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Giovanni Sollima, un violoncello di ghiaccio e tante riflessioni sull’ambiente e l’umanità

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A Palermo, la tappa conclusiva del Giovanni Sollima Tourcon "suoni di ghiaccio e riflessioni sul futuro dell'ambiente e dell'umanità" - una straordinaria performance con il violoncello di ghiaccio costruito dallo scultore e liutaio americano Tim Linhart. Il 9 e 10 febbraio al Politeama Garibaldi,Sollima, oltre alla esclusiva performance con il violoncello di ghiaccio,dirigerà l'Orchestra Sinfonica Siciliana proponendo il concerto n.2 di Haydn e il Cello Konzert di Gulda. E alla fine, il violoncello di ghiaccio si scioglierà nel mare di Mondello. Temperatura ai minimi in sala. Necessario abbigliamento adeguato.

Palermo, 6 febbraio 2018 - Che suono ha un violoncello di ghiaccio? Può l'acqua, mutevole per natura, prendere il posto del legno pregiato e stagionato e supplire alle sue qualità armoniche? E' la prima domanda che si pone lo spettatore al debutto del nuovo spettacolo di Giovanni Sollima N-ICE CELLO che vedrà protagonista il violoncellista palermitano il 9 febbraio alle 21, con replica il 10 febbraio alle 17,30 al Politeama Garibaldi. E' la tappa conclusiva del suo tour italiano con suoni di ghiaccio e riflessioni sul futuro dell'ambiente e dell'umanità - con una performance con il violoncello di ghiaccio costruito dallo scultore e liutaio americano Tim Linhart. Il tour è partito lunedì 29 gennaio alle ore 20.30 al MUSE di Trento, l'avveniristico Museo delle Scienze progettato da Renzo Piano, ed è proseguito a Venezia, all'isola di San Giorgio e alle Terme di Diocleziano a Roma.

Ma a differenza delle precedenti tappe, stavolta Sollima sarà non solo nelle vesti di solista ma anche in quelle di direttore dell'Orchestra Sinfonica Siciliana. A riprendere tutta l'avventura c'è Corrado Bungaro con la sua troupe.

Il programma del concerto prevede: Joseph Haydn (1732-1809), Concerto n.2 in re maggiore per violoncello e orchestra; Giovanni Sollima (1962),The N-Ice Cello, concerto per violoncello di ghiaccio, archi e percussione; FriedrichGulda (1930-2000) Cello Konzert.

N.B. Per potere mantenere la temperatura ottimale perlo strumento di ghiaccio saranno spenti i riscaldamenti. Pertanto, gli spettatori dovranno essere adeguatamente vestiti

Concerto n.2 in re maggiore per violoncello e orchestra. Haydn, Al servizio degli Esterhàzy, compose il secondo concerto in re maggiore per violoncello e orchestra nel 1783; si tratta di uno degli ultimi concerti composti da Haydn. Il concerto era destinato al primo violoncello dell'orchestra del principe Esterhàzy (di cui Haydn era direttore), il boemo Antonin Kraft. Il compositore nella sua carriera realizzò solo due concerti per questo strumento che sino ad allora non aveva ricevuto le dovute attenzioni dai compositori. Pubblicato solo nel 1804 da Johann André - col titolo "Concerto per violoncello con accompagnamento d'orchestra composto da Joseph Haydn. Opera 101. Edizione dal manoscritto originale dell'autore" -, ebbe grande successo, tanto da solleticare ben otto diversi editori alla pubblicazione. Presto entrò nel repertorio dei più grandi violoncellisti. Il concerto è diviso in tre movimenti: Allegro moderato; Adagio,Rondò.

The N-Ice Cello. Al Politeama,Sollima suonerà in una bolla termica a 5° per mantenere intatto lo strumento. Il concerto è suddiviso in tre movimenti che vengono eseguiti senza soluzione di continuità costituiti da materiale tematico originale. Nel secondo e nel terzo movimento del Concerto si possono ascoltare, invece, rielaborati, due canti popolari trentini, tratti dalla raccolta, Il violino da strada, antiche musiche da ballo del Trentino di Antonio Carlini, poco conosciuti, ma estremamente coerenti con i principi ispiratori che informano l'intero lavoro. Il primo, il cui titolo, Ballo del Palazo dele Albore, si riferisce al Palazzo delle Albere, una villa-fortezza del XVI sec. che si trova di fronte al MUSE, oggi adibito a Museo da dove è partito il tour, presenta il carattere della musica scritta per il fiddleirish, un particolare violino irlandese. Difficile e misteriosa è, invece, la spiegazione del titolo dell'altro canto popolare, Monzusian, in quanto si tratta di un "fossile" lessicale forse derivato dall'espressione monsiuzam che in alto tedesco dovrebbe suonare mondsiu... sanft (Dolce è il viso della luna). (Durata: 20' circa)

Cello Konzert. Il geniale pianista Friedrich Gulda è stato sempre lodato per le sue straordinarie interpretazioni della musica di Bach, Mozart, Schubert, and Beethoven. Gulda, comunemente riconosciuto come un pioniere degli incroci stilistici del suo tempo è famoso per il suo più eseguito lavoro, il Concerto for Cello and Wind ensemble. Fu composto nel 1980 per il violoncellista Heinrich Schiff e la prima esecuzione si ebbe a Vienna al Konzerthaus il 9 ottobre 1981 con Schiff come solista e Gulda sul podio. Il concerto incontrò subito un grande successo. Ci saranno anche due chitarre e la batteria nell'organico dell'orchestra.

Il film sul Sollima tour. Corrado Bungaro, musicista e manager musicale, è l'ideatore del progetto e il suo organizzatore, insieme a Naturalmente Arteventi e alla Casa Musicale Sonzogno. Sta girando un road docufilm in cui l'arte e la musica diventano l'occasione per interessanti spunti di riflessione sui cambiamenti climatici, sul rapporto tra l'uomo e l'ambiente e sulla crisi idrica spesso causa anche di conflitti e di migrazioni di interi popoli. Al centro del progetto si colloca questo insolito e particolarissimo strumento che è già stato suonato nel 2007 da Sollima, sempre su invito di Bungaro, presso il ghiacciaio della Val Senales in un teatro igloo. Un film che si arricchisce, di sede in sede, dei contributi di opinionisti e personaggi che lanciano un messaggio a difesa dell'ambiente, Il film riprenderà anche la fine del violoncello di ghiaccio, che sarà affidato ai pescatori di Mondello che lo trasporteranno al centro del golfo, dove lo strumento sarà abbandonato in acqua e si scioglierà lentamente.N-ICE CELLO è un grande progetto culturale, reso in forma musicale da Giovanni Sollima, che riflette sul tema dell'acqua e della sua importanza a livello planetario per l'ambiente e per l'umanità. Un tour con concerti dal Nord al Sud Italia per disegnare un percorso artistico dai ghiacciai al Mare Mediterraneo, un itinerario da Nord a Sud, che disegna e richiama ad un esodo, di senso contrario, che incontra l'itinerario dei migranti che dalle terre senz'acqua si spostano verso i paesi del Nord. Un esodo generato da molteplici ragioni tra le quali hanno grande importanza anche il cambiamento climatico e il degrado ambientale. È l'acqua che ritorna, simbolicamente, come un atto di restituzione, nei paesi dove è scarsa anche per motivi globali e nei quali la crisi idrica causa conflitti e conseguenti migrazioni "climatiche" di massa. Ed è proprio dell'arte e della buona scienza cercare i punti di incontro, costruire dialoghi e promuovere occasioni di conoscenza e di consapevolezza.

Biglietti 15-35 euro al Botteghino del Politeama Garibaldi e un'ora e mezza prima dello spettacolo. Sconto del 50% per studenti e under 30.

Info: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , www.orchestrasinfonicasiciliana.it, vivaticket.it, 091 6072532.

L'Ufficio stampa 

(Mario Pintagro)

 

Note biografiche

Giovanni Sollima, direttore/violoncello

07 pa  pino ninfa-ice cello muse- 1290034-bisGiovanni Sollima è un vero virtuoso del violoncello. Suonare per lui non è un fine, ma un mezzo per comunicare con il mondo. È un compositore fuori dal comune, che grazie all'empatia che instaura con lo strumento e con le sue emozioni e sensazioni, comunica attraverso una musica unica nel suo genere. Il suo è un pubblico variegato e trasversale: dagli estimatori di musica colta ai giovani "metallari" e appassionati di rock, Giovanni Sollima conquista tutti.

Nasce a Palermo il 24 ottobre 1962 da una famiglia di musicisti. Studia a Palermo, Salisburgo e Stoccarda, e ancora adolescente intraprende una brillante carriera internazionale di violoncellista, collaborando con Claudio Abbado, Martha Argerich, Jorg Demus e Giuseppe Sinopoli.

Parallelamente all'attività di solista, la sua curiosità creativa lo spinge ad esplorare nuove frontiere nel campo della Composizione, attraverso contaminazioni fra generi diversi: rock, jazz, electronic, minimalismo anglosassone e musica etnica di tutta l'area mediterranea, sulla base di una profonda preparazione classica, sono la formula dello stile inconfondibile di Sollima.

La sua musica è eseguita da interpreti classici quali Yo-Yo Ma, Riccardo Muti con la Filarmonica della Scala e la Chicago Symphony, Antonio Pappano e Ivan Fischer con l'Orchestra di Santa Cecilia, Giovanni Antonini con il Giardino Armonico, l'Orchestra Reale del Concertgebouw e la Berliner Konzert haus orchester, Gidon Kremer e Sol Gabetta con la Kremerata Baltica, Yuri Bashmet con I Solisti di Mosca, Daniele Gatti, Mischa Maisky, Viktoria Mullova, Ruggero Raimondi, Mario Brunello, Bruno Canino, Katia e Marielle Labeque, il Quintetto d'archi dei Berliner Philarmoniker, l'Amsterdam Sinfonietta, la Royal Liverpool Philharmonic Orchestra, la Manchester Camerata, la Belgrade Philharmonic Orchestra,la Festival Budapest Orchestra, l'Orchestra Nazionale della RAI, I Turchini, l'Accademia Bizantina, la Australian Chamber Orchestra e, in altri ambiti, da Patti Smith, Larry Coryell, Mauro Pagani, Stefano Bollani, Giorgia ed Elisa (protagonista della sua opera Ellis Island).

Per il cinema e la televisione compone per Marco Tullio Giordana (I cento passi e La meglio gioventù), Peter Greenaway (The Tulse Luper Suitcases e Nightwatching), Carlos Saura (La Jota), John Turturro (Prove per una tragedia siciliana), Lasse Gjertsen (Daydream), Maurizio Zaccaro (Il bell'Antonio, RaiUno), Franco Battiato ('Bitte Keine Reklame', RaiDue). In campo teatrale scrive ed esegue musiche di scena per registi come Bob Wilson (Imagining Prometheus a Siracusa e Milano), Alessandro Baricco (Ring al Valle di Roma e Iliade all'Auditorium di Roma e al Lingotto di Torino), Peter Stein (Medea per il Teatro Greco di Siracusa, poi in tour in Italia e Grecia). Nel 2006 Peter Greenaway sceglie la sua musica per la grande installazione allestita ad Amsterdam in occasione del IV centenario rembrandtiano. Per la danza collabora con molti importanti coreografi: fra questi Karole Armitage, Micha van Hoecke, Bebe Miller, Fabrizio Monteverde, Matteo Levaggi e Carolyn Carlson che, alla Biennale di Venezia, lo fa suonare sul palco, in mezzo ai danzatori, avvalendosi del suo carisma scenico.

In veste di solista, o con diversi gruppi strumentali, esegue le sue composizioni in tutto il mondo. Fra le sedi più importanti si ricordano la Carnegie Hall, la Merkin Hall e la Brooklyn Academy of Music a New York, la Scala a Milano, la Queen Elizabeth Hall e la Wigmore Hall a Londra, la Salle Gaveau a Parigi, la Sala Ciaikowskij a Mosca, la Liszt Academy a Budapest, la Sydney Opera House, il Parco della Musica a Roma, il Tanglewood Festival nel Massachusetts, il Festival Internazionale di Istanbul, il Kronberg Festival, il Kunstfest di Weimar, il Lockenhaus Festival, la Biennale di Amsterdam, il Piatigorsky Festival di Los Angeles, il Tokyo Summer Festival, il Ravenna Festival, la Biennale di Venezia, effettuando numerosi tour in Inghilterra, Olanda, Russia, USA, Canada, Cina, Giappone, Australia. Luoghi prestigiosi, ma anche ambiti alternativi, vicini al pubblico più giovane e di confine, come RadioDeejay nella fascia di maggior ascolto, o la Knitting Factory di New York, vero tempio dell'underground, quando il Premio Pulitzer Justin Davidson lo definisce "The Jimi Hendrix of the Cello", o la Notte della Taranta, di cui è direttore musicale nel 2013 e 2014, e la cui diretta tv batte ogni record d'ascolti per Rai5.

Nel 2013 inaugura il Concerto del Primo Maggio a Piazza San Giovanni a Roma (manifestazione alla quale aveva già partecipato nel 2007) guidando il formidabile ensemble dei 100 Cellos, da lui fondato l'anno precedente al Teatro Valle occupato insieme all'allievo Enrico Melozzi. Negli anni successivi porta i 100 Cellos a Milano (Triennale, Piazza del Duomo, Piazza Scala, Giardini "Falcone e Borsellino"), Budapest (Piazza della Cattedrale), Torino (Teatro Regio, nel 25° della Caduta del Muro di Berlino), Ravenna Festival e Lucca Classica. Si ricordano infine una performance violoncellistica nel Deserto del Sahara, un'altra sott'acqua in una gebbia siciliana (per un'installazione di Antonio Di Mino), e inoltre l'inaugurazione del Padiglione italiano all'Expo 2010 di Shangai, insieme alla Filarmonica della Scala. Il Comune di Milano gli commissiona la creazione del logo sonoro ufficiale di Expo 2015, da lui eseguito anche per l'inaugurazione al Castello Sforzesco del nuovo spazio espositivo della Pietà Rondanini di Michelangelo.

Il 2 giugno 2017, per la Festa della Repubblica, ha eseguito un concerto al Quirinale di fronte ai Presidenti della Repubblica, della Camera e del Senato, e agli ambasciatori di tutti i Paesi del mondo. Attualmente sta componendo le musiche per il prossimo film di Anatolij Vasiliev.

Fra i numerosi cd si segnalano Aquilarco per la Point Music/Polygram (su invito di Philip Glass), Works e When We Were Trees per la Sony, Neapolitain Concertose Le sonate di Giovanni Battista Costanzi per Glossa Music, Caravaggio, Aquilarco Live in New York e 100 Cellos Live at Teatro Valle per Egea Music, Onyricon, Il Caravaggio rubato e A Clandestine Night in Rome per la Decca.

Suona un violoncello Francesco Ruggeri (Cremona, 1679). Inoltre nelle sue creazioni si avvale dell'utilizzo di strumenti acustici occidentali ed orientali, di strumenti elettrici ed elettronici, affiancandone altri di sua invenzione, come l'Aquilarco, e altri ancora realizzati appositamente per lui, come il violino tenore presente nei quadri di Caravaggio e fedelmente ricostruito dal liutaio Walter Cangialosi, l'Ice-Cello di Tim Linhart che nell'inverno del 2007 ha suonato a 3.200 metri di altitudine, in un teatro-igloo costruito sul ghiacciaio della Val Senales, il D-Touch di Enrico Costanza del Politecnico di Losanna (una sorta di sequencer di legno, inserito nell'organico orchestrale del brano Passiuni, diretto nel 2008 da Riccardo Muti al Ravenna Festival), mentre nel 2013 al Teatro Valle di Roma e nel 2014 alla Triennale di Milano, Sollima si è cimentato con un violoncello di fieno opera della scultrice Julia Artico.

Insegna presso la Fondazione Romanini di Brescia e, dal 2010, presso l'Accademia di Santa Cecilia, dove è stato insignito del titolo di Accademico. E' inoltre il Direttore artistico della Società Italiana del Violoncello.

Le sue composizioni sono pubblicate dalla Casa Musicale Sonzogno di Milano.

 

Note di sala a cura di Riccardo Viagrande

Franz Joseph Haydn

(Rohrau 1732 – Vienna 1809)

Concerto n. 2 in re maggiore per violoncello e orchestra Hob. VIIb:2

Allegro moderato

Adagio

Rondò. Allegro

Durata: 23'

Soltanto nel 1951, in seguito alla scoperta dell'autografo dove si legge la solita dicitura «di me Giuseppe Haydn mp. 783», sono stati fugati tutti i dubbi sull'autenticità e la data di composizione del Secondo concerto per violoncello e orchestra che Haydn compose nel 1783 presumibilmente per Antonin Kraft, primo violoncello dell'orchestra del principe Esterházy. Proprio a Kraft fu attribuita per tutto l'Ottocento la composizione del Concerto che visse una vicenda editoriale particolarmente complessa, in quanto, pubblicato nel 1804 come op. 101, acquistò una fama tale da essere sottoposto ad un arrangiamento per flauto da C. F. Ebers e, in seguito, ad ulteriori rimaneggiamenti ad opera del musicologo belga François Gevaert. Solo dopo la scoperta dell'autografo è stato possibile pubblicare nella sua forma originaria il Concerto, la cui paternità haydniana è stata messa ancora in dubbio sul finire degli anni Settanta dal musicologo americano Robbins Landon che nella sua monumentale biografia dedicata ad Haydn scrisse:

"Nonostante l'autografo, sussiste qualche probabilità che il concerto possa essere di Kraft. [...] Nell'ipotesi più restrittiva, Kraft potrebbe aver dato consigli pratici sulla parte del violoncello; ma potrebbe aver esteso il suo contributo fino a fornire il materiale tematico di base per il concerto".

Oggi nessuno metterebbe più in dubbio la paternità haydniana del Concerto il cui primo movimento Allegro moderato in 4/4, ma non alla breve, come in altre composizioni di questo periodo, si sviluppa nella tradizionale forma-sonata, anche se manca un vero contrasto dialettico tra i due temi dal momento che il secondo, esposto alla dominante, appare più una rielaborazione del primo che un'idea del tutto nuova. Estremamente raffinato è il secondo movimento, Adagio, costituito da tre esposizioni del lirico tema iniziale, separate da episodi caratterizzati da varianti o ampliamenti del tema stesso, tra i quali spicca il penultimo, in minore, di grande forza espressiva. L'ultimo movimento, Allegro, è un brillante Rondò nel quale il solista può dare sfogo alle sue capacità virtuosistiche.

 

Giovanni Sollima

The N-Ice Cello, concerto per violoncello di ghiaccio, archi e percussione

Andante

Allegro

Adagio-Andante ("Monzusiam")

Durata: 20' circa

Il tema dell'acqua e la sua importanza come risorsa a livello planetario per l'ambiente e per l'umanità costituiscono la fonte d'ispirazione di N-Ice Cello di Giovanni Sollima, lavoro che si inserisce nel più ampio progetto culturale dello stesso titolo. Al centro del progetto vi è un violoncello di ghiaccio, costruito appositamente, nel mese di gennaio del 2018, dal liutaio scultore Tim Linhart nella sua residenza sul Ghiacciaio Presena in Trentino. Tale progetto prevede una serie di concerti dalle Alpi al Mediterraneo e, quindi, da Nord a Sud per finire nell'acqua disegnando simbolicamente un itinerario che molti popoli, invece, percorrono in senso contrario dai paesi del Sud del mondo, caratterizzati dalla mancanza dell'acqua, verso territori in cui questo bene è abbondante e forse anche sprecato. Palermo costituisce, quindi, una tappa di un tour che, partito Lunedì 29 gennaio al MUSE (Museo delle Scienze), si concluderà nell'acqua, dal momento che il violoncello, trasportato in una cella frigorifera mobile, sarà gettato in mare. Grazie a questo progetto, che costituirà il soggetto di un road docufilm realizzato dal musicista e manager musicale Corrado Bungaro, l'arte e la musica diventano l'occasione per interessanti spunti di riflessione sui cambiamenti climatici, sul rapporto tra l'uomo e l'ambiente e sulla crisi idrica spesso causa anche di conflitti e di migrazioni di interi popoli.

Come accennato in precedenza, al centro del progetto si colloca questo insolito e particolarissimo strumento che è già stato suonato nel 2007 da Sollima, sempre su invito di Bungaro, presso il ghiacciaio della Val Senales in un teatro igloo. Al Politeama il compositore palermitano si esibirà dentro una bolla all'interno della quale ci sarà una temperatura di -5° idonea a mantenere, per quanto possibile, intatto questo strumento dal materiale così labile e instabile. Il concerto di Sollima, definito dal compositore stesso un relitto di concerto dal momento che dalla forma classica trae spunto senza, però, seguirla secondo i canoni tradizionali, è suddiviso in tre movimenti che vengono eseguiti senza soluzione di continuità in quanto inframmezzati da due cadenze (una breve e una più lunga, ma informale) costituite da materiale tematico originale. Nel secondo e nel terzo movimento del Concerto si possono ascoltare, invece, rielaborati, due canti popolari trentini, tratti dalla raccolta, Il violino da strada, antiche musiche da ballo del Trentino di Antonio Carlini, poco conosciuti, ma estremamente coerenti con i principi ispiratori che informano l'intero lavoro. Il primo, il cui titolo, Ballo del Palazo dele Albore, si riferisce al Palazzo delle Albere, una villa-fortezza del XVI sec. che si trova di fronte al MUSE, oggi adibito a Museo da dove è partito il tour, presenta il carattere della musica scritta per il fiddle irish, un particolare violino irlandese. Difficile e misteriosa è, invece, la spiegazione del titolo dell'altro canto popolare, Monzusian, in quanto si tratta di un "fossile" lessicale forse derivato dall'espressione mon siu zam che in alto tedesco dovrebbe suonare mond siu... sanft (Dolce è il viso della luna).

Il primo movimento, Andante, è interamente costruito su un tema di carattere rapsodico che, esposto dal violoncello solista su un trillo dei primi violini nella parte iniziale, passa in forme rielaborate negli altri strumenti per assumere le movenze di un delicato valzer (Più mosso) nella parte conclusiva. Una cadenza di carattere virtuosistico con figurazioni di agilità e doppie corde costituisce un ponte con il secondo movimento, Allegro, aperto da un tema derivato da quello del precedente movimento e qui affidato inizialmente agli archi; il solista, oltre a prodursi in passi di carattere virtuosistico con ottave in doppie corde, espone il tema del Ballo del Palazo dele Albore, anche questo variato in senso virtuosistico. Una cadenza, di carattere improvvisativo, della quale sono protagonisti il solista e un bodhrán, un tamburo tipico della tradizione musicale irlandese, conduce all'ultimo movimento, aperto da tre battute (Adagio) in cui gli archi si producono in accordi di settima e di nona che lasciano il posto all'andamento cullante e dolce di una Siciliana costruita sul tema del canto popolare Monzusian. Fortemente legato alle caratteristiche tecniche e costruttive di questo strumento dall'accordatura instabile e, dunque, difficile da suonare, questo lavoro di Sollima si segnala per una scrittura lirica e per la presenza di suoni lunghi che sfruttano la risonanza particolare prodotta dal ghiaccio, ma non rinuncia affatto ad elementi virtuosistici, costituiti da passi di agilità e da doppie corde.

 

Friedrich Gulda

(Vienna 1830 - Weissembach 1900)

Concerto per violoncello e orchestra fiati

Overture

Idyll

Cadenza

Minuet

Finale alla Marcia

Durata: 30'

Conosciuto nel mondo della musica con l'appellativo di "pianista terrorista" per la sua scelta di mescolare nei suoi concerti musica classica e jazz, nei confronti del quale dimostrò sempre un grande interesse, e per il suo antiaccademismo che lo portò a rifiutare l'anello di Beethoven offertogli dall'Accademia di Vienna come riconoscimento per le sue esecuzioni, Friedrich Gulda, oltre ad essere stato un valente didatta dal momento che annoverò tra i suoi allievi anche Martha Argerich, fu uno dei più importanti pianisti del Novecento vantando un repertorio che spaziava da Beethoven a Mozart, da Bach, che eseguiva spesso sul clavicordo, a Ravel e Debussy. La commistione di elementi classici e di musica jazz informa anche questo Concerto per violoncello e orchestra fiati composto nel 1980 su commissione del violoncellista Heinrich Schiff il quale, secondo quanto raccontato da quest'ultimo, si era avvicinato a Gulda nella speranza di incidere le sonate per violoncello e pianoforte di Beethoven. Eseguito per la prima volta il 9 ottobre 1981 alla Konzerthaus di Vienna sotto la direzione del compositore e con Schiff in qualità di solista, il Concerto conseguì una fama tale da far dimenticare il progetto dell'incisione delle sonate di Beethoven.

Il primo movimento, Overture, si apre con un tema di carattere jazzistico esposto dal violoncello e ripreso dall'orchestra a cui si contrappone una dolce melodia di Ländler esposta dai fiati e ripresa dal solista che affonda le sue radici nella tradizione della musica popolare delle Alpi austriache. Questa tradizione informa anche il secondo movimento, Idyll, aperto da un dolcissimo tema esposto dagli ottoni, mentre il terzo, Cadenza, si segnala per la sapiente combinazione di stili diversi che vengono elaborati in una scrittura virtuosistica. Una dolce cantilena del violoncello, accompagnato dalla chitarra, caratterizza la parte iniziale del terzo movimento, Minuet, all'interno del quale diventa protagonista il flauto che intrattiene con il solista un dialogo che si distingue per la dolce cantabilità. Una Marcia nella migliore tradizione bandistica costituisce l'ultimo movimento nel quale si può apprezzare il virtuosismo del solista.

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