Gershwin/Bernstein
CHRISTOPHER FRANKLIN direttore
ANTONIO DI CRISTOFARO pianoforte
Partanna - Area Archeologica Contrada Stretto
Festival "Musiche e Parole" 2026
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Place
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Partanna - Area Archeologica Contrada Stretto
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Day
Time
Duration
Price
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Giorno
Friday 24 July 2026
Ore
21,00
Durata
60min.
Prezzi
15 - €

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Programma
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George Gershwin
Brooklyn 1898 - Hollywood 1937Rhapsody in blue per pianoforte e orchestra
“Questa composizione mostra uno straordinario talento, poiché mostra un compositore giovane con obiettivi che vanno al di là di quelli del suo genere, lottando con una forma di cui egli è lontano dall’essere padrone. Nonostante tutto ciò egli si è espresso in una forma significativa e, nel complesso, altamente originale… Il suo primo tema… non è un puro ballo… esso è un’idea, o parecchie idee, correlate e combinate nel variare e contrapporre i ritmi che immediatamente incuriosiscono l’ascoltatore”. Questo preciso, ben articolato e, nel complesso, esaltante giudizio critico, espresso da Olin Downes nella sua recensione uscita sul «New York Times» all’indomani della prima esecuzione della Rhapsody in blue di George Gershwin avvenuta all’Aeolian Concert Hall, il 12 febbraio 1924, è un’importante testimonianza del grande successo di cui questa composizione, che si configura come un lavoro sperimentale nel quale confluiscono, in una perfetta sintesi, il jazz e la grande tradizione sinfonica europea, ha goduto e continua a godere presso un larghissimo pubblico, nonostante sia trascorso più di un secolo. L’opera si inserì perfettamente nel progetto di Paul Whiteman, direttore della Palais Royal Orchestra di New York, di elevare la qualità della musica jazz facendovi confluire elementi della tradizione sinfonica europea. A tale fine egli organizzò un concerto sperimentale, nel cui programma figuravano, insieme ad alcune opere di compositori della tradizione classica, come Purcell, Schönberg, Bartók e Hindemith, quelli dello stesso Gershwin, di Kern e Berlin, autori di canzoni di musica leggera. Il concerto, tenuto dalla cantante franco-canadese Eva Gauthier all’Aeolian Concert Hall il 1° novembre 1923, riscosse un successo tale da indurre Whiteman a chiedere a Gershwin di scrivere una composizione per pianoforte e jazz-band in cui il jazz fosse amalgamato con il sinfonismo classico. Così nacque Rhapsody in blue, la cui musica fu composta in brevissimo tempo tra la fine del 1923 e il mese di gennaio del 1924. L’orchestrazione fu curata da Ferde Grofé il quale stese la partitura contemporaneamente alla composizione della musica che via via riceveva dal compositore. La prima storica esecuzione, a cui erano presenti importanti esponenti del mondo culturale di New York, come Heifetz, Kresler, Sousa, Stravinskij e Rachmaninov, fu un successo enorme per il giovanissimo compositore che da quel momento si impose nel panorama musicale mondiale. Dal punto di vista formale la Rhapsody in blue avrebbe dovuto essere, almeno nelle intenzioni del committente, un concerto di musica jazz, ma, sebbene la presenza di uno strumento solista, il pianoforte, avvicinasse la composizione a questa forma, il titolo faceva pensare piuttosto a un lavoro in un unico movimento di carattere rapsodico, quindi, di struttura irregolare e, per certi aspetti, improvvisata. Tutti i temi, complessivamente cinque, secondo quanto evidenziato da David Schiff, sono presentati nelle prime 14 misure ed evidenziano la straordinaria fantasia di Gershwin che, a proposito di questo suo lavoro, ebbe modo di manifestare le impressioni uditive e immaginifiche che sembravano scaturire non già dalla creatività di un solo compositore ma dalla sorgente nazionale e popolare della musica americana. Ecco le sue parole: “La udii come una sorta di multicroma fantasia, un caleidoscopio musicale che venisse dal nostro paese, da quel crogiolo di razze e di costumi, da quella incomparabile follia metropolitana che è la sintesi della nostra America”.
C’è solo da aggiungere che il primo titolo dell’opera, American Rhapsody, non a caso, evidenziava con maggiore efficacia il carattere americano della composizione nella quale l’autore aveva fatto confluire, con geniale creatività, elementi popolari e strutture ritmico-melodiche tratte dal panorama jazzistico.
Duration: 15'
Leonard Bernstein
Lawrence, 1918 - New York, 1990Three Dance Episodes from "On the Town"
Dance of the Great Lover
Pas de deux
Times Square
“Sembra naturale che la danza debba svolgere un ruolo di primo piano nello spettacolo On the Town, dal momento che l'idea di scriverlo è nata dal successo del balletto Fancy Free. La storia di On the Town riguarda tre marinai in congedo per 24 ore a New York, e le loro avventure con la città mostruosa”. Così lo stesso Leonard Bernstein si è espresso sul suo musical On the Town che, rappresentato, per la prima volta, il 28 dicembre 1944 al Teatro Adelphi di New York, trae spunto da un altro suo lavoro, il balletto Fancy Free. Questo balletto, nato dalla collaborazione dell’allora ventisettenne compositore americano con il venticinquenne Jerome Robbins, ottenne un enorme successo, alla prima rappresentazione, avvenuta il 18 aprile 1944 al Metropolitan di New York, con le scenografie del venticinquenne Oliver Smith il quale suggerì a Bernstein di trasformarlo in un musical. Nacque così On the Town, dal quale Bernstein trasse questa breve suite sinfonica, costituita da tre brani, dei quali il primo, Dance of the Great Lover, con la sua musica effervescente rappresenta l’ingenuità del giovane marinaio Gabey che si addormenta in Metropolitana e sogna di portar via il poster di Miss Turnstiles della quale si era invaghito. Dolcissimo e poetico è il secondo brano, Pas de deux, basato sul tema di Lonely Town, una delle più belle melodie scritte da Bernstein, mentre il terzo brano, Times Square è stato descritto dal compositore come “una sequenza più panoramica in cui tutti i marinai si riuniscono a Times Square per la loro notte di divertimento”.
Duration: 10'
George Gershwin
Brooklyn 1898 - Hollywood 1937Porgy and Bess: A Symphonic Picture (arrangiamento Robert Russell Bennett)
Catfish Row (Atto II, Scena III)
Strawberry Woman (Atto II, Scena III)
Crab Man (Atto II, Scena III)
Clara, Clara (Atto III, Scena I)
Overture (Atto I)
Summertime (Atto I, Scena I)
I Got Plenty O’ Nuttin’ (Atto II, Scena I)
Hurricane (Atto II, Scena III)
Bess, You Is My Woman Now (Atto II, Scena I)
Oh, I Can’t Sit Down (Atto II, Scena I)
Theres A Boat Dats Leavin’ (Atto III, Scena II)
It Ain’t Necessarily So (Atto II, Scena II)
Oh Lawd, I’m On My Way (Atto III, Scena III)
Come altre opere, anche Porgy and Bess di Gershwin, che, dopo la prima produzione a Boston del 30 settembre 1935, una volta approdata a Broadway, aveva ricevuto un’accoglienza poco favorevole a causa del suo argomento a carattere razziale e della scelta di far esibire cantanti afroamericani, raggiunse in seguito una popolarità tale da essere ora una delle opere più conosciute e più rappresentate. L'opera era stata composta tra il 1934 e il 1935 da Gershwin su un libretto di Edwin DuBose Heyward e di Ira Gershwin che adattarono l’omonimo romanzo di Heyward del 1925 nel quale è descritta la vita degli afroamericani a Catfish Row, un immaginario sobborgo di Charleston. Egli spiegò la scelta di dare come titolo Porgy and Bess a un’opera folk in un articolo pubblicato nel 1935 sul «New York Times»: “Porgy and Bess è un racconto folk. Le sue persone naturalmente cantavano musica folk. Quando io cominciai dapprima il lavoro sulla musica, mi dichiarai contrario all’uso del materiale folk originale perché volevo che la musica fosse tutta di un unico pezzo. Perciò scrissi di mia mano gli spirituals e i folksongs. Ma essi sono ancora una musica e, quindi, essendo in forma di opera, Porgy and Bess diventa un’opera folk”.
Di questo famosissimo lavoro di Gershwin sono stati fatti diversi adattamenti sinfonici tra cui quello realizzato nel 1942 da Robert Russell Bennett, amico e, spesso, assistente del compositore, il quale ha creato una suite costituita da 11 famosi brani, posti in un ordine diverso rispetto a quello dell’opera. Per esempio, è possibile ascoltare la celeberrima Summertime, il cui tema in questa versione è esposto inizialmente dai violini e, poi, ripreso dall’oboe, dopo circa 7 minuti di musica e non all’inizio come nell’opera di Gershwin.
Riccardo Viagrande
Duration: 25'