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Da Bernstein a Gershwin, la musica stelle e strisce

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Sul palcoscenico del Politeama Garibaldi il 23 marzo il pianista e direttore d'orchestra Alexander Frey alla guida dell'Orchestra Sinfonica Siciliana proporrà un repertorio tutto americano. Da West Side Story a un Americano a Parigi, passando per Kàlmàn. Si replica sabato 24 marzo alle 17,30

Palermo, 21 marzo 2018 - Alexander Frey, nella duplice veste di pianista e direttore d'orchestra è il protagonista del concerto di venerdì 23 marzo alle ore 21 e di sabato 24 marzo alle ore 17,30  alla guida dell'Orchestra Sinfonica Siciliana. Al Politeama Garibaldi proporrà un repertorio tutto americano. Leonard Bernstein (1918-1990), Candide, ouverture; Danze sinfoniche da West Side Story. Charles Kàlmàm (1929-2015), Concerto n.1 per pianoforte e orchestra: George Gershwin (1898-1937), Lullaby, Un americano a Parigi.

Candide. Si tratta di un'operetta comica in due atti di Leonard Bernstein basata sulla omonima novella di Voltaire. Il libretto originale è di Lillian Hellmanma dal 1974 viene solitamente messa in scena con il libretto di Hugh Wheeler. Candide debutta al Martin Beck Theater per il Broadway theatre come un Musical il 1º dicembre 1956. La prima produzione è stata curata nella regia da Tyrone Guthrie e diretta da Samuel Krachmalnick. In Europa debutta nella seconda versione al Saville Theatre in Shaftesbury Avenue nella Città di Westminster il 30 aprile 1959. Sarà proposta l'ouverture.

West Side Story. Si tratta di un musical statunitense del 1957 scritto da Arthur Laurents e ispirato al dramma di William Shakespeare Romeo e Giulietta. Il modello ispiratore è trasferito nell'Upper West Side di New York, tra bande di strada inglesi e portoricane. Tony e Maria si innamorano, nonostante facciano parte di gruppi rivali. Il musical debuttò a Washington il 19 agosto 1957; il primo allestimento, che giunse a 732 spettacoli, vide Carol Lawrence, Chita Rivera, Marilyn Cooper e Reri Grist in scena. In Europa debuttò in Inghilterra nel 1958 all'Opera House di Manchester e successivamente, dal 12 dicembre, all'Her Majesty's Theatre di Londra con George Chakiris per tre anni fino al 1961 con 1038 rappresentazioni. Nel 1961 la United Artists ne produsse una versione cinematografica con lo stesso titolo, diretta dallo stesso Robbins e da Robert Wise. Saranno proposte le Danze sinfoniche.

Hudson, Concerto per piano e orchestra. La prima esecuzione italiana di questo concerto di Kàlmàn si deve proprio ad Alexander Frey, nella veste di direttore e solista, ad Ascoli Piceno, il 1° gennaio 2000. Viennese, figlio del famoso compositore di operetta Emmerich Valman, Charles ricevette la prima lezione di composizione da un amico di famiglia. Emigrato a Parigi nel '38, con la famiglia arrivò a Hollywood nel '40 insieme ad altri emigrati di lusso. Charles prese lezioni di composizione al Riverdale Country School, nonostante il padre gli impose di studiare giornalismo alla Columbia University Scrisse il suo Hudson Concerto for piano and orchestra, e una satira politica chiamata "Babe in the Woods". Il compositore fu influenzato dal "Gruppo dei Sei". Compose canzoni famose per Ute Lemper, Evelyn Künneke, Margot Werner, Harald Juhnke or Heino Ferch, operette e musical.

Lullaby. Gershwin scrisse Lullaby come un'esercitazione studentesca intorno al 1919. Il suo insegnante, l'emigrante ungherese Edward Kilenyi, gli stava dando un corso completo di teoria classica e lo esponeva agli attuali compositori europei, come Schoenberg e Debussy. Lullaby potrebbe essere il primo pezzo "serio" di Gershwin, ma aveva già composto musicales con brani di successo come "Swanee" per il cantante black-face Al Jolson. La sorella Ira Gershwin ha ricordato che il quartetto è stato suonato in una serie di incontri privati da amici musicisti e "Invariabilmente accolto." Il tema principale divenne l'apertura di un'aria ("Anyone Seed My Joe") nel musical Blue Monday del 1922. Nonostante il flop, lo show portò probabilmente alla commissione di Paul Whitman e Rhapsody in Blue nel 1924 Circa 40 anni dopo, Ira ha mostrato il manoscritto di Lullaby al virtuoso dell'armonica Larry Adler, la cui trascrizione per armonica e quartetto d'archi è stata eseguita al Festival di Edimburgo nel 1963. È stata premiata nella sua versione originale dal Quartetto Julliard presso la Biblioteca del Congresso nel 1967, e occasionalmente viene ascoltata in un'interpretazione di un'orchestra d'archi.

Un americano a Parigi. Si tratta di un poema sinfonico di George Gershwin, tra le opere più famose del compositore statunitense. Andò in scena per la prima volta il 13 dicembre 1928 alla Carnegie Hall eseguito dalla New York Symphony Orchestra diretta da Walter Damrosch. A Gershwin l'ispirazione venne dopo un viaggio fatto in Europa per studiare compositore che ammirava e che aveva studiato, tra cui Maurice Ravel La Metro-Goldwyn-Mayer, ispirandosi a questo lavoro, realizzò l'omonimo film musical, diretto da Vincente Minnelli, con Gene Kelly e Leslie Caron; il film, uscito nel 1951, fu premiato con molti premi Oscar.

Alexander Frey. E' un direttore d' orchestra americano, organista, pianista e clavicembalista. Frey è molto richiesto come uno dei direttori d'orchestra piu versatili al mondo, e gode di grande successo sia nell'ambito della sinfonica, opera, e nella musica di Broadway e Hollywood. Il calendario annuale di Frey include tour di concerti in tutto il mondo. E' il primo organista ad eseguire con l'organo un intera sinfonia di Gustav Mahler suonando la trascrizione della "Sinfonia n° 5".

Biglietti 12-25 euro al Botteghino del Politeama Garibaldi e un'ora e mezza prima dello spettacolo. Sconto del 50% per studenti e under 30.

Info: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , www.orchestrasinfonicasiciliana.it, vivaticket.it, 091 6072532.

L'Ufficio stampa 

(Mario Pintagro)

 

Note biografiche

Alexander Frey, direttore/pianoforte

alexander-freyConsiderato uno dei direttori più versatili al mondo, Alexander Frey ottiene numerosi riconoscimenti internazionali per le sue esibizioni nei più importanti teatri del mondo e nelle maggiori sale da concerto, sia in qualità di pianista, organista e cembalista che come direttore d'orchestra.

Nato a Chicago nel 1972, Alexander Frey, ha studiato pianoforte con Gavin Williamson e si è diplomato all' Università del Michigan con il massimo dei voti in pianoforte, organo, composizione e direzione d'orchestra. Dal 1992 al 1996 è stato Direttore musicale del famoso teatro tedesco fondato dal Bertold Brecht, il Berliner Ensemble, dove ha collaborato con il regista Peter Zadek. Ha collaborato in qualità di Direttore principale con l'Orchestra Filarmonica di Roma dal 1996 al 2002, e fino al 2000 ha ricoperto la carica di direttore della Stern Chamber Orchestra, formatasi dai musicisti principali della Bohemian Symphony Orchestra Prague. Dal 2004 al 2008 ha collaborato con lo storico Teatro Musicale Karlín di Praga dove ha diretto 50 spettacoli a stagione. Come direttore ha preso parte a numerosi festival internazionali. E' stato il primo organista a suonare in concerto un' intera sinfonia di Gustav Mahler come lavoro solistico per organo. Questo concerto con l'esecuzione della trascrizione della celebre "Quinta" di Mahler ( trascritto da Jerry Kinsella ) è stato definito come uno dei 7 più importanti eventi organistici del 20 ° secolo dalla rivista "The American Organist".

In qualità di pianista si è esibito in tutto il mondo presso istituzioni prestigiose quali : Adana Symphony Orchestra, Akademisches Orchester Berlin, Berlin Philharmonic, Berlin Radio Symphony Orchestra, Berlin Sinfonietta, Bohemian Symphony Prague, Cairo Symphony Orchestra, Deutsches Symphonie Orchester, Istanbul Chamber Orchestra, Leiopzig Gewendhaus Orchester, Orchestra della Fondazione Arena di Verona, Orchestra Filarmonica Italiana Milano, Orquestra Sinfonica del Estado de Mexico (OSEM), Philarmonia Orchester Berlin, Rundfunk Sinfonie Orcvhester Berlin, State of Mexico Symphony Orchestra, Vienna Radio Symphony Orchestra, etc.

 

Note di sala a cura di Riccardo Viagrande

Leonard Bernstein

(Lawrence 1918 – New York 1990)

Candide, ouverture

Durata: 5'

Ritenuto oggi uno dei capolavori di Bernstein del quale si celebra quest'anno il centenario della nascita, Candide, alla sua prima rappresentazione avvenuta il 1° dicembre 1956 a Broadway, andò incontro a un autentico insuccesso con incassi disastrosi e aspre critiche sui giornali che, tuttavia, apprezzarono la parte musicale. Brooks Atkinson, l'autorevole critico del «New York Times», nella sua recensione, Lillian Hellman and Leonard Bernstein turn Voltaire Satire into fine play, apparsa il 9 dicembre, attaccò il libretto di Lillian Hellman, affermando :

"Quando Voltaire è ironico e dolce, la [Hellman] è esplicita e vigorosa. [...] Quando egli è diabolico, essa è filantropica... il libretto... sembra essere troppo serio per la verve e il lirismo beffardo della partitura di Leonard Bernstein la quale, senza appartenere strettamente al XVIII secolo, mantiene, con il suo gaio pastiche di stili e forme del passato, il carattere del secolo ."

Certamente Bernstein non aveva immaginato questa fredda accoglienza quando, nel 1953, Lillian Hellman gli aveva proposto di scrivere le musiche di scena per un suo adattamento teatrale del racconto filosofico di Voltaire, Candide. Il grande direttore d'orchestra fu talmente affascinato da convincere la scrittrice americana a modificare il progetto originario a favore di una Comic Operetta. Egli stesso partecipò alla stesura del libretto scrivendo, insieme alla moglie Felicia, i versi della canzone I am Easily Assimilated, mentre altri testi di canzoni furono composti da Richard Wilbur, da John Treville Latouche, da Dorothy Parker e da Lilian Hellman, che, oltre alle parti recitate, scrisse i versi della canzone Eldorado. Nonostante lo scarso successo arriso a questa prima rappresentazione, Candide non incontrò molte difficoltà ad affermarsi in successive produzioni tra le quali vanno ricordate la prima londinese al Saville Theatre del 30 aprile del 1959 e un'altra del 20 dicembre 1973, nota come versione Chelsea dal nome del teatro, Chelsea Theatre di Brooklyn, dove fu rappresentata; questa versione, realizzata su libretto di Hugh Wheeler, contattato dal famoso produttore teatrale americano Harold Smith Prince dopo il rifiuto della Hellman di apportare delle modifiche al suo testo, è più breve rispetto all'originale essendo stata eliminata più della metà dei numeri musicali ed essendo stati ridotti gli originari due atti ad uno solo. Nel 1988, quando erano morti sia Lillian Hellman sia Hugh Wheeler, Bernstein realizzò, insieme con John Mauceri, direttore della Scottish Opera, una quinta e definitiva versione che si distingue per alcune importanti modifiche relative alla parte musicale. Bernstein, infatti, dopo aver assistito alle prove, decise di riorchestrare la partitura e di modificare l'ordine dei numeri musicali nel secondo atto. Infine nel 1999, quando Bernstein era già morto da nove anni, il libretto del musical, la cui parte musicale rimase inalterata, fu nuovamente riscritto da John Caird in vista di una nuova produzione per il Royal National Theatre di Londra. Il successo di Candide non è stato mai messo in discussione nemmeno negli ultimi anni; nel 2006, infatti, in occasione del cinquantesimo anniversario della prima rappresentazione, alcuni importanti teatri, tra cui il Théâtre du Châtelet di Parigi e la Scala di Milano hanno realizzato una nuova produzione con la regia di Robert Carsen che ha introdotto Voltaire nelle vesti di un moderno telespettatore che cambia canale e gestisce, in questo modo, la narrazione.

Al di là delle modifiche apportate al testo e alla sua partitura, Candide, nella sua lunga storia, ha mantenuto tutto il suo fascino e, se certe sfumature politiche, introdotte dalla Hellman perché dettate dalla contingenza storico-sociale dell'America degli anni '50, si sono perse negli anni e nelle diverse versioni, è rimasta la bellezza di una musica che con sapiente ironia smaschera l'ipocrisia che regola i rapporti umani nella società civile. Candide è, infatti, un giovane ingenuo il quale, convinto inizialmente, in base all'insegnamento del suo maestro Pangloss, di vivere nel migliore dei mondi possibili, dopo una serie di peripezie da romanzo greco con naufragi, guerre e malattie, prende coscienza della realtà e si chiude per alcuni giorni in silenzio; alla fine riesce a coronare il suo sogno d'amore sposando Cunegonda, della quale era innamorato sin da giovane e che ha appena ritrovato al Casinò di Venezia dove la fanciulla era impiegata come entraîneuse.

Tra i 27 numeri, di cui si compone la partitura, spicca l'ouverture che si è affermata nel repertorio sinfonico dopo la prima esecuzione avvenuta il 27 gennaio 1957 con la New York Philharmonic Orchestra sotto la direzione dello stesso Bernstein. Strutturata nella forma dell'ouverture pot-pourri, è una pagina brillante e garbatamente ironica nella quale si possono apprezzare i temi di alcune importanti canzoni del musical, come The Best of All Possible Worlds, Battle Music, Oh, Happy We e Glitter and Be Gay.

 

Leonard Bernstein

(Lawrence 1918 – New York 1990)

Symphonic dances from West Side Story

Prologue – Somewhere – Scherzo – Mambo – Cha-cha – Meeting Scene –Fugue (Cool) – Rumble – Finale

Durata: 24'

Già nel 1949 Leonard Bernstein e i suoi amici Jerome Robbins e Arthur Laurents avevano pensato di scrivere un musical che avesse per soggetto la shakespeariana storia di Giulietta e Romeo ambientata in una moderna New York. Il progetto del musical, il cui libretto fu scritto da Arthur Laurents, fu realizzato solo otto anni dopo e la prima rappresentazione, avvenuta al Winter Gardens Theater di Broadway il 26 settembre del 1957, fu un tale successo da assicurare una fama imperitura come compositore a Bernstein il quale, tre anni dopo, trasse questa suite che fu eseguita, per la prima volta, sotto la direzione di Lukas Foss il 13 febbraio 1961 in un concerto della New York Philarmonic Orchestra in onore di Bernstein stesso. In questa suite è possibile riscontrare una sintesi di tecniche e stili musicali diversi, dal classico al jazz, in una scrittura orchestrale estremamente raffinata. Nel Prologue è rappresentato lo scontro tra le due gang, i bianchi Jets a cui appartiene Tony, e i portoricani Sharks, dei quali fa parte Maria, mentre in Somewhere vagheggiano un luogo dove potranno vivere felici e in pace. Lo Scherzo, pagina leggera e ironica, nella quale si possono riconoscere echi dello stile di Copland, conduce direttamente al travolgente Mambo durante il quale Maria e Tony si incontrano per la prima volta. Nel successivo Cha Cha e nella sensuale Meeting scene i due amanti incominciano a frequentarsi prima di sentire una profonda reciproca attrazione. Una scrittura a tratti aspra e a tratti misteriosa caratterizza la Cool fugue, nella quale ritornano protagoniste le due gang, i cui capibanda muoiono nell'esplosivo Rumble. Nel dolce e cantabile Finale, dopo una cadenza del flauto, è citata la canzone di Maria I have a love che prelude alla tragica fine.

 

Charles Kálmán

(Vienna 1929- Monaco 2015)

Hudson Concerto per pianoforte e orchestra

Durata: 10'

Figlio maggiore di Emmerich Kálmán, famoso compositore di operette tra cui spicca La principessa della Czarda, Karl (Charles) Emmerich Fedor Kálmán nacque a Vienna il 17 novembre 1929 e prese le prime lezioni di composizione da Erich Wolfgang Korngold. Dopo l'annessione dell'Austria da parte della Germania di Hitler nel marzo del 1938, la famiglia Kálmán, che, nonostante vivesse a Vienna, era ungherese, fu costretta a lasciare la capitale austriaca per Parigi. Questa emigrazione forzata non fu, tuttavia, drammatica, in quanto, come affermato dalla madre del compositore, Vera, fu vissuta, grazie soprattutto al successo di cui godeva il marito, come una forma di esilio di lusso. Nel 1940 la famiglia Kálmán si stabilì ad Hollywood dove ebbe la possibilità di frequentare altri emigrati europei come lo stesso Korngold e Marlene Dietrich. Qui, nel 1948, il giovane Karl poté studiare sia musica alla Riverdale Country School of Music sia giornalismo alla Columbia University e qui nel 1948 compose l'Hudson Concerto per pianoforte e orchestra che, però, venne concluso nella parte orchestrale negli anni 60' dopo il suo ritorno in Europa, dove già dal 1951 aveva iniziato a comporre brani di musica leggera per Ute Lemper, Evelyn Künneke, Margot Werner, Harald Juhnke or Heino Ferch. Stabilitosi nel 1963 a Monaco, dove sarebbe morto nel 2015, Kálmán compose diversi lavori sinfonici, operette e musical.

L'Hudson Concerto, che è stato eseguito per la prima volta in Italia il primo gennaio del 2000 al Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno con Alexander Frey, amico personale del compositore, in qualità di solista e direttore, è una composizione in un unico movimento dalla grande varietà agogica strutturata fondamentalmente su due blocchi tematici: uno brillante, esposto all'inizio e ripreso nella travolgente coda conclusiva, e uno di intenso lirismo affidato al pianoforte che occupa la sezione centrale e che ben figurerebbe in una colonna sonora di un film americano degli anni Trenta o Quaranta.

 

George Gershwin

(Brooklyn, New York, 1898 – Beverly Hills, California, 1937)

Lullaby per archi

Adagio dolce, Andante cantabile, Dolcissimo, Andante cantabile

Durata: 11'

Lavoro giovanile di George Gershwin, Lullaby fu composta tra il 1919 e il 1920, come esercizio di composizione che gli era stato assegnato dal suo maestro, il compositore ungherese, emigrato negli Stati Uniti, Edward Kilenyi Senior, con il quale il compositore statunitense continuava a studiare nonostante avesse conseguito una certa fama sia grazie al lavoro svolto per la Tin Pay Alley (Vicolo della padella stagnata), un'azienda newyorkese specializzata nella scrittura di canzoni e nella stampa di spartiti agli inizi del Novecento sia grazie alla composizione di alcune canzoni come Swanee che fu inclusa da Aò Jolson nel musical Sinbad di Sigmund Romberg.

Lullaby è, come recita il titolo, una dolcissima ninnananna dalla struttura tripartita, nella quale appare già in nuce quella commistione di elementi classici e jazzistici che avrebbe contraddistinto la produzione matura di Gershwin. Dopo una breve introduzione (Adagio dolce), nella quale i violini primi con suoni flautati eseguono il motivo dell'accompagnamento, viene esposto il lirico e sincopato tema principale (Andante cantabile); molto breve è la sezione centrale (Dolcissimo) a cui segue una ripresa leggermente variata della parte iniziale.

 

George Gershwin

(Brooklyn, New York, 1898 – Beverly Hills, California, 1937)

An American in Paris (Un Americano a Parigi), poema sinfonico

Allegretto grazioso, Più moderato, Tempo di Blues, Allegro, Grandioso, Moderato con grazia, Grandioso di coda

Durata: 17'

"Un Americano a Parigi è la musica più moderna che io abbia mai scritto. La parte iniziale si sviluppa alla maniera di Debussy, benché le melodie siano originali. Il mio assunto consiste nel riprodurre le impressioni di un viaggiatore americano che passeggia per Parigi ascoltandone i suoni e i rumori e assorbendo l'atmosfera della Francia. Ma c'è molta libertà, e chi ascolta può leggere nella musica tutte le immagini che preferisce".

Così lo stesso Gershwin sintetizzò il contenuto di questo suo poema sinfonico nell'elaborato e dettagliato programma che egli scrisse insieme con il compositore e critico musicale Deems Taylor per la prima esecuzione avvenuta il 13 dicembre 1928 alla Carnegie Hall di New York sotto la direzione di Walter Damrosch. Nonostante l'ambientazione francese, i primi abbozzi di questo poema sinfonico, commissionato a Gershwin dalla New York Philharmonic Orchestra, furono stesi in patria prima che il compositore si recasse a Parigi, dove sarebbe giunto nel mese di marzo 1928 per trascorrervi un lungo periodo di vacanza insieme alla sorella Frances, al fratello Ira e alla moglie di quest'ultimo Leonore. Nella sua valigia il compositore aveva portato con sé gli abbozzi di questo poema con l'intenzione di completarne la stesura nella capitale francese, dove, però, egli, ormai all'apice del successo arrisogli grazie alla Rhapsody in Blue e al Concerto in fa, si trovò coinvolto in una serie di impegni mondani. La trionfale accoglienza riservata dal pubblico dell'Opéra proprio al Concerto in fa contribuì a fare di Gershwin uno dei personaggi maggiormente contesi dai salotti mondani parigini. Distratto, quindi, dal suo lavoro di composizione, Gershwin decise, allora, di fuggire dalla vita mondana e di stabilirsi per un breve periodo a Vienna dove, all'Hotel Bristol, trovò la pace necessaria per completare la stesura della versione pianistica di Un americano a Parigi, alla cui orchestrazione attese soltanto nella capitale francese dove rientrò in gran segreto. Gershwin era convinto, infatti, che solo il contatto diretto con la vita, i colori e l'atmosfera di Parigi gli avrebbe consentito di riprodurli efficacemente nella partitura in cui non mancano nemmeno elementi onomatopeici ottenuti con l'uso di quattro trombe di automobile perfettamente inserite in un organico particolarmente ricco e ricercato negli impasti timbrici.

In questa partitura Gershwin, nonostante abbia cercato di ricondurne la struttura a una forma-sonata indicando le tre sezioni (esposizione, sviluppo e ripresa) forse perché eccessivamente preoccupato di confermare l'immagine di compositore classico già data con il Concerto in fa, ha realizzato con rara efficacia il programma nel quale sono descritte le impressioni maturate da un giovane yankee nelle sue passeggiate per le strade della capitale francese. Il poema sinfonico si apre con un tema gaio con il quale è ritratta la passeggiata del giovane americano per gli Champs-Elysées in una mattinata di sole, mentre gli echi dei clacson evocano il traffico della metropoli. Dopo esser sfuggito a malapena alle macchine, il giovane si rifugia in un Café, accolto dagli echi di una vecchia canzone affidata ai tromboni. Poco dopo, accompagnato, prima, da un tema affidato ai clarinetti e, poi, da una melodia del corno inglese, il nostro giovane yankee giunge di fronte al Grand Palais per poi immergersi nelle stradine del Quartiere Latino. Qui una giovane prostituta, balbettando qualche parola in inglese, tenta un approccio in un seducente assolo dei violino; il giovane, dopo qualche tentennamento, fugge, ma è preso, poi, da una forte nostalgia della sua patria che si esprime nel grandioso blues della sezione centrale (Tempo di blues). L'incontro improvviso con un suo compatriota riporta la serenità, contraddistinta da ritmi di charleston che ritornano anche nel grandioso e gaio Finale dove vengono ripresentati, insieme ai clacson delle automobili, tutti i temi già esposti in questa affascinante e divertente partitura.

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