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Al Politeama, da Mozart a Čajkovskij

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Il concerto dell'Orchestra Sinfonica Siciliana di venerdì 24 novembre 2017 alle ore 21 sarà diretto da Daniel Lipton con il giovanissimo Antonino Alba, vincitore del concorso 2017 di Caltanissetta, solista al corno. In programma Mozart, la Ciaccona da Idomeneo e Concerto n.4 in mi bemolle magg. KV 495 per corno e orchestra; Čajkovskij, Sinfonia n.3 in re magg. op.29 (Polacca). La replica del concerto sabato 25 novembre alle ore 17.30.

Palermo, 23 novembre 2017 - E' un programma che spazia da Mozart a Čajkovskij quello proposto nel prossimo concerto dell'Orchestra Sinfonica Siciliana, venerdì 24 novembre 2017 alle ore 21, che sarà diretto da Daniel Lipton con il giovanissimo Antonino Alba, vincitore del concorso 2017 di Caltanissetta, solista al corno. In programma: Wolfgang Amadeus Mozart, la Ciaccona da Idomeneo e Concerto n.4 in mi bem. magg. KV 495 per corno e orchestra; Pëtr Il'ič Čajkovskij, Sinfonia n.3 in re magg. op.29 (Polacca). La replica del concerto sabato 25 novembre alle ore 17.30.

Ciaccona da Idomeneo, KV 367 (anche noto come Idomeneo, re di Creta). La ciaccona è una danza in ritmo ternario e movimento moderato, in voga nel XVII sec., e componimento strumentale o vocale-strumentale sei-settecentesco. Sarà proposta la Ciaccona da Idomeneo, il primo capolavoro serio in lingua italiana di Wolfgang Amadeus Mozart, che debuttò il 29 gennaio del 1781 a Monaco. Il libretto, denominato "Dramma per musica in tre atti" fu scritto dall'abate Giambattista Varesco ed è tratto dall'omonimo libretto di Antoine Danchet per la Tragédie-lyrique Idoménée (Parigi 1712) di André Campra. E' divisa nei seguenti movimenti: Allegro, Larghetto, Allegro. (Durata: 10')

Il concerto per corno e orchestra n. 4 in Mi bemolle maggiore KV 495. Dedicato all'amico Leutgeb, si tratta dell'ultima opera scritta da Mozart per il corno, composta nel 1786 a Vienna e pubblicata però solo nel 1802. Questo concerto viene considerato importante per la sua esteriorità, per la capacità di valorizzare al meglio le risorse dello strumento ma non così significativo in termini di novità e inventiva. Occorre tener presente che questo concerto, come gli altri della serie, sono tutti scritti per corno naturale, e richiedono doti tecniche non indifferenti nell'esecuzione. Mostra infatti numerosi influssi di altre opere a cui il compositore aveva lavorato in quel periodo. L'originale di quest'opera è redatta con tre diversi inchiostri: nero, rosso, azzurro e verde: era un vezzo di Mozart per prendersi un po' gioco dell'amico Leutgeb. E' diviso in 3 movimenti: Allegro moderato Romanza: Andante cantabile; Rondò: Allegro vivace. (Durata: 15')

La Sinfonia n. 3 in re maggiore, op. 29, (Polacca). Čajkovskij la compose nell'estate del 1875 ospite dell'amico Vladimir Šilovskij, a cui l'opera venne dedicata, a Usovo. La Sinfonia fu eseguita la prima volta a Mosca il 19 novembre dello stesso anno. La sinfonia è la sola ad essere in modo maggiore ed inoltre è l'unica ad essere composta da cinque movimenti. La prima esecuzione fu affidata alla direzione di Nikolaj Rubinštejn, in occasione del primo concerto della stagione della Società musicale russa. Il titolo di "Polacca" deriva dalla prima esecuzione avvenuta nel Regno Unito nel 1899, in riferimento ai ritmi di danze polacche presenti nell'ultimo movimento. Il pubblico occidentale, condizionato dall'uso che ne aveva fatto Fryderyk Chopin, interpretava questo finale come un simbolo della causa dell'indipendenza polacca, mentre in realtà nella Russia zarista questa coda musicale, al contrario, era usata per celebrare la dinastia dei Romanov. Nel 1961 il coreografo George Balanchine utilizzò la terza sinfonia di Čajkovskij per la sezione Diamanti del suo balletto Jewels, come omaggio all'Impero russo e a Marius Petipa, omettendo il movimento iniziale. E' divisa nei seguenti movimenti: Introduzione e Allegro. Moderato assai (Tempo di marcia funebre); Alla tedesca. Allegro moderato e semplice; Andante elegiaco; Scherzo. Allegro vivo; Finale. Allegro con fuoco (Tempo di polacca). (Durata: 44')

Antonino Alba. Palermitano, studia al conservatorio "Vincenzo Bellini" di Palermo, sotto la guida del Maestro Tommaso Sant'Angelo. Si perfeziona poi con l'ex Primo corno del Teatro Massimo di Palermo, Pietro Anfuso, e successivamente con Dale Clevenger, Michael Höltzel, André Cazalet, Danilo Stagni, Natalino Ricciardo. Nel 2016 vince l'audizione alla Youth Orchestra del Teatro dell'opera di Roma, orchestra diretta dal maestro Aldo Ceccato. E' primo corno dell'orchestra Sinfonica Nazionale dei Conservatori. Si è esibito da solista in vari concerti con l'Orchestra da camera Siciliana, eseguendo il Concerto n. 4 per corno K 495 di W.A.Mozart e ha collaborato con l'Orchestra Sinfonica Siciliana e numerose altre orchestre.

Daniel Lipton. E' direttore artistico e direttore principale del Teatro dell'Opera di Tampa, dove ha tenuto a battesimo il Festival dell'Opera di Florida. E' considerato uno dei direttori d'orchestra più interessanti e creativi di oggi e ha collaborato con importanti interpreti come Renée Fleming, Carlos Álvarez, June Anderson, Montserrat Caballé, José Carreras, Sherrill Milnes, Neil Schikoff, Bryn Terfel

Biglietti 10-25 euro al Botteghino del Politeama Garibaldi e un'ora e mezza prima dello spettacolo. Sconto del 50% per studenti e under 30. Info: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ,

www.orchestrasinfonicasiciliana.it, vivaticket.it, 091 6072532.

L'Ufficio stampa 

(Mario Pintagro)

 

Note biografiche

Daniel Lipton, direttore

liptonConsiderato a livello internazionale uno dei direttori d'orchestra più emozionanti e creativi odierni, è stato nominato direttore musicale e direttore principale della Philharmonie Anhaltische e direttore musicale generale dell'opera lirica di Dessau, in Germania. E' stato inoltre Direttore Artistico dell' Opera di Ontario, in Canada dove ha presentato Andrea Chénier di Umberto Giordano, I Due Foscari di Verdi, Manon di Massenet, insieme ad altre grandi opere. Sotto la sua direzione l'Opera di Ontario ha goduto non solo dei più alti riconoscimenti artistici, ma anche di notevole successo finanziario, aumentando notevolmente il pubblico, rendendola una delle aziende più importanti e artistiche innovative del Canada.

E' stato nominato direttore principale dell'Orchestra Sinfonica de Colombia a Bogotà, dove gia diretto 33 programmi annualmente. Durante i suoi anni in Colombia ha ricostruito l'orchestra sinfonica e ha creato una compagnia operistica nazionale. È stato nominato Direttore Artistico dell'Opera di Colombia e ha prodotto un totale di 30 opere. Entrambe le organizzazioni sono arrivate ai più alti livelli internazionali di performance grazie al suo impegno costante alla ricerca dell'eccellenza.

Ha diretto inoltre la Houston Grand Opera ed è stato direttore artistico del Festival di San Antonio. Ha inoltre collaborato con l'Opera di Zurigo, il Teatro Comunale di Bologna e Firenze, l'American Ballet Theatre e la Denver Symphony Orchestra. Nel 2001 è stato nominato Direttore Artistico dell'Eurorchester per il Festival Europeo Classico (Triennale) con la quale ha diretto negli ultimi 11 anni.

Dirige regolarmente in tutto il mondo. Tra le città in cui è apparso : Barcellona, Berlino, Amburgo, Londra, Madrid, Monaco di Baviera, Parigi, Toronto e Venezia. Ha diretto al Théâtre de l'Opéra di Nizza per tre anni, ai Concerti Colonne a Parigi, al Teatro La Fenice di Venezia, all'Opéra di Parigi, alla Bayerische Staatsoper, per due volte al Nationaltheater di Mannheim e altre due volte con il Teatro Regio di Parma; il San Carlo di Napoli; diverse volte con il Badisches Staatshtheater, Karlsruhe. Ha inoltre diretto i Wells di Sadler e la Philharmonia di Londra nonché al Festival di Spoleto. E' stato invitato come direttore ospite al Deutsche Oper, Berlino per dieci anni. Recentemente gli è stato chiesto di dirigere l'apertura del primo Festival Internazionale dell'Opera a Mosca in occasione della celebrazione del decimo anniversario di Perestroika.

Per quanto riguarda i concerti sinfonici, ha diretto il Concertgebouw di Amsterdam, le Orchestre Radio di Hilversum, l'Orchestra del Teatro La Fenice a Venezia e a Rovigo, l'Orchestra Sinfonica del Messico, l'Orchestra della National Arts Centre, l'Orchestra Sinfonica di Montreal, l'Orchestra della Parigi Opera e la Filarmonica di Londra, tra le altre.

Ha diretto la prima mondiale dell'ultima opera di Gian Carlo Menotti il Giorno di Nozze a Seul, in Corea, con il Metropolitan Opera. Tra i momenti più significativi della sua carriera artistica vi è sicuramente quello di quando è stato invitato a condurre quattro spettacoli della Cenerentola presso il Liceo di Barcellona con un avviso ricevuto solo 24 ore prima . Le quattro performance furono talmente eccezionali che venne richiamato a dirigere per quattro anni nello stesso teatro cosi' come al Teatro Real di Madrid. Ha inoltre diretto la prima esecuzione dell'opera di Mussorgsky, The Wedding, alla Settimana Musicale Senese di Siena.

Tra i celebri cantanti che hanno lavorato con Lipton nel corso degli anni vi sono artisti di spicco quali Carlos Alvarez, June Anderson, Montserrat Caballé, José Carreras, Renée Fleming, Sherrill Milnes, Neil Schickoff e Bryn Terfel.

Nato in Francia, Daniel Lipton è cresciuto poi a New York, ricevendo la sua formazione musicale presso i Juilliard, Mannes e la Manhattan School of Music. Ha studiato pianoforte con Artur Balsam e Lonnie Epstein, oboe con Harold Gomberg, composizione con Vittorio Giannini, conduzione corale con Abraham Kaplan, musica da camera con Julius Baker e direzione di orchestra con Carl Bamberger, Sergiu Celibidache e Jean Morel.

Terminati gli studi accademici, grazie ad una borsa di studio Fulbright, si é rectoa a Parigi dove ha studiato con la leggendaria Nadia Boulanger, mentre grazie ad una borsa di studio del governo italiano ha studiato con Franco Ferrara a Siena .

Nel breve periodo di tempo in cui Daniel Lipton fu a Dessau tutti i critici riconobbero la trasformazione definita come "miracolosa" del suono e dello stile musicale che ottenne dalla sua orchestra. Tale fu la sua bravura che i critici dei migliori giornali Europei quali Opern Welt esaltarono il suo modo di dirigere come la migliore performance dell'anno per due anni consecutivi, mentre il London magazine Opera lo qualifico come il più sublime conduttore di Verdi mai udito.

Molti critici hanno riconosciuto che tra le maggiori abilità di Lipton vi sono quelle di incoraggiare le orchestre a suonare meglio di quanto abbiano mai fatto prima, nonché il modo in cui ha mantenuto eccellenti rapporti musicali e relazioni artistiche con i solisti, grazie inoltre, alla sua duttilità nel parlare molte lingue.

Dirige regolarmente le orchestre di tutto il mondo ed in particolar modo nelle seguenti città Barcellona, Berlino, Amburgo Londra, Madrid, Monaco, Parigi, Toronto e Venezia. Ha diretto al Teatro dell'Opéra di Nizza per tre anni, l'Orchestra dell'Opéra di Parigi e con regolarità l'Orchestra del Teatro la Fenice, la Bayerische Staatsoper, il Nationaltheater di Mannheim, il Teatro Regio di Parma, il Teatro di San Carlo di Napoli, parecchie volte il Badisches Staatstheater di Karlsruhe. Ha inoltre lavorato con il Sadler's Wells Theatre e la Philharmonia di Londra nonché al Spoleto Festival.

Nel 2012 è stato nominato Direttore Artistico e Principale direttore dell'Opera di Tampa , con la quale ha creato la Florida Opera Festival che tutt'ora dirige. Tra le sue ultime esibizioni vi sono La Tosca, La Cenerentola, Roméo e Giulietta, Un ballo in maschera, La bohème, Die Zauberflöte, Carmen, Rigoletto, Madama Butterfly, La traviata, and Don Giovanni.Nella scorsa stagione con l'Opera Manitoba ha condotto la Bohème. Ha diretto l'annuale gala dell'Opera del Quebec e con la Fondazione Martina Arroyo ha diretto La Traviata.


Antonino Alba, corno

foto antonino albaNato a Palermo il 28/12/1997, grazie ai suoi genitori si avvicina al mondo della musica sin da bambino, in particolar modo a suo padre, che nota il suo talento musicale e nel 2011 all'età di 13 anni, lo induce ad intraprendere il percorso di studi presso il conservatorio "Vincenzo Bellini" di Palermo, sotto la guida del Maestro Tommaso Sant'Angelo, percorso che ha terminato con il massimo dei voti nel 2017. Al secondo anno di conservatorio, vince un concorso per giovani musicisti, ottenendo una votazione pari a 98/100. Allo scopo di perfezionarsi sempre di più, prende lezioni da un caro amico di famiglia, nonché ex Primo corno del Teatro Massimo di Palermo, Pietro Anfuso, e successivamente con cornisti come: Dale Clevenger, Michael Höltzel, André Cazalet, Danilo Stagni, Natalino Ricciardo. Nel 2016 vince l'audizione alla Youth Orchestra del Teatro dell'opera di Roma, orchestra diretta dal maestro Aldo Ceccato, e rinnova il primo posto all'audizione di Novembre 2016. Sempre nel 2016, partecipa all'audizione per l'orchestra Sinfonica Nazionale dei Conservatori e vince il ruolo di primo corno. Successivamente partecipa e vince il premio Speciale "Esposito" nella sezione ottoni al Concorso Internazionale Città di Pesaro. A Giugno 2017 vince il "Premio nazionale delle Arti".

Si è esibito da solista in vari concerti con l'Orchestra da camera Siciliana, eseguendo il concerto n. 4 per corno K 495 di W.A.Mozart. Ha collaborato con l'Orchestra Sinfonica Siciliana, con l'Orchestra Leonora di Pistoia, con l'Orchestra del Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, Orchestra dei "Musici di Parma" , con l'Orchestra del Conservatorio A. Boito di Parma e con numerose altre orchestre. Affianca il suo percorso di studi con periodiche lezioni con cornisti di chiara fama, come: Dale Clevenger (ex Primo corno della Chicago Symphony Orchestra); Natalino Riccardo (Attuale Primo corno del Teatro Regio di Torino). Ha avuto occasione di partecipare in qualità di allievo a masterclass tenute da: Danilo Stagni, Primo corno del Teatro Alla Scala di Milano; Andrè Cazalet, Primo corno dell'Orchestra de Paris; Michael Höeltzel, solista di chiara fama nell'ambito della Germania con tutti i cornisti del Teatro Regio di Torino ossia Ugo Favaro, Pierluigi Filagna, Eros Tondella, Natalino Ricciardo; Christoph Hartmann, secondo oboe dei Berliner Philarmoniker, quest'ultima masterclass per musica d'insieme per fiati.

 

Note di sala a cura di Riccardo Viagrande

Wolfgang Amadeus Mozart

(Salisburgo 1756 – Vienna 1791)

Chaconne (Ciaccona) da Idomeneo, Re di Creta, KV 367

Allegro, Larghetto, Allegro

Durata: 10'

Tra le opere serie di Mozart la più famosa ed importante è Idomeneo, Re di Creta, la cui prima rappresentazione avvenne a Monaco il 29 gennaio 1781. In essa, infatti il compositore di Salisburgo riuscì, attraverso la musica che supera anche i difetti del libretto scritto da Giambattista Varesco, ad esprimere i sentimenti dei personaggi secondo la settecentesca teoria degli affetti per cui il protagonista rappresenta il classico sovrano tormentato tra l'affetto per il figlio e il pio dovere nei confronti degli dei, ai quali aveva promesso il sacrificio del primo uomo in cui si sarebbe imbattuto, che, per un triste destino, è proprio il figlio Idamante. Quest'ultimo impersona il classico tenore innamorato allo stesso modo di Don Ottavio nel Don Giovanni, mentre Electra è rappresentata come una donna nel cui animo albergano tutte le furie. Lo scioglimento di questo intricato dramma che mette in scena il contrasto tra dovere e amore filiale è affidato a Nettuno, deus ex machina, che impone ad Idomeneo di rinunciare al trono a favore del figlio Idamante il quale può sposare la sua amata Ilia. Posta nella parte conclusiva dell'opera, la Chaconne, danza solenne di origine spagnola o forse sudamericana che, entrata nella corte francese, assunse caratteri più austeri, è la prima delle cinque danze con le quali si festeggia l'incoronazione di Idamante. Dalla struttura tripartita, questa Chaconne si distingue per una sezione iniziale brillante e al tempo stesso solenne e una centrale lenta e certamente più scura per l'uso della tonalità minore.

 

Concerto n. 4 in mi bemolle maggiore per corno e orchestra KV 495

Allegro moderato

Romanza (Andante)

Rondò (Allegro vivace)

Durata: 15'

Ultimo di quattro concerti per corno e orchestra, il Concerto in mi bemolle maggiore K.495, la cui composizione fu ultimata il 26 luglio 1786 fu dedicato da Mozart, come gli altri tre, a Ignaz Leitgeb, il cui nome, secondo alcuni biografi, sarebbe, Joseph Leutgeb. Cornista dell'orchestra di corte di Salisburgo, Leitgeb fu un grande amico di Mozart al quale rimase legato fino alla morte nonostante il compositore lo prendesse in giro per il fatto che fosse un po' ignorante e sempliciotto. In questo concerto un Mozart particolarmente faceto impone al povero amico di decifrare un autografo scritto con inchiostri di quattro colori diversi (blu, rosso, verde e nero).

Concepito in un clima scherzoso, il Concerto, che manca di quella profondità d'ispirazione dei coevi concerti per pianoforte, si segnala per una piacevole cantabilità che contraddistingue già il primo movimento, Allegro moderato, in forma-sonata, il cui primo tema ricorda la cantata Die Maurerfreude (La gioia massonica) K. 471 di un anno prima. Ancor più cantabile del primo tema è il secondo a cui se ne aggiunge un altro nella coda dell'esposizione orchestrale. Come nel Terzo Concerto, il secondo movimento è costituita da una Romanza il cui tema, esposto inizialmente in modo del tutto inconsueto sull'accordo della dominante di si bemolle maggiore, presenta una struttura irregolare e asimmetrica di grande modernità. Il brillante Rondò finale è una vera e propria Caccia nella quale vengono sfruttate tutte le possibilità timbriche e tecniche dello strumento.

 

Pëtr Il'ič Čajkovskij

(Votkisnk, Urali, 1840 – Pietroburgo 1893)

Sinfonia n. 3 in re maggiore op. 29 "Polacca"

Introduzione e Allegro (Moderato assai, tempo di marcia funebre) – Allegro brillante

Alla tedesca (Allegro moderato e semplice)

Andante elegiaco

Scherzo (Allegro vivo)

Finale (Allegro con fuoco, tempo di Polacca)

Durata: 44'

Nonostante sia stata composta nel 1875, in uno degli anni più intensi e importanti della carriera di Čajkovskij, la Terza sinfonia è una delle opere meno eseguite e forse meno amate dallo stesso compositore che durante le prove della prima esecuzione ebbe a dire: "la sinfonia non presenta alcuna idea particolarmente innovativa, ma dal punto di vista tecnico rappresenta un passo avanti". Come riconobbe lo stesso Čajkovskij con grande onestà, la sinfonia non si distingue certo per il carattere innovativo delle sue melodia, ma segna un notevole passo avanti sul piano tecnico. Non a caso il critico Laros, grande amico del compositore, scrisse sul numero 28 del giornale «La Voce», uscito nel 1876, esaltando la novità formale dell'opera: "Nella profondità e nel significato del suo contenuto, nella ricca varietà della sua forma, nella nobiltà del suo stile, che è contrassegnato da un'ispirazione individuale e particolare, nella rara perfezione della sua tecnica, la Sinfonia del signor Čajkovskij è uno dei più importanti eventi musicali dell'ultima decade, non soltanto in Russia, ma certo in tutta Europa. [...] Čajkovskij va sempre avanti. Nella sua nuova Sinfonia lo sviluppo contrappuntistico e l'abilità formale sono a un livello più alto rispetto a tutti i suoi precedenti lavori".

Al notevole passo avanti, compiuto da Čajkovskij nella direzione delle innovazioni tecnico-formali, si contrappone la scarsa vena melodica, imputata forse al fatto che il compositore non stava attraversando un periodo particolarmente felice sul piano dell'ispirazione, certamente messa, quest'ultima, in discussione anche dal giudizio poco lusinghiero espresso da Nikolaj Rubinstejn sul suo Primo concerto per pianoforte e orchestra la cui stesura risale ai primi mesi del 1875. Nella pace dei suoi abituali soggiorni estivi presso parenti e amici Čajkovskij, tuttavia, trovò quella serenità che gli consentì di lavorare all'opera, dedicata, non a caso, all'amico Vladimir Silovskij, dal quale fu ospitato per molto tempo durante quell'estate. Fu molto più facile, per Čajkovskij, orchestrare la sinfonia e in particolar modo, gli ultimi due movimenti ai quali diede la loro forma definitiva nel giro di dieci giorni durante un suo soggiorno a Nizy presso l'amico Kondratyev. Appare singolare che Rubinstejn, insoddisfatto della musica del Primo concerto per pianoforte e orchestra, si è espresso favorevolmente su questa sinfonia che diresse personalmente il 19 novembre 1875. L'anno successivo la sinfonia fu eseguita a San Pietroburgo suscitando l'entusiastico consenso del critico Laros. Il sottotitolo di Polacca fu dato alla sinfonia con riferimento al Tempo di polacca dell'ultimo movimento dal direttore d'orchestra Sir August Manns che diresse la prima esecuzione in Inghilterra.

La particolare struttura in cinque movimenti della sinfonia si richiama alla Terza sinfonia di Schumann, compositore particolarmente apprezzato da Čajkovskij, la cui influenza si percepisce soprattutto nello sviluppo contrappuntistico e nell'attenzione alla forma che, secondo alcuni critici, minarono in un certo qual modo la vena melodica e la spontaneità che contraddistinguono altri lavori del compositore russo. Il primo movimento, Introduzione e Allegro, si apre con una cupa e dolorosa Marcia funebre (Moderato assai), di cui sono protagonisti i corni, che conduce all'Allegro brillante in forma-sonata, con il primo tema marziale, affidato a legni e archi, che si contrappone all'elegante secondo intonato dall'oboe solista. La vorticosa conclusione anticipa, dal punto di vista formale, il finale del primo movimento della Quarta sinfonia. Il secondo movimento, Alla tedesca (Allegro moderato e semplice), è un elegantissimo valzer il cui tema è affidato inizialmente al flauto e al clarinetto, a cui si unisce in seguito il fagotto su un classico accompagnamento accordale degli archi. Molto bello è il Trio, caratterizzato da una leggera ed elegante figurazione di terzine che si snoda tra i legni e gli archi. Un sentimento di forte nostalgia pervade il terzo movimento, Andante, giustamente considerato il cuore della sinfonia, mentre un ritmo danzante informa il quarto movimento, uno Scherzo, che si evidenzia per l'orchestrazione particolarmente curata e per il Trio che si snoda interamente su un pedale di re, tenuto dai corni, sostituito, nella parte conclusiva, da arpeggi di re maggiore affidati agli archi. L'ultimo movimento, Finale (Allegro con fuoco) è un vivacissimo rondò, dove appare l'eroico tema di polacca che suggerì a Sir August Manns il titolo con cui è conosciuta l'intera sinfonia. Nella parte centrale del movimento si trova un episodio fugato giudicato arido dalla critica.

 

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