MILLE E UNA NOTTE

ALESSANDRO BONATO direttore

PABLO BARRAGÁN clarinetto

  • Place

  • Politeama Garibaldi - Palermo

  • Day

    Time

    Duration

    Price

     

  • Giorno

    Saturday
    30 January 2027

    Ore

    17,30

    Durata

    100min.

    Prezzi

    - €

    Calendario

  • Programma

  • Silvestre Revueltas
    (Santiago Papasquiaro 1899 - Città del Messico 1940)

    La noche de los Mayas (La notte dei Maya)

    Noche de los mayas (Molto sostenuto)

    Noche de jaranas (Scherzo)

    Noche de Yucatán (Andante espressivo)

    Noche de encantamiento (Tema e variazioni)

     

    “Revueltas è quel tipo di compositore ispirato, nello stesso senso in cui lo era Schubert. Vale a dire che la sua musica è un’effusione spontanea, una forte espressione delle sue emozioni interiori. Non c’è nulla di premeditato in lui. Quando è preso dalla passione creativa, è noto che trascorra giorni e giorni senza mangiare o dormire, finché il pezzo non è completato. Scrive la sua musica a un tavolo, proprio come facevano i musicisti di una volta, in modo completamente diverso dalla procedura del compositore moderno il quale, poiché utilizza armonie e ritmi complessi, è di norma obbligato a ricorrere all’aiuto del pianoforte. Dico questo come esempio della straordinaria musicalità e naturalezza di Revueltas”. Queste parole di Aaron Copland ritraggono perfettamente il compositore messicano Silvestre Revueltas che, dopo aver studiato prima a Città del Messico e poi negli Stati Uniti (in particolare ad Austin e al Chicago Musical College), ritornò in patria su invito di Carlos Chávez per diventare assistente del direttore dell’Orchestra Sinfonica del Messico.

    Fu qui che compose i suoi lavori più famosi tra cui, nel 1939, la colonna sonora per l’omonimo film del regista messicano Chano Urueta, La noche de los Mayas (La notte dei Maya). La pellicola è incentrata sulla tragica storia d’amore tra una giovane donna indigena, Lol, e un “forestiero” bianco. La loro relazione clandestina scatena l’ira e la gelosia di Uz, un giovane cacciatore della tribù profondamente innamorato di Lol. La situazione precipita quando sul villaggio si abbatte una devastante e prolungata siccità, che gli anziani e i membri della comunità interpretano come una punizione divina. Gli dei Maya sarebbero, infatti, furiosi per la profanazione delle loro antiche leggi. Per placare l’ira divina e salvare il villaggio dalla carestia, la comunità decide che è necessario un sacrificio umano. In un crescendo di tensione intriso di misticismo e fanatismo, la sfortunata Lol si offre (o viene scelta) per essere sacrificata durante una solenne e ipnotica cerimonia notturna, scandita dalle percussioni e dai ritmi ossessivi della musica di Revueltas, pur di ridare la vita e la pioggia alla sua terra. La partitura scritta da Revueltas si segnala per una formidabile ricchezza orchestrale, grazie anche all’uso di strumenti mesoamericani tradizionali, come conchiglie (caracol), tunkul (tamburi di legno) e sonagli, volti a ricreare l’atmosfera ancestrale della civiltà Maya. Dopo la morte del compositore, la partitura originale è entrata stabilmente nel repertorio concertistico sotto forma di suite sinfonica in quattro movimenti, grazie all’arrangiamento realizzato da José Yves Limantour.

    Il primo movimento, Noche de los Mayas (Notte dei Maya), vive del contrasto tra un tema misterioso e un secondo più lirico e danzante, che simboleggiano rispettivamente l’angoscia e la gioia. Protagonisti del secondo movimento, Noche de jaranas (Notte di baldoria), un vivace Scherzo, sono il folklore e i ritmi popolari messicani, mentre Noche de Yucatán (Notte dello Yucatan) è uno splendido notturno quasi mahleriano, caratterizzato da una sezione centrale per flauto e percussioni che si basa su un canto tradizionale dello Yucatán. Infine, il travolgente Finale, Noche de encantamiento (Notte d’incantesimo), è scritto nella forma del tema con variazioni e si impone all’ascolto per l’uso massiccio e dirompente delle percussioni.

    Duration: 30'

    Daniel Freiberg
    (Buenos Aires 1957)

    Latin American Chronicles per clarinetto e orchestra

    Panorámicas

    Diálogos

    Influencias

     

    Compositore, pianista e arrangiatore, Daniel Freiberg, dopo aver iniziato a studiare pianoforte classico a Buenos Aires, sua città natale, ha avuto modo di conoscere e appassionarsi al jazz grazie a un album di Dave Brubeck ricevuto in regalo da alcuni amici del liceo. Per approfondire il jazz, Freiberg decise allora di trasferirsi a New York, dove ebbe modo di studiare con affermati jazzisti come Don Sebesky, Earl Hagen, Jaki Byard, Hal Galper, Gil Goldstein e Andy LaVerne, senza trascurare la formazione classica. Studiò, infatti, composizione, orchestrazione classica e musica contemporanea con i professori della Juilliard Charles Jones, Stanley Wolfe, Edward Bilous e Samuel Zyman.

    Questa sua formazione jazzistica e, al tempo stesso, classica trova una perfetta sintesi nella sua vasta e varia produzione, nella quale, oltre ad arrangiamenti jazz, figurano anche colonne sonore per il cinema e per la televisione. La sua duplice anima, classica e jazz, unita alla profonda conoscenza della musica popolare sudamericana, contraddistingue anche Latin American Chronicles: Concerto for Clarinet and Symphony Orchestra, composta nel 2015 su commissione dell’Orchestra della Radio WDR di Colonia e del clarinettista Andy Miles, che l’hanno eseguita in prima assoluta nel mese di settembre dello stesso anno a Colonia.

    Proprio l’elemento sudamericano contraddistingue il primo movimento, Panorámicas, che si configura come un vero e proprio viaggio musicale nelle Ande e nelle Pampas argentine, all’interno del quale si distingue una cadenza lasciata all’improvvisazione del solista. Il secondo movimento, Diálogos, è invece una pagina di carattere intimo, il cui tema principale si ispira alle tradizioni musicali delle montagne andine. La musica, anche nella parte del solista che si esibisce in passi di intenso lirismo, evoca una conversazione intima tra l’uomo e la divinità andina Pachamama (Madre Terra). Nel terzo movimento, Influencias, nel quale il solista può fare sfoggio della sua grande maestria tecnica, confluiscono tutte le suggestioni provenienti dalla poliedrica formazione del compositore dalla musica classica europea al jazz nordamericano, fino al folklore latino-americano.

    Duration: 20'

    Nikolaj Rimskij-Korsakov
    Tichvin 1844 - Ljubensk 1908

    Shéhérazade, suite sinfonica op. 35

    Il mare e la nave di Sinbad (Largo e maestoso, Lento, Allegro non troppo) 

    La storia del principe Kalender (Lento, Andantino) 

    Il giovane principe e la giovane principessa (Andantino quasi allegretto, Pochissimo più mosso) 

    Festa a Bagdad, il mare, il naufragio (Allegro molto e frenetico, Vivo, Allegro non troppo e maestoso) 

     

    Ispirata alla raccolta orientale di fiabe Le mille e una notte, la suite sinfonica Shéhérazade fu composta da Nikolaj Rimskij-Korsakov nel 1888 ed eseguita il 28 ottobre dello stesso anno a Pietroburgo, sotto la direzione dell’autore. All’inizio della partitura, il compositore dichiarò in modo esplicito la fonte d’ispirazione introducendo il personaggio eponimo e proponendo un riassunto della storia: “Il sultano Schahriar, convinto della perfidia e dell’infedeltà delle donne, aveva giurato di condannare a morte ciascuna delle proprie mogli dopo la prima notte. Ma la Sultana Shéhérazade riuscì ad avere salva la vita interessando il feroce marito a meravigliosi racconti, che gli andò narrando durante 1001 notti. Stimolato dalla curiosità, il sultano rimandava continuamente il supplizio della moglie, finendo per rinunciare completamente al suo progetto sanguinario. Shéhérazade raccontò storie stupende al sultano; per i suoi racconti prese a prestito i versi dai poeti e le parole dalle canzoni popolari, riuscendo a creare fiabe su fiabe, avventure su avventure”. 

    Di Shéhérazade il compositore fece due versioni, nella seconda delle quali furono eliminati i titoli descrittivi dati all’inizio di ciascun movimento, senza che, però, venisse in qualche modo alterata l’atmosfera orientaleggiante, realizzata attraverso temi che mescolano elementi popolari russi con il sistema pentatonico. L’assenza dei titoli, nella seconda versione, non toglie nulla alla struttura narrativa dell’opera realizzata attraverso un tema, affidato al violino solista, che funge da filo conduttore e appare nelle introduzioni al primo, al secondo e al quarto movimento e nell’intermezzo del terzo, rappresentando Shéhérazade che racconta le storie fantastiche. Il primo movimento, Il mare e la nave di Sinbad, dal punto di vista formale si presenta come una forma-sonata privata della sezione di sviluppo. Inizia con un tema rude, pesante e al tempo stesso solenne, eseguito in ottave dall’orchestra, che incarna perfettamente il carattere cupo e terribile del Sultano. Dopo un breve interludio, il violino solista, accompagnato dall’arpa, interviene con un tema melismatico che rappresenta la protagonista. L’esposizione si svolge attorno a due gruppi tematici dei quali il primo è costituito dal tema del Sultano, affidato sempre all’orchestra e seguito da un motivo malinconico dei legni che evoca immense distese marine, mentre il secondo è caratterizzato dal tema di Shéhérazade. Quest'ultimo ritorna nella breve introduzione del secondo movimento, La storia del principe Kalender, che ha una struttura tripartita e presenta un carattere brillante, paragonabile allo Scherzo della sinfonia romantica. Il tema principale, dal tono nostalgico, è affidato prima al fagotto e poi all’oboe, per passare infine ai violini mentre la musica assume un vivace carattere di danza. Nella seconda parte del brano si assiste a un vero e proprio colpo di scena: gli ottoni introducono un tema marziale che, a un certo punto, si arresta su un tremolo in pianissimo degli archi, lasciando il posto a una cadenza ad libitum del clarinetto dal sapore orientaleggiante. Nella ripresa, infine, il carattere nostalgico del tema principale si è ormai dissolto, cedendo il passo a un’energia ritmica a cui partecipa l’intera orchestra. Tutto il terzo movimento, Il giovane principe e la giovane principessa, vive invece del contrasto tra i due temi che rappresentano i personaggi del titolo. Il tema del giovane principe è una tenera melodia affidata prima ai violini e poi ripresa da oboi e violoncelli, mentre il secondo, che rappresenta la giovane principessa, è un grazioso motivo dal carattere danzante. Nel quarto movimento, Festa a Bagdad, il mare, il naufragio, ritornano quasi tutti i temi esposti nei movimenti precedenti per rappresentare situazioni diverse e non alla stregua di veri e propri Leitmotiv, come lo stesso Rimskij-Korsakov ebbe modo di precisare: 

    “[...] tutti quelli che sembrano Leitmotiv non sono altro che materiali puramente musicali, motivi di sviluppo sinfonico. Questi motivi circolano in tutte le parti del pezzo, inseguendosi e intrecciandosi”. 

    Dopo una breve introduzione in cui vengono riproposti i temi del Sultano e di Shéhérazade, la movimentata festa a Bagdad ha inizio con un tema che si configura subito come una sorta di moto perpetuo. Il secondo tema è invece affidato a corni e trombe. In questo movimento è straordinariamente suggestiva la rappresentazione del mare, che non è più ritratto in un momento di quiete, ma durante una tempesta che sconvolge il vascello fino a farlo naufragare tra i fragori degli elementi scatenati. La furia devastatrice della tempesta è resa efficacemente dai colpi di piatti e grancassa. Alla fine ritorna il tema del Sultano che, finalmente, si esprime in modo dolce, ormai distolto dal suo proposito sanguinario. La conclusione sancisce il trionfo di Shéhérazade, affidato ai penetranti suoni armonici del violino che si spengono nel finale.

     

    Riccardo Viagrande

    Duration: 45'