Trionfo di Fiati

63ma Settimana Internazionale di Musica Sacra di Monreale

"Flat" Brass Quintet

  • Luogo

  • Chiesa di San Castrense - Monreale

  • Giorno

    ora

    Durata

    Prezzo

     

  • Giorno

    Martedì
    26 Ottobre 2021

    Ore

    19,00

    Durata

    70min.

    Prezzi

    - €

    Calendario

Salvatore Magazzù, Giovanni Guttilla trombe - Rino Baglio corno - Calogero Ottaviano trombone - Salvatore Bonanno tuba

  • Programma

  • Wolfgang Amadeus Mozart
    Salisburgo 1756 – Vienna 1791

    Die Zauberflöte (Il flauto magico), ouverture KV 620 (arr. Ken Watkin)

    Durata: 7'

    Andrea Gabrieli
    Venezia, 1533 – Venezia 1586

    Canzona Ariosa (arr. Michel Rondeau)

    Moderato

    Durata: 5'

    Giovanni Gabrieli
    Venezia 1557 - Venezia 1612

    Canzona da sonare n.1 “La Spiritata” (arr. Joël Eymard.); n.3 (arr. Robert King); n.4 (arr. Greeme Page)

    Durata: 12'

    Matthew Locke
    Exeter 1621 – Londra 1677

    Music For His Majesty's Sackbuts and Cornets, suite (arr. Hanse Jorgen Messerschmidt)

    Adagio-Courante-Allemande-Courante-Allemande-Sarabande

    Durata: 10'

    Samuel Scheidt
    Halle 1587 – Halle 1654

    Battle Suite (arr. Philip Jones)

    Durata: 7'

    Tielman Susato
    1510/15 ca – Stoccolma, 1570 circa

    Renaissance Dances (arr. John Iveson)

    La Mourisque (Allegro Moderato)-Mille Regrets (Andante)-La Bataille (Allegro Moderato)

    Durata: 7'

    Georg Friedrich Händel
    Halle 1685 – Londra 1759

    Berenice, ouverture (trascr. Edwin Click)

    Durata: 4'

    Johann Pachelbel
    Norimberga 1653 – Norimberga 1706

    Canon (arr. Walter Barnes)

    Durata: 5'

    Johann Sebastian Bach
    Eisenach, 1685 - Lipsia, 1750

    Contrapunctus I (arr. Walter Barnes)

    Durata: 4'

    Johann Sebastian Bach
    Eisenach, 1685 - Lipsia, 1750

    Passacaglia e fuga in do minore (arr. Nell Balm)

    Durata: 12'

    Johann Sebastian Bach
    Eisenach, 1685 - Lipsia, 1750

    Fuga in sol minore, BWV 578 (trascr. Ronald Romm)

    Durata: 4'

    Il “Flat” Brass Quintet dell’Orchestra Sinfonica Siciliana accompagna il pubblico in un viaggio nella storia della musica che va dal Cinquecento fino al Settecento e che si ferma in tappe che costituiscono dei veri e propri capisaldi della cultura musicale occidentale e sono rappresentate da Mozart, Bach, Scheidt, Gabrieli, Pachelbel, Händel. Ad aprire il concerto è proprio il Salisburghese del quale è eseguito un arrangiamento dell’ouverture del Flauto magico. Un’ombra di mistero avvolge ancora la genesi dell’ultimo capolavoro teatrale di Wolfgang Amadeus Mozart, Die Zauberflöte, ma è certo che questo Singspiel, completato il 28 settembre 1791 e rappresentato due giorni dopo a Vienna al Theater auf der Wieden, il cui direttore e impresario, in quel periodo, era Emanuel Schikaneder, autore del libretto, ebbe un successo crescente che diede al suo autore forse l’ultima gioia in un anno particolarmente travagliato che si sarebbe concluso con la sua morte pochi mesi dopo. La simbologia massonica informa la celeberrima ouverture sin dalla scelta della tonalità di mi bemolle maggiore, le cui alterazioni, disposte nell’armatura di chiave in forma di triangolo, ricordano questa figura geometrica tanto cara alla massoneria. Un altro simbolo massonico è costituito dagli accordi ribattuti di apertura che richiamano i colpi di martello con cui si aprivano le sedute delle logge. Al misterioso Adagio introduttivo, che richiama il tormentato e oscuro mondo femminile della Regina della Notte, si contrappone l’Allegro in forma-sonata, costruito su un tema ribattuto tratto da una sonata di Clementi e sviluppato in uno stile fugato che, per il suo carattere architettonico in seno alle strutture musicali, allude alla forza della ragione. L’Allegro è interrotto dalla ripresa dei tre accordi iniziali alla fine dell’esposizione e prima dello sviluppo nel quale il tema iniziale appare in un contesto armonico tormentato che, però, ritrova la luce nella ripresa. 

    Diversamente dalla musica sacra della Scuola Romana, caratterizzata dallo stile a cappella (per coro senza accompagnamento), quella della Scuola veneziana, nel periodo rinascimentale, si presentava più fastosa e più ricca dal punto di vista sonoro non solo perché era accompagnata da strumenti che potevano essere o i due organi della Basilica di S. Marco o strumenti a corda e a fiato come viole, cornetti e trombe, ma era anche composta secondo la tecnica dei cori battenti o spezzati e, quindi, destinata al canto di più cori disposti in cantorie contrapposte. Questa tecnica, chiamata policorale, informa la produzione veneziana di questo periodo e, quindi, anche quella di Andrea Gabrieli e del nipote Giovanni. Il primo fu organista della Cattedrale di Verona e nel 1564 fu chiamato a sostituire Annibale Padovano al secondo organo nella Basilica di San Marco. Famosa è la sua Canzona ariosa per l’intreccio polifonico. Giovanni Gabrieli  fu titolare prima del secondo organo e poi del primo della Basilica di San Marco. Non molto vasta, la sua produzione, nella quale si nota la sua predilezione per la mescolanza di voci e strumenti, annovera, accanto a composizioni liturgiche, 14 canzoni strumentali e 2 sonate. Una scrittura polifonica caratterizza le Canzoni da sonare n. 1 (La Spiritata) n. 3 e n. 4.

    Compositore e teorico musicale inglese, Matthew Locke fu attivo soprattutto in ambito teatrale componendo nel genere del masque. Nominato da Carlo II Stuart “compositore ordinario di sua maestà”, Locke compose Music For His Majesty's Sackbuts and Cornets, una suite in sei movimenti Adagio-Courante-Allemande-Courante-Allemande-Sarabande.

    Organista e maestro di cappella presso la corte del Mangravio Christian Wilhelm di Mgadeburgo, Samuel Scheidt conseguì una certa fama per la sua produzione organistica, con la quale contribuì allo sviluppo della tecnica del pedale e delle variazioni sul tema del corale. Tra i suoi lavori spicca la Battle Suite divisa in tre movimenti: Galliard Battaglia, Courant Dolorosa e la Canzon Bergamasque.

    Compositore ed editore musicale fiammingo, Tielman Susato fu autore di una copiosa produzione  che va da quella vocale, costituita principalmente da Messe e Mottetti a quella strumentale di cui fa parte questa Renaissance Suite in tre movimenti: La Mourisque (Allegro Moderato),  Mille Regrets (Andante), La Bataille (Allegro Moderato).

    Opera in tre atti su libretto di Antonio Salvi, Berenice di Händel fu rappresentata per la prima volta al Covent Garden Theatre il 18 maggio 1737 con scarsissimo successo. Dell’opera è proposta l’esecuzione in una trascrizione per quintetto di ottoni dell’ouverture.

    Compositore e organista tedesco, Johann Pachelbel è conosciuto oggi per il famoso Canone che ha visto diversi arrangiamenti tra cui questo per quintetto di ottoni.

    Il Contrapunctus I è tratto dall’Arte della fuga che è l’ultima e incompiuta opera di Bach alla quale il compositore si dedicò dal 1747 circa fino alla morte. A quest’opera, concepita molto probabilmente come comunicazione per la Società delle Scienze musicali di Lipsia, Bach attribuì una notevole importanza testimoniata dalla sua volontà di pubblicarla a differenza della maggior parte della sua produzione che rimase inedita mentre egli era ancora in vita. Bach sorvegliò personalmente con cura l’incisione per la stampa senza, tuttavia, riuscire a completare il suo lavoro rimasto incompiuto.

    Autentico capolavoro è la Passacaglia e fuga in do minore che Bach compose tra il 1706 e il 1713 e le cui variazioni furono, secondo quanto affermato da Schumann, “intrecciate così ingegnosamente da non finire mai di stupire”.

    Conclude il concerto la Fuga in sol minore BWV 578 che, conosciuta come la "Piccola fuga" e composta durante il periodo trascorso da Johann Sebastian  Bach ad Arnstadt (1703-1707), è una delle sue più famose tanto che è stata trascritta spesso anche per altri strumenti.

    Durata: 70'