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Monreale, Settimana di musica sacra al via

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Il primo concerto martedì 9 ottobre alle ore 21 al duomo di Monreale con una grande coproduzione che vede coinvolta l'Orchestra Sinfonica Siciliana e il coro di voci femminili del Teatro Massimo. Sarà il maestro del Coro del Teatro Massimo, Piero Monti, a dirigere l'Orchestra Sinfonica Siciliana e il Coro. In programma musiche di Antonio Vivaldi, Francis Poulenc e Claude Debussy

Palermo, 8 ottobre 2018 - Al via la Settimana Internazionale di musica sacra di Monreale, il tradizionale appuntamento autunnale che richiama turisti e appassionati di musica. Il primo concerto martedì 9 ottobre alle ore 21 al duomo di Monreale con una grande coproduzione che vede coinvolta l'Orchestra Sinfonica Siciliana e il Teatro Massimo. Sarà il maestro del Coro del Teatro Massimo, Piero Monti, a dirigere l'Orchestra Sinfonica Siciliana e il Coro di voci femminili del Teatro Massimo. Questo il programma: Antonio Vivaldi, Concerto in fa maggiore a molti strumenti RV569 per violino, due oboi, due fagotti, due corni, archi e continuo; Antonio Vivaldi, Concerto in la minore RV356 per due violini, archi e continuo; Francis Poulenc, Litanies de la Vierge noire per coro femminile e orchestra; Claude Debussy, La Damoiselle élue, cantata per soprano, contralto e coro femminile su testo di Dante Gabriele Rossetti (nel centenario della morte di Debussy) con Gabrielle Philiponet (soprano), Carmen Ghegghi (contralto), Massimo Barrale e Gabriella Federico (violini).

INGRESSO LIBERO

Info: www.orchestrasinfonicasiciliana.it, 091 6072532.

L'Ufficio stampa 

(Mario Pintagro)

 

Note di sala a cura di Riccardo Viagrande

Antonio Vivaldi

(Venezia 1678 – Vienna 1741)

Concerto in fa maggiore RV 569 per violino, due oboi, due corni, fagotto, archi e basso continuo

Allegro

Grave

Allegro

Durata: 13'

Concerto in la minore RV 522per due violini, archi e continuo

Allegro

Larghetto e spiritoso

Allegro

Durata: 12'

Risulta alquanto difficile in epoca moderna ricostruire le date e le circostanze immediatamente precedenti alla composizione della maggior parte della vastissima produzione del prete rosso, come Vivaldi era definito per il colore rosso della sua capigliatura, soprattutto perché molto scarse e, per lo più, indirette sono le testimonianze tramandateci sulla sua vita. A questa situazione non sfugge nemmeno il Concerto in fa maggiore per violino, due oboi, due corni, fagotto, archi e basso continuo, RV 569, che molto probabilmente fu composto intorno al 1710 per l'orchestra della corte di Dresda, famosa per l'organico variegato che permetteva al compositore di sperimentare soluzioni timbriche e formali nuove caratterizzate dalla moltiplicazione dei piani concertanti e dall'introduzione di interventi solistici all'interno del ritornello, di solito affidato al tutti. Il primo movimento, Allegro, si impone subito per queste sperimentazioni formali e per il carattere virtuosistico di alcuni episodi, mentre il secondo, Grave, dalla struttura tripartita, si segnala per la solistica sezione centrale di dolce e malinconica cantabilità. L'ultimo movimento, Allegro, è una pagina brillante e ironica.

Del Concerto in la minore per due violini, archi e continuo RV 522 si conosce la data di pubblicazione dal momento che è l'ottavo dei 12 concerti dell'Estro armonico, raccolta pubblicata ad Amsterdam nel 1711 dall'editore Estienne Roger, il cui titolo è un ossimoro tendente ad esprimere una forma di sintesi fra due opposte tendenze: la libertà dell'estro e il carattere vincolante dell'armonia. Al primo movimento, Allegro, caratterizzato da un trascinante ritornello, si contrappone la dolce espressività melodica, che ricorda quella di un duetto operistico, del secondo, Larghetto e spiritoso. L'ultimo movimento, Allegro, è una pagina brillante all'interno della quale spiccano il secondo e il quarto episodio solistico.

 

Francis Poulenc

(Parigi 1899 – 1963)

 

Durata: 13'

Sconvolto per la morte in un incidente d'auto del suo amico, il compositore Pierre-Octave Ferroud, Francis Poulenc, presa coscienza della caducità dell'esistenza umana, decise di fare, durante l'estate del 1936, un pellegrinaggio nel Santuario della Madonna Nera di Rocamadour alla ricerca di se stesso e di quella serenità che sembrava aver perduto. Accompagnato da due suoi amici, il baritono Pierre Bernac e la pianista Yvonne Gouverné, il compositore non solo riscoprì la fede cattolica della sua giovinezza, ma trovò anche la fonte d'ispirazione per le Litanies à la Vierge Noire, il cui testo è costituito da una preghiera stampata sul retro di un'immaginetta che Poulenc aveva acquistato all'uscita della cappella dove è custodita la statua, ritenuta miracolosa, della Madonna Nera. Composto nell'estate del 1936 originariamente per coro femminile (o di voci bianche) e organo, questo lavoro sacro fu eseguito per la prima volta in questa forma alla BBC di Londra il 17 novembre 1936 con Nadia Boulanger, che fece una revisione della parte organistica, all'organo. Undici anni dopo, nel 1947, Poulenc fece una versione per orchestra d'archi e timpani che sarebbe stata eseguita per la prima volta il 27 maggio 1948 sotto la direzione di Roger Désormière e con Yvonne Gouverné che diresse il coro. Costituito da una preghiera nella quale si chiede l'intercessione della Vergine, il testo è realizzato musicalmente da Poulenc con una grande semplicità, espressione di un sentimento di umiltà reso con una melodia condotta quasi per gradi congiunti in una scrittura che ricorda la salmodia gregoriana, mentre l'armonia appare intrisa di una dolce sensualità.

 

Claude Debussy

(Saint-Germain-en-Laye 1862 – Parigi 1918)

La Damoiselle élue, cantata per soprano, contralto e coro femminile su testo di Dante Gabriele Rossetti

Durata: 22'

Composizione giovanile, concepita come terzo "invio" alla commissione del Prix de Rome, La Damoiselle élue, composta tra il 1887 e il 1888, è un lavoro che rivela la precoce maturità di Debussy il quale trovò la sua fonte d'ispirazione nel poemetto del poeta preraffaellita Dante Gabriel Rossetti, The Blessed Damozel, che il compositore francese aveva conosciuto in una traduzione francese di Gabriel Sarrazin. Si trattava di un poemetto, che Rossetti aveva fatto seppellire insieme al corpo della moglie morta nel 1862 e di cui era protagonista una giovane donna che dal Cielo invoca il ricongiungimento con l'amato, mentre accanto a lei passano leggere le anime elette. Eseguita per la prima volta alla Société Nationale de Musique (Salle Erard), l'8 aprile 1893, La Damoiselle élue, che fu riorchestrata nel 1903 da Debussy, pur rivelando ancora influenze di Wagner e Franck soprattutto nella scrittura armonica, mostra anche una già matura attenzione al testo realizzato in una struttura formale tripartita con la perorazione della fanciulla incastonata dalle due sezioni descrittive, iniziale e finale, affidate al coro e al mezzosoprano che funge da narratrice.

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