Family Concert: Berlioz & Rachmaninov

Duncan Ward, direttore

  • Luogo

  • Politeama Garibaldi

  • Giorno

    ora

    Durata

    Prezzo

     

  • Giorno

    Domenica
    10 Marzo 2019

    Ore

    11,00

    Durata

    60min.

    Prezzi

    3 - 5 €

    Calendario

Una carrellata su due grandi nevrotici della musica: Berlioz con una ouverture tratta dalla sua opera sul grande scultore italiano come specchio di se stesso, artista geniale e incompreso e Rachmaninov, anche lui vittima di depressioni e nevrosi, che con le sue Danze Sinfoniche prolunga lo spirito romantico al 1940. Un concerto per tutti a prezzi popolari!

  • Programma

  • Hector Berlioz
    La Côte-Saint-André, 1803 - Parigi, 1869

    Benvenuto Cellini, ouverture

    Allegro deciso con impeto, Larghetto, Allegro deciso con impeto, Animato

     

    A differenza di molti compositori le cui opere sono quasi scomparse dai repertori teatrali dopo la loro morte, Berlioz ebbe una fortuna opposta, in quanto le sue ebbero una certa rivalutazione solo verso la fine del XIX e nel XX sec. soprattutto in occasione del centenario della sua morte. Le sue opere, ad eccezione di Benvenuto Cellini, la cui prima rappresentazione fu un fiasco, non poterono vantare premières nei teatri parigini; soltanto negli ultimi decenni dell’Ottocento Les Troyens sarebbero approdate, infatti, all’Opéra. Nei suoi lavori teatrali Berlioz cercò di realizzare il suo progetto della totalità sonora ponendosi come anticipatore della musica moderna per la ricchezza dei contrasti, per la varietà delle situazioni musicali, per l’ampliamento strumentale che, nello stesso tempo, sembrano esprimere la sua personalità ricca di contraddizioni oscillante fra entusiasmi e depressione. Probabilmente fu proprio questo carattere moderno che non piacque al pubblico ancorato alle vecchie tradizioni.

    Del 1838 è la prima opera, Benvenuto Cellini che, rappresentata all’Opéra di Parigi il 10 settembre sotto la direzione di Habeneck ebbe una fredda accoglienza, come ricordato con una certa amarezza dallo stesso compositore nei suoi Mémoires: «Il pubblico rese all'ouverture un successo esagerato, e fu fischiato tutto il resto all'unanimità e con un'energia ammirevole». L’opera, pur trovando in seguito tra i suoi estimatori Franz Liszt che nel 1852 ne mise in scena una nuova versione approntata da Berlioz, non riscosse mai il successo sperato dal compositore francese che, tuttavia, aveva creduto in questa partitura forse troppo moderna per essere compresa ed eseguita in modo corretto nel 1838. Non tutto il pubblico e la critica, però, si schierarono contro Berlioz che fu confortato dalle parole del grande scrittore Victor Hugo il quale gli scrisse in una lettera: «Cantate, voi che siete fatto per cantare, e lasciate gridare quelli che sono fatti per gridare».

    Pagina molto sfolgorante e ricca anche dal punto di vista delle scelte orchestrali nelle quali Berlioz eccelleva, la celeberrima ouverture, che si è affermata nelle sale da concerto, ha una struttura formale simile a quella di altre ouvertures del compositore francese con una parte centrale lenta incastonata da due sezioni di grande vitalità ritmica. Aperta, infatti, da un tema travolgente e festoso che rappresenta il clima del carnevale, l’ouverture prosegue nella sezione centrale con il tema solenne del cardinale A tous péchés pleine indulgence del terzo atto, e, infine, si conclude con la ripresa ampiamente sviluppata della sezione iniziale.

    Durata: 11'

    Sergej Vasil'evič Rachmaninov
    Starorussky Uyezd, 1873 - Beverly Hills, 1943

    Danze Sinfoniche op.45

    Non allegro

    Andante con moto (tempo di Valse)

    Lento assai - Allegro vivace - Lento assai - Allegro vivace

     

    "I Thank Thee, Lord" (Ti ringrazio, Signore).

    Queste parole, apposte all'ultima pagina del manoscritto, suggellano le Danze sinfoniche op. 45, l'ultimo lavoro di SergejVasil’evič Rachmaninov, che, composto nel 1940, può essere considerato un vero e proprio testamento spirituale dal momento che riassume alcune delle caratteristiche precipue della produzione del compositore russo dalla presenza dell'elemento folklorico all'adozione di un organico orchestrale di vaste proporzioni, usato non tanto per aumentare la massa, ma come opportunità per un arricchimento timbrico. In quest'ottica si legge la scelta di introdurre il sassofono contralto come strumento solista, forse suggerita dal compositore e arrangiatore americano Robert Russell Bennett, mentre la citazione di motivi religiosi già utilizzati nelle opere precedenti o quella del Dies Irae, che costituisce una costante nella produzione di Rachmaninov, alla fine di questo lavoro sembrano rispondere all'esigenza di un nostalgico e malinconico ripiegamento sull'essenza della propria musica. Composte originariamente per pianoforte a quattro mani e provate in questa versione dallo stesso compositore insieme con il grande pianista Vladimir Horowitz nella villa di Beverly Hills, queste Danze sinfoniche, molto probabilmente, avrebbero dovuto avere una destinazione coreografia costituendo la base di un vero e proprio balletto le cui coreografie sarebbero state realizzate da Fokin la cui morte, però, condannò il progetto al fallimento.

    Eseguite per la prima volta a Philadelphia, il 3 Gennaio 1941, le Danze sinfoniche sono state ritenute impropriamente dalla critica come una sinfonia in tre movimenti. La prima (Non Allegro) si basa su un tema di tre suoni che, esposto all'inizio, costituisce una reminiscenza del tema della zarina di Šemacha dell'opera Il gallo d'oro di Nikolaj Rimskij-Korsakov e conferisce al brano una grande vitalità ritmica, mentre la seconda Andante con moto (tempo di Valse), nonostante sia in un insolito 6/8, è un malinconico valse macabre nel quale emerge, per il suo carattere nostalgico, il tema principale, affidato prima al corno inglese e poi ai violoncelli. Il tema del Dies irae e quello della salmodia russo-ortodossa, Sia benedetto il Signore, informano la terza e ultima danza, pagina estremamente complessa dal punto di vista formale.

    Riccardo Viagrande

    Durata: 45'