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Otto volte Beethoven all’Orto Botanico. Dirige Massimiliano Caldi

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L'Orchestra Sinfonica Siciliana ritorna a esibirsi al completo in occasione del Progetto Beethoven, ovvero tutte le sinfonie del compositore tedesco ad eccezione della Nona. Quattro sabati di grande musica, a partire dall'8 settembre. Dirige l'Orchestra, Massimiliano Caldi

Palermo, 6 settembre 2018 - Dopo la pausa estiva,l'Orchestra Sinfonica Siciliana ritorna ad esibirsi in grande formazione. L'occasione è data sabato 8 settembre 2018 alle ore 18,30 dal Progetto Beethoven, un ciclo di quattro concerti all'Orto Botanico che si terranno tutti di sabato. Il Progetto Beethoven riguarda l'esecuzione ditutte le Sinfonie del compositore tedesco, ad eccezione della Nona. Sabato 8 settembre l'Orchestra sarà diretta da Massimiliano Caldi. In programma la Sinfonia n.4 in si bemolle maggiore op. 60 e la Sinfonia n.7 in la maggiore op.92.

Massimiliano Caldi (Milano 1967), diplomato in pianoforte, composizione e direzione d'orchestra, con una ampia esperienza internazionale sia in campo sinfonico che operistico, nell'operetta e nel balletto, una particolare attenzione rivolta alla musica contemporanea e alla valorizzazione di opere dell'Ottocento uscite dal repertorio, si distingue per la sua grande preparazione professionale e per lo stile direttoriale sempre brillante e lineare. Caldi, unico italiano, vince il premio Gazzetta Italia 2018 per essersi distinto, in campo sinfonico e operistico, nella promozione della musica italiana in Polonia e di quella polacca in Italia.

Biglietto : 10 EURO AL BOTTEGHINO DEL POLITEAMA GARIBALDI E UN'ORA E MEZZA PRIMA DEL CONCERTO ALL'ORTO BOTANICO

Info: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. – Tel. 091 6072532/3.

www.orchestrasinfonicasiciliana.it, vivaticket.it.

L'Ufficio stampa 

(Mario Pintagro)

 

Note biografiche

Massimiliano Caldi, direttore

caldi massimiliano 2Massimiliano Caldi (Milano 1967), diplomato in pianoforte, composizione e direzione d'orchestra, con una ampia esperienza internazionale sia in campo sinfonico che operistico, nell'operetta e nel balletto, una particolare attenzione rivolta alla musica contemporanea e alla valorizzazione di opere dell'Ottocento uscite dal repertorio, si distingue per la sua grande preparazione professionale e per lo stile direttoriale sempre brillante e lineare.

Vincitore assoluto del Concorso "G.Fitelberg" (1999), attualmente ricopre la carica di Direttore Principale della Filarmonica Precarpatica "A.Malawski" di Rzeszów e di Primo Direttore Ospite della Filarmonica Polacca Baltica "F.Chopin" di Danzica. E' stato docente della Florence Conducting Masterclass (2015-2017), Direttore Principale e Consulente Artistico della Filarmonica "S.Moniuszko" di Koszalin (2014-2017), Direttore Artistico dell'Orchestra da Camera Slesiana di Katowice (2006-2010) e Direttore Principale dell'Orchestra da Camera Milano Classica (1998-2009).

Caldi negli ultimi dieci anni ha intrapreso tournée in Israele, Oman, Stati Uniti d'America, Cile, Brasile, Germania, Austria, Russia e Turchia.

Recentemente, in campo operistico, ha diretto Il Barbiere di Siviglia di Rossini (gennaio-febbraio 2017) e Nabucco di Verdi (maggio 2017) al Teatro Grande di Poznan, una selezione de La Rondine di Puccini alla Sala della Filarmonica Nazionale di Varsavia per il Ludwig van Beethoven Easter Festival (aprile 2017), Notte per me luminosa opera di Marco Betta per il Teatro Comunale di Piacenza (aprile 2017) e il Prologo dal Mefistofele di Boito con l'Orchestra e il Coro della Filarmonica di Łódź (giugno 2017) che riprenderà con la Filarmonica di Danzica il prossimo 23 giugno e dirigerà Cavalleria Rusticana di Mascagni con l'Orchestra Sinfonica della Filarmonica Precarpatica "A.Malawski" di Rzeszów (giugno 2018).

In Polonia tiene regolarmente concerti nell'ambito dei principali festival polacchi e appare regolarmente sul podio delle più importanti Filarmoniche e orchestra sinfoniche (alcune volte anche nella doppia veste di direttore e pianista) quali, per esempio, la Sinfonia Varsovia, l'Orchestra Sinfonica della Radio Polacca e l'Orchestra "Sinfonia Iuventus" presso la sala della Filarmonica Nazionale di Varsavia e lo Studio Lutoslawski S-1, l'Orchestra Filarmonica "K.Szymanowski" di Cracovia, l'Orchestra dell'Accademia Beethoven di Cracovia, e le Orchestre Sinfoniche delle Filarmoniche di Lodz, Bydgoszcz, Torun e Olsztyn.

In campo sinfonico ha debuttato a Berlino con la Konzerthaus Kammerorchester Berlin (novembre 2016), alla Sala Rachmaninov del Conservatorio di Mosca con la Sinfonietta Cracovia (novembre 2016), alla testa della Istanbul State Symphony Orchestra (febbraio 2017, dove poi è ritornato a febbraio 2018) e alla Goldener Saal del Musikverein di Vienna con l'Orchestra della Filarmonica di Rzeszów (novembre 2017). E' stato ospite del prestigioso Festival Internazionale di Łancut (maggio 2017) con l'esecuzione della Nona di Beethoven e ha diretto i Carmina Burana di Orff (giugno 2017) alla Filarmonica di Danzica. Ad aprile di quest'anno è ritornato a dirigere a San Pietroburgo l'Orchestra Filarmonica e a maggio l'Orchestra de I Pomeriggi Musicali.

In campo discografico, con la direzione di Massimiliano Caldi, è uscito per Acte Préalable il CD Raul Koczalski - Piano concertos (gennaio 2018) e per Sony Classical il CD Mario Castelnuovo-Tedesco, Gian Francesco Malipiero, Riccardo Malipiero Cello concertos (aprile 2018).

Massimiliano Caldi, unico italiano, vince il premio Gazzetta Italia 2018 per essersi distinto, in campo sinfonico e operistico, nella promozione della musica italiana in Polonia e di quella polacca in Italia.

 

Note di sala a cura di Riccardo Viagrande

Ludwig van Beethoven

(Bonn 1770 – Vienna 1827)

Sinfonia n. 4 in si bemolle maggiore op. 60

Adagio, Allegro vivace

Adagio

Allegro vivace

Allegro ma non troppo

Durata: 34'

"Beethoven diede, nella residenza del principe Lobkovitz, due concerti nei quali non vennero eseguite se non sue proprie composizioni; ovverosia le sue prime quattro sinfonie, una ouverture al dramma Coriolano, un Concerto per pianoforte e alcune arie dell'opera Fidelio. Ricchezza di idee, originalità audace e pienezza di vigore, pregi unici della Musa beethoveniana, si presentarono in questi concerti in tutta chiarità; certo alcuno biasimò l'aver trascurato una schietta semplicità è l'affastellarsi fin troppo prolifico delle idee, che per la loro moltitudine non sono sufficientemente lavorate e connesse fra loro, e perciò più sovente suscitano come l'effetto di un diamante non levigato".

Questa corrispondenza da Vienna, pubblicata nel mese di aprile del 1807 dal «Journal des Luxus und der Moden di Weimar, è una delle prime recensioni della Quarta sinfonia di Beethoven eseguita per la prima volta in un'accademia privata nel salotto del principe Lobkovitz nel mese di marzo dello stesso anno, e, nello stesso tempo, una testimonianza del progressivo allontanamento del pubblico e della critica dalla musica di Beethoven. Dopo la Prima sinfonia, apprezzata dalla critica contemporanea, l'evoluzione della scrittura sinfonica beethoveniana aveva prodotto una frattura tra il compositore e i giornali che dalle loro colonne stroncavano senza appello le sue opere con giudizi poco condivisibili che ponevano l'accento sul carattere complicato della sua musica. Se non sorprende, quindi, il giudizio del «Journal des Luxus und der Moden», che si allineava ai commenti prevalenti sulla musica di Beethoven, incomprensibile e alquanto sconcertante appare, invece, quello di Carl Maria von Weber che si espresse così a proposito di questa sinfonia:

"All'inizio un movimento lento, pieno di idee spezzate, dove nessuna è in rapporto con le altre! Ogni quarto d'ora, tre o quattro note! Poi un rullo di timpani, e misteriose frasi delle viole, il tutto ornato da una folla di pause e di silenzi [...]. Beethoven in questa Sinfonia ha voluto sottrarsi a ogni regola, anche perché la regola incatena soltanto il genio"

Eppure la prima esecuzione pubblica della sinfonia, avvenuta in un concerto di beneficenza il 15 novembre 1807 all'Oftheater di Vienna sotto la direzione dell'autore, aveva ottenuto un discreto successo presso il pubblico che evidentemente non si era ancora del tutto schierato con i detrattori del compositore di Bonn; l'amico Schindler scrisse a proposito di questa prima esecuzione:

"La Sinfonia ha prodotto una viva impressione sull'uditorio. Il successo è stato ancor più incisivo di quello ottenuto, otto anni or sono, dalla Prima Sinfonia".

Il pubblico aveva smentito i giudizi della critica, che non molto tempo dopo dalle colonne dell'autorevole «Allgemeine Musikalische Zeitung», mostrò di comprendere questa sinfonia composta in un periodo particolarmente felice della sua vita, mentre era ospite nelle tenuta degli amici Brunsvik a Martonvasar, dove Beethoven aveva potuto lavorare con una certa serenità dovuta anche al fidanzamento con la contessa Therese von Brunsvik. La Sinfonia, iniziata nell'estate del 1806, fu ultimata nel mese di novembre dello stesso anno come si arguisce dalla documentazione relativa al pagamento di 500 fiorini, somma corrisposta dal conte Oppersdorf dedicatario dell'opera, per la sua composizione.

Definita da Schumann come una slanciata fanciulla greca tra due giganti nordici, rappresentati dall'Eroica e dalla Quinta, la Quarta sinfonia ha un carattere leggero e gioioso, ben preparato quest'ultimo da un intenso e misterioso Adagio introduttivo; questo Adagio, il più lungo dell'intera produzione sinfonica beethoveniana, dà l'impressione di un forte immobilismo reso perfettamente dal pedale di tonica tenuto inizialmente e pronto ad esplodere nell'Allegro vivace in forma-sonata. Nel primo tema (Es. 1) che, esposto nella parte iniziale dai violini e completato dai legni, è un'espressione di gioia pura, mentre il secondo in fa maggiore (Es. 2), affidato in successione al fagotto, all'oboe e al flauto, ha un andamento arcadico. Molto bella è, infine, la coda nella quale appare in canone una terza idea tematica, derivata dalla seconda, esposta prima dal clarinetto e fagotto e, poi, declamata a piena orchestra.

Il secondo movimento, Adagio, è una pagina di straordinaria bellezza per una struttura melodica che Richard Strauss non mancò di definire preziosa; dal punto di vista formale il movimento ha una struttura tripartita con due temi dei quali il primo è esposto dai violini e il secondo dal clarinetto il cui timbro è trattato con una sensibilità preromantica.

Il terzo movimento, formalmente uno Scherzo, nonostante non sia segnalato in partitura, conferma, con il suo andamento rapido, il tono gaio e sereno dell'intera sinfonia; il Trio si basa su un tema, esposto come da tradizioni dai fiati (legni e corni) di carattere bucolico.

Il carattere gaio, che caratterizza il terzo movimento, informa anche l'ultimo Allegro ma non troppo, che si distingue per la straordinaria orchestrazione e per un brillante disegno di semicrome che innesca un moto perpetuo circoscritto nella struttura della forma-sonata.

 

Sinfonia n. 7 in la maggiore op. 92

Poco sostenuto, Vivace

Allegretto

Presto

Allegro con brio

Durata: 38'

"Dare alle sue composizioni musicali la stessa materialità, la stessa fermezza sicura e concreta, chiaramente riconoscibile, che aveva provato con tanta consolante felicità nei fenomeni della natura: questa fu l'anima amante dell'istinto felice al quale dobbiamo la Sinfonia in la maggiore, il vero capolavoro. Ogni slancio, ogni aspirazione, e ogni tempesta del cuore si tramuta in un delizioso senso di gioia che ci strascina con onnipotenza orgiastica, attraverso gli spazi della natura, attraverso tutte le correnti e tutti gli oceani della vita, ci fa gridare di gioia, ci rende coscienti ovunque avanziamo nel ritmo fiero di questa danza umana delle sfere. Questa sinfonia è l'apoteosi della danza in se stessa: è la danza nella sua essenza superiore, l'azione felice dei movimenti del corpo incarnati nella musica".

Questo giudizio, articolato e composito, espresso da Wagner nel suo scritto dal titolo L'opera d'arte dell'avvenire, coglie in pieno i caratteri essenziali di questa sinfonia che segna una svolta nella produzione musicale di Beethoven. La Settima Sinfonia, iniziata nel 1811 mentre Beethoven si trovava nella città termale di Teplitz, in Boemia, dove si era recato nella speranza di qualche miglioramento per il suo udito, fa trasparire, nonostante ciò, una gioia apparentemente in contrasto con la dolorosa situazione che egli stava vivendo. L'opera, terminata nel 1812, ebbe la sua prima esecuzione l'8 dicembre del 1813 nella sala grande dell'Università di Vienna in occasione di un concerto di beneficienza tenuto in onore dei soldati austriaci e bavaresi che erano stati feriti nella battaglia di Hanau durante le guerre napoleoniche. Lo stesso Beethoven diresse l'orchestra fornitagli dall'amico Ignaz Schuppanzigh e comprendente alcuni dei migliori musicisti del periodo, come Ludwig Spohr, Johann Hummel, Giacomo Meyerbeer, Antonio Salieri, Anton Romberg e il contrabbassista italiano Domenico Dragonetti del cui virtuosismo il compositore fu così entusiasta da affermare che suonava con grande fuoco e potenza espressiva. L'esecuzione ebbe un notevole successo, come testimonia lo stesso Spohr nella sua Autobiografia:

"Le nuove composizioni di Beethoven piacquero enormemente, in particolare la Sinfonia in la maggiore; il meraviglioso secondo movimento dovette essere ripetuto e anche su di me fece un'impressione profonda e duratura. L'esecuzione fu un assoluto capolavoro, malgrado la direzione di Beethoven fosse incerta e spesso comica. Si vedeva chiaramente che il grande maestro del pianoforte, ora un povero sordo, non riusciva a sentire la sua stessa musica. La cosa fu particolarmente notata in un passaggio della seconda parte del primo Allegro della sinfonia. In quel punto si trovano due pause in rapida successione, la seconda delle quali è in pianissimo. Beethoven se n'era probabilmente dimenticato, perché tornò a segnare il tempo prima che l'orchestra avesse eseguito la seconda pausa. In questo modo, senza saperlo, si trovava già dieci o dodici battute avanti all'orchestra quando essa eseguì il pianissimo. Beethoven, per indicare quell'effetto a modo suo, si era completamente rannicchiato sotto il leggio. Sul crescendo che segue fece di nuovo la sua comparsa e prese a rialzarsi sempre di più, finché non saltò in alto come una molla nel momento in cui, secondo i suoi calcoli, sarebbe dovuto iniziare il forte. Poiché questo non arrivò, si guardò intorno spaventato, vide tutto stupito che l'orchestra stava ancora eseguendo il pianissimo, e si riprese soltanto quando, finalmente, il forte tanto atteso ebbe inizio e poté udirlo anche lui. Fu una vera fortuna che questa scena non avesse luogo durante l'esecuzione pubblica, perché di certo avrebbe fatto ridere il pubblico".

La sinfonia, definita dallo stesso Beethoven la più eccellente, presenta una grande vitalità ritmica e un uso sperimentale delle relazioni tonali.

Il primo movimento si apre con un'introduzione, Poco sostenuto, grandiosa negli imponenti accordi dell'orchestra sostenuti dai timpani e, nello stesso tempo, in netto contrasto con la serena atmosfera agreste evocata nella dolce melodia affidata ai legni e ripresa nella parte conclusiva; il primo tema, esposto dal flauto, del successivo Vivace, in forma-sonata, è un'esplosione di gioia attraverso la danza in un crescendo che finisce per coinvolgere tutta l'orchestra nel clima festante venutosi a determinare. Questo clima di festa prosegue anche con l'esposizione del secondo tema affidato a un dialogo tra archi e fiati il cui materiale motivico è derivato dal primo tema. L'intero sviluppo si basa sul primo tema che viene rielaborato passando in imitazione fra i vari strumenti fino alla perorazione che conduce alla ripresa alla quale segue una grandiosa coda conclusiva.

Il clima gioioso della danza muta totalmente nel secondo movimento, Allegretto, che si apre con un aforistico accordo di la minore il quale in modo icastico annuncia il carattere triste dell'intero movimento. Da questo accordo scaturisce un tema sommesso che, presentato inizialmente dalle viole, cerca di librarsi in zone più acute passando, dapprima, ai secondi e ai primi violini e, dopo, ai legni in una perorazione orchestrale, per sovrapporsi ad una nuova idea tematica. Un secondo tema, esposto dai fiati, appare nella sezione centrale che conduce alla ripresa della prima parte qui presentata in forma di variazioni. Il movimento si conclude con la ripresa della seconda sezione e con una breve coda.

Il terzo movimento, Presto, costituisce il momento più brioso e danzante dell'intera sinfonia con il tema principale che, coinvolgendo l'intera orchestra con il suo carattere gioioso, dissipa le nubi di tristezza del movimento precedente. Su un pedale di dominante tenuto dai violini viene esposto il tema del Trio (Assai meno presto) che, dopo la ripresa della prima parte, ritorna nuovamente. Una seconda ripresa della prima parte, seguita da una coda, conclude il movimento.

Lo stesso clima festoso informa il quarto movimento, Allegro con brio, in forma-sonata, con un primo tema brillante in sedicesimi affidato ai primi violini, a cui si contrappone il secondo, di carattere trionfale, affidato ai fiati.

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