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Nel bosco, tra elfi, folletti, fanciulle e sortilegi

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woodmanifesto

Al Politeama Garibaldi debutta domenica 9 aprile il nuovo spettacolo "In The Wood" con musica di Riccardo Scilipoti, libretto e testi di Silvia Alù e Riccardo Scilipoti, con l'Orchestra Giovanile Siciliana, il coro di voci bianche della Fondazione e gli allievi danzatori del Liceo Coreutico "Regina Margherita"

Palermo, 7 aprile 2017 - "In The Wood" (nel bosco) è la nuova produzione della Fondazione, destinata ad un pubblico di giovanissimi, che debutta domenica 9 aprile alle 18 al Politeama Garibaldi, con replica per le scuole sia lunedì 10 aprile che martedì 11 aprile alle 9,30 e alle 11,30. In The Wood, con musica di Riccardo Scilipoti, libretto di Silvia Alù e Riccardo Scilipoti, con soggetto e testi di Silvia Alù, vedrà in scena circa duecento artisti con l'Orchestra Giovanile Siciliana diretta da Scilipoti, il Coro di voci bianche della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana, il Corpo di ballo degli allievi del Liceo Coreutico "Regina Margherita" con le coreografie di Dominique Cavallaro, Alessandro Giambirtone e Laura Miraglia. La regia è di Silvia Alù e Luigi Maria Rausa.

wood2In The Wood narra le vicende di Jamie Freel, che amava girare per il bosco ed era estremamente attratto da una leggenda che narrava l'esistenza di un vecchio castello in rovina abitato dal piccolo popolo, meglio conosciuto come il popolo dei folletti. Tra sortilegi, fanciulle, elfi e folletti e un vino magico, la sua esistenza si incrocia con quella di un'immancabile fanciulla. In scena, nei ruoli principali i cantanti-attori Giacomo Iraci/Manfredi Messina e i danzatori Gabriele Crosta/Riccardo Noto (Jamie Freel), la cantante-attrice Aurora Bruno e le danzatrici Naomi Badalamenti/Marzia Dragotta (La fanciulla) e le due narratrici Dafne Lilla Clara Cianciolo e Floriana Principe, insieme a Silvia Alù anch'essa in scena con un nutrito gruppo di bambini del Coro di Voci bianche nelle vesti dei vari personaggi della storia.

"In The Wood – spiega la giovane regista palermitana Silvia Alù, formatasi al Centro sperimentale di Cinematografia di Roma – trae ispirazione dai più popolari racconti di Donegal, una delle 32 contee tradizionali dell'Isola di Irlanda e delle attuali 28 contee moderne della Repubblica d'Irlanda, in cui figura anche "Jamie Freeel e la fanciulla" di Letitia Maclintock che ben rappresenta l'anima popolare del popolo irlandese. Da questa fiaba ha preso spunto il nostro spettacolo che rappresenta una storia nella storia in cui la fantasia dei bambini stimolata dal racconto crea le immagini che il pubblico vede. Il folklore irlandese è gremito d'una folla di presenze soprannaturali che discendono in linea diretta dall'antico paganesimo celtico e che si mescolano coi diavoli e coi santi delle leggende cristiane in una continuità fantastica atemporale, radicata ai prati, ai boschi e alle pietre della verde isola indomabile. Una tradizione tramandata per secoli, quella del "piccolo popolo" dei folletti, esseri alti una spanna che fanno burle e dispetti e possono rapire bambini dalla culla sostituendoli con i loro rampolli grinzosi come vecchi decrepiti o con ceppi di legno".

woodPer In The Wood, Scilipoti ha composto musiche particolarmente accattivanti, in grado di sollecitare la fantasia dei ragazzi. "Musica per i giovani, fatta da giovani – dice il direttore –
 come la danza finale che chiude lo spettacolo. Il lavoro è nato da una grande passione-fascinazione per l'Irlanda. Mi ha sempre colpito il colore dei paesaggi, spesso contornato da prati verdi e le melodie di quei luoghi. Inoltre, mi piaceva narrare attraverso la musica storie di folletti e altri personaggi che abitano il bosco. Dal punto di vista musicale l'opera si compone di una suite di nove brani: sette sono brani sinfonici, due sono vere e proprie canzoni affidate ai due protagonisti (I will be there e Lords). Un ruolo determinante è affidato al Coro di voci bianche che interviene anche come attore non protagonista per incitare i personaggi in scena o per sottolineare alcuni aspetti percussivi della musica".

Biglietti 12-10-6 euro al Botteghino del Politeama Garibaldi e un'ora e mezza prima dello spettacolo. Info: This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it .

Repliche per le scuole: 10 aprile (ore 9,30 e 11,30) e 11 aprile (ore 9,30 e 11,30) Prenotazioni scuole: This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it – tel 091 6072524 (costo biglietto per alunno 3 euro)

www.orchestrasinfonicasiciliana.it, vivaticket.it, 091 6072532.

L'Ufficio stampa

(Mario Pintagro)

 

Note biografiche

Riccardo Scilipoti, direttore

scilipotiDiplomato in pianoforte, composizione ed in direzione d'orchestra presso il Conservatorio "Vincenzo Bellini" di Palermo, nel marzo 2013 ha conseguito la laurea in Discipline delle Arti, Musica e Spettacolo (DAMS) presso l'Università di Bologna. Ha frequentato i corsi di perfezionamento pianistici tenuti da Lya de Barberiis e quelli in direzione d'orchestra tenuti da Michele Carulli, Piero Bellugi ed Ennio Nicotra.

Nel 1996 si è esibito nell'ambito della rassegna "Nuove Carriere", organizzata dal Cidim/Unisco (Roma), eseguendo, con l'Orchestra Sinfonica Siciliana, il concerto n°1 per pianoforte e orchestra di Ludwig van Beethoven. In seguito ha svolto intensa attività cameristica collaborando con l'Ensemble Soni Ventorum e con il violoncellista e compositore Giovanni Sollima, esibendosi negli Stati Uniti, in Canada, Polonia e presso alcune fra le più importanti istituzioni musicali italiane: la Fondazione Teatro Massimo di Palermo, l'Associazione Siciliana Amici della Musica, l'Associazione Musicale Etnea di Catania, il Ravenna Festival, il Teatro Regio di Torino ed il Teatro San Carlo di Napoli. Inoltre ha collaborato con la RAI-Radio Televisione Italiana, la Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana, con il Teatro Biondo-Stabile di Palermo, l'Ente Luglio Musicale Trapanese e l'Orchestra Sinfonica di Roma, la Società del quartetto di Vicenza, il Festspielhaus di Bregenz, l'NCPA (National Center of Performing Arts) di Pechino e l'Amalfi Coast Music Festival.

E' vincitore di numerosi premi in importanti competizioni internazionali pianistiche; è stato inoltre finalista alla V edizione del concorso internazionale per direttori d'opera "L.Mancinelli" di Orvieto.

Ha tenuto recital solistici presso gli Istituti Italiani di Cultura di Praga, Colonia e Copenaghen e, in collaborazione con l'Ensemble Soni Ventorum, dei concerti di musica da camera presso gli Istituti Italiani di Cultura di Wolfsburg e Colonia e presso le sedi della Società "Dante Alighieri" di Lubecca e Kiel (Germania). Ha diretto l'Orchestra Sinfonica Siciliana nell'ambito della 53ª settimana di musica sacra di Monreale e numerosi altri concerti. E' pianista d'orchestra, Maestro del Coro di voci bianche della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana e responsabile dell'attività artistica dell'Orchestra Giovanile Siciliana.

 

Silvia Alù, attrice e e regista

Palermitana, nel 2009 si diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma nel corso di recitazione diretto da Giancarlo Giannini. Partecipa in qualità di attrice a diversi cortometraggi, spot, videoclip e serie televisive nazionali come "Squadra Antimafia" e "Don Matteo".

Contemporaneamente inizia a collaborare con diverse case di produzione cinematografica svolgendo il ruolo di direttore di produzione.

Dal 2013 inizia a collaborare con l'Associazione Musicale Tito Gobbi all'interno del progetto "Magia dell'Opera", prima come voce narrante del cd didattico dedicato all'opera "Pagliacci" di Leoncavallo, poi come aiuto regista, direttore di palcoscenico e organizzatrice generale per le opere "Pagliacci" di Leoncavallo, "Carmen" di Bizet e "Cenerentola" di Rossini in scena al Teatro Brancaccio di Roma, al Teatro Flavio Vespasiano di Rieti e al Teatro Cielo d'Alcamo di Alcamo. Nel 2016 ha curato al Teatro Politeama Garibaldi di Palermo la regia dell'opera per bambini "Brundibar" di Hans Krasa e dello spettacolo "Cenerentola Azzurro & Friends" per la Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana nonché dell'opera "Totò Sapore", libretto di Roberto Piumini e musica di Andrea Basevi, per il progetto scuola dell'Associazione Siciliana Amici della Musica. Nel 2017 per le attività rivolte ai giovani dalla Fondazione ha curato la regia de' "La Maschera" di Virgilio Zoccatelli.

Dal settembre 2016 collabora in qualità di assistente alla regia con il regista Cesare Scarton, con il quale ha realizzato le opere "Il Barbiere di Siviglia" di Paisiello e "Il piccolo spazzacamino" di Britten all'interno del Reate Festival, "Hanjo" di Marcello Panni al Teatro Palladium di Roma per il Festival Nuova Consonanza,  la prima rappresentazione mondiale dell'opera "Un'infinita primavera attendo", che prende ispirazione dalla vita e dalla morte di Aldo Moro, su libretto di Sandro Cappelletto e musica di Daniele Carnini, prodotta dall'Accademia Filarmonica Romana in collaborazione con la Treccani nonché la prima esecuzione italiana dell'opera "Anna e Zef", opera multimediale per ragazzi ispirata ad Anna Frank, su musica di Monique Krüs prodotta dall'Accademia di Santa Cecilia.

 

Luigi Maria Rausa, regista

Dal 2007 frequenta la scuola del teatro Biondo di Palermo e ottiene il ammissione all'Accademia dei filodrammatici di Milano dove si diplomerà nel 2011. Dopo il diploma accademico si specializza con maestri del calibro di Luca Ronconi, R. Spregelburd, M. Farau, L.Mucci, C.Collovà, C. Autelli, M.Spicuzza, Paolo Rossi, Cesar Brie e lavora con L. De Fusco, R. Trifirò, S. Solida, A. Braidotti, C. Pasca, K.Arutyunyan, L. Loris, F. Leschiera, P. Mannina, Lia Chiappara, B. Sicca, E.Nekrosius. Nel 2013 vince il premio di attore dell'anno per la rubrica "Saltinaria" di Milano con lo spettacolo "Una disprezzata sera d'autunno" di F.Durrenmat. Lavora come assistente alla regia di Roberto Trifirò affrontando Ibsen e Pirandello per debuttare come regista nel 2016 con "Carne macinata extra" tratto da testi di S. Mrozek. Nello stesso anno vince il premio Fantasio Piccoli in qualità di attore protagonista dello spettacolo di V. Carbonara "Ncurnat" col ruolo di Macbeth.  Nel 2017 ha interpretato il ruolo del Vecchio Saggio nell'opera "La Maschera" di Virginio Zoccatelli per le attività rivolte ai giovani della Fondazione Orchestra Siciliana.

 

Note di sala

La nostra storia

wood4La storia si apre con una giovane ragazza che ritrova un libro che le riporta alla mente la sua infanzia trascorsa in un orfanotrofio con una tata che raccontava ogni sera a lei e agli altri bambini le storie della buonanotte. Dalla sua mente e dai suoi ricordi prendono vita i bambini con cui è cresciuta, la tata e tutto il mondo magico in cui li proiettava con i suoi racconti, ma soprattutto prende vita il suo racconto preferito, quello di "Jamie Freel e la fanciulla" a cui si ispira la nostra storia.

Jamie abitava ai confini del bosco con la madre, in una piccola casetta. Una sera decise di addentrarsi nel bosco alla ricerca di fortuna e si imbatté nel castello dei folletti. All'arrivo di Jamie tutti i folletti gli si fecero intorno e lo coinvolsero in canti e balli. Alla fine della festa fu invitato a seguirli fino a Dublino per ammirare una fanciulla.

Arrivati davanti le finestre della camera da letto della fanciulla, Jamie rimase stupefatto dalla sua bellezza e se ne innamorò subito. I folletti allora entrarono nella stanza e la rapirono. Una volta capite le loro intenzioni, il giovane la strappò dalle loro braccia e la portò di corsa a casa sua. I folletti, però, per vendicarsi la resero sorda e muta. La fanciulla fu subito accolta dalla madre di Jamie e visse con loro per un anno. All'inizio era tanto triste ma poco alla volta iniziò pure lei a provare dei sentimenti per Jamie. Passato un anno dal rapimento, il giovane decise di tornare al castello dei folletti per trovare un rimedio per la sua amata. Avvicinatosi al castello origliò una conversazione tra i folletti e scoprì che bastavano poche gocce di vino magico per ridarle udito e parola. Allora entrò dentro, ingaggiò una lotta con i folletti e riuscì a prendere una fiaschetta di vino e correre nuovamente a casa.

Una volta riacquistata la parola la fanciulla poté dirgli quanto l'amava. L'indomani partirono per Dublino. Fu organizzata una grandissima festa alla quale fu invitata tutta la gente della città e la bellissima fanciulla sposò il giovane contadino che l'aveva salvata e riportata a casa. E...vissero felici e contenti!



I racconti di Donegal e la leggenda dei folletti

Poco più di un secolo fa William Butler Yeats, la maggiore voce poetica di lingua inglese del Novecento, riuniva per la prima volta nelle sue raccolte di Fiabe e racconti delle campagne irlandesi (1888) e di Fiabe irlandesi (1892) le favole e i racconti dei più grandi scrittori del suo Paese. Grazie agli scritti di quegli autori, che seppero ben interpretare e rivendicare la validità di una tradizione narrativa popolare autonoma e vivace, Yeats realizzò una splendida panoramica del folclore irlandese, popolato da spettri, folletti, diavoli, giganti, streghe, druidi. William Butler Yeats (1865-1939) proveniva da un ambiente protestante colto e raffinato. Autore di moltissime opere teatrali, contribuì enormemente alla nascita di quel sentimento e di quella cultura nazionale che dovevano portare l'Irlanda a liberarsi dalla sottomissione dell'Inghilterra. Alla nascita del libero Stato irlandese, fu nominato senatore. Nel 1923 ricevette il premio Nobel.

Tra i più popolari racconti di Donegal, una delle 32 contee tradizionali dell'Isola di Irlanda e delle attuali 28 contee moderne della Repubblica d'Irlanda, figura anche "Jamie Freeel e la fanciulla" di Letitia Maclintock che ben rappresenta l'anima popolare del popolo irlandese. Il folklore irlandese è gremito d'una folla di presenze soprannaturali che discendono in linea diretta dall'antico paganesimo celtico e che si mescolano coi diavoli e coi santi delle leggende cristiane in una continuità fantastica atemporale, radicata ai prati, ai boschi e alle pietre della verde isola indomabile. Una tradizione tramandata per secoli, quella del "piccolo popolo" dei folletti, esseri alti una spanna che fanno burle e dispetti e possono rapire bambini dalla culla sostituendoli con i loro rampolli grinzosi come vecchi decrepiti o con ceppi di legno.

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