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La rara musica di Cécile Chaminade

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Konzertstück per pianoforte e orchestra op.40 è l'opera della compositrice francese Cécile Chaminade che viene eseguita sporadicamente. Solista la giovane e talentuosa pianista Rosamaria Macaluso, vincitrice del concorso "Crescendo" 2017. Jean-Luc Tingaud, alla guida dell'Orchestra Sinfonica Siciliana In programma anche Gustav Mahler, Rückert-Lieder di Gustav Mahler con il baritono Dietrich Henschel e la Sinfonia in re minore di Cesar Franck. La replica sabato 21 aprile alle ore 17,30.

Palermo, 18 aprile 2018 - Sul palcoscenico del Politeama Garibaldi approda l'altra vincitrice di "Crescendo" 2017, il concorso indetto dalla Fondazione e che ha premiato la giovane e talentuosa pianista Rosamaria Macaluso. Sarà la protagonista del concerto del 20 aprile 2018 alle ore 21. In programma Konzertstück op. 40 per pianoforte e orchestra di Cécile Chaminade. Nella seconda parte del concerto Gustav Mahler, Rückert-Lieder e Cesar Franck, Sinfonia in re minore. A dirigere l'Orchestra Sinfonica Siciliana ci sarà Jean-Luc Tingaud, baritono Dietrich Henschel. La replica sabato 21 aprile alle ore 17,30.

Konzertstück per pianoforte e orchestra op.40. Fu completato nel 1888 ed eseguito per la prima volta il 18 aprile dello stesso anno con la stessa Chaminade nei panni della solista. L'anno successivo il concerto fu eseguito ai Concerti Lamoreux a Parigi, dopo fu accolto con grande entusiasmo. Successivamente, ai Concerti Colonne, fu eseguito dalla pianista Luoise Steiger a cui la Chaminade aveva dedicato l'opera. Vent'anni dopo Chaminade aveva proposto il suo Konzertstück negli Stati Uniti con la Philadelphia Orchestra, guidata da Karl Pohlig. Si tratta di un pezzo raramente eseguito.

Rückert-Lieder. Si tratta di un ciclo di cinque Lieder per voce e orchestra o piano composto da Gustav Mahler, basato sui poemi scritti da Friedrich Rückert. Le canzoni furono pubblicate in Sieben Lieder aus letzter Zeit (Seven Songs of Latter Days). Ecco l'elenco: Blicke mir nicht in die Lieder! (Look not, love, on my work unended!) – 14 June 1901; Ich atmet' einen linden Duft (I breathed the breath of blossoms red) – July 1901; Ich bin der Welt abhanden gekommen (O garish world, long since thou hast lost me) – 16 August 1901; Um Mitternacht (At midnight hour) – Summer 1901; Liebst du um Schönheit (Lov'st thou but beauty) – August 1902. Le prime quattro furono eseguite a Vienna nel 1905 con lo stesso Mahler alla direzione. L'ultima canzone, Liebst du um Schönheit, non fu orchestrata da Mahler ma da Max Puttmann.

Sinfonia in re minore. E' l'unica sinfonia scritta da Cesar Franck e a pieno titolo si può considerare come la sua cifra espressiva più forte. Franck la completò nel 1888, dopo due anni di intenso lavoro. La prima esecuzione avvenne al Conservatorio di Parigi il 17 febbraio del 1889, il tempio della sinfonia francese, con la direzione di Jules Salomon. L'esecuzione però non convinse buona parte del pubblico. E' divisa nei seguenti movimenti: Lento, Allegro non troppo; Allegretto; Finale: Allegro non troppo 

Jean-Luc Tingaud. Di nazionalità francese, dopo aver studiato pianoforte e direzione d'orchestra al Conservatoire National de Paris", è stato scelto da Manuel Rosenthal come suo assistente. Specialista del repertorio francese, dal 2002 al 2007 è direttore stabile all'Opéra Comique e attualmente è direttore stabile al Grand Théâtre di Reims. Ospite al Festival di Wexford, al Barbican Center di Londra riscuote un enorme successo per la sua lettura del Werther al Festival Internazionale di Martina Franca.

Dietrich Henschel. Tedesco, cresciuto a Norimberga, ha studiato canto alla Hochschule für Musik und Theater München. Nel 1997 è il protagonista di Der Prinz von Homburg di Hans Werner Henze alla Deutsche Oper Berlin e di Doktor Faust di Ferruccio Busoni diretto da Kent Nagano all'Opèra National de Lyon.

Biglietti 12-25 euro al Botteghino del Politeama Garibaldi e un'ora e mezza prima dello spettacolo. Sconto del 50% per studenti e under 30.

Info: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , www.orchestrasinfonicasiciliana.it, vivaticket.it, 091 6072532.

L'Ufficio stampa

(Mario Pintagro)

 

Note biografiche

Jean-Luc Tingaud, direttore

tingaud4Dopo aver studiato pianoforte e direzione d'orchestra presso "Le Conservatoire National de Paris", Jean-Luc Tingaud è stato scelto da Manuel Rosenthal come suo assistente.

Nel 1997 fonda Ostinato, orchestra da camera parigina composta unicamente da giovani diplomati. Jean-Luc Tingaud ha diretto questo ensemble in prestigiosi teatri francesi tra i quali: l'Opéra Comique e Théâtre des Champs-Elysées a Parigi, il Teatro dell'Opera di Bordeaux, Teatro dell'opera di Nizza, Théâtre Impérial di Compiègne. Dal 2007 OstinatO diventa orchestra stabile per i concerti alla Bibliothèque Nationale de France.

Dal 2002 al 2007 è direttore stabile all'Opéra Comique di Parigi dove ha diretto Rita di Donizetti; Le Toréador di Adam; La princesse jaune di Saint-Saëns; Le calife de Bagdad di Boieldieu; Les bavards di Offenbach; Les mamelles de Tirésias di Poulenc; Angélique di Ibert; Roméo et Juliette di Gounod.

Nel 2006 è nominato direttore stabile al Grand Théâtre di Reims.

Particolarmente interessato al repertorio operistico francese Jean-Luc Tingaud nelle passate stagioni ha diretto: Pénélope di Fauré, Sapho di Massenet, Manon Lescaut di Auber al Festival di Wexford, Ciboulette di Hahn al Teatro dell'Opera di Zuid, L'île de Tulipatan di Offenbach all'Opéra National di Lyon, Le nozze di Figaro al Théâtre Mogador di Parigi, La voix humaine e La Périchole a Compiègne.

Ha inoltre diretto Mireille, L'elisir d'amore, La bohème, Così fan tutte e Carmen al Théâtre d'Herblay a Parigi, Roméo et Juliette di Berlioz al Teatro Nacional de Sao Carlos a Lisbona, Tosca a Besançon, Werther al Festival della Valle d'Itria di Martina Franca,Dialogues des carmélites a Saint-Etienne, Riders to the Sea a Reims, Véronique a Metz ePelléas et Mélisande all'Opéra di Toulon.

Nel 2004 debutta al Barbican Centre di Londra dirigendo la English Chamber Orchestra e Joshua Bell e Steven Isserlis. Tra le altre orchestre con cui ha collaborato ricordiamo l'Orchestra Filarmonica Arturo Toscanini e l'Ulster Orchestra.

Nelle passate stagioni ha diretto Le siège de Corinthe al Rossini Festival a Wildbad, Pelléas et Mélisande a Rennes, L'heure espagnole con Atelier Lyrique de l'Opéra de Paris; Les pécheures de perles a Londra, La Bohème a Parigi (Salle Pleyel); Les Dialogues des carmélites alla Pittsburgh Opera; concerti sinfonici con l'Orchestra del Teatro Massimo di Palermo, la Sinfonietta Cracovia e l'Orchestre Atelier-Ostinato. Ha recentemente fatto il suo debutto all'Arena di Verona con Roméo et Juliette di Gounod e al Teatro Real di Madrid con La fille du régiment.

Da ricordare: un Gala lirico francese a Pechino alla China Opera House; concerti con la RTE-National Symphony Orchestra a Dublino e la Royal Schottish National Orchestra a Glasgow; Coppelia al Teatro Massimo di Palermo; ha debuttato alla English National Opera con Les pecheurs des perles e alla Salle Pleyel dirigendo La Bohème (versione concerto) con la Royal Philharmonic Orchestra, all'Arena in Verona per Roméo et Juliett e a Macerata per il Faust. Ha inoltre diretto La Fille du Régiment a Madrid e una serie di concerti a Dublino, Glasgow, Cracovia, Parma (Fondazione Toscanini) e Vincennes; La Pré aux Clercs di Hérold alla Wexford Opera House, dove è ritornato per la produzione di Herculanum. tra gli altri impegni recenti si ricordano Le Toreador di Adam a Rennes, Carmen alla Grange Park Opera a Londra, Gloria di Poulenc a Parigi con l'orchestra Philarmonique de Radio France.

E' stato inoltre coinvolto in concerti a Londra (Royal Philharmonic Orchestra) e Verona (Teatro Filarmonico) a Cracovia (Krakow Philarmonie)

Prossimi impegni includono: Faust a Modena e in tournèe in Italia (Reggio Emilia e Piacenza); Werther alla Grange Park Opera di Londra eCarmen al New National Theatre di Tokyo.

La sua discografia comprende: Sapho di Gounod registrata al Wexford Festival (Fonè), Werther nella versione per Mattia Battistini registrata a Martina Franca (Dynamic), La voix humaine registrata a Compiègne (Mandala/ Harmonia Mundi) e la prima registrazione delle Chansons du Monsieur Bleu di Manuel Rosenthal con il tenore Jean-Paul Fouchécourt (Sisyphe/Abeille Musique).

 

Rosamaria Macaluso, pianoforte

rosamaria  macalusoE' nata il 13 maggio 2003 a Canicattì (Ag) e ha iniziato lo studio del pianoforte all'età di 6 anni con Ignazio Cuffaro, dimostrando fin da piccolissima delle particolari doti musicali.

Allieva di Donatella Sollima presso il conservatorio Bellini di Palermodal 2011, ha debuttato a soli 10 anni con l'Orchestra Sinfonica Siciliana diretta da Hobart Earle presso il Politeama Garibaldi di Palermo eseguendo il concerto K 39 di Mozart e con l'Orchestra V. Bellini sotto la direzione di Loris Capister.

E' risultata vincitrice di numerosi concorsi pianistici nazionali e internazionali (Concorso pianistico Bach di Sestri Levante, Concorso Internazionale G.Campochiaro di Pedara, Concorso Internazionale D'Agata di Acireale, Concorso Internazionale E. Sollima di Enna, Concorso Musicalmuseo di Caltanissetta, Concorso Stenway di Verona).

Nel 2013 è stata premiata come artista eccezionale e miglior giovane talento all'IBLA INTERNATIONAL COMPETITION ed invitata ad esibirsi alla Carnegie Hall di New York.

E' vincitrice del Premio Abbado 2016 come migliore allieva del Conservatorio Bellini di Palermo.

Ha preso parte al progetto" Musica senza confini" esibendosi presso il Castello di Minerbio e la sala di Bologna.

Nel 2016 è risultata vincitrice del 1° Concorso città di Cremona (nell'ambito di Cremona Musica International Exhibition), ottenendo un primo premio assoluto nella categoria pianistica e un primo premio nella categoria di musica da camera in coppia con la giovane violoncellista Caterina Isaia con la quale forma un duo stabile. Ha vinto il Concorso Crescendo giovani talenti della classica 2017 della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana.

Rosamaria, in duo con Caterina, si è esibita in occasione della Settimana Mozartiana di Rovereto e per il Festival Alfredo Piatti presso la Sala Piatti di Bergamo.

Rosamaria ha partecipato ad alcune masterclasses tenute dai pianisti Irina Plotnikova, Anna Kravtchenko, Giuseppe Andaloro e Riccardo Risaliti.

 

Dietrich Henschel, baritono

dietrich-henschel207x274Nato Berlino, ha fatto il suo debutto alla Biennale di Monaco nel 1990 ed è stato membro dei cast dell'Opera di Kiel fino al 1995 dove ha cantato i ruoli del Conte Almaviva ne' Le nozze di Figaro, Pelléas in Pèlleas et Mèlisande, Orfeo nell'Orfeo di Monteverdi. Presente nei principali teatri europei, con la registrazione del Doktor Faust di Busoni cantato all'Opéra National di Lione e ripreso all'Opèra di Parigi ha conquistato un Grammy Award. Ha cantato alla Nederlandse Opera di Amsterdam, alla Deutsche Oper di Berlino, al Teatro Real di Madrid, al Maggio Musicale Fiorentino, alla Bavarian State Opera di Monaco i ruoli di Wolfram nel Tannhäuser, Beckmesser nei Maestri cantori di Norimberga, Dr. Schön in Lulu e i ruoli di protagonista de' Il ritorno di Ulisse in Patria, Don Giovanni e Wozzeck.

Ha anche interpretato numerosi lavori di autori contemporanei cantando i ruoli principali di Oedipe di Enescu al Teatro de la Monnaie e Mandred nell'Orest di Trojahn alla Dutch National Opera. E' in possesso anche di un importante repertorio di interprete di Lieder e oratori e di una notevole discografia.

Recentemente ha sviluppato parecchi progetti multi-mediali come un adattamento teatrale di Schwanengesang di Schubert al Teatro di La Monnaie, a Bruxelles, presso la Komische Oper di Berlino e al Theater an der Wien; Irrsal (2013) con la musica di Hugo Wolf e Wunderhorn (2015) dai Lieder di Gustav Mahler che ha portato in tournée in tutta Europa.

 

Note di sala a cura di Riccardo Viagrande

Cécile Louise Stéphanie Chaminade

(Parigi 1857 -Montecarlo 1944)

Konzertstück (Pezzo da concerto ) in do diesis minore op.40 per pianoforte e orchestra

Allegro moderato, Allegro, Più lento, Allegro vivo, Tempo I°, Tempo Moderato, Allegro

Durata: 18'

"Questa non è una donna che compone, ma un compositore che è una donna".

Così si espresse il compositore e direttore del Conservatorio di Parigi, Ambroise Thomas su Cécile Louise Stéphanie Chaminade che, nata a Parigi l'8 agosto 1857, è certamente una delle figure più affascinanti del panorama musicale ottocentesco, prevalentemente maschile, nel quale, grazie alla sua determinazione, riuscì ad imporsi nonostante fosse una donna. Il suo amore per la musica la pose, innanzitutto, in aperto contrasto con il padre il quale, nonostante disapprovasse la scelta della figlia, non riuscì a distoglierla dalla sua intenzione di compiere i suoi studi musicali, iniziati con la madre, che le aveva dato le prime nozioni di pianoforte, e proseguiti con eminenti maestri quali Félix Le Couppey per il pianoforte, Martin-Pierre Marsick per il violino e Benjamin Godard per la composizione. Chaminade, che, già a otto anni, aveva dimostrato il suo talento eseguendo alcune sue composizioni di fronte a Bizet che ne rimase impressionato, all'età di 18 iniziò la sua carriera concertistica, particolarmente intensa e lunga, dal momento che era ancora in attività quando la morte la colse il 13 aprile 1944 a Montecarlo alla veneranda età di 87 anni non ancora compiuti. Per questa sua attività, che la portò ad esibirsi, accompagnando cantanti o in recital pianistici, in Francia, Inghilterra e Stati Uniti, Chaminade fu la prima donna ad essere insignita della Legion d'onore nel 1913.

Tra le oltre 100 composizioni, che costituiscono il suo catalogo all'interno del quale un posto considerevole è occupato dalle canzoni, spicca il Konzertstück in do diesis minore op. 40 per pianoforte e orchestra, composto intorno al 1888. Questa composizione, in un unico movimento, si apre con un'introduzione orchestrale nella quale il tema principale viene esposto, su un tremulo degli archi, dal corno inglese e dal primo corno per essere ripreso dagli altri strumenti. L'ingresso del solista avviene con una scrittura di carattere cadenzante a cui segue la ripresa del tema che, poi, ritorna nelle parti degli altri strumenti, mentre il pianoforte si produce in passi particolarmente virtuosistici. Affascinante e di carattere meditativo è la sezione marcata con l'andamento, Più lento, nella quale gli archi espongono un'espansione lirica del tema principale ripresa successivamente dal pianoforte. Effettivamente il tema principale, nella sua formulazione originaria, informa l'intera composizione eccezion fatta per una seconda idea tematica di carattere brillante che fa una brevissima e fugace apparizione in corrispondenza del cambiamento della frazione da 4/4 in 2/4. Il brano, che si snoda alternando passi di più marcato lirismo con altri di grande virtuosismo, si conclude con una brillante stretta di un certo effetto.

Gustav Mahler

(Kalištĕ, Boemia, 1860 – Vienna, 1911)

Fünf Lieder nach Rückert (Cinque Lieder da Rückert) per canto (baritono e contralto) e orchestra

Ich atmet' einen linden Duft (Respiravo un dolce profumo)

Blicke mir nicht in die Lieder (Non spiare le mie canzoni)

Ich bin der Welt abhanden gekommen (Perduto ormai io sono per il mondo)

Um Mitternach (A mezzanotte)

Liebst du um Schönheit? (Mi ami per la bellezza?)

Durata: 24'

Docente di Lingue Orientali all'Università di Erlangen, prima, e di Berlino, poi, Friedrich Rückert fu un poeta particolarmente apprezzato dai compositori tedeschi dell'Ottocento. Alcune delle sue poesie, circa 488, la maggior parte delle quali fu pubblicata dopo la sua morte avvenuta nel 1866, ispirarono grandi compositori come Clara e Robert Schumann, Johannes Brahms e anche Gustav Mahler il quale nell'estate del 1901 compose su suoi testi ben sette Lieder di cui tre confluirono nei Kindertotenlieder (Canti dei bambini morti), mentre gli altri quattro insieme a Liebst du um Schönheit? (Mi ami per la bellezza?), composto nell'agosto del 1902 per la moglie Alma, formarono questa raccolta che fu pubblicata nel 1905. Eseguiti per la prima volta a Vienna il 29 gennaio 1905 nel medesimo concerto in cui Mahler diresse anche i Kindertotenlieder, questi Lieder non costituiscono un ciclo unitario in quanto il compositore non solo non diede alcuna indicazione sull'ordine di esecuzione lasciando la scelta agli esecutori anche in relazione alla voce, baritono o contralto, ma decise di utilizzare un diverso organico orchestrale per ciascuno dei pezzi non legati nemmeno dal punto di vista contenutistico. In essi si evidenzia, infatti, una grande varietà di stati d'animo accomunati semplicemente da una visione distaccata della vita terrena.

Ich atmet' einen linden Duft (Respiravo un dolce profumo), il cui testo verte attorno al profumo del ramo di tiglio, che, portato dall'amata, allontana ogni ricordo doloroso, presenta una scrittura di carattere estatico ad esso conferita anche dall'organico orchestrale particolarmente delicato (fiati solisti, arpa, celesta, violini e viole con sordina) nel quale mancano i violoncelli e i contrabbassi. Un carattere ironico presenta Blicke mir nicht in die Lieder! (Non spiare nelle mie canzoni!) nel quale il fluire del tempo viene rappresentato da uno scorrevole disegno di quartine di crome che avvolge il canto, una bellezza che, per rimanere intatta, non deve essere osservata. Un sentimento di distacco dalle cose terrene informa il Lieder Ich bin der Welt abhanden gekommen (Sono ormai perduto al mondo), certamente il più bello della raccolta grazie anche una scrittura che mostra evidenti legami con quella di Schubert soprattutto nella rappresentazione della figura del Viandante evocata nella lirica. Um Mitternacht (A mezzanotte), il cui testo allude ad un topos della tematica del Viandante, quello della notte, come momento drammatico segnato dal terrore del giudizio di Dio, presenta toni più perentori grazie anche all'orchestrazione arricchita dalla presenza dei timpani e dal pianoforte. Liebst du um Schönheit (Se ami per la bellezza) è, infine, un omaggio alla moglie Alma.

César-Auguste Franck

(Liegi 1822 – Parigi 1890)

Sinfonia in re minore

Lento, Allegro non troppo

Allegretto

Finale: Allegro non troppo

Durata: 42'

Completata il 22 agosto del 1888 dopo due anni di lavoro ed eseguita, per la prima volta, presso la Societé Nationale di Parigi il 17 febbraio 1889, la Sinfonia in re minore è uno degli ultimi lavori di César Franck, Non si conoscono con precisione le ragioni che indussero il compositore a cimentarsi nel genere sinfonico, poco apprezzato nell'Ottocento in Francia, ma è probabile che egli abbia effettuato questa scelta formale dopo il successo delle sue Variazioni sinfoniche per pianoforte e orchestra composte nell'estate del 1885. La Sinfonia in re minore non ebbe, però, immediatamente un'accoglienza favorevole da parte del pubblico, nonostante il genere sinfonico, in quello stesso periodo, fosse ritornato in auge in Francia grazie alla Sinfonia su un canto di Montagna di Vincent D'Indy e alla Sinfonia n. 3 in do minore op. 78 di Saint-Saëns, composte entrambe nel 1886, che godettero di enorme popolarità. Questi due lavori sembrano i modelli a cui Franck si ispirò direttamente soprattutto per la struttura ciclica, anche se decise di non introdurre, come avevano fatto Saint-Saëns e D'Indy, degli elementi tematici nazionalistici. Questa scelta, unita ad una scrittura armonica estremamente complessa per l'uso del cromatismo di ascendenza wagneriana, fu la causa dell'accoglienza piuttosto fredda del pubblico che ebbe modo di ascoltare un'opera nella quale confluivano e si fondevano la tradizione francese con la sua struttura ciclica e quella romantica di origine tedesca. Nel periodo in cui la Sinfonia fu eseguita per la prima volta era, inoltre, molto forte la polemica accesa dai sostenitori della musica francese, che avevano contestato la decisione presa nel 1886 dalla Societé Nationale di eseguire anche musica straniera, soprattutto tedesca. Il clima non certo favorevole, oltre a determinare la fredda accoglienza della sinfonia, probabilmente ispirò anche i primi giudizi su questo lavoro, tra i quali spicca quello dell'autorevole critico Camille Bellaigue che considerò alcuni passi aridi e monotoni senza grazia e fascino, aggiungendo che i temi principali sui quali è costruita l'intera sinfonia erano appena superiori di livello a quelli dati agli studenti del Conservatorio. Non meno dura fu la stroncatura della rivista «Le Ménestrel», dove si legge: Franck aveva molto poco da dire qui. Nonostante le violenti stroncature tra le quali spicca quella di Charles Gounod che la definì come l'affermazione dell'incompetenza spinta fino al dogmatismo, la Sinfonia si affermò presto in Europa e nel mondo e fu eseguita con successo, per la prima volta, in America, a Boston, il 16 gennaio 1899 sotto la direzione di Wilhelm Gericke.

Il primo movimento, Lento, Allegro non troppo, di questa Sinfonia, strutturata secondo una forma ciclica, si apre con un'introduzione lenta, dove appare il celebre tema, affidato alle viole, ai violoncelli e ai contrabbassi, costituito da un semitono discendente seguito da un salto di quarta ascendente, sul quale si fonda tutta l'opera. Un poderoso crescendo porta all'esposizione in forma-sonata con un primo tema, derivato da quello iniziale, che contrasta con il secondo tema, dolce e cantabile, intonato dai violini.

Molto particolare, dal punto di vista formale, è il secondo movimento, Allegretto, che si presenta come una fusione dell'Adagio e dello Scherzo, i due tempi centrali classici delle sinfonie in quattro movimenti. Questo movimento, nel quale passi di carattere danzante si alternano ad altri lirici e melodici, si apre con un suggestivo e cantabile tema affidato al corno inglese, la cui presenza in orchestra aveva scandalizzato il tradizionalista direttore del Conservatorio di Parigi Ambrosie Thomas che, secondo un aneddoto riferito da Vincent D'Indy nella sua monografia dedicata a Franck, suo maestro, esclamò durante le prove: il nome di una sinfonia di Haydn o di Beethoven in cui è usato il corno inglese, dimenticandosi che proprio Haydn aveva introdotto ben due corni inglesi nella sua Sinfonia n. 22 "Il filosofo".

Nel terzo movimento, Finale: Allegro non troppo, che si apre con cinque secchi accordi orchestrali, vengono ripresi tutti gli elementi tematici dei due movimenti precedenti in una scrittura ricca di invenzione culminante nella grandiosa e suggestiva coda conclusiva.

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