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Anche Falcone è stato un bambino

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Al Politeama Garibaldi debutta domenica 25 marzo alle 18 lo spettacolo "Il bambino Giovanni Falcone", un racconto in musica e parole sull'infanzia del magistrato ucciso nel '92 dalla mafia.Uno spettacolo con l'Orchestra Giovanile Siciliana e il Coro di voci bianche dell'Orchestra Sinfonica Siciliana, tratto dal libro di Angelo Di Liberto,che racconta in una forma inedita, quasi fiabesca e restituisce luce e storia al periodo in cui Giovanni inizia a formarsi uomo.

Palermo, 19 marzo 2018 - Debutta domenica 25 marzo al Politeama Garibaldi alle ore 18 lo spettacolo Il bambino Giovanni Falcone, musica di Giuseppe Mazzamuto dal libro di Angelo Di Liberto, con l'Orchestra Giovanile Siciliana e il Coro Voci Bianche Foss (maestro del Coro: Fabio Ciulla) diretti da Gaetano Randazzo, e la regia di Silvia Alù.

Dell'uomo Giovanni Falcone, del magistrato, di quell'eroe di Palermo come spesso viene erroneamente definito, ucciso dalla mafia il 23 maggio 1992 , conosciamo ogni cosa. Del picciriddu, della sua infanzia, dei timori che ogni bambino ha, invece, davvero poco o nulla. "Il bambino Giovanni Falcone" di Angelo Di Liberto (Edito Mondadori) con una forma inedita, quasi fiabesca, restituisce luce e storia al periodo in cui Giovanni inizia a formarsi uomo. Dalla sua infanzia, a partire da quando ha appena 7 anni. Poche pagine per raccontare una storia, o una fiaba che, con la sua semplicità, può arrivare ai bambini, ma che con la sua profondità, e un gioco di simboli e simbologie, può farci riflettere, andare oltre le immagini e dare una nuova lettura al testo.

"Non si è mai troppo piccoli o troppo deboli per stare dalla parte del bene".

Così scrive Maria Falcone nella Prefazione del libro. Ed è proprio da questa frase che si potrebbe partire per una effettiva promozione del libro nelle scuole. Rimarcando il concetto che Giovanni Falcone, sua moglie, le donne e gli uomini della scorta non nascono eroi. Sono donne e uomini senza un mantello al collo, non hanno poteri, non volano da un palazzo all'altro e non uccidono per il bene. Sono persone normali. Sono stati bambini con le loro paure e le loro debolezze. Nel corso degli anni hanno maturato senso civico, amore per il prossimo e senso di giustizia. Sono figli, genitori. Sono donne e uomini, come tutti.

giovanniGiovanni Falcone era un bambino un po' introverso, forse solitario. Leggeva libri di avventura, come i "Quarantacinque" di Alexandre Dumas. Si accontentava di giocare con la sua spada ricavata dal piede di una vecchia sedia di legno. Gli piaceva combattere contro il suo ficus. Un bambino semplice. Un bambino come tanti. Viveva a Palermo nel quartiere della Kalsa insieme alle sorelle maggiori, Maria e Anna, e ai genitori Luisa e Arturo. Il padre Arturo era direttore del laboratorio di igiene e profilassi del comune di Palermo. E, quella di Giovanni era una famiglia semplice, di sani principi e sopratutto unita.

La storia comincia all'alba dell'8 dicembre 1946, il giorno dell'Immacolata, e proprio come in un film per bambini, la scena si apre nella camera da letto di Giovanni. E da lì si dipana una trama che farà emergere nel giovane Falcone, forse, il suo senso di giustizia.

Tante le tematiche su cui poter disquisire grazie a "Il bambino Giovanni Falcone", dagli eroi di oggi, a come sono cambiati i rapporti familiari. Dal legame padre – figlio, al senso di giustizia, a quello dell'ubbidienza. Dal perché Giovanni Falcone non si studi nelle scuole, o si studi solo alla vigilia della giornata della memoria. Perché abbiamo ancora bisogno di eroi per vivere in un modo migliore. Interrogativi senza età, come il libro.

In scena Nicola Franco (narratore), Luigi Rausa (Arturo Falcone) e Simona Sciarabba (Luisa Falcone) insieme ai piccoli attori del Coro di Voci bianche della FOSS: Mario Lo Cascio/Vincenzo Mazzamuto (Giovanni), Elisa Accardo Palumbo/Dafne Lillaclara Cianciolo (Anna), Matilde Filibeck/Noemi Salmeri (Maria). Le scene sono opera degli studenti della sezione scenografia del Liceo artistico Eustachio Catalano.

Prenotazioni scuole: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. - tel. 091 6072524

Costo biglietto scuole: euro 3,00 per alunno - Costo biglietti domenica: € 12, sconto 20% abbonati, 50% fino a 14 anni - Info Botteghino: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. - tel. 091 6072532-533

L'Ufficio stampa

(Mario Pintagro)

 

Breve riassunto

Giovanni ha sette anni e una passione per i tre moschettieri, che cerca di imitare ogni pomeriggio giocando con un amico speciale: un albero di ficus contro cui si cimenta in infiniti duelli immaginari con una spada di legno. Mancano pochi giorni a Natale quando nella sua stanza trova una sorpresa: un meraviglioso presepe. Un pastore vestito di rosso, però, sembra inquietare il piccolo Giovanni, così come un delitto di mafia avvenuto in città: il maresciallo Raffaele Sicurella viene ucciso da sei colpi di pistola, nella zona di Porta Nuova, retta dal boss Tano Filippone. Quella stessa sera, Giovanni ascolta di nascosto i suoi genitori e scopre che sua madre Luisa è preoccupata per il marito Arturo, direttore del laboratorio comunale di igiene e profilassi. L'immaginazione del bambino inizia a volare fino a identificare il boss di Porta Nuova con quel pastore del presepe. Allora con la sua spada di legno si mette a duellare con il ficus ma stavolta il suo nemico ha il volto di quel pastore e lotterà con una tale rabbia che gli verrà persino un gran febbrone. La famiglia inizia ad accorgersi del turbamento di Giovanni e le sorelle parlano con lui. Alla fine Giovanni con l'aiuto della sua famiglia si rasserena e il pastore verrà finalmente rimosso dal presepe, al suo posto metteranno un piccolo albero. Un albero proprio come quel ficus che, dal 1992, a Palermo, in via Notarbartolo, ricorda il sacrificio del giudice. Un albero da allora conosciuto come l'albero di Falcone.

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