NUOVE VOCI

ANDREA BATTISTONI direttore

LEONORA ARMELLINI pianoforte

  • Place

  • Politeama Garibaldi - Palermo

  • Day

    Time

    Duration

    Price

     

  • Giorno

    Saturday
    10 April 2027

    Ore

    17,30

    Durata

    80min.

    Prezzi

    - €

    Calendario

  • Programma

  • Gino Marinuzzi
    Palermo 1882 - Milano 1945

    Rito nuziale

    Allievo del maestro Antonio Zuelli, direttore del Conservatorio di Palermo, stimato compositore e vincitore con l’opera La fata del Nord del primo concorso bandito dalla Casa Editrice Sonzogno, Gino Marinuzzi compose a soli diciotto anni una Messa da Requiem, con la quale ottenne il prestigioso titolo di Cavaliere d’Italia e appena due anni dopo diede alla luce l’opera lirica Barberina. Nel 1901 debuttò nella direzione d’orchestra in modo del tutto fortuito. Appena diciannovenne, fu infatti chiamato sul podio del Teatro Massimo di Palermo per sostituire un direttore contestato dagli orchestrali che, a poche ore dalla rappresentazione del Rigoletto di Verdi, avevano proclamato uno sciopero. Marinuzzi portò a termine la recita con grande personalità e competenza, superando così le perplessità del padre Antonio, avvocato e deputato del Partito Liberale, il quale temeva che un insuccesso potesse stroncargli la carriera sul nascere. Questo evento, al contrario, spinse il giovane musicista ad approfondire gli studi a Milano, vera capitale della musica, e a maturare importanti esperienze prima nei teatri minori e poi sui podi di istituzioni prestigiose come il Teatro alla Scala di Milano, il Teatro Colón di Buenos Aires, il Metropolitan Opera di New York e l’Opera di Chicago.

    All’interno della sua produzione, purtroppo oggi poco frequentata ma ricca di lavori di notevole valore, come la Sinfonia in la (1942), giudicata da Paolo Isotta una delle somme composizioni sinfoniche del Novecento, va segnalato il brano Rito nuziale. Si tratta del secondo movimento di una suite di tre brani nota con il titolo Musiche per i trionfi Sforza e Savoia, composta nel 1937 per la rievocazione storica presso il Castello Sforzesco di Milano delle nozze tra Galeazzo Maria Sforza e Bona di Savoia (1468). L’evento celebrativo coincideva, nello stesso anno, con la nascita del principe Vittorio Emanuele di Savoia. Dal punto di vista musicale, questo breve brano si configura come una perfetta sintesi tra arcaismo e modernità, in quanto Marinuzzi, con uno stile sontuoso, riveste melodie antiche con armonie e un’orchestrazione squisitamente moderne.

    Duration: 4'

    Andrea Battistoni
    Verona 1987

    Concerto per pianoforte e orchestra (prima esecuzione assoluta - commissione della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana)

    1. Allegro non troppo
    2.  Largo espressivo e rubato
    3. Variations on Alma’s Theme. Tempo di Waltz moderato

     

    Composto su commissione dell’Orchestra Sinfonica Siciliana e dedicato a Leonora Armellini che ne sarà la prima interprete insieme alla compagine siciliana, il Concerto per pianoforte e orchestra, come affermato dal compositore, “nasce dal desiderio di contribuire al repertorio contemporaneo per pianoforte e orchestra con un brano che possa saldarsi alla lunga storia del genere senza fratture, bensì in continuità con la tradizione. Fermo intento della mia scrittura è da sempre quello di instaurare col pubblico un rapporto di complicità, alla ricerca di un dialogo tra forme classiche e sensibilità di oggi. In quest’ottica, il Concerto per pianoforte, in prima esecuzione assoluta questa sera, riprende molti tratti tipici delle grandi pagine con cui gli appassionati di musica hanno familiarità: la suddivisione in tre movimenti, con alternanza di una prima sezione densa di temi e sviluppi seguita poi da un’oasi lirica e da una parte conclusiva brillante e virtuosistica; un linguaggio musicale fermamente radicato nella tonalità; una drammaturgia musicale che si serve della complicità o della contrapposizione tra solista e orchestra al pari dell’interazione tra i personaggi di una trama romanzesca senza parole. Il tutto con uno scopo ben preciso: colpire l’emotività degli ascoltatori. L’etichetta di neo-romanticismo lascia il tempo che trova, ma è innegabile che la mia musica cerchi costantemente di farsi voce dell’interiorità e che viva di un tematismo lontano dalle intransigenze della musica contemporanea di ricerca o d’avanguardia. 

    Il primo movimento è impostato nella classica forma sonata tipica di tanti equivalenti del repertorio. Nelle prime battute l’orchestra enuncia un inciso di due La ribattuti che tornerà ricorrente per tutto il brano, solo per lasciare immediatamente il posto al pianoforte solo e al primo tema nella tonalità di La minore, dal profilo pensoso e malinconico. Dopo alcune pagine più concitate è ancora il pianoforte a presentare il secondo tema in Do maggiore, in cui le qualità più liriche dello strumento vengono sfruttate per creare un’atmosfera sognante e accorata. Lo sviluppo che segue vede contrapporsi solista e compagine orchestrale in passaggi di cinetico dinamismo, in cui incisi e frammenti dei temi già presentati si rincorrono tra gli strumenti. Secondo l’uso canonico, segue la ripresa del primo tema fino all’erompere di una cadenza in cui il pianista può meditare ancora una volta su tutto il materiale musicale che compone l’ossatura del movimento. Esauritosi questo episodio, viene ripreso il secondo tema, stavolta nella tonalità di La maggiore, affidato alla voce del clarinetto. La coda conclude il discorso in un clima di sospensione, senza aver pienamente risolto le tensioni e i conflitti finora emersi. Cuore espressivo del Concerto è il secondo movimento, dalla sentita intensità melodica, intessuta sugli arpeggi di un pianoforte memore di Rachmaninoff e Chopin. Nella prima sezione il solista e l’orchestra si alternano nel ruolo di protagonista, alla ricerca della più intensa espressività. La seconda sezione è invece tormentata da un’inquietudine che cresce fino a raggiungere un momento di crisi drammatica. I pizzicati degli archi e il timbro più asciutto del pianoforte annunciano un lungo crescendo che conduce alla ripresa del tema principale cantabile, in un’esplosione di luce. Le sonorità gradualmente si smorzano e il secondo movimento va a saldarsi a quello conclusivo senza soluzione di continuità. Il terzo movimento porta il sottotitolo di Variations on Alma’s Theme, andando così a descrivere la natura di questo finale: una serie di variazioni su un tema di valzer da me immaginato mentre cullavo mia figlia Alma appena nata e divenuta la ninna-nanna con cui ne accompagno da allora lo scivolare nel sonno. Il valzer passa attraverso varie metamorfosi che ne influenzano di volta in volta il carattere: dapprima dolce e giocoso riesce poi a farsi anche ironico e grottesco. Il tema viene guardato col filtro di diverse espressioni musicali, dal pezzo di bravura virtuosistico alla politonalità stravinskiana. Dopo svariati episodi di natura assai contrastante un ritmo di Polacca annuncia l’ultima ripresa del tema, che si slancia poi in una energica chiusa, una corsa a perdifiato che conduce l’intero Concerto ad un finale ad effetto”.

    Duration: 30'

    Aleksandr Konstantinovič Glazunov
    San Pietroburgo 1865 - Neuilly sur Seine 1936

    Sinfonia n. 5 in si bemolle maggiore op. 55

    Moderato maestoso 

    Scherzo: Moderato 

    Andante

    Allegro maestoso

     

    Figura centrale nel panorama della musica russa del tardo XIX secolo, Glazunov rappresentò con la sua opera una sorta di ponte tra il Romanticismo nazionalista del Gruppo dei Cinque e le tendenze più internazionaliste che prefigurarono il modernismo del XX secolo. La Sinfonia n. 5 in si bemolle maggiore, Op. 55, soprannominata dallo stesso autore “Eroica”, fu composta tra l’aprile e l’ottobre del 1895 a San Pietroburgo. La prima esecuzione assoluta si tenne il 17 novembre 1896 presso la Sala della Nobiltà di San Pietroburgo, sotto la direzione dello stesso compositore, nell’ambito del Secondo Concerto Russo organizzato dalla Società Musicale Imperiale. La partitura è uno dei lavori più maturi di Glazunov, capace di rivelare una straordinaria maestria nel fondere melodie liriche, una ricca orchestrazione e una grande chiarezza formale. Dedicata a Sergej Taneev, compositore, pianista e docente al Conservatorio di Mosca che, per la sua predilezione per la musica tedesca, veniva soprannominato il “Brahms russo”, la Sinfonia costituisce a sua volta un legame tra la grande tradizione sinfonica europea di stampo beethoveniano, a cui rimanda il titolo “Eroica”, e l’alveo della musica russa coeva, le cui influenze sono evidenti nei temi che richiamano lo stile di Borodin.

    Il primo movimento si apre con un’introduzione lenta, Moderato maestoso, in cui viene presentato in chiave eroica il tema principale. Da esso scaturisce il successivo Allegro, che si distingue per la splendida orchestrazione e per un grazioso interludio affidato ai legni. Il secondo movimento, uno Scherzo con Trio, si rivela essere una pagina graziosa ed elegante, mentre il terzo movimento, Andante, è caratterizzato da una struttura tripartita (A-B-A) e si distingue per il suo intenso lirismo. Il finale, Allegro maestoso, chiude l’opera con un rondò-sonata dal carattere festoso, trionfante e travolgente.

     

    Riccardo Viagrande

    Duration: 34'