Colossal Time

ROBERTO MOLINELLI direttore

Palermo - Villa Filippina

  • Place

  • Villa Filippina - Palermo

  • Day

    Time

    Duration

    Price

     

  • Giorno

    Friday
    10 July 2026

    Ore

    21,00

    Durata

    70min.

    Prezzi

    25 - 15 €

    Calendario

  • Programma

  • Alfred Newman 

    (New Haven, 1900 – Los Angeles, 1970) 

    20th Century Fanfare

    Durata: 20” 

     

    John Towner Williams 

    (Floral Park, 1932) 

    Super Indiana Medley 

    Harry Potter’s Magical Tune

    Durata: 8’

     

    Autori vari 

    Disney’s Dream Wishing Medley 

    (Disney main theme - Disney Intro - Cruella De Vil from The Hundred and One Dalmatians - Bella Notte from Lady and the Tramp - Who’s Afraid of the Big Bad Wolf? from Three Little Pigs)

    Durata: 5’

     

    Nino Rota

    (Milano, 1911 – Roma, 1979) 

    Nino Rota Suite

    Ai giochi addio da "Romeo e Giulietta"

    Il Padrino

     

    Durata: 8’

     

    Nicola Piovani

    (Roma, 1946) 

    La vita è bella

    Durata: 5’

     

    Ennio Morricone

    (Roma, 1928 – Roma, 2020) 

    Il Buono, il Brutto e il Cattivo

    Durata: 6’

     

    Autori vari

    Queen’s Medley

    Bohemian Rhapsody

    The Show must go on

    Bicycle Race 

    We are the Champions

    Durata: 5’

     

    Hans Florian Zimmer

    (Francoforte sul Meno, 1957) 

    The Gladiator

    Durata: 5’

     

    Autori vari

    James Bond Medley

    Durata: 8’

     

    John Towner Williams 

    (Floral Park, 1932) 

    Star Wars Medley

    Durata: 7’

     

    Hans Florian Zimmer

    (Francoforte sul Meno, 1957) 

    Pirates of the Caribbean Medley

    Durata: 6’

     

    Il 28 dicembre 1895, a opera dei fratelli Auguste e Louis Lumière, i quali nel Salon Indien del Grand Café a Parigi proiettarono circa dieci brevi filmati, tra cui il celebre La sortie de l’usine Lumière (L’uscita dalle officine Lumière), il cinema è diventato non solo uno strumento di intrattenimento, ma anche un veicolo di conoscenza scientifica, espressione culturale e riflessione filosofica. Compagna sin dagli esordi, la musica, che nei primi film muti sostituiva la parola insieme ai celebri cartelli che venivano inframezzati alle scene della pellicola, è rimasta protagonista indiscussa anche dopo l’avvento del sonoro, sottolineando, accompagnando, anticipando e amplificando immagini e parole del film. Per la settima arte hanno scritto grandi compositori, alcuni dei quali sono protagonisti di questo concerto, il cui programma celebra oltre mezzo secolo di storia del cinema attraverso alcune delle colonne sonore più celebri e amate dal grande pubblico. La serata non poteva che aprirsi con la celeberrima 20th Century Fanfare di Alfred Newman. Composta nel 1933, questa brevissima ma fulminante pagina musicale, caratterizzata dal rullo dei tamburi e dallo squillo radioso degli ottoni, è diventata il simbolo stesso dell’età dell’oro di Hollywood e, in questa occasione, si configura come una forma di sipario sonoro universale che prepara lo spettatore alla visione del film o, in questo caso, all’ascolto delle altre pagine in programma. Della parte iniziale del concerto saranno protagoniste le melodie scritte per la saga di Indiana Jones e raccolte in un ricco Super Indiana Medley, di cui è autore John Williams, gigante della musica per film e vincitore di ben cinque premi Oscar per la miglior colonna sonora. Di Williams sarà possibile ascoltare anche Harry Potter’s Magical Tune, tratto principalmente dal celebre Hedwig’s Theme, nel quale il compositore evoca un mondo fantastico utilizzando il timbro fatato della celesta per introdurre l’ascoltatore in un universo misterioso, magico e intriso di stupore infantile. Dalla magia di Harry Potter si passa a quella, altrettanto immortale, del mondo dell’animazione con il Disney’s Dream Wishing Medley, un vero e proprio mosaico di brani che unisce i temi più celebri nati dal genio di diversi autori che hanno fatto la storia della casa di Topolino. Le pagine di questa selezione sono: Disney main theme, sigla delle produzioni Disney, Cruella De Vil, Bella notte e Who’s Afraid of the Big Bad Wolf?, tratti rispettivamente dai film di animazione La carica dei 101 (1961), Lilli e il vagabondo (1955) e I tre porcellini (1933). Il legame profondo tra la musica e il grande cinema d’autore italiano è inaugurato dalla Nino Rota Suite. Noto al grande pubblico soprattutto per le sue colonne sonore, Nino Rota si dedicò in realtà a tutti i generi musicali con lo stesso impegno, componendo circa 150 lavori. Dotato di uno straordinario talento, alla precocissima età di otto anni, dopo un solo anno di studio di solfeggio, era già in grado di riempire quaderni di musica con abbozzi di sinfonie e oratori. Alla manifestazione precoce del suo genio contribuì certamente il fatto di essere nato in una famiglia di musicisti. La madre, eccellente pianista, era, infatti, figlia di Giovanni Rinaldi, compositore tardo-ottocentesco che, insieme ad altri musicisti, aveva cercato di contrastare l’egemonia del melodramma in Italia, rivalutando la musica strumentale. Pur essendo stato allievo di Pizzetti e di Casella, nonché grande ammiratore di Stravinskij, che conobbe personalmente, Rota fu un compositore del tutto originale nel panorama del Novecento. Convinto che la musica debba essere una forma di espressione immediata e ingenua, si tenne lontano dalle avanguardie senza mai polemizzare con chi le propugnava, rimanendo fedele a una concezione basata sul primato della melodia e su una struttura tonale limpida. Nel cinema si impose con le stupende colonne sonore scritte per Luchino Visconti, Federico Fellini e Francis Ford Coppola. In questa suite sarà proposto l’ascolto di brani tratti dalle colonne sonore dei film Romeo e Giulietta (1968) per la regia di Zeffirelli, Il padrino (1972) di Coppola e di Fellini. Sulla scia di questa grande tradizione si inserisce Nicola Piovani, musicista poliedrico che ha firmato più di duecento partiture per registi del calibro di Federico Fellini, Marco Bellocchio, Mario Monicelli, i fratelli Taviani, Nanni Moretti e Roberto Benigni. Composta per il film La vita è bella di Roberto Benigni, uscito nelle sale nel 1997, la colonna sonora, per la quale il compositore ha vinto il premio Oscar nel 1999, costituisce un delicato e struggente commento alla poetica pellicola dell’attore e regista toscano. Più volte candidato all’Oscar, vincitore del premio alla carriera nel 2007 e della statuetta per la miglior colonna sonora nel 2016 con The Hateful Eight, Ennio Morricone ha commentato oltre 400 pellicole cinematografiche a partire dal 1961, anno del suo debutto con Il federale di Luciano Salce. Morricone ha scritto una pagina fondamentale della cultura musicale internazionale grazie a storiche collaborazioni con registi quali Sergio Leone, Gillo Pontecorvo, Pier Paolo Pasolini, Bernardo Bertolucci, Giuliano Montaldo, Lina Wertmüller, Giuseppe Tornatore, Brian De Palma, Roman Polanski, Warren Beatty, Oliver Stone e Pedro Almodóvar. Con la colonna sonora del film Il buono, il brutto, il cattivo (1966) di Sergio Leone, Morricone raggiunse il culmine del sinfonismo epico applicato al western, rivoluzionando il genere con l’introduzione nell’orchestra di suoni d’ambiente, urla umane che imitano il verso del coyote, fischi e chitarre elettriche. Una potente digressione nel rock sinfonico è rappresentata dal Queen’s Medley, in cui i trascinanti successi della band britannica, celebrati anche dal cinema nella pellicola biografica Bohemian Rhapsody, vengono riletti in chiave orchestrale, evidenziando la natura intrinsecamente teatrale delle composizioni di Freddie Mercury, Brian May, Roger Taylor e John Deacon. Il medley include l’ascolto di Bohemian Rhapsody (1975), di Bicycle Race (1978), di We Are the Champions (1977), di cui è autore Freddie Mercury, e The Show Must Go On (1991), firmata dai Queen ma accreditata principalmente all’ideazione di Brian May. L’epica moderna e i tessuti sonori digitali del XXI secolo sono invece rappresentati da Hans Zimmer, pluripremiato agli Oscar per i film Il re leone (1995) e Dune (2022). Nel film Il gladiatore (2000), per la regia di Ridley Scott, il compositore tedesco dipinge l’antica Roma attraverso una partitura muscolare e drammatica, dove i ritmi incalzanti e marziali si alternano al lirismo struggente del celebre tema finale, Now We Are Free. Il mito dell’agente segreto più famoso del mondo rivive, invece, nel James Bond Medley, che rielabora lo storico tema originale di Monty Norman e John Barry insieme ai motivi più iconici della saga. Caratterizzato da un irresistibile mix di jazz, ottoni graffianti e riff di chitarra elettrica, il medley restituisce perfettamente quell’atmosfera di eleganza, pericolo e suspense che contraddistingue lo stile di 007. Il concerto prosegue con la suite da Star Wars. Inizialmente George Lucas, il padre della celebre saga cinematografica, aveva intenzione di inserire nella pellicola del 1977 musiche di repertorio classico e operistico, sul modello di quanto fatto da Stanley Kubrick in 2001: Odissea nello spazio. Fu solo su suggerimento del suo amico e collega Steven Spielberg che il regista decise di affidare l’incarico a John Williams. Il compositore scelse la via del grande sinfonismo tardo-romantico e si avvalse della tecnica wagneriana del Leitmotiv per caratterizzare musicalmente personaggi, popoli e situazioni. Il concerto si conclude con le sonorità travolgenti realizzate da Hans Zimmer per la saga di Pirates of the Caribbean (I Pirati dei Caraibi), diretta nei suoi primi tre capitoli da Gore Verbinski. Con il suo ritmo in tre quarti sincopato, trascinante e inarrestabile, il Medley evoca le avventure corsare di Jack Sparrow tra arrembaggi, tempeste e coraggio.

     

    Riccardo Viagrande

    Duration: 70'