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Tutto Mozart, con la bacchetta e il piano di Barry Douglas

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Il concerto di sabato7 e domenica 8 aprile vedrà il pianista e direttore Barry Douglas sul podio del Politeama Garibaldi a dirigere l'Orchestra Sinfonica Siciliana. In programma tre concerti di Mozart. Douglas è stato già protagonista di un esaltante concerto nella scorsa stagione.

Palermo, 4 aprile 2018 - Il concerto n.22 della 59ma stagione è tutto dedicato a Mozart. Questo il programma: Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791), Concerto per pianoforte e orchestra n. 20 in re minore KV 466; Concerto per pianoforte e orchestra n. 21, in Do maggiore, KV 467; Concerto per pianoforte e orchestra n. 25 in Do maggiore KV 503. C'è una variazione di data: il concerto del turno serale si terrà domenica 8 aprile alle ore 18. Il turno pomeridiano del sabato rimane invece invariato, il 7 aprile alle ore 17,30. A dirigere l'Orchestra Sinfonica Siciliana il pianista Barry Douglas, già protagonista di un esaltante concerto nella scorsa stagione.

Concerto per pianoforte e orchestra n. 20 in re minore KV 466. Mozart lo completò nel 1785 a Vienna, per eseguirlo come solista l'11 febbraio dello stesso anno a Vienna in uno dei suoi concerti per abbonamento molto frequentati. Si racconta che Mozart distribuì agli orchestrali le copie appena trascritte dell'ultimo movimento, al momento stesso di andare in scena. Il concerto si svolse nella sala Mehlgrube e vi parteciparono anche il padre Leopold, appositamente venuto da Salisburgo. Il KV 466 è a tutt'oggi il Concerto più eseguito, assieme al KV 488 tra i 25 concerti per pianoforte di Mozart. E fu il concerto preferito da Beethoven, che ne scrisse una cadenza che viene a tutt'oggi eseguita da gran parte degli interpreti non avendo Mozart lasciato una sua cadenza per il KV 466. Proprio in Beethoven dobbiamo cercare le influenze più profonde ed immediate, ma non nei concerti per pianoforte del compositore di Bonn, che sono strutturalmente e concettualmente molto diversi da quelli di Mozart, ma nelle sinfonie. Mozart compose 41 sinfonie, ma solo poche di esse sono assimilabili per dimensioni, organico, intenzioni e contenuti a quelle che nei 150 anni successivi furono il genere "principe" della ricerca musicale. La tonalità di re minore è una delle predilette dal compositore, tanto che alcuni critici l'hanno definita come "la tonalità dell'anima" di Mozart. Mozart utilizzerà ancora la tonalità in re minore - particolarmente indicata quando si vogliono toccare le corde ed i sentimenti più profondi ed intimi dell'animo umano - nella Messa di Requiem e nel suo Don Giovanni. Precedentemente l'aveva utilizzata nel Quartetto per archi KV 421. E' suddiviso nei seguenti movimenti: Allegro assai; Allegro; Romanza; Allegro assai. Durata: 32'

Concerto per pianoforte e orchestra n. 21, in do maggiore, KV 467. Un mese dopo il concerto n.20, Mozart propose ai suoi appassionati ascoltatori questo concerto dai toni più rassicuranti. Il concerto debuttò il 12 marzo del 1875 a Vienna. Il Concerto si riferisce ad un periodo particolarmente felice del compositore, dal punto di vista economico. E' il ritorno di Mozart ad una scrittura brillante. Il secondo movimento, Andante, in fa maggiore, aperto da un tema esposto dai violini primi con sordina e ripreso dal pianoforte, è una delle pagine più famose di Mozart per la sua dolce cantabilità che assume toni ora tristi ora sereni ora angosciati grazie anche alle 20 modulazioni che si possono apprezzare al suo interno (R.Viagrande). E' suddiviso nei seguenti movimenti: Allegro maestoso; Andante; Allegro vivace assai. Durata: 28'

Concerto per pianoforte e orchestra n. 25 in Do maggiore KV 503. Mozart lo compose alla fine del 1786 e rispecchia il cambio di gusti del pubblico, sempre meno interessato ai suoi concerti, ma va sottolineato che il salisburghese utilizzava i concerti per farsi conoscere ed apprezzare nel campo dell'opera lirica. E' un concerto che si segnala per i passaggi virtuosistici, passaggi complessi, che richiedevano un certa abilità al pianista. Forse Mozart compose questo Concerto perché destinato ad un ciclo di Accademie durante il periodo dell'Avvento o a un'esecuzione a Praga dove si sarebbe recato nel mese di gennaio del 1787. Nel secondo tema dell'Allegro maestoso, ci sono casuali analogie con la Marsigliese. Il concerto si divide nei seguenti movimenti: Allegro maestoso; Andante; Allegretto. Durata: 32'.

Biglietti 12-25 euro al Botteghino del Politeama Garibaldi e un'ora e mezza prima dello spettacolo. Sconto del 50% per studenti e under 30.

Info: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , www.orchestrasinfonicasiciliana.it, vivaticket.it, 091 6072532.

L'Ufficio stampa 

(Mario Pintagro)

 

Note biografiche

Barry Douglas, direttore/pianoforte

barry-douglasHa iniziato la sua grande carriera internazionale dopo aver vinto la medaglia d'oro nel 1986 al Concorso Internazionale pianistico Čajkovskij. La sua attività di direttore d'orchestra e pianista lo ha portato ad esibirsi in tutto il mondo.

Come artista esclusivo della casa discografica Chandos ha inciso i lavori completi per pianoforte di Brahms che hanno ricevuto grandi apprezzamenti dalla critica internazionale. Ha in corso di produzione le composizioni per solo piano di Schubert e di Čajkovskij. Ha inoltre inciso "Celtic Reflections" e "Celtic Airs", raccolte di brani tratti dal repertorio musicale popolare irlandese, da lui arrangiati.

Nel 1999 ha fondato l'orchestra Camerata Ireland per celebrare e promuovere i migliori giovani musicisti irlandesi. Oltre a mettere in evidenza l'eccellenza musicale giovanile della sua patria, una delle finalità principali della Camerata Ireland è quella di supportare il processo di pace tra le due repubbliche irlandesi promuovendo dialogo e collaborazione attraverso i suoi programmi di educazione musicale.

Con la sua direzione la Camerata Ireland ha effettuato regolari tournées in giro per il mondo e in questa stagione si è esibita negli Stati Uniti e in Sud America.

Nel 2002 Barry Douglas ha ricevuto l'Ordine del British Empire (OBE) per i suoi servizi dedicati alla diffusione della musica.

 

Note di sala a cura di Riccardo Viagrande

Wolfgang Amadeus Mozart

(Salisburgo 1756 – Vienna 1791)

Concerto n. 20 in re minore per pianoforte e orchestra KV 466

Allegro

Romance

Rondò (Allegro assai)

Durata: 32'

Amatissimo da Beethoven, che, oltre a comporre le cadenze lasciate in bianco da Mozart, lo eseguì spesso, il Concerto n. 20 in re minore per pianoforte e orchestra KV 466 è certamente uno dei lavori più famosi del Salisburghese. Completato il 10 febbraio 1785, il Concerto fu eseguito in gran fretta il giorno dopo a Vienna con l'orchestra che lesse a prima vista il terzo movimento, come si evince da una lettera, scritta qualche giorno dopo dal padre Leopold, che si trovava a Vienna presso il figlio, e indirizzata alla figlia Nannerl:

"Ho sentito un eccellente nuovo concerto per pianoforte di Wolfgang, sul quale il copista era ancora a lavoro quando si stava per eseguirlo, e tuo fratello non ha avuto nemmeno il tempo di provare il rondò, poiché fu occupato nel controllare le operazioni di copiatura".

Nonostante le oggettive difficoltà dovute al tempo piuttosto esiguo concesso all'orchestra per prepararne un'adeguata esecuzione, il concerto riscosse un immediato successo non solo in quest'occasione, ma per tutto il periodo romantico grazie alla scelta innovativa di creare un forte dualismo tra solista e orchestra. Proprio questa scelta innovativa suscitò gli entusiasmi di Beethoven, di Brahms, di Clara Schumann e di Ferruccio Busoni che scrissero le cadenze improvvisate da Mozart alla prima esecuzione. In questo lavoro Mozart utilizzò, per la prima volta in questo genere, la tonalità minore conferendogli quel drammatico patetismo tanto apprezzato dai Romantici al punto tale da considerare il Salisburghese un loro precursore.

Nel primo movimento, Allegro, in forma-sonata, il tradizionale carattere galante o militare, tipico di questo genere sinfonico, è sostituito da una scrittura cupa e pensosa di grande fascino, nella quale notevole importanza assumono il ponte modulante e le codette elaborate alla stregua di autonome sezioni di sviluppo.

Il secondo movimento, formalmente una Romanza sviluppata secondo lo schema ABACA, presenta un tema principale sereno che contrasta con il carattere cupo del movimento precedente.

Un Rondò estremamente innovativo per i contrasti tonali tra maggiore e minore è, infine, il terzo movimento nel quale al primo tema frenetico in re minore si contrappone il secondo ironico e quasi burlesco.

 

Concerto n.21 in do maggiore per pianoforte e orchestra KV 467

Allegro maestoso

Andante

Allegro vivace assai,

Durata: 28'

Reduce dal successo ottenuto con il Concerto n. 20, Mozart, appena un mese dopo ne ottenne un altro con il Concerto n. 21 in do maggiore KV 467 che, eseguito sempre a Vienna il 12 marzo 1785, costituisce la testimonianza di un momento particolarmente felice vissuto dal Salisburghese anche da un punto di vista economico, come si evince da una lettera indirizzata dal padre Leopold alla figlia Nannerl:

"Tuo fratello ha incassato 559 fiorini e cioè assai di più di quanto immaginassimo poiché ha ancora 150 abbonati - ognuno dei quali paga una sterlina - per altri sei concerti alla «Mehlgrube». Ha poi suonato moltissime altre volte in teatro per pura cortesia. Finissero soltanto questi concerti! Non posso descriverti le seccature, le agitazioni..."

Il Concerto, che costituisce dopo i toni cupi del precedente un ritorno a una scrittura brillante, presenta un primo movimento, Allegro Maestoso, particolarmente innovativo dal punto di vista formale sin dall'ingresso del solista dopo l'esposizione orchestrale in cui vengono presentati i primi due temi dei quali il primo si caratterizza per un incedere marziale, mentre il secondo, affidato ai legni, si segnala per una leggiadra scorrevolezza. Al suo ingresso il solista non presenta il tema, ma si produce in disegni di virtuosistiche semicrome che richiamano una scrittura di carattere cadenzante, mentre è proprio l'orchestra a riproporre l'incipit del tema sul trillo del pianoforte. In questo movimento sembra che Mozart abbia voluto delimitare in modo netto le funzioni del solista e dell'orchestra tanto che, quando tocca al pianoforte esporre il secondo tema, questo si produce in una sorta di secondo tema fittizio. Il secondo movimento, Andante, in fa maggiore, aperto da un tema esposto dai violini primi con sordina e ripreso dal pianoforte, è una delle pagine più famose di Mozart per la sua dolce cantabilità che assume toni ora tristi ora sereni ora angosciati grazie anche alle 20 modulazioni che si possono apprezzare al suo interno. L'ultimo movimento, Allegro assai vivace, è, infine, un virtuosistico e brillante Rondò.

 

Concerto n.25 in do maggiore per pianoforte e orchestra KV 503

Allegro maestoso

Andante

Allegretto

Durata: 32'

Completato il 4 dicembre del 1786, il Concerto n.25 in do maggiore per pianoforte e orchestra KV 503 è l'ultimo della serie di 11 concerti che Mozart compose dal 1784. Il successivo, il celebre Concerto dell'incoronazione, sarebbe stato composto, infatti, un anno e mezzo dopo da Mozart che nel frattempo si sarebbe dedicato al teatro con la composizione del Don Giovanni e forse non godeva più dello stesso consenso che il pubblico viennese gli aveva tributato in precedenza. Le sperimentazioni formali e linguistiche, che Mozart aveva posto in essere in questo genere, destinato a pianisti dilettanti che potevano acquistare, per eseguirle in privato, una copia degli spartiti, erano state la causa di questa crisi della musica concertistica del Salisburghese presso il pubblico viennese.

Ancora oggi non è possibile conoscere con precisione le circostanze che hanno indotto Mozart a comporre questo concerto, forse destinato a un ciclo di Accademie durante il periodo dell'Avvento o a un'esecuzione a Praga dove si sarebbe recato nel mese di gennaio del 1787.

Anche in questo lavoro non mancano le sperimentazioni formali già a partire dalla poderosa esposizione orchestrale del primo movimento, Allegro maestoso, nella quale il secondo tema, che presenta casuali analogie con la Marsigliese, si presenta in un'inconsueta tonalità minore. Come accade in questi concerti, il solista fa il suo ingresso con una nuova idea tematica. Il secondo movimento, Andante, in forma-sonata, si apre con un'esposizione orchestrale dove vengono presentati i due temi, il primo di carattere affettuoso e il secondo galante, mentre nella sezione centrale si lascia spazio ai virtuosismi del solista. L'ultimo movimento, Allegretto, è un Rondò, aperto da un'esposizione orchestrale e il cui refrain presenta un carattere popolaresco.

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