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Mark Kaplan, un violino per Barber. Dirige Carlo Rizzari

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Il violinista statunitense protagonista del concerto n.22 della stagione, venerdì 13 e sabato 14 aprile al Politeama Garibaldi con un poco conosciuto concerto per violino del conterraneo Samuel Barber. Carlo Rizzari alla guida dell'Orchestra Sinfonica Siciliana

Palermo, 11 aprile 2018 - Il violinista statunitense Mark Kaplan con il suo Stradivari, proporrà un concerto poco eseguito, il Concerto per violino e orchestra op. 14 di Samuel Barber. Nella seconda parte del concerto sarà proposta la Sinfonia n. 4 di Johannes Brahms. L'appuntamento è per venerdì 14 aprile alle ore 21, con l'Orchestra Sinfonica Siciliana diretta da Carlo Rizzari. La replica del concerto sabato 14 aprile alle ore 17.30.

Il concerto per violino e orchestra op.14. Samuel Barber ricevette la commissione di questo concerto nel 1939, dall'industriale di Filadelfia Samuel Simeon Fels, uno dei membri del consiglio di amministrazione del "Curtis Institute" dove peraltro Barber si era formato - per il bambino prodigio Iso Briselli. Quest'ultimo accolse con grande entusiasmo i primi due movimenti, ma alla consegna del "Presto conclusivo", Albert Meiff - che in quel momento si stava occupando del perfezionamento tecnico di Briselli - avanzò pesanti critiche su parte del concerto, con la motivazione che il brano «non aveva la giusta dose di virtuosismo, non era correlato musicalmente agli altri due tempi ed era troppo breve e privo di nerbo per concludere un grande pezzo da concerto». Non volendo distruggere una pagina nella quale aveva piena fiducia, Barber rifiutò i consigli di ampliarne la struttura e si mantenne fermo nelle proprie scelte. Barber iniziò a lavorare sui primi due movimenti in Svizzera durante l'estate del 1939. All'inizio del 1940 ci fu una performance privata di Baumel con la Curtis Institute Orchestra diretta da Fritz Reiner . Questa esibizione portò il pezzo all'attenzione di Eugene Ormandy, che presto programmò la sua prima ufficiale in un paio di esibizioni di Albert Spalding con la Philadelphia Orchestra all'Academy of Music nel febbraio del 1941. La première vera fu il 7 febbraio. Queste esibizioni furono seguite l'11 febbraio 1941 da una recita nella Carnegie Hall , e da quel momento il pezzo entrò rapidamente nel repertorio standard per violino e orchestra, ed è diventato uno dei concerti più frequenti di tutti i concerti del XX secolo. E' diviso nei seguenti movimenti: Allegro; Andante; Presto in moto perpetuo. Durata 24'

La Sinfonia n. 4 in mi minore Op. 98. È ritenuta da molti musicologi una delle più importanti opere di Brahms. Ultima in ordine di composizione, vide la luce in appena un anno, nel 1885. La prima esecuzione pubblica avvenne a Meiningen il 25 ottobre 1885 con lo stesso Brahms sul podio. Incontrò subito il grande apprezzamento del pubblico e della critica. Alla prima esecuzione privata Brahms suonava ad uno dei due pianoforti di un duo. Max Kalbeck, amico e biografo del compositore, riferì che il critico Eduard Hanslick, all'ascolto del primo movimento in questa prima esecuzione privata, disse: "Per l'intero movimento ho avuto l'impressione di essere picchiato da due persone incredibilmente intelligenti". Successivamente Hanslick si espresse con maggior approvazione nei confronti dell'opera. Arnold Schoenberg, nel suo saggio Brahms il Progressivo, ha evidenziato molte relazioni tematiche proprie della partitura, come del resto fa anche Malcolm MacDonald nella sua biografia del compositore: la prima metà del tema di passacaglia è anticipato dal basso durante la coda di un importante punto del terzo movimento; alle terze discendenti del primo movimento, trasposte di una quinta, appare in contrappunto durante una delle variazioni conclusive della passacaglia. E' divisa in quattro movimenti : Allegro non troppo; Andante moderato; Allegro giocoso; Allegro energico e passionato. Durata: 40'

Mark Kaplan. Sessantacinque anni, di Cambridge, (Massachusetts) ha studiato alla Juilliard School con Dorothy DeLay. Attualmente è docente at Indiana University's Jacobs School of Music di Indiana. Kaplan ha suonato con alcune delle più importanti orchestre europee. Negli Stati Uniti ha suonato con le seguenti orchestre: New York Philharmonic, Los Angeles Philharmonic, Cleveland Orchestra, Philadelphia Orchestra, National Symphony Orchestra of Washington, Pittsburgh Symphony Orchestra, Baltimore Symphony Orchestra, Minnesota Orchestra, Cincinnati Symphony Orchestra, Dallas Symphony Orchestra, and Houston Symphony. Suona uno Stradivari del 1685.

Carlo Rizzari. Dal 2006 è stato assistente di direzione di Antonio Pappano all'Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma. Con il medesimo ruolo, è stato invitato da Claudio Abbado per una serie di concerti dell'Orchestra Mozart a Bologna e Lucerna.Dirige regolarmente l'Orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia sia nella stagione sinfonica che nei Family Concerts lavorando con grandi solisti quali John Osborn, Barry Banks, Celso Albelo, Sonia Ganassi, Lang Lang e nelle iniziative della didattica (dando un prezioso contributo ai corsi di specializzazione dell'Accademia di Santa Cecilia indirizzati ai cantanti lirici - Opera Studio - e ai giovani musicisti - l'Ensemble Novecento). Ha diretto l'Orchestra Sinfonica di Montréal, l'Orchestra della Suisse Romande, l'Orchestra Sinfonica di Graz, l'Orchestra Regionale Toscana, l'Orchestra di Padova e del Veneto, l'Orchestra del Teatro San Carlo di Napoli, l'Orchestra della Fondazione Toscanini, l'Orchestra dei Pomeriggi musicali di Milano, l'Orchestra della Svizzera Italiana. È direttore artistico e musicale della Young Talents Orchestra Ernst & Young, orchestra giovanile formata dai migliori giovani musicisti selezionati e perfezionatisi con le prime parti delle migliori orchestre italiane.

Biglietti 12-25 euro al Botteghino del Politeama Garibaldi e un'ora e mezza prima dello spettacolo. Sconto del 50% per studenti e under 30.

Info: This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it , www.orchestrasinfonicasiciliana.it, vivaticket.it, 091 6072532.

L'Ufficio stampa

(Mario Pintagro)

 

Note biografiche

Carlo Rizzari, direttore

carlo rizzariCarlo Rizzari ha diretto l'Orchestra Sinfonica di Montréal, l'Orchestra della Suisse Romande, l'Orchestra Sinfonica di Graz, l'Orchestra Regionale Toscana, l'Orchestra di Padova e del Veneto, l'Orchestra del Teatro San Carlo di Napoli, l'Orchestra della Fondazione Toscanini, l'Orchestra dei Pomeriggi musicali di Milano, l'Orchestra della Svizzera Italiana.

Fondamentale per la sua formazione, l'esperienza maturata dal 2006 come assistente di direzione di Antonio Pappano presso l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma. Con il medesimo ruolo, è stato invitato da Claudio Abbado per una serie di concerti dell'Orchestra Mozart a Bologna e Lucerna.

Dirige regolarmente l'Orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia sia nella stagione sinfonica che nei Family Concerts lavorando con grandi solisti quali John Osborn, Barry Banks, Celso Albelo, Sonia Ganassi, Lang Lang e nelle iniziative della didattica (dando un prezioso contributo ai corsi di specializzazione dell'Accademia di Santa Cecilia indirizzati ai cantanti lirici - Opera Studio - e ai giovani musicisti - l'Ensemble Novecento).

Su invito di Kent Nagano, ha iniziato una significativa collaborazione con l'Orchestre Symphonique de Montréal che ha diretto all'interno della programmazione del Festival di Knowlton e, nel nuovissimo Performing Art Center, con un programma dedicato al belcanto e a Respighi (Fontane di Roma, Pini di Roma).

Ha inaugurato le edizioni del Reate Festival a Rieti del 2009, del 2010 e del 2011, dirigendo presso il Teatro Flavio Vespasiano di Rieti, Il Campanello di Donizetti, il Gianni Schicchi di Puccini, l'He-ure Espagnole di Ravel, l'Adina di Rossini.

Come esperto di belcanto ha diretto il Don Pasquale al Teatro Sao Carlo di Lisbona.

Inoltre è stato protagonista della stagione estiva 2012 dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia con il concerto n.1 e n.5 per pianoforte e orchestra (al pianoforte Lang Lang) e le sinfonie dispari di L. van Beethoven con grande entusiasmo di pubblico e critica.

Per il Teatro Petruzzelli di Bari ha diretto la Quinta e la Settima Sinfonia di L. van Beethoven e, con grande successo, una nuova produzione del Rigoletto al Petruzzelli di Bari, replicata al Carlo Felice di Genova.

È direttore artistico e musicale della Young Talents Orchestra Ernst & Young, orchestra giovanile formata dai migliori giovani musicisti selezionati e perfezionatisi con le prime parti delle migliori orchestre italiane.

È stato uno dei quattro direttori della rassegna di musica contemporanea PlayIT-2014 (vincitore del Premio Abbiati) con l'Orchestra Regionale Toscana.

A maggio 2016 il suo brillante debutto alla Staatsoper di Amburgo con Traviata che ha inaugurato una regolare collaborazione con l'esecuzione di opere come Carmen, Madama Butterfly, Rigoletto, Il Barbiere di Siviglia.

 

Mark Kaplan, violino

kaplan markRiconosciuto come uno dei principali violinisti della sua generazione, ha suonato con le maggiori orchestra americane ed europee e si è esibito in tutto il mondo come solista e musicista da camera.

Professore di violino presso l'Università dell'Indiana, la sua carriera europea iniziò nel 1975 quando fu chiamato a sostituire Pinchas Zuckerman in un concerto diretto da Lawrence Foster a Colonia. Da allora ha suonato presso le principali città europee come Londra, Berlino, Parigi, Vienna, Praga, Zurigo, Amsterdam, Copenaghen, Milano. Negli Stati Uniti si è esibito con le più importanti orchestre quali: New York Philarmonic, Los Angeles Philarmonic, Cleveland Orchestra, Philadelphia Orchestra, National Symphoniy Orchestra di Washington, Saint Louis Symphony Orchestra, Pittsburgh Symphony Orchestra, Baltimore Symphony Orchestra, Minnesota Orchestra, Cincinnati Symphony Orchestra, Dallas Symphony Orchestra, Houston Symphony.

Dotato di un repertorio che spazia dalla musica barocca a quella contemporanea, gode di un'ampia discografia e si esibisce spesso come musicista da camera con il Weiss-Kaplan-Stumpf Trio, da lui formato, con il pianista Yael Weiss e il violoncellista Peter Stumpf (precedentemente con il violoncellista Clancy Newman) con il quale ha prodotto numerose incisioni.

Suona un violino Antonio Stradivari 1685 denominato "Il Marchese" dal Marchese Spinola, la cui famiglia lo ebbe in proprietà per diverse generazioni.

 

Note di sala a cura di Riccardo Viagrande

Samuel Barber

(West Chester, Pennsylvania, 1910 – New York 1981)

Concerto per violino e orchestra op. 14

Allegro

Andante

Presto in moto perpetuo

Durata: 24'

Il Concerto per violino fa parte di un trio di concerti per strumento solista e orchestra che hanno guadagnato un posto stabile nel repertorio sinfonico. In queste opere Barber sfruttò tutte le possibilità timbriche e virtuosistiche del concerto, genere romantico per eccellenza, particolarmente congeniale alla sua scrittura sia lirica che virtuosistica.

Fatta eccezione per un giovanile concerto per pianoforte e orchestra, composto all'età di vent'anni e andato perduto, il Concerto per violino e orchestra è il primo lavoro in questo genere musicale per il quale Barber non ottenne alla fine il guadagno pattuito con la committenza. Nel 1939 l'industriale Samuel Fels aveva commissionato al compositore americano un concerto per il giovane violinista di origine russa Iso Briselli il quale, dopo aver visionato i primi due movimenti, chiese a Barber un Finale brillante in cui egli avrebbe potuto mostrare tutte le sue doti tecniche. Barber compose un breve moto perpetuo della durata massima di quattro minuti, non soddisfacendo le pretese del violinista che ritenne il Finale ineseguibile e non in armonia con gli altri due movimenti. Briselli rifiutò allora di suonare il pezzo e Fels chiese a Barber la restituzione della somma anticipata; il Concerto fu, tuttavia, eseguito con grande successo il 7 febbraio 1941 dalla Philadelphia Orchestra diretta da Eugene Ormandy con Albert Spalding in qualità di solista.

Nel primo movimento, Allegro, la vena lirica quasi primaverile della scrittura di Barber predomina sul carattere drammatico e conflittuale tipico dei tradizionali movimenti iniziali del concerto solistico. Al primo tema scorrevole e organico si contrappone il secondo caratterizzato da una breve figura ritmica giambica che ritorna variata in tutto il movimento.

Di carattere lirico, il secondo movimento, Andante, si presenta come una malinconica elegia, mentre il Finale, Presto in moto perpetuo, è un struttura vorticosa, senza sosta, in cui il virtuosismo scorre ininterrotto illuminato da brillanti lampi di colore.

 

Johannes Brahms

(Amburgo 1833 – Vienna 1897)

Sinfonia n. 4 in mi minore op. 98

Allegro non troppo

Andante moderato

Allegro giocoso

Allegro energico e appassionato

Durata: 44'

Composta nell'estate del 1885 nel villaggio di Mürzzuschlag, in Stiria, dove Brahms stava trascorrendo un soggiorno estivo delizioso, come egli stesso confidò a Clara Schumann, la Sinfonia n. 4 conobbe un successo tanto grande quanto inatteso, nonostante la decisione del compositore di non presentare la sinfonia in pubblico perché poco soddisfatto del lavoro compiuto. Hans Neunzig, uno dei suoi biografi, scrisse a tale proposito:

"Terminata la Quarta Sinfonia e finita l'estate, Brahms rientra a Vienna. Il rituale si ripete: come di consueto tocca a Brahms e a Ignaz Brüll presentare il nuovo lavoro in casa di Ehrbar, fabbricante di pianoforti, ai primi d'ottobre (nella trascrizione per due pianoforti approntata dall'autore): presenti Hanslick, Billroth, Dömpke, il critico Pohl e il direttore d'orchestra Richter. Brahms e Brüll erano ai due pianoforti; Hanslinck e Billroth voltavano le pagine. Le reazioni? Silenzio generale. Alla fine della prova, pare che i presenti si siano messi a parlare di tutto, tranne che della nuova Sinfonia. Gli amici viennesi, scelti tra i più fedeli, rimangono però sconcertati, tanto che Brahms decide di organizzare una seconda audizione. Le cose non sembrano andare meglio. Brahms rimane scosso ed è quasi deciso a non rischiare di presentare al pubblico la nuova Sinfonia. Bülow manifesta il proprio entusiasmo e gli chiede di venire a Meiningen per preparare la prima esecuzione pubblica. Rincuorato, Brahms parte immediatamente per Meiningen, portando con sé i primi movimenti della partitura. [...]Il 25 ottobre Brahms, assai inquieto, sale sul podio. Si rende conto che la sinfonia non può essere un fiasco: eppure è lontanissimo dal prevedere il successo che gli verrà riservato. Dopo il primo e dopo il secondo movimento si scatena un'ovazione prolungata ed entusiasta. Dopo il terzo, il pubblico tenta di ottenere il bis, ma Brahms attacca subito il quarto movimento, che culmina in un'autentica apoteosi. La notizia si diffonde nell'intera Europa musicale e tutti i grandi centri si prenotano per presentare il lavoro".

Il successo fu strepitoso e Brahms, forse troppo geloso del suo lavoro, diresse sempre personalmente in tutta Europa la sua sinfonia senza lasciare nemmeno per una volta il podio a Bülow che sperava di dirigerla a Francoforte. La rottura tra i due musicisti fu immediata quanto irreparabile.

Il primo movimento, Allegro non troppo, in forma-sonata si distingue per la straordinaria ricchezza tematica, in quanto ai due temi principali si affiancano quattro idee secondarie per lo più derivate da essi. Il primo tema, basato su un ritmo di ciaccona, domina l'intero movimento mentre il secondo è costituito da una frase melodica di intenso lirismo. Ad esso segue una terza idea tematica affidata agli strumenti a fiato e nello spirito della fanfara. Nello sviluppo emerge la grande perizia contrappuntistica di Brahms che si mescola a una scrittura molto intensa dal punto di vista espressivo che raggiunge toni esasperati nella coda.

Molto semplice dal punto di vista formale è il secondo movimento, Andante moderato, di carattere malinconico il cui tema nobile, affidato prima ai corni e poi ai legni, si distingue per le sue modulazioni arcaizzanti che evocano un clima leggendario di ballata. Questo clima si alterna con un secondo tema di vaga ascendenza beethoveniana e dalla scrittura più lirica e solenne. Tale tema, esposto dagli archi, finisce per permeare di sé anche quello iniziale.

L'energico terzo movimento, Allegro giocoso, che per il suo ritmo in 2/4 si avvicina allo Scherzo, è, dal punto di vista formale, un rondò-sonata con un secondo episodio di carattere lirico.

Il Finale, Allegro energico e appassionato, costituisce una mirabile sintesi dell'intera composizione con le sue ben 36 variazioni su un tema di otto note che ricorda, per la sua struttura, la ciaccona della cantata Meine Tage in den Leiden di Bach. Le variazioni sono disposte in modo da formare dei nuclei ben definiti con le prime dodici che presentano un carattere vigoroso e si contrappongono ad altre espressive. Bella è l'impetuosa coda di questo Finale che si può considerare come una vera e propria apoteosi della variazione, forma nella quale Brahms eccelse e di cui ci lasciò, nella sua produzione pianistica e sinfonica, fulgidi esempi.

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