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Copland e il clarinetto di Calogero Palermo. Dirige Evgeny Bushkov

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Sul palcoscenico del Politeama Garibaldi, venerdì 30 marzo, alle ore 21, il siciliano Calogero Palermo, primo clarinetto della Royal Concertgebouw di Amsterdam, che proporrà il Concerto di Copland. In programma anche musiche di Ravel e Musorgskij. Alla guida dell'Orchestra Sinfonica Siciliana, un beniamino del pubblico della Sinfonica, Evgeny Bushkov. Si replica sabato 31 marzo alle 17,30

Palermo, 27 marzo 2018 - E' un beniamino del pubblico dell'Orchestra Sinfonica Siciliana Evgeny Bushkov, vincitore di quattro tra i più importanti concorsi violinistici del mondo e direttore d'orchestra che sarà sul podio del Politeama Garibaldi venerdì 30 marzo 2018 alle 21 e sabato 31 marzo alle ore 17,30 per un concerto che avrà come protagonista il siciliano Calogero Palermo, primo clarinetto della Royal Concertgebouw di Amsterdam. Questo il programma: Maurice Ravel (1875–1937) Valses nobles et sentimentales (Valzer nobili e sentimentali) per orchestra; Aaron Copland (1900–1990); Concerto per clarinetto; Modest Petrovič Musorgskij (1839–1881) Quadri di un'esposizione.

Valses nobles et sentimentales (Valzer nobili e sentimentali) per orchestra. La prima di quest'opera di Ravel fu un disastro, tra il pubblico che invece di ascoltare, chiacchierava del più e del meno distraendosi. Ravel avrebbe voluto comporre, almeno stando all'intestatario della dedica e primo esecutore, il pianista Louis Aubert, una raccolta di valzer sul modello di Schubert. Il pubblico che ascoltò per la prima volta Le Valses, senza che fosse citato l'autore alla Société Musicale Indépendante, doveva votare per l'attribuzione di ogni pezzo. "La paternità delle Valses – scrisse Ravel - mi fu riconosciuta solo da una minima maggioranza". Composte per i concerti organizzati dalla Société Musicale Indépendante fondata nel 1909 da alcuni allievi di Fauré, tra cui lo stesso Ravel, in contrapposizione alla conservatrice Société Nationale de Musique, le Valsesnobles et sentimentales furono perciò eseguite in un concerto estremamente singolare, il 9 maggio 1911. Pochi indovinarono l'autore, nonostante fossero presenti musicisti famosi come il pianista svizzero Alfred Cortot. Un anno dopo l'infelice versione pianistica, Ravel orchestrò gli otto valzer, di cui si compone questo lavoro, per il balletto Adélaïde ou Le language de fleures, che fu messo in scena il 22 aprile del 1912 al Théâtre du Châtelet nell'ambito dei concerti di danza di mademoiselle Trouhanova. Questo l'elenco dei valzer: Modéré, Assez lent, Modéré, Assez animé, Presque lent, Assez vif, Moin vif, Epilogue. Durata: 17'

Il Concerto per clarinetto, archi e arpa. Copland lo compose tra il 1947 e il 1948 su commissione del famoso clarinettista jazz, Benny Goodman, soprannominato il re dello swing, che lo eseguì il 6 novembre 1950, con la NBC Symphony Orchestra diretta da Fritz Reiner; Copland aveva appena completato la sua terza sinfonia ed era di ritorno da Rio de Janeiro, dove, nei momenti di pausa, aveva abbozzato il primo dei due movimenti di cui si compone il lavoro. L'incontro con Benny Goodman fu molto importante per Copland che, in precedenza, aveva confessato a Philip Ramey di aver utilizzato elementi ispirati dal linguaggio jazz adottato dal gruppo del celebre clarinettista, precisando, tuttavia, che tutti gli elementi tratti dal jazz e presenti in questo concerto non avevano nulla a che fare con l'improvvisazione jazz per la quale Benny Goodman e il suo sestetto erano diventati famosi. Copland, fuse elementi legati alla musica popolare dell'America del Nord e del Sud, presenti, soprattutto, nella cadenza che collega i due movimenti, di cui si compone il lavoro, eseguiti senza soluzione di continuità; è abbastanza riconoscibile, infatti, una melodia brasiliana ascoltata dal compositore stesso a Rio. Il Concerto è così diviso: Slowly and expressively (Lento ed espressivo); Cadenza; Rather fast (Abbastanza veloce). Durata: 18'

Quadri di un'esposizione. La fama e la diffusione di Quadri di un'esposizione di Modest Petrovič Musorgskij sono legate alla magistrale rielaborazione orchestrale fatta da Maurice Ravel nel maggio del 1922 su invito del direttore d'orchestra russo Sergej Koussevitzky; Ravel, intuendo le importanti possibilità timbriche offerte dallo spartito pianistico, diede ad esse forma ricorrendo alla sua ricca tavolozza strumentale. L'originale pianistico di Musorgskij, costituito da 15 brani che si susseguono senza soluzione di continuità, fu ispirato da una mostra di quadri del pittore, scenografo e architetto Victor Hartmann scomparso alla giovane età di trentanove anni nel mese di luglio del 1873. La mostra, che raccoglieva circa quattrocento oggetti diversi tra quadretti di genere, progetti architettonici, bozzetti scenici, figurini, era stata organizzata nel febbraio 1874 dal critico d'arte Vladimir Stasov, amico di Hartmann e di Musorgskij che era rimasto profondamente colpito dalla morte del pittore. Sulla spinta di questo sentimento il compositore, che condivideva con Hartmann il desiderio di creare un'arte russa che avesse un linguaggio e caratteristiche proprie, si era messo subito al lavoro in modo febbrile al punto tale che la penna era più lenta della sua ispirazione, come si evince da una lettera indirizzata a Stasov nel giugno 1874. Il lavoro fu completato il 22 luglio 1874 e dedicato, con la dicitura "in memoria del nostro caro Victor", a Stasov che scrisse la prefazione dell'edizione a stampa pubblicata, tuttavia, soltanto nel 1886 nella già citata revisione di Rimskij-Korsakov dalla casa editrice Bessel a cinque anni di distanza dalla morte del compositore. E' così suddivisa: Promenade; Gnomus; Promenade;Il vecchio castello;Promenade;Tuileries; Bydlo; Promenade; Balletto dei pulcini nel loro guscio;Samuel Goldenberg e Schmuyle; Il mercato di Limoges; Catacombae (SepulcrumRomanum); Cum mortuis in lingua morta; La capanna sulle zampe di gallina; La grande porta di Kiev. Durata: 32'

Calogero Palermo. E' primo clarinetto della Royal Concertgebouw di Amsterdam. Originario di Mazarino, muove i suoi primi passi artistici a Riesi e poi a Palermo dove si iscrive al Conservatorio. Giovanissimo è già primo clarinetto all'Orchestra del Teatro Bellini di Catania, poi del Teatro dell'Opera di Roma e dell'Orchestra National de France.E' stato vincitore del concorso Jeunessesmusicales di Bucarest e di altri prestigiosi riconoscimenti che gli hanno consentito di imporsi sulla scena artistica internazionale a fianco di direttori come Daniele Gatti, Riccardo Muti, Daniel Harding, Yuri Temirkanov, Kurt Masur. Suona un clarinetto Buffet Crampon Rc Prestige.

Biglietti 12-25 euro al Botteghino del Politeama Garibaldi e un'ora e mezza prima dello spettacolo. Sconto del 50% per studenti e under 30.

Info: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , www.orchestrasinfonicasiciliana.it, vivaticket.it, 091 6072532.

L'Ufficio stampa 

(Mario Pintagro)

 

Note biografiche

Evgeny Bushkov, direttore

evgenybushkov2Una delle bacchette più interessanti degli ultimi tempi, Evgeny Bushkov si è imposto all'attenzione del mondo musicale innanzitutto come incredibile violinista, vincitore di quattro tra i maggiori concorsi violinistici al mondo - Wieniawski (1986), Queen Elizabeth (1989), Tchaikovsky (1990), ed il primo Henryk Szeryng Foundation Award (1992). Evgeny Bushkov trasferisce con naturalezza tutta la straordinaria esperienza esecutiva e l'impeccabile gusto artistico nella sua direzione d'orchestra. Il debutto di Bushkov come direttore è avvenuto nel 1999 in Francia con la Festival Orchestra dell'International Festival di Luxeuil.

Dal 2002 al 2009, Evgeny Bushkov ha ricoperto l'incarico di Direttore della State Symphony Orchestra "Novaya Rossiya" (Yury Bashmet direttore artistico). Nel 2003 Bushkov ha fondato le "Educational Concert Series for children" che hanno incontrato un immediato successo sperimendando programmazioni uniche ed innovative, culminate nella direzione delle prime russe delle due opere per bambini di G. C. Menotti e D. Krivitsky.

Nel 2010 Evgeny Bushkov ha diretto la Novosibirsk Symphony Orchestra nella prima della Symphony No 1 di John Corigliano avvenuta in Russia; è stato in tour in Germania dirigendo la Chamber Orchestra of Kazakhstan in un concerto tenutosi al Berlin Philharmonic Hall; ha diretto la Symphony Orchestra "Metropolitana" a Lisbona; ha partecipato al Festival Pianistico Internazionale di Almaty dirigendo la State Symphony Orchestra of Kazakhstan (GASO) ed ha continuato a ricoprire il ruolo di direttore ufficiale del Concorso Pianistico "Vera Lothar-Schevchenko" di Novosibirsk. Per le celebrazioni del 65° anniversario del Giorno della Vittoria sul nazismo, Bushkov è stato invitato a dirigere "The Leningrad", la sinfonia di Schostakovich, a Milano con l'Orchestra Sinfonica di Milano "G.Verdi". L'Orquesta Sinfonica de Venezuela ha reinvitato il maestro in occasione dell'80° anniversario della sua fondazione.

Evgeny Bushkov è direttore artistico e direttore principale della Belorus State Academic Symphony Orchestra (la precedente Minsk Chamber Orchestra). Continua a presentare numerose prime mondiali e nazionali e a collaborare con solisti di fama internazionale. Dopo la loro recente collaborazione, il leggendario pianista Paul Badura-Skoda ha scritto: "Evgeny Bushkov è uno dei migliori direttori con cui ho suonato nell'ultimo decennio".

 

Calogero Palermo, clarinetto

calogero-palermo-2Primo clarinetto presso la prestigiosa Royal Concertgebouw Orchestra di Amsterdam, giovanissimo ricopriva già tale ruolo nell'Orchestra del Teatro V. Bellini di Catania (1993-1996), successivamente nell'Orchestra del Teatro dell'Opera di Roma (1997-2008, 2012-2015) e nell'Orchestre National de France (2008-2011).

Vincitore del Concorso Internazionale Jeunesses Musicales di Bucarest e di numerosi altri riconoscimenti avuti nei più importanti concorsi clarinettistici italiani, svolge un'intensa attività concertistica che lo ha portato ad esibirsi in vari paesi dell'Europa, Asia, Africa e America, collaborando con prestigiosi direttori come: Kurt Masur, Mariss Jansons, Valery Gergiev, Sir Colin Davis, Yuri Temirkanov, Daniele Gatti, Herbert Blomstedt, John Eliot Gardiner, Daniel Harding, Andris Nelsons, Iván Fischer, Neemi Järvi, Charles Dutoit e Riccardo Muti.

Ha inciso per la B.M.G. Ricordi, Riverberi Sonori, Fonè, Accord for music-Roma, Trio Zecchini, Wicky Edition Cristal Records, Gutman Records, Brilliant Classics, BIS Record e A.I.C.

Numerose sue esecuzioni sono state trasmesse da varie emittenti radiofoniche e televisive: RAI, Radio Vaticana, Televisione Nazionale Rumena, Radio Clásica RNE, Radio France, RadioTre, France Musique, RaiTrade e NPO Radio 4.

Tra gli autori che hanno creato musiche a lui dedicate, Luis Bacalov, Renato Chiesa, Claudio Cimpanelli, Antonio Fraioli e Nunzio Ortolano.

Affianca all'attività concertistica quella didattica che lo vede impegnato in numerosi Corsi di Alto Perfezionamento e Master Classes sia in Italia che all'estero: Mozarteum Salzburg, CRR de Paris, University of Gothenburg, Conservatoire de Lyon, Tokyo University of the Arts, Malmö Academy of Music, Conservatori Liceu de Barcellona, IMEP Institut Supérieur de Musique et de Pédagogie de Namur.

E' autore del testo didattico Soli d'orchestra per clarinetto con accompagnamento pianistico.

Viene regolarmente invitato nelle giurie dei più importanti concorsi internazionali per clarinetto.

Calogero Palermo suona con clarinetto Buffet Crampon modello RC Prestige.

 

Note di sala a cura di Riccardo Viagrande

Maurice Ravel

(Ciboure, Bassi Pirenei, 1875 – Parigi 1937)

Valses nobles et sentimentales (Valzer nobili e sentimentali) per orchestra

Modéré, Assez lent, Modéré, Assez animé, Presque lent, Assez vif, Moin vif, Epilogue

Durata: 17'

La versione per orchestra di Valses nobles et sentimentales è, come molti altri lavori di Ravel, la trascrizione di una precedente composizione pianistica la cui prima esecuzione si risolse in un fiasco tanto clamoroso quanto inaspettato. Composte per i concerti organizzati dalla Société Musicale Indépendante fondata nel 1909 da alcuni allievi di Fauré, tra cui lo stesso Ravel, in contrapposizione alla conservatrice Société Nationale de Musique, le Valses nobles et sentimentales furono eseguite in un concerto alquanto singolare tenutosi il 9 maggio 1911; in quell'occasione, infatti, furono presentate delle composizioni senza che fosse indicato il nome dell'autore e lasciando al pubblico il compito di indovinarlo. Alla fine del concerto fu distribuito al pubblico un questionario dove ciascuno doveva indicare il nome dell'autore. La lettura delle schede fu una vera sorpresa, in quanto soltanto pochi indovinarono l'autore, mentre la maggior parte del pubblico, formato anche da musicisti di chiara fama, attribuì la paternità di questa composizione a Satie o a Kodály o addirittura a Theodor Dubois, come confessò candidamente il pianista svizzero Alfred Cortot presente in sala; del concerto ci ha lasciato una fedele descrizione il pianista Louis Aubert, primo interprete e dedicatario della composizione:

"L'esperimento fu un disastro. In questa associazione, che allora era un feudo di Ravel, e dove egli godeva di un enorme prestigio presso il pubblico, la mirabile raccolta, uno dei lavori più belli del musicista, non fu nemmeno ascoltata fino alla conclusione. In preda a violenta emozione, portai a termine l'esecuzione, fra il chiasso non di fischi, ma, peggio, delle chiacchiere distratte del pubblico. Soltanto alcune schede attribuirono a Ravel la paternità dell'opera. Uno dei suoi più sfegatati turiferari – il quale in una precedente conversazione aveva sfidato chiunque a riconoscere la musica di Ravel entro le prime dieci battute – incontrandomi nel corridoio senza lasciarmi tempo di rivelargli la verità, mi investì di rampogne per quella musica da dilettante".

Questo avvenimento non lasciò indifferente lo stesso Ravel che ne fece un resoconto accurato nell'Esquisse, dove dichiarò anche le sue intenzioni relative alla composizione di questo lavoro:

"Il titolo di Valses nobles e sentimentales indica a sufficienza la mia intenzione di comporre una raccolta di valzer sul modello di Schubert. Al virtuosismo che stava al fondamento di Gaspard de la nuit, fa seguito una scrittura nettamente più chiara, che indurisce le armonie e sottolinea i rilievi. Le Valses vennero eseguite per la prima volta, fra proteste e grida, al concerto senza nomi d'autore della Société Musicale Indépendante. Gli ascoltatori votavano per l'attribuzione di ogni pezzo. La paternità delle Valses mi fu riconosciuta con una minima maggioranza".

Un anno dopo il fiasco della versione pianistica Ravel orchestrò gli otto valzer, di cui si compone questo lavoro, per il balletto Adélaïde ou Le language de fleures, che fu messo in scena il 22 aprile del 1912 al Théâtre du Châtelet nell'ambito dei concerti di danza di mademoiselle Trouhanova.

Il modello schubertiano, dichiarato da Ravel e richiamato nel titolo, non è immediatamente rintracciabile in questa composizione che fu giudicata già alla prima esecuzione un esempio di avanguardismo sfrenato. In queste danze non è facile trovare la noblesse e il carattere sentimental, tanto che uno dei primi studiosi di Ravel, Roland Manuel, affermò che il sentimento esisteva ma come una maschera. Effettivamente in questa raccolta sembra che Ravel giochi sia con l'armonia, che presenta anche passi fortemente dissonanti, sia con il ritmo apparentemente ternario ma in continuo rinnovamento, dal momento che l'accentazione in tre tempi è quasi sempre elusa.

La raccolta si compone di sette valzer conclusi da un Epilogue, dei quali il primo, Modéré, aperto da un accordo dissonante, la cui natura è ancora oggetto di discussione, si caratterizza per una scrittura energica a cui se ne contrappone una di carattere languido nel secondo, Assez lent, soprattutto nei timbri dolci e accattivanti del flauto e del corno inglese. All'eleganza del terzo, Modéré, segue il procedere saltellante e capriccioso del quarto, Assez animé, mentre il quinto, Presque lent, dans un sentiment intime, si impone per il suo carattere introspettivo. Il sesto, Assez vif, è un turbinio vorticoso di suoni e di colori, mentre il settimo, Moin vif, è assimilabile, per alcune movenze, ad una scrittura di ascendenza straussiana. Anche l'Epilogue è un valzer nel quale vengono ripresentati dei frammenti dei valzer precedenti in una scrittura che tende pian piano a sfumare e svanire in modo enigmatico. Alla raccolta il compositore appose come epigrafe la frase tratta dai Rencontres Monsieur Bréot: le plaisir delicieux et toujours nouveau d'une occupation inutile (il piacere delizioso e sempre nuovo di un lavoro inutile).

 

Aaron Copland

(Brooklyn, New York, 1900 – New York 1990)

Concerto per clarinetto

Slowly and expressively (Lento ed espressivo)

Cadenza

Rather fast (Abbastanza veloce)

Durata: 18'

Il Concerto per clarinetto, archi e arpa fu composto tra il 1947 e il 1948 su commissione del famoso clarinettista jazz, Benny Goodman, soprannominato il re dello swing, che lo eseguì due anni dopo, il 6 novembre 1950, con la NBC Symphony Orchestra diretta da Fritz Reiner; era quello un periodo di intenso lavoro per Copland che aveva appena completato la sua terza sinfonia ed era di ritorno da Rio de Janeiro, dove, nei momenti di pausa, aveva abbozzato il primo dei due movimenti di cui si compone il lavoro. L'incontro con Benny Goodman fu molto importante per Copland che, in precedenza, aveva confessato a Philip Ramey di aver utilizzato elementi ispirati dal linguaggio jazz adottato dal gruppo del celebre clarinettista, precisando, tuttavia, che tutti gli elementi tratti dal jazz e presenti in questo concerto non avevano nulla a che fare con l'improvvisazione jazz per la quale Benny Goodman e il suo sestetto erano diventati famosi. In questo concerto, come affermò lo stesso Copland, vi è una fusione inconscia di elementi legati alla musica popolare dell'America del Nord e del Sud, presenti, soprattutto, nella cadenza che collega i due movimenti, di cui si compone il lavoro, eseguiti senza soluzione di continuità; è abbastanza riconoscibile, infatti, una melodia brasiliana ascoltata dal compositore stesso a Rio.

Il primo movimento, lento, espressivo e composto nella forma della canzone tripartita (A-B-A), presenta un soffuso lirismo soprattutto nella parte del clarinetto che intona una morbida melodia su un discreto accompagnamento degli archi ed è collegato al secondo da una cadenza che offre al solista la possibilità di mostrare le sue doti virtuosistiche.

Il secondo movimento, formalmente un rondò rapido e frenetico, si distingue per i frequenti cambiamenti ritmici e i violenti cambi di registro del clarinetto. Il brano si conclude con una coda elaborata in do maggiore.

 

Modest Petrovič Musorgskij

(Parevo, Pskov, 1839 – Pietroburgo 1881)

Quadri di un'esposizione

Promenade (Allegro giusto nel modo russico senza allegrezza ma, poco sostenuto

Gnomus (Vivo)

Promenade (Moderato comodo e con delicatezza)

Il vecchio castello

Promenade (Moderato non tanto, pesante)

Tuileries (Allegretto non troppo, capriccioso)

Bydlo (Sempre moderato pesante)

Promenade (Tranquillo)

Balletto dei pulcini nel loro guscio (Scherzino, vivo leggero)

Samuel Goldenberg e Schmuyle

Il mercato di Limoges (Allegro vivo, sempre scherzando

Catacombae (Sepulcrum Romanum) (Largo)

Cum mortuis in lingua morta (Andante non troppo, con lamento)

La capanna sulle zampe di gallina (Allegro con brio, feroce)

La grande porta di Kiev (Allegro alla breve; maestoso; con grandezza)

Durata: 32'

La fama e la diffusione di Quadri di un'esposizione di Modest Petrovič Musorgskij sono indissolubilmente legate alla magistrale rielaborazione orchestrale fatta da Maurice Ravel nel maggio del 1922 su invito del direttore d'orchestra russo Sergej Koussevitzky; il compositore francese, intuendo le importanti possibilità timbriche offerte dallo spartito pianistico, diede ad esse forma ricorrendo alla sua ricca tavolozza strumentale. In realtà prima della celebre orchestrazione realizzata da Ravel, ne erano apparse altre e in particolare: una parziale realizzata, nel 1891, da Mikhail Touchmalov su invito di Rimskij-Korsakov che nel 1886 aveva pubblicato per la casa editrice Bessel una revisione dello spartito pianistico di Musorgskij; una seconda risalente al 1915 per mano dell'inglese Henry Wood e una terza nel 1921 ad opera dal violinista e direttore d'orchestra sloveno Leo Funtek. Eseguita per la prima volta all'Opéra (Palais Garnier) nel mese di ottobre del 1922 sotto la direzione di Koussevitzky, l'orchestrazione di Ravel si impose immediatamente ottenendo un successo immediato.

L'originale pianistico di Musorgskij, costituito da 15 brani che si susseguono senza soluzione di continuità, fu ispirato da una mostra di quadri del pittore, scenografo e architetto Victor Hartmann scomparso alla giovane età di trentanove anni nel mese di luglio del 1873. La mostra, che raccoglieva circa quattrocento oggetti diversi tra quadretti di genere, progetti architettonici, bozzetti scenici, figurini, gioielli e artigianato vario, era stata organizzata nel febbraio 1874 dal critico d'arte Vladimir Stasov, amico di Hartmann e di Musorgskij che era rimasto profondamente colpito dalla morte del pittore. Sulla spinta di questo sentimento il compositore, che condivideva con Hartmann il desiderio di creare un'arte russa che avesse un linguaggio e caratteristiche proprie, si era messo subito al lavoro in modo febbrile al punto tale che la penna era più lenta della sua ispirazione, come si evince da una lettera indirizzata a Stasov nel giugno 1874:

"Hartmann ribolle proprio come lo fece a suo tempo il Boris [...]. Posso a malapena correre con la penna per mettere le idee sulla carta".

Il lavoro fu completato il 22 luglio 1874 e dedicato, con la dicitura "in memoria del nostro caro Victor", a Stasov che scrisse la prefazione dell'edizione a stampa pubblicata, tuttavia, soltanto nel 1886 nella già citata revisione di Rimskij-Korsakov dalla casa editrice Bessel a cinque anni di distanza dalla morte del compositore.

Il tentativo di rappresentare una mostra di quadri diversi comportava il rischio di costruire un brano estremamente disorganico in cui le diverse immagini si susseguivano senza alcuna relazione, ma la scelta di Musorgskij di introdurre un intermezzo, intitolato Promenade (Passeggiata), nel quale il compositore intese illustrare se stesso nel momento in cui passeggiava tra i quadri della mostra, costituisce l'elemento unificatore. Il tema della Promenade, che ritorna nel corso dell'opera, appare rielaborato in modo da rappresentare le diverse e sempre nuove emozioni suscitate in lui dalla visione dei quadri della mostra. Questa evoluzione di stati d'animo, che nello spartito pianistico è espressa con tonalità diverse, nell'orchestrazione di Ravel trova la sua naturale realizzazione in un colore strumentale sempre nuovo. Il celeberrimo tema della Promenade apre il brano annunciato prima dagli ottoni ed esposto, poi, dall'orchestra nella tonalità di si bemolle maggiore. Al suo esaurirsi, dopo la perorazione conclusiva dell'orchestra, si materializza l'immagine dì uno gnomo che sembra quasi uscire dal quadro con un atteggiamento dinoccolato reso da ritmi irregolari. Il musicista sembra già colpito da questo primo quadro e copre la breve distanza che lo separa dal successivo con un fare pensieroso reso perfettamente da un'orchestrazione soffusa e molto leggera della Promenade che conduce al secondo quadro, Il vecchio castello; in questo brano antiche leggende sembrano rivivere nel delicato timbro del saxofono che intona un nostalgico motivo amoroso alternandosi all'orchestra a cui è affidato un tema secondario. Dopo la ripresa della Promenade, esposta, questa volta, dagli ottoni nella tonalità di si maggiore, due nuovi quadri si offrono agli occhi del visitatore: il parco delle Tuileries, dove bambini si rincorrono frenati dai genitori il cui intervento è reso con un motivo dolce e cantabile, e Bydlo, un carro polacco, il cui pesante incedere sembra materializzarsi nel tema affidato al bassotuba. La Promenade, che appare per l'ultima volta in una tonalità minore e con un'orchestrazione leggera affidata ai legni, introduce tutti gli altri quadri tra cui il Balletto dei pulcini nei loro gusci con la sua gaiezza. Ad esso segue Samuel Goldenberg e Schmuyle che rappresenta due ebrei polacchi, il primo dei quali è ricco, mentre il secondo è povero. Uno sfolgorio di timbri e di voci è Il mercato di Limoges, che si contrappone al carattere lugubre del quadro successivo Catacombae, dove è rappresentato lo stesso Hartmann che osserva le catacombe di Parigi. Il clima lugubre è confermato nel quadro successivo Cum mortuis in lingua morta nel quale, secondo quanto scrisse lo stesso Musorgskij nell'autografo:

"Lo spirito creatore del defunto Hartmann mi conduce verso i crani e li invoca. I crani si illuminano dolcemente dall'interno".

In questo quadro ritorna inaspettatamente il tema della Promenade come se lo spettatore volesse fuggire da quelle immagini così lugubri che, tuttavia, ritornano nel quadro successivo Capanna sulle zampe di gallina. In questo quadro con un "barbarico" e "feroce" tema esposto da ottoni e archi viene rappresentata la leggendaria strega russa Baba-Yaga che mangia le ossa umane dopo averle pestate in un mortaio. Un'immagine serena e festante è, infine, quella consegnata all'ascoltatore dalla rappresentazione dell'ultimo quadro, La porta di Kiev, dove, dopo l'esposizione di un tema brillante e di un altro di origine liturgica, è ripreso, in una nuova veste strumentale, quello della Promenade.


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