INCONTRI MUSICALI DEL TERZO TIPO - "FOSS LATE NIGHT"
MAHLER NIGHT
Alvin Arumugam direttore
Natasa Kàtai soprano
Orchestra da camera della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana
FUORI ABBONAMENTO
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Programma
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Gustav Mahler
Kaliště, 1860 - Vienna, 1911Sinfonia n. 4 in sol maggiore (versione cameristica di Klaus Simon)
Bedächtig, Nicht eilen, recht gemächlich (Riflessivo, Non affrettato, Molto comodo)
In gemächlicher Bewegung, Ohne Hast (Con movimento tranquillo, Senza fetta)
Ruhevoll (Calmo)
Sehr behaglich (Molto comodamente), “Das himmlische Leben” (La vita celeste) per soprano solo, da «Des Knaben Wunderhorn»
“Un giorno mi portò la sua Quarta Sinfonia. Non si confaceva al mio gusto di allora. Me ne suonò dei brani e mi domandò se mi piaceva. Risposi francamente: «Le stesse cose le ha scritte Haydn, e meglio.» Si mise a ridere e disse che un giorno avrei pensato diversamente. Lo stesso giorno la suonammo ancora a quattro mani. Saltai una semicroma. Disse ridendo: «Ti regalo questo sedicesimo, anche se fosse un ottavo, anche un quarto, anzi – l’intero me stesso!» Quando, dopo aver suonato, raggiungemmo la mamma, disse: «Mamma, dopo aver suonato, ti chiedo ancora una volta la mano di tua figlia».”
Non certo lusinghiero, e forse un po’ affrettato, fu questo giudizio sulla Quarta Sinfonia di Mahler da parte di Alma Schindler, sua futura moglie. In seguito, la donna avrebbe imparato ad apprezzare la musica del marito senza liquidarla in modo così semplicistico come nei suoi ricordi. In effetti la Sinfonia, composta tra il 1899 e il 1900, non ottenne il successo sperato alla prima esecuzione, avvenuta il 25 novembre 1901 sotto la direzione dell’autore. Fu, infatti, clamorosamente fischiata, per poi affermarsi come uno dei lavori più eseguiti di Mahler già a partire dalle successive esecuzioni a Berlino e a Vienna, dove fu eseguita il 12 gennaio 1902.
Indicata dalla critica come la composizione che chiude il ciclo delle Wunderhorn-Symphonien, al cui mondo è legata per la presenza del Lied Das himmlische Leben (La vita celeste), composto nel 1892 e tratto proprio da Des Knaben Wunderhorn (Il corno magico del fanciullo), la Quarta Sinfonia, intitolata in origine Symphonie Humoreske in riferimento alla gaiezza della Gaia scienza di Nietzsche, fu il risultato di un lungo processo di maturazione compositiva, iniziato quando Mahler stava già lavorando alla Seconda e alla Terza. Nel progetto originario dell’autore, la Quarta avrebbe dovuto comprendere sei movimenti: Die Welt als ewige Jetztzeit (Il mondo come eterno presente); Das irdische Leben (La vita terrena); Charitas; Morgenglocken (Le campane del mattino); Die Welt ohne Schwere (Il mondo senza peso) e, infine, Das himmlische Leben (La vita celeste). Tuttavia, nella versione definitiva Mahler conservò soltanto i due movimenti estremi, lasciando in forma di Lied staccato Das irdische Leben e spostando il quarto e il quinto movimento rispettivamente nella Terza e nella Quinta Sinfonia, mentre il materiale musicale pensato per il terzo movimento fu ripreso, molto probabilmente, nell’Ottava. Non si conoscono con certezza le ragioni per le quali Mahler decise di modificare la struttura originaria, ma è probabile che i tre Lieder centrali, con il loro contenuto tragico incentrato sul tema della morte dei bambini, potessero risultare eccessivamente cupi. È anche verosimile che nel frattempo Mahler, lavorando alla Terza Sinfonia, sia rientrato in contatto con la forma sinfonica classica, al punto da concepire una composizione dallo spiccato carattere haydniano, notato non a caso da Alma e da molti critici.
Di questa opera, la prassi delle trascrizioni da camera ha una storia importante. Nel 1921 fu Erwin Stein, allievo di Arnold Schönberg, ad approntare un celebre arrangiamento ridotto per la Verein für musikalische Privataufführungen (Società per esecuzioni musicali private) di Vienna. Tale versione, tuttavia, rimase incompleta nell'organico orchestrale e priva della parte del soprano. Nel 2007, il direttore e compositore tedesco Klaus Simon ha realizzato una nuova e acclamata versione da camera, completando e rielaborando il lavoro di Stein per un ensemble di 12-13 elementi (flauto, oboe, clarinetto, fisarmonica/harmonium, pianoforte, percussioni e quintetto d'archi, oltre alla voce di soprano). La trascrizione di Klaus Simon riesce a restituire la monumentale architettura mahleriana con una straordinaria trasparenza timbrica, evidenziando le sottigliezze contrappuntistiche dell'originale e offrendo alla sinfonia una veste del tutto nuova, intima ma timbricamente ricchissima.
Il carattere classico, quasi haydniano, trova la sua espressione più compiuta nei primi tre movimenti, dei quali il primo, Bedächtig, Nicht eilen, recht gemächlich (Riflessivo, Non affrettato, Molto comodo), in una classica forma-sonata evidente nel rapporto tonale tra il primo e il secondo tema esposto nella dominante (Re maggiore), si apre con un motivo che, affidato nella versione di Simon al pianoforte e ai fiati, ritornerà anche nel Finale. Di carattere profondamente espressivo è il secondo tema, di grande rilievo sia nello sviluppo che nella ripresa. Il secondo movimento, In gemächlicher Bewegung, Ohne Hast (Con movimento tranquillo, Senza fretta), uno Scherzo dalle tipiche movenze del Ländler, si presenta dal punto di vista formale come un Rondò con variazioni. Autentico protagonista è il violino solista (che suona un istrumento accordato un tono sopra per ottenere un timbro stridulo e 'dantesco'), impegnato in un tema trattato in forma liederistica. Il principio della variazione, particolarmente caro a Mahler e combinato con la scrittura liederistica, informa anche il terzo movimento, Ruhevoll (Calmo), costruito intorno a due temi sottoposti a continue trasformazioni: il primo è una lunga melodia cantabile, mentre il secondo ha il carattere di un recitativo mosso e malinconico. Estremamente interessante è la struttura formale dell’intero movimento, che varia alternativamente i due temi prima di sfociare in una maestosa ed estatica apertura sonora finale. L’ultimo movimento, Sehr behaglich (Molto comodamente), costituito dal Lied Das himmlische Leben per soprano solo, il cui titolo originario era Der Himmel hängt voll Geigen (Il cielo è pieno di violini / Tutto è rose e fiori), propone con garbata ironia un paradiso visto attraverso gli occhi di un bambino, dove ogni cosa si trasforma in gioco, cibo e danza celeste.
Riccardo Viagrande
Duration: 54'