Concerto di Capodanno

Evgeny Bushkov, direttore

Desirée Rancatore, soprano

  • Place

  • Politeama Garibaldi

  • Day

    Time

    Duration

    Price

     

  • Giorno

    Wednesday
    01 January 2020

    Ore

    18,00

    Durata

    110min.

    Prezzi

    70 - 30 €

    Calendario

  • Programma

  • Carl Otto Nicolai
    Könisberg 1818 - Berlino 1849

    Le allegre comari di Windsor, ouverture

    Josef Strauss
    Vienna, 1827 - Vienna, 1870

    Die Emancipierte (L'Emancipata), polka-mazurka op. 282

    Johann Strauss (figlio)
    Neubau, 1825 - Vienna, 1899

    Persischer-Marsch (Marcia persiana) op.289

    Johann Strauss (figlio)
    Neubau, 1825 - Vienna, 1899

    Tritsch-Tratsch polka op.214

    Josef Strauss
    Vienna, 1827 - Vienna, 1870

    Stiefmuetterchen (Viole del pensiero), polka-mazurka op. 183

    Johann Strauss (figlio)
    Neubau, 1825 - Vienna, 1899

    Csárdás dall’operetta "Ritter Pázmán", op. 441

    Johann Strauss (figlio)
    Neubau, 1825 - Vienna, 1899

    Neue Pizzicato Polka op.449

    Johann Strauss (figlio)
    Neubau, 1825 - Vienna, 1899

    Frühlingsstimmen (Voci di Primavera), valzer op. 410

    Pëtr Il'ič Čajkovskij
    Votkinsk, 1840 - San Pietroburgo, 1893

    Danza russa dal balletto "Lo Schiaccianoci "

    Jacques Offenbach
    Colonia 1819 - Parigi 1880

    Barcarolle dall’opera "Les Contes d'Hoffmann"

    Léo Delibes
    La Flèche 1836 - Parigi 1891

    Les filles de Cadix

    Johann Strauss (figlio)
    Neubau, 1825 - Vienna, 1899

    Im Krapfenwaldl'l (Nel bosco di Krapfen), polka francese op.336

    Charles Gounod
    Parigi 1818 - Saint-Cloud 1893

    Je veux vivre dans le rêve dall’opera "Roméo et Juliette"

    Pëtr Il'ič Čajkovskij
    Votkinsk, 1840 - San Pietroburgo, 1893

    Valzer dei Fiori dal balletto "Lo Schiaccianoci"

    Luigi Arditi
    Crescentino 1822 - Hove 1903

    Il bacio

    Johann Strauss (figlio)
    Neubau, 1825 - Vienna, 1899

    Vergnügungszug (Treno dei divertimenti), polka op.281 (arr. Dmitrij Šostakovič)

    Dmitrij Šostakovič
    San Pietroburgo, 1906 - Mosca, 1975

    Waltz-scherzo da Ballet Suite n. 1 (arr. L. Atovmyan per orchestra)

    Johann Strauss (figlio)
    Neubau, 1825 - Vienna, 1899

    Éljen a Magyar (Viva gli ungheresi), polka op.332

    Franz Lehár
    Komárom, 1870 - Bad Ischl, 1948

    Meine Lippen, sie kussen so heiss dall’operetta "Giuditta"

    Johann Strauss (figlio)
    Neubau, 1825 - Vienna, 1899

    An der schönen blauen Donau (Sul bel Danubio blu), valzer op. 314

    Federico Moreno Torroba
    Madrid 1891 - 1982

    Tres horas antes del día dalla Zarzuela "La Marchenera"

     

    Autentico capolavoro di Carl Otto Nicolai (Königsberg 1810 – Berlino 1849), Le allegre comari di Windsor, è anche l’ultima opera del compositore tedesco che sarebbe morto prematuramente appena otto settimane dopo la prima rappresentazione avvenuta il 9 marzo 1849 al Königliches Opernhaus di Berlino. L’Ouverture è una delle pagine più note di questo lavoro teatrale che si distingue per un umorismo garbato e sottile esaltato dal carattere fantastico, tipico dell’opera tedesca, di alcune situazioni musicali. Questi elementi sono presenti già nell’Ouverture, che si apre con un’introduzione lenta, Andantino moderato, nella quale una dolce e ampia melodia, affidata inizialmente ai violoncelli e ai contrabbassi e ripresa dagli altri strumenti, evoca perfettamente una calda notte estiva. Introdotto da un breve episodio, Poco più animato, pieno di ironici ribattuti, il successivo Allegro vivace è una pagina brillante in cui vengono esposti i principali temi dell’opera. Al primo tema, di carattere rossiniano, si contrappongono alcuni passi che, per la loro brillantezza, sono scritti nel classico stile dell’operetta viennese.

    Nato nel 1827 a Vienna, Joseph Strauss (Vienna 1827 – Vienna 1870) non raggiunse mai in campo musicale la stessa notorietà del fratello maggiore Johann che, da parte sua, lo incoraggiò a seguire la sua vocazione di musicista. Joseph, infatti, pur essendo dotato di uno straordinario talento artistico, che non manifestò solo nella musica, ma anche nella pittura e nella poesia, in un primo tempo, decise di intraprendere gli studi di architettura adeguandosi alle scelte paterne e nel 1853, quasi a ribadire la sua diffidenza nei confronti della carriera di musicista, intitolò la sua prima opera, una serie di valzer, Der ersten und die Letzen (I primi e gli ultimi). Tra i suoi lavori spicca la Polka mazurka, Op. 282 Die Emanzipierte, che, aperta da un'introduzione solenne, si distingue per i suoi eleganti temi. Del pari brillante, ma di carattere orientaleggiante è la Persischer-Marsch (Marcia persiana) op. 289 che, eseguita per la prima volta a Vienna il 4 dicembre 1864, valse a Johann Strauss jr il riconoscimento della medaglia Persiana dell'Ordine del Sole, conferitagli da sua maestà imperiale lo Scià di Persia, Nasser al-Din Shah Qajara. Celeberrima è Tritsch-Tratsch Polka che, composta da Johann Strauss jr. nel 1858 di ritorno da una fortunata tournée in Russia dove il compositore si era esibito per la stagione concertistica estiva a Pavlovsk, è un brano spigliato e ironico il cui titolo si riferisce alla moda viennese del pettegolezzo o, come affermò lo stesso compositore, all’atto unico di Adolf Müller senior intitolato Der Tritsch-tratsch rappresentato, per la prima volta, nel 1833. Tra i lavori di Joseph Strauss spicca Stiefmuetterchen (Viole del pensiero),un'elegante polka-mazurka composta nel 1865 che si apre con una lirica introduzione. Unico melodramma, composto da Johann Strauss Jr su un libretto di Ludwig Doczi, ispirato a una ballata del poeta ungherese János Arany, Ritter Pásmán (Cavaliera Pásmán), alla prima rappresentazione avvenuta all'Hofoper di Vienna il 1° gennaio 1892, andò incontro ad un esito piuttosto controverso. Maggiore fortuna rispetto all'intera ebbe la famosa Csárdás che ha trovato spazio nel repertorio sinfonico per il contrasto tra il carattere malinconico della parte introduttiva e il ritmo indiavolato dei temi della parte successiva. Meno eseguita della Pizzicato Polka, composta nel 1869, Neue Pizzicato Polka (Nuovo Pizzicato Polka) fu scritta da Johann Strauss Jr. nel 1892 per dei concerti che sarebbero stati tenuti sotto la direzione del fratello Eduard ad Amburgo. Come recita il titolo, questa Polka, che Strauss ritenne di inserire nell'operetta Fürstin Ninetta (Principessa Ninetta), è interamente eseguita in pizzicato. Un altro capolavoro del genio straussiano è senza dubbio Voci di primavera (Frühlingsstimmen), composto nell’inverno 1882-1883 come valzer vocale su testo di Richard Genèe, già autore del libretto della sua operetta Eine Nacht in Venedig (Una notte a Venezia), per la splendida voce del soprano Bianca Bianchi, nome d’arte di Bertha Schwarz. A differenza di altri suoi valzer, Voci di primavera, di cui Strauss fece la versione esclusivamente orchestrale maggiormente diffusa oggi, non si affermò alla prima esecuzione, ma incominciò ad essere apprezzato soltanto nel 1886 quando fu diretto dallo stesso compositore durante una tournée in Russia. Di grande effetto è la breve, ma energica introduzione di otto misure, che anticipa la straordinaria vitalità di questa composizione.  

    Ultimo dei tre balletti composti da Čajkovskij (Voltkinsk, Urali, 1840 – Pietroburgo 1893), Lo Schiaccianoci è uno dei più grandi e famosi lavori del genere, la cui fortuna, al pari di altre opere del compositore russo, si è accresciuta negli anni contro ogni previsione, soprattutto se si pensa al contrastato successo della prima rappresentazione. Composto fra il 1891 e il 1892, Lo Schiaccianoci fu rappresentato, per la prima volta, insieme all’opera Iolanta, al Teatro Marijnskij il 6 dicembre 1892 secondo il calendario giuliano, ma il suo debutto fu accolto in modo contrastante dalla critica, divisa tra chi lo censurò e chi, invece, lo esaltò paragonandolo all’opera Evgenij Onegin. Tratta dalla prima scena dell'atto secondo, la Danza russa è caratterizzata da un ritmo vivace che conduce al prestissimo conclusivo. Composizione celebre, per il suo carattere cullante e malinconico, è la poetica e incantevole Barcarola, la cui melodia, costruita su tre note e accennata, nella parte introduttiva, in un’atmosfera magica, fu tratta da Offenbach  (Colonia, 1819 – Parigi, 1880) da una sua precedente opera romantica, Le ondine del Reno, per essere inserita nel terzo atto di Les contes d’Hoffmann (I racconti di Hoffman), ultimo suo lavoro dove divenne il tema della canzone Belle nuit, o nuit d’amour, cantata da Giulietta e Niklausse. Il brano, orchestrato da Manuel Rosenthal, si affermò immediatamente in modo del tutto indipendente dall’opera che, lasciata incompiuta da Offenbach e completata, per quanto riguarda l’orchestrazione, da Ernest Guiraud, fu rappresentata postuma per la prima volta il 10 febbraio 1881 all’Opéra-Comique di Parigi. Il ritmo incalzante del bolero anima, invece, Les filles de Cadix, composta da Léo Delibes (St. Germain-du-Val, 1836 – Parigi, 1891) tra il 1885 e il 1886 su un testo di Alfred de Musset. Un'altra polka francese è Im Krapfenwald'l (Nel bosco di Krapfen) di Johann Strauss jr. che alla prima esecuzione a Pavlovsk il 6 settembre 1859 fu un vero e proprio trionfo. Il titolo si riferisce al popolare Krapfenwald, la zona dei boschi viennesi, situata tra il sobborgo di Grinzing, le colline di Kobenzl e Kahlenberg, dove Franz Josef Krapf, in precedenza, aveva aperto la sua taverna Krapfenwaldel, che era diventata un rinomato luogo di ritrovo dei Viennesi durante le escursioni del fine settimana. Tratta da Roméo et Juliette, composta da Gounod (Parigi, 1818 – Saint-Cloud, 1893) in breve tempo tra l’aprile del 1865 e il mese di agosto dell’anno successivo, ma andata in scena soltanto due anni dopo, il 27 aprile 1867, al Théâtre-Lyrique di Parigi sotto la direzione di Adolphe Deloffre, è l'arietta di Juliette Je veux vivre dans le rêve, dalla struttura tripartita e dalla dolce ed infantile melodia incastonata dal ritmo del valzer. In questo programma segue il celeberrimo Valzer dei fiori che costituisce una delle pagine più note ed eseguite dello Schiaccianoci. Il famoso tema è diviso tra i corni, a cui è affidata la frase di proposta, e il clarinetto che intona una virtuosistica risposta. Conseguì una grande notorietà per tutto l'Ottocento, il valzer cantato Il bacio, composto da Luigi Arditi (Crescentino, 1822 – Hove, 1903) su testo di Gottardo Aldighieri, intorno al 1860, data di pubblicazione a Londra e dedicato al soprano Marietta Piccolomini. Vergnügungszug (Treno dei divertimenti), qui proposta nell'arrangiamento di Šostakovič, è una polka veloce, composta da Strauss in occasione del ballo dell'associazione degli industriali che si svolse nella Redoutensaal di Vienna il 19 gennaio 1864 per celebrare l'inaugurazione della nuova rete ferroviaria nell'Austria meridionale. Tra il 1949 e il 1952 Lev Atovmyan arrangiò tre suite di musiche tratte dalle colonne sonore e dai balletti di Šostakovič (San Pietroburgo, 1906 – Mosca, 1975), dei quali la prima è costituita da 6 brani di cui ben 5 provengono dal balletto del 1935, Il limpido ruscello. Tra questi il Waltz-scherzo, quinto e anche più lungo brano della suite, si distingue per un carattere viennese che ammicca al mondo musicale di Strauss. Al 1869 risale la composizione della polka veloce Éljen a Magyar! (Viva gli ungheresi!), che costituisce un omaggio nei confronti del popolo ungherese. Dedicata alla nobile nazione ungherese, la polka fu composta da Johann, infatti, per il concerto di inaugurazione, il 16 marzo 1869, del nuovo Redoutensaal (Ridotto) di Pest dove i tre fratelli Strauss si erano recati prima di partire per una serie di concerti estivi che li avrebbe visti protagonisti dal 9 maggio al 10 ottobre nella cittadina russa di Pavlovsk. Questo brillante brano, che alla prima esecuzione fu accolto in modo trionfale, si conclude con una coda che si ispira alla Ràkòczi-Marsch, una canzone patriottica molto popolare in Ungheria, già utilizzata da Berlioz nella sua opera La damnation de Faust. Operetta preferita da Lehár (Komárom, 1870 – Bad Ischl, 1948), ma poco apprezzata dalla critica, Giuditta fu anche l'ultimo lavoro teatrale che ebbe il suo battesimo delle scene il 20 gennaio 1934 alla Staatsoper di Vienna. Protagonista è Giuditta che, dopo aver abbandonato il marito Manuele, fugge inizialmente con Ottavio, un ufficiale di stanza con il suo reggimento nel Nord Africa, e alla fine diventa una ballerina di Night Club. Affidato alla protagonista, Meine Lippen sie kussen so heiss è un brano brillante e al tempo stesso dalla dolce cantabilità entrato nel repertorio dei più importanti soprani del Novecento. Composto da Johann Strauss jr. nel 1867 su commissione della  Wiener Männergesangverein, un’associazione corale di Vienna di cui era direttore Johann Herbeck, Sul bel Danubio blu, scritto su un testo di J. Weyl e F. Gernerth, ebbe una destinazione corale; l’opera, eseguita nella versione per coro e orchestra a Vienna nella Sala Diana il 13 febbraio 1867, ebbe un grande successo che, tuttavia, fu minore rispetto a quello tributatogli qualche mese dopo dal pubblico dell’Esposizione Universale di Parigi che apprezzò la versione per sola orchestra diretta dallo stesso autore. Composta nel 1928 e ascrivibile al genere spagnolo della Zarzuela, La marchenera è uno dei lavori più interessanti del compositore spagnolo Federico Moreno Torroba (Madrid 1891 - Madrid 1982), maggiormente conosciuto per le sue composizioni per chitarra classica.

     

    Riccardo Viagrande