Mozart, Larsson, Pergolesi & Schumann

"Sinfonica in sicurezza"

Martin Sieghart, direttore

Massimo La Rosa, trombone

  • Luogo

  • Politeama Garibaldi

  • Giorno

    ora

    Durata

    Prezzo

     

  • Giorno

    Venerdì
    03 Luglio 2020

    Ore

    21,00

    Durata

    80min.

    Prezzi

    - €

    Calendario

  • Giorno

    Sabato
    04 Luglio 2020

    Ore

    17,30

    Durata

    80min.

    Prezzi

    - €

    Calendario

  • Giorno

    Domenica
    05 Luglio 2020

    Ore

    11,00

    Durata

    80min.

    Prezzi

    - €

    Calendario

  • Programma

  • Wolfgang Amadeus Mozart
    Salisburgo 1756 – Vienna 1791

    Sinfonia n.28 in do maggiore KV 200

    Allegro spiritoso

    Andante

    Minuetto: Allegretto

    Presto

     

    Pur essendo un lavoro giovanile, la Sinfonia n. 28 KV 200, che fu composta da Mozart non si sa bene se nel 1773 o nel 1774 quasi sicuramente per qualche cerimonia della provinciale corte Salisburghese, dimostra già un certo grado di maturità raggiunto dal giovane compositore nel genere sinfonico grazie anche ai formativi viaggi in Italia e all’ultimo soggiorno a Vienna, vera e propria capitale della musica, dove quasi quotidianamente era possibile ascoltare le opere di Gluck, Wagetnseil, Hoffmann, Haydn, Ditters e Vanhall. La destinazione cortigiana dell’opera è dimostrata sia dal carattere festoso della sinfonica sia dall’aggiunta, nell’organico orchestrale, delle trombe che, però, Mozart utilizzò con moderazione rispetto ad Haydn, non affidando ad esse spunti tematici indipendenti e amalgamandole con gli altri strumenti. La sinfonia, che si distingue per una sintesi fra elementi di ascendenza italiana, come appoggiature semplici e doppie o tremoli conclusi da una nota ferma, e l’attenzione per la struttura formale di derivazione viennese, si apre con un primo movimento, Allegro spiritoso, in forma-sonata, con due temi estremamente semplici, dei quali il primo si apre con quattro accordi seguiti da scorrevoli trilli, mentre il secondo appare più melodico. Al secondo movimento, Andante, di carattere contemplativo soprattutto grazie a un tema che non dà vita a veri e propri squarci lirici, segue il Minuetto, una pagina certamente più matura sia per il tema più descrittivo che danzante sia per un’orchestrazione nella quale emergono la voce del corno nel vero e proprio Minuetto e quella degli archi nel Trio. La sinfonia si chiude con un brillante Presto in forma-sonata, nel quale al primo trillante tema si contrappone il lirico, quasi “operistico”, secondo tema.

     

    Durata: 18'

    Lars Erik Larsson
    Åkarp 1908 - Helsingborg 1986

    Concertino per trombone e archi n.7 op.45

    Preludium. Allegro pomposo

    Aria. Andante sostenuto

    Finale. Allegro giocoso

     

    Compositore svedese, che, dopo aver studiato con Ellberg al Conservatorio di Stoccolma, si perfezionò con Alban Berg e Fritz Reuter a Vienna e a Lipsia, Lars-Erik Larsson fu docente presso il Conservatorio di Stoccolma e Director musices presso l'Università di Uppsalla. Autore prolifico, ma anche molto ironico, Larsson mostrò, nella sua produzione, un certo eclettismo passando con grande disinvoltura da una scrittura ancora ben salda nella tradizione romantica all'adozione della dodecafonia di Schönberg, tecnica che introdusse per primo in Svezia. Tra il 1953 e il 1957, Larsson compose una serie di 12 Concertini per strumenti solisti e orchestra, di cui questo per trombone (1955) è il settimo. Quasi del tutto sconosciuto al di fuori della Svezia, forse per il carattere semplice della sua scrittura, questo lavoro, che adotta in linguaggio legato ancora ad un'armonia tardo-romantica, si ricollega alla vena ironica che ispira parte della produzione del compositore svedese. Il primo movimento, intitolato Preludium, costituisce una sorta di carattere pomposo, nel quale appare evidente la vena ironica di Larsson. Di intenso lirismo è, invece, il secondo movimento (Andante sostenuto), formalmente un'aria, mentre la vena ironica ritorna nel brillante Finale (Allegro giocoso).

    Durata: 12'

    Giovanni Battista Pergolesi
    Jesi 1710 - Pozzuoli 1736

    Sinfonia in fa maggiore per trombone, clavicembalo e archi (arrangiamento Massimo La Rosa) in prima esecuzione a Palermo

    Andante

    Allegro

    Adagio

    Presto

     

    Risulta alquanto difficile per gli studiosi moderni stabilire con precisione e in modo attendibile la reale consistenza della produzione strumentale di Pergolesi, in quanto molte delle opere a lui tradizionalmente attribuite sono state, molto probabilmente, composte da altri compositori che si sono richiamati allo stile napoletano. Ciò fu dovuto essenzialmente alla grande fama di cui godette il compositore dopo la sua morte già durante il Settecento e che fu determinata dalla precocità del suo genio e dalla sua giovane età. Fu motivo di meraviglia, infatti, il fatto che Pergolesi abbia composto alcuni capolavori nell’arco di cinque anni, mentre la sua prematura morte, che lo colse alla giovane età di 26 anni, fu oggetto di ipotesi alquanto fantasiose, secondo una delle quali, abbastanza diffusa in epoca romantica, il compositore sarebbe stato avvelenato. La scarsità delle notizie sulla sua vita, inoltre, contribuì alla fioritura di leggende intorno alla sua figura ed alla sua produzione musicale. Per tutto il Settecento e l’Ottocento qualunque spartito, che fosse scritto nello stile napoletano, fu pubblicato a suo nome contribuendo a creare una grande confusione sulla reale consistenza della sua produzione, che agli inizi del Novecento, contava la presenza di ben 500 opere. Abbastanza emblematici sono i 21 brani utilizzati da Stravinskij nel suo Pulcinella, dei quali soltanto 10 sono sicuramente di Pergolesi, o ancora I concertini armonici per archi e basso continuo, pubblicati nel 1740 all’Aia da Carlo Ricciotti, che gli furono attribuiti fino a quando il musicologo Albert During dimostrò in modo inequivocabile che erano stati composti dal diplomatico olandese Wilhelm Wassenaer.

    Attribuita a Pergolesi è anche questa Sinfonia per trombone, originariamente conosciuta nella forma della Sonata per viola da gamba e continuo ed eseguita tradizionalmente con un violoncello. Solo trent'anni fa è stata scoperta la versione per trombone che, oggi, è eseguita in un arrangiamento per clavicembalo e archi realizzato da Massimo La Rosa. Strutturata in quattro brevi movimenti secondo lo schema della Sonata da chiesa (Largo-Allegro-Largo-Allegro), la Sinfonia si apre con un Andante di carattere lirico, a cui segue un brillante Allegro. Un Adagio, di intenso lirismo e un brillante Presto concludono la Sinfonia.

    Durata: 8'

    Robert Schumann
    Zwickau, 1810 - Bonn, 1856

    Sinfonia n.1 in si bemolle maggiore op. 38 "La Primavera"

    “Ho la tentazione di distruggere il mio pianoforte: è diventato troppo angusto per contenere le mie idee. Ho davvero ben poca esperienza in fatto di musica orchestrale, ma non dispero di poterne acquisire…”

    Con queste parole Robert Schumann espresse la sua volontà di cimentarsi in nuovi modi espressivi più rispondenti alla maturità stilistica che sentiva di aver raggiunto, incoraggiato anche dalla moglie Clara che da tempo aveva notato l’evoluzione estetica del marito. Così Schumann, dopo aver innalzato a opera d’arte il Lied, decise, sulla scia di Beethoven, di Schubert e di Mendelssohn, di ritornare al genere sinfonico dopo nove anni dall’esecuzione, avvenuta nel 1832 a Zwickau, di un suo brano per orchestra da lui successivamente rinnegato. Il desiderio spasmodico di scrivere qualcosa che non fosse per il pianoforte lo prese a tal punto che in soli quattro giorni, dal 23 al 26 gennaio 1841, egli riuscì già ad  abbozzare la sinfonia che finì di orchestrare entro il 20 febbraio, come apprendiamo da quanto scrisse nel suo diario il 14 febbraio:

    “La sinfonia mi ha dato molte ore felici, è quasi terminata. Spesso ringrazio lo Spirito benefico che mi ha permesso di portare così facilmente a termine, in così poco tempo, un’opera di questa importanza: l’abbozzo dell’intera sinfonia è stato completato in quattro giorni. Dopo numerose notti di insonnia viene l’esaurimento”.

    La sinfonia, intitolata anche Primavera, fu eseguita per la prima volta al Gewandhaus di  Lipsia il 31 marzo 1841 sotto la direzione di Felix Mendelssohn; secondo quanto scrisse nel suo diario la moglie, egli diede alla sinfonia Primavera perché si era ispirato ad un poema di Adolph Böttinger dedicato alla primavera, mentre il marito aveva dato una spiegazione diversa dicendo più semplicemente di essersi ispirato al suo Liebesfrühling (Spirito di amore).

    La Sinfonia n. 1 è divisa in quattro movimenti intitolati: Frühlingserwachen (Risveglio della primavera), Abend (La sera), Frohe Gespielen (Compagni giocosi), Voller Frühling (La piena primavera).

    Il primo movimento si apre con un Andante poco maestoso introduttivo il cui tema di carattere solenne, che informa l’intera composizione, è affidato inizialmente ai corni e alle trombe, ai quali risponde tutta l’orchestra. Segue una nuova melodia affidata ai flauti, agli oboi e ai clarinetti e, in seguito, sviluppata dall’orchestra. Dopo un dialogo intrecciato dalle viole e dai violini secondi, che prosegue, poi, tra violini primi e secondi, un grande crescendo porta all’Allegro molto vivace in forma-sonata con un primo tema che riprende e sviluppa quello iniziale, al quale si contrappone un secondo di carattere cantabile affidato ai clarinetti e ai fagotti. La struttura dialettica tipica del bitematismo della forma-sonata viene, però, contraddetta sia a livello microformale dall’introduzione nella sezione di sviluppo di questo primo movimento di un terzo tema basato su una scala ascendente affidata ai clarinetti e ai fagotti, sia a livello macroformale da una struttura ciclica che collega i vari movimenti attraverso idee tematiche che anticipano quelle dei tempi successivi. Un esempio di questo modo di procedere ci è fornito dal successivo Larghetto, in cui ai due temi principali, dei quali il primo, cantabile, è affidato ai primi violini, mentre il secondo agli oboi e ai secondi violini, fa seguito una breve coda con un tema inatteso e quasi in contraddizione con il resto del brano che serve, tuttavia, a Schumann per introdurre il successivo Scherzo. Lo Scherzo presenta una struttura formale alquanto complessa riassumibile nello schema A-B-C-A-B-D  con le lettere C e D che rappresentano i due Trii introdotti da Schumann in questo movimento  di straordinaria intensità ritmica. Il quarto movimento, Allegro animato e grazioso, pur essendo strutturato secondo i canoni della forma-sonata con un’esposizione bitematica, con uno sviluppo e con una ripresa, è un’ulteriore conferma della concezione ciclica di questa sinfonia con il ritorno, da parte dei tromboni, nella sezione di sviluppo al tema iniziale della sinfonia.

     

    Riccardo Viagrande

    Durata: 33'

Programma di sala