, Guarneri del Gesù e altri ancora. Inoltre collabora con il Laboratorio di acustica musicale del Politecnico di Milano e il Laboratorio di diagnostica non invasiva dell'Università degli studi di Pavia, che si occupano dell'aspetto acustico dello strumento e della natura fisica dei violini di Stradivari, Amati e Guarneri del Gesù, dei violini moderni vincitori del concorso Triennale Internazionale di Liuteria, studiandone a fondo la resa acustica ed identificando le peculiarità e le sfumature timbriche di ogni violino. Queste collaborazioni le hanno permesso di specializzarsi nell'utilizzo e nella valutazione di strumenti antichi e moderni suonandone più di sessanta. Tutti i progetti di ricerca completati sono stati pubblicati nelle più importanti riviste scientifiche internazionali del settore.

Suona regolarmente un violino di Roberto Regazzi e un violino di Domenico Montagnana. Per i suoi concerti utilizza le corde Pirastro "Passione Solo" e le "Evah Pirazzi Gold".

 

Note di sala a cura di Riccardo Viagrande

Hector Berlioz

(La-Côte-Saint-André 1803 – Parigi 1869)

Béatrice et Bénédict, ouverture

Allegro scherzando, Andante un poco sostenuto, Allegro

Durata: 8'

Terza e ultima opera di Berlioz, Béatrice et Bénédict, è un'opéra-comique in due atti basata sulla commedia di Shakespeare Much ado about nothing (Molto rumore per nulla) alla quale il compositore francese, pur essendosi interessato già nel 1833 al suo ritorno dall'Italia, non iniziò a lavorarvi prima di aver concluso la stesura di Les Troyens. A tale riguardo è significativo quanto scrisse lo stesso autore nei suoi Mémoires:

"Dopo l'intero completamento di quest'opera [Les Troyens] e prima della sua rappresentazione, feci, su richiesta del signor Bénazet, l'opéra-comique in due atti, Béatrice et Bénédict. Fu rappresentata con un grande successo e sotto la mia direzione, al nuovo teatro di Baden-Baden, il 9 agosto 1862. Alcuni mesi dopo, tradotta in tedesco dal signor Richard Pohl, fu messa in scena a Weimar, e con la stessa fortuna, su richiesta della Granduchessa. Le loro altezze mi avevano invitato a dirigerne le due prime rappresentazioni, e mi colmarono come sempre di squisitezze di ogni specie. [...] Avevo, per la pièce, preso una parte del dramma di Shakespeare Much ado about nothing [Molto rumore per nulla], aggiungendovi solamente l'episodio del maestro di cappella e i pezzi di canto [...]. I critici, venuti da Parigi per l'occasione, lodarono caldamente la musica, l'aria e il duetto soprattutto. Alcuni trovarono che c'erano nel resto della partitura molte macchie e che il dialogo parlato mancava di spirito. Questo dialogo è quasi interamente copiato da Shakespeare". (H. Berlioz, Mémoires, Vol. 2, Paris, Garnier-Flammarion, p. 1969, p. 345. La traduzione è mia)

Il suo progetto di comporre un'opéra-comique, tuttavia, risalente a ben 29 anni prima, è testimoniato da una lettera del gennaio 1833 al musicologo Joseph d'Ortigue, nella quale il compositore manifestava la sua intenzione di scrivere un'opera italiana molto allegra. In effetti egli riuscì a realizzare il suo progetto dando vita a un'opera gaia e leggera, nonostante si trovasse in uno stato di sofferenza. L'opera fu rappresentata per la prima volta al Theater der Stadt di Baden-Baden il 9 agosto 1862 con discreto successo e nel 1863 a Weimar in una versione tedesca diretta dallo stesso autore. Nonostante alcune rappresentazioni in vari teatri, la prima in Francia ebbe luogo il 5 giugno 1890 al Théâtre de l'Odéon grazie al patrocinio della Société des Grandes Auditions musicales de France diretta da Charles Lamoureux e con Juliette Bilbaut Vauchelet e Pierre-Émile Engel. Nel 1940 Paul Bastide diresse un nuovo allestimento a Strasburgo, mentre nel 1966 Pierre Dervaux la diresse all'Opéra-Comique in una versione con i recitativi di Tony Aubin. Infine nel 2010 fu diretta da Emmanuel Krivine e continua, pur con minore frequenza, ad essere presente nei repertori di teatri stranieri. Pagina che si è facilmente imposta nel repertorio sinfonico, l'ouverture, che si avvale di temi introdotti nell'opera, si apre con un frizzante tema esposto dagli archi in un andamento Allegro scherzando. Ad esso segue un breve episodio, Andante un poco sostenuto, che si distingue per un ombroso tema dei corni ai quali rispondono gli archi, autentici protagonisti del successivo Allegro, nel quale Berlioz fa sfoggio della sua raffinata tecnica orchestrale nello splendido finale pieno di effetti strumentali.


Niccolò Paganini

(Genova 1782 – Nizza 1840)

Concerto n. 1 in re maggiore per violino e orchestra op. 6

Allegro maestoso

Adagio espressivo

Rondò, Allegretto spiritoso

Durata: 28'

"Questo Paganini è un uomo strano. È l'enigma più inspiegabile che si sia offerto agli uomini che si sono riuniti per divertirsi. Non c'è nulla di umano nella sua persona. La sua lunga testa ossuta e ricoperta di capelli in disordine può appena contenere il fuoco prolungato di quel suo sguardo cupo che nessuno sguardo umano sarebbe in grado di sostenere. Non si sa, a vederlo così, se sia un risorto che cammina, tanto assomiglia al Lazzaro di Rembrandt libero dal suo lenzuolo. Le sue due braccia pendono a terra e solo a vedere queste sue mani ossute fasciate da questi tendini d'acciaio si può indovinare attraverso quali orribili lotte quest'uomo è giunto a dominare il suo violino, quell'anima in pena racchiusa tra quattro pezzi di legno. Da parte mia ho sempre paura di quest'uomo, sia che egli venga a salutare la platea con quel sorriso di marmo freddo e pesante, sia che egli rompa le tre corde del suo violino suonando un capriccio fantastico del quale non ha mai dato conto, sia infine che si abbandoni liberamente e fieramente proprio a quella ispirazione galvanica che ci trovava muti e trasportati".

In questo articolo, intitolato Paganini e Berlioz e pubblicato su «Le Journal des Débats» a firma di Jules Jamin il 24 dicembre 1838, è contenuta una delle descrizioni più comuni di Niccolò Paganini, grandissimo virtuoso del violino, ma al tempo stesso figura leggendaria che sembrava non avere nulla di umano e tale da incutere paura. A creare questa immagine misteriosa, quasi demoniaca dell'uomo aveva contribuito non solo la sua vita avventurosa, ma anche il suo abito da concerto nero dalla testa ai piedi. Come musicista Paganini fu una delle figure più importanti del panorama musicale europeo della prima metà dell'Ottocento; la sua arte fu apprezzata da eminenti colleghi come: Berlioz che lo definì "un genio, un Titano fra i giganti"; Schubert che paragonò il suo modo di suonare "al canto degli angeli" e, infine, Liszt, che, chiamato lui stesso dai contemporanei "il Paganini del pianoforte", si espresse a proposito del virtuosismo del musicista italiano come di "un miracolo che il regno dell'arte ha visto una sola volta".

Composto tra il 1815 e il 1816, ma pubblicato postumo nel 1851, il Primo concerto per violino e orchestra si segnala per una difficoltà tecnica quasi proibitiva che ci permette, in un certo quale modo, di ascriverlo all'interno delle composizioni scritte nello stile Bidermeier, nome che, tratto da un personaggio immaginario uscito dalla penna Adolf Kussmaul e Ludwig Eichrodt, fu utilizzato per indicare un'epoca i cui limiti temporali sono rappresentati dal 1815, anno in cui si celebrò la fine degli ideali rivoluzionari, e dal 1830, anno che vide l'affermazione della società borghese. In musica con questo termine furono identificati tutti quei compositori che cercarono il successo tramite il virtuosismo. Il primo movimento, Allegro maestoso, presenta due temi contrastanti esposti dall'orchestra nell'introduzione, dei quali il primo ha l'andamento marziale tipico dei concerti di quest'epoca, mentre il secondo è caratterizzato da un accentuato lirismo di matrice operistica che, non a caso, costituisce una delle influenze più importanti nei concerti scritti nello stile Biedermeier. Di ascendenza operistica è anche il secondo movimento, Adagio espressivo, la cui struttura formale ricorda quella della scena ed aria, mentre il Rondò conclusivo, Allegretto spiritoso, presenta un carattere popolareggiante tipico di questo stile.

 

Ludwig van Beethoven

(Bonn 1770 – Vienna 1827)

Sinfonia n. 5 in do minore op. 67

Allegro con brio

Andante con moto

Allegro

Allegro, sempre più allegro, Presto

Durata: 29'

Composta tra il 1804 e il 1807, anche se fu completata nel 1808, la Quinta sinfonia, dedicata al principe Lobkowitz e al conte Rasumovsky, fu eseguita per la prima volta sotto la direzione di Beethoven, insieme alla Quinta e ad altri lavori in un lunghissimo concerto tenuto al Theater an der Wien a Vienna il 22 dicembre 1808. L'accoglienza del pubblico fu piuttosto fredda anche per la lunga durata dell'Accademia che comprendeva oltre alle due sinfonie, una Scena e aria, cantata da Mademoiselle Killishky, un Gloria, il Concerto n. 4 op. 58 per pianoforte e orchestra, un Sanctus con solista e coro e la Fantasia op. 80 per coro, pianoforte e orchestra. A tale proposito è significativo quanto scrisse il compositore Johann Friedrich Reichardt che, ospite del principe Lobkowitz, assistette al concerto:

"Vi siamo stati a sedere dalle sei e mezza fino alle dieci e mezza in un freddo polare, e abbiamo imparato che ci si può stufare anche delle cose belle. Il povero Beethoven, che da questo concerto poteva ricavare il primo e unico guadagno di tutta l'annata, aveva avuto difficoltà e contrasti nell'organizzarlo. [...] Cantanti e orchestra erano formati da parti molto eterogenee. Non era stato nemmeno possibile ottenere una prova generale di tutti i pezzi, pieni di passi difficilissimi. Ti stupirai di tutto quel che questo fecondissimo genio e instancabile lavoratore ha fatto durante queste quattro ore. Prima una Sinfonia Pastorale o ricordi della vita campestre pieni di vivacissime pitture e di immagini. Questa Sinfonia Pastorale dura assai di più di quanto non duri da noi a Berlino un intero concerto di corte. [...] Poi, come sesto pezzo, una lunga scena italiana [...] Settimo pezzo: un Gloria, la cui esecuzione è stata purtroppo completamente mancata. Ottavo brano: un nuovo concerto per pianoforte e orchestra di straordinaria difficoltà [...]. Nono pezzo: una Sinfonia [la Sinfonia n. 5 op. 67]. Decimo pezzo: un Sanctus [...]. Ma al concerto mancava ancora il "gran finale": la Fantasia per pianoforte, coro e orchestra. Stanchi e assiderati, gli esecutori si smarrirono del tutto".

La straordinaria novità di questa Sinfonia non sfuggì, però, alla critica romantica e, in particolar modo, ad Ernst Theodor Amadeus Hoffmann che, nel suo saggio, La Quinta sinfonia di Beethoven, pubblicato sulla rivista Allgemeine Musikalische Zeitung nel 1810, la definì "una composizione meravigliosa".

Il primo movimento, Allegro con brio, si apre con il celeberrimo tema di quattro note, a proposito del quale lo stesso Beethoven ebbe modo di dire a Schubert: "Ecco il destino che batte alla porta". Tutto il materiale tematico del primo movimento è originato da questo primo tema sul quale Hoffmann, nel succitato saggio, così si espresse:

"Nulla può essere più semplice della frase principale del primo allegro, consistente di due sole battute, che dapprima nell'unisono non dà all'uditore nemmeno un tono determinato.".

Questo tema costituisce il principio unitario su cui si fonda l'intera sinfonia, in quanto appare mascherato in alcuni passi del secondo movimento, Andante con moto, formalmente un tema e variazioni interrotte, quest'ultime, da fanfare degli ottoni, e ritorna nello Scherzo (Allegro) in tutta la sua forza, quando, affidato ai corni, dà origine ad una nuova idea tematica che alla fine del movimento introduce il quarto direttamente legato al precedente da una fase di transizione. Quest'ultimo movimento, Allegro, sempre più allegro, Presto, nell'incalzare del ritmo, costituisce una vera e propria apoteosi resa da una costruzione grandiosa di grande effetto.

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