Mozart - Lorenzo Rovati, direttore/violino

Musica per voi

Palermo, Politeama Garibaldi - Mercoledì 6 gennaio 2021, ore 21

Lorenzo Rovati, direttore/violino

Orchestra Sinfonica Siciliana

  • Programma

  • Wolfgang Amadeus Mozart
    Salisburgo 1756 – Vienna 1791

    Concerto n. 4 in re maggiore KV 218 per violino e orchestra

    Allegro

    Andante cantabile

    Rondò. Andante grazioso - Allegro ma non troppo

     

    Penultimo dei cinque concerti per violino e orchestra, il Concerto n. 4 in re maggiore KV 218 fu composto da Mozart nel mese di ottobre del 1775, anno in cui si concentrò la sua produzione di concerti per violino e orchestra, in quanto il Salisburghese non avrebbe più utilizzato in seguito il violino come strumento solista eccezion fatta per la Sinfonia concertante per violino, viola e orchestra KV 364, composta quattro anni dopo nel 1779, preferendogli non solo il pianoforte, ma anche il corno, l’arpa, l’oboe e il clarinetto. A prima vista risulta alquanto sorprendente la scelta di Mozart di dedicare solo cinque concerti ad uno strumento, in realtà, da lui tanto amato, come il violino. Un aneddoto, riportato dalle biografie mozartiane per esaltare la precocità del genio, narra della facilità con cui Mozart, all’età di quattro o cinque anni,  suonasse questo strumento. Durante una delle tante serate, in cui il padre Leopold si dilettava a suonare a casa sua insieme con il suo amico Andreas Schachtner, brillante trombettista dell'orchestra di corte di Salisburgo, sembra che il piccolo Mozart abbia chiesto loro di accompagnarli al violino ricevendo un netto quanto brusco rifiuto; essendosi allontanato in lacrime, Wolfgang fu richiamato dal padre a patto che non disturbasse. Il piccolo Wolfgang non solo non disturbò, ma suonò così perfettamente la sua parte da suscitare la meraviglia di Schachtner, che esclamò: qui non c’è più bisogno di me, e la commozione di Leopold che non riuscì a trattenere le lacrime di fronte alla geniale precocità del giovanissimo figlio, le cui doti musicali si rivelavano così promettenti. L’aneddoto, sebbene la sua autenticità sia stata messa in dubbio, adombra un fondo di verità, in quanto sta a dimostrare che Mozart amò effettivamente il violino di cui aveva una conoscenza perfetta. La formazione violinistica di Wolfgang era, infatti, di ottimo livello, in quanto agli insegnamenti del padre, che aveva scritto anche un trattato di esecuzione violinistica e aveva istruito il figlio in modo tale da farlo ben figurare come solista nei concerti di corte, si era aggiunta anche la conoscenza della grande tradizione violinistica e, in particolar modo, delle opere di Vivaldi e Corelli, con le quali il giovane compositore era venuto a contatto durante i suoi viaggi in Italia. Nonostante ciò, le motivazioni, che spinsero Mozart a comporre concerti per violino e orchestra, furono molto probabilmente occasionali, in quanto nel periodo che va dal 1773 al 1777 la corte di Salisburgo era diventata meta di musicisti virtuosi del violino tra i quali è degno di nota il maestro napoletano Antonio Brunetti che ricopriva l’incarico di primo violino dell’orchestra di corte. Nei concerti di corte, inoltre, venivano eseguiti con una certa frequenza Divertimenti e Serenate con parti di rilievo virtuosistico affidate proprio al primo violino.

    In forma-sonata, il primo movimento di questo concerto,  Allegro, vive tutto del contrasto tra il marziale primo tema e il secondo tema di carattere lirico, mentre il violino si produce in passi di carattere virtuosistico. Anch'esso in forma-sonata ma senza sviluppo, il secondo movimento, Andante, si segnala per la nobiltà della linea melodica affidata al solista, mentre il terzo movimento è un Rondò, il cui refrain, costituito da un elegante Andante grazioso, si alterna ad episodi di carattere brillante nei quali il solista può fare sfoggio del suo virtuosismo. 

    Durata: 26'

    Wolfgang Amadeus Mozart
    Salisburgo 1756 – Vienna 1791

    Sinfonia n. 25 in sol minore KV 183 (KV 173 d B)

    Allegro con brio

    Andante

    Menuetto

    Allegro

     

    Composta due giorni dopo la KV 182 in si bemolle maggiori e completata il 5 ottobre 1773, la Sinfonia KV 183, pur essendo l’opera di un diciassettenne, dimostra già la maturità raggiunta dal giovane compositore nel genere sinfonico. Tra le due sinfonie sembra, infatti, che sia trascorso molto più tempo dei due giorni effettivi, dal momento che nella KV 183 appare un mondo sinfonico nuovo e diverso, non più ancorato agli schemi formali delle ouverture all’italiana che avevano contraddistinto la precedente produzione di Mozart. A guidare le scelte compositive del Salisburghese fu certamente la conoscenza, durante il suo soggiorno a Vienna tra giugno e settembre 1773, delle sinfonie di Vanhal, Dittersdorf ed Haydn, che risentivano del clima culturale del movimento preromantico dello Sturm und Drang soprattutto nell’uso della tonalità minore. Ritornato a Salisburgo, Mozart scrisse la Sinfonia n. 24 KV 182, legata ancora alla committenza, per dedicarsi alla composizione di questa sinfonia che è ritenuta uno dei suoi primi capolavori in questo genere.

    Il clima preromantico si avverte già nel primo movimento, Allegro con brio, in forma-sonata, il cui primo tema, declamato a valori larghi dagli oboi, ricorda quello principale della Sinfonia funebre di Haydn. Nonostante il suo carattere melodico, il secondo tema, esposto al relativo maggiore, condivide il clima inquieto del primo. Anche il secondo movimento, Andante, nonostante la tonalità di mi bemolle maggiore con il suo metodizzare sospiroso e spezzato grazie all’introduzione di pause e appoggiature, presenta un carattere patetico, mentre il successivo Menuetto si configura come un’oasi di sognante serenità. Nell’ultimo movimento, Allegro, in forma-sonata, ritorna il clima inquieto e passionale del primo, già nel tema iniziale che ricorda per il suo carattere lugubre certe scene gluckiane in cui è rappresentata la discesa agli inferi.    

     

    Riccardo Viagrande

    Durata: 22'

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