Šostakóvič

Michail Jurowski, direttore

  • Luogo

  • Politeama Garibaldi

  • Giorno

    ora

    Durata

    Prezzo

     

  • Giorno

    Venerdì
    07 Febbraio 2020

    Ore

    21,00

    Durata

    75min.

    Prezzi

    - €

    Calendario

  • Programma

  • Dmitrij Šostakovič
    San Pietroburgo, 1906 - Mosca, 1975

    Sinfonia n. 7 in do maggiore op. 70 "Leningrado"

    Allegretto

    Moderato (poco allegretto)

    Adagio

    Allegro non troppo

     

     

    "Ho voluto scrivere un'opera sui nostri uomini, che diventeranno degli eroi nella battaglia in cui sono impegnanti contro il nemico per la vittoria… Lavorando a questa nuova sinfonia, ho pensato alla grandezza del nostro popolo, al suo eroismo, alle meravigliose idee umaniste, ai valori umani, alla nostra superba natura, all'umanità, alla bellezza. […] Dedico la mia Settima sinfonia alla nostra battaglia contro il fascismo, alla nostra vittoria ineluttabile sul nemico e a Leningrado, mia città natale".

     

    Con queste parole, contenute in un'intervista pubblicata sulla «Pravda», il 18 marzo 1942, due settimane dopo la prima esecuzione avvenuta il 5 marzo presso la Casa della Cultura di Kuybyshevda parre dell'Orchestra del Teatro Bol'soj diretta da SamuilAbramovičSamosud, lo stesso Šostakovič delineò i motivi ispiratori della sua Settima sinfonia, che, iniziata il 19 luglio 1941, fu completata il 27 dicembre di quello stesso anno in un periodo particolarmente difficile per la città di Leningrado. Il 22 giugno 1941 le prime unità dell'armata rossa avevano, infatti, varcato la frontiera sovietica e l'8 agosto i primi aerei tedeschi sorvolarono la città di Leningrado dando inizio ai bombardamenti e all'assedio che sarebbe durato fino al mese di febbraio del 1944. In questa difficile circostanza Šostakovič, leningradese di nascita, compose questa sinfonia con una rapidità tanto eccezionale da sorprendere lui stesso, come il compositore confessò in questa intervista:

     

    "Il 29 settembre completai con una grande emozione il terzo movimento. I primi tre movimenti - cinquantadue minuti di musica - sono dunque terminati, scritti in poco tempo. Ho temuto per un momento che questa rapidità non avesse delle conseguenze sulla qualità della musica. Ho dunque chiesto ad alcuni amici di voler bene ascoltare quanto avevo scritto fino a quel momento. E loro mi hanno tranquillizzato.

    Mi ricordo di tutte le date fino a oggi: ho completato il primo movimento il 3 settembre, il secondo il 17 e il terzo il 29. Ho lavorato giorno e notte. Certe volte, delle bombe cadevano nei dintorni e la difesa antiaerea entrava in azione. Ma io non ho mai interrotto il mio lavoro nemmeno per un istante. Il 25 settembre, ho festeggiato i miei 35 anni - quel giorno, ho lavorato ancora più duramente dell'ordinario. I miei amici mi hanno assicurato che le pagine che scrissi sono di forte espressività".

     

    Nonostante Šostakovič volesse restare a Leningrado, all'inizio del mese di ottobre, insieme con la sua famiglia fu evacuato a Mosca e poi a Kuybyshev dove la prima esecuzione della sinfonia non fu solo un grande successo, ma un evento politico di grande importanza dal momento che questo lavoro del compositore sovietico fu ritenuto come un simbolo dell'assedio e della volontà di rincuorare gli animi della popolazione con il suo ottimismo. Per questa esecuzione, che, nonostante la guerra, fu preparata nei minimi dettagli, tanto che il direttore chiese delucidazioni al compositore in merito ad alcune questioni di ordine interpretativo, non furono sufficienti gli effettivi dell'orchestra del Bol'soj, anch'essa evacuata da Mosca, e fu deciso di richiamare dal fronte alcuni musicisti. Dopo questa esecuzione la sinfonia iniziò una vera e propria marcia trionfale in Unione Sovietica e il 22 marzo 1942 approdò a Mosca dove ebbe luogo un'esecuzione storica, di cui un musicologo sovietico ci ha lasciato una testimonianza:

     

    "La prima esecuzione moscovita della Sinfonia n. 7 è rimasta profondamente impressa nella mia memoria. […] Prima dell'inizio del quarto movimento, il responsabile della difesa antiaerea prese immediatamente posto accanto al direttore d'orchestra. Alzò la mano e annunciò con tono calmo, per evitare ogni forma di panico, l'inizio di un allarme aereo. Negli ultimi tempi i bombardamenti nazisti si sforzavano spesso di spingersi fino a Mosca. L'allarme fu lanciato, ma nessuno lasciò il suo posto […]. Fu eseguita la sinfonia fino alla fine. Il suo potente finale, che annuncia la vittoria sul nemico, creò un'atmosfera indimenticabile, che non poteva lasciare nessuno indifferente. L'ovazione tumultuosa si trasformò in una manifestazione appassionata dei sentimenti patriottici e in ammirazione esaltata per il talento del nostro grande conterraneo".

     

    Questa esecuzione, trasmessa dalla radio, decretò il successo di questa sinfonia, come narrato da Sofia Khentova, autrice di un'importante monografia dedicata a Šostakovič:

     

    "Una sera, in cui Aleksandra MichajlovnaKollontaj, l'ambasciatrice sovietica [in Svezia], ascoltava la radio, sentì per caso una musica sconosciuta e straordinaria; lei disse immediatamente tra sé: una nuova sinfonia di Šostakovič.

    Un telegramma in Unione Sovietica… In risposta, un microfilm della partitura parte per l'Iran, poi da lì per l'Irak, l'Egitto, attraversa l'Africa e giunge tramite battello […] all'altro capo dell'Atlantico, a New York. I più celebri direttori d'orchestra lì la attendono già: Toscanini, Stokowski, Koussevitzky […]. Dopo gli Stati Uniti, una copia della partitura è trasmessa a Londra e di là, in aereo, a Stoccolma […]. L'orchestra sinfonica di Goteborg l'ha suonata per la prima volta in Svezia. L'effetto fu uguale a quello che si ebbe da tutte le altre parti: gli ascoltatori rimasero sconvolti".

     

    Il primo movimento,Allegretto, che originariamente nelle intenzioni di Šostakovič avrebbe dovuto avere il titolo La guerra, è, come dichiarato dal compositore stesso,poco tradizionale:

     

    "Quando ho scritto il primo movimento, ho dovuto rinunciare allo sviluppo consueto, tradizionale, e rimpiazzarlo con un nuovo episodio centrale di carattere contrastante. Una tale forma, mi sembra, non si riscontra con frequenza nella musica sinfonica. Quest'idea mi è stata ispirata dal programma dell'opera".

     

    Dopo l'esposizione che, basata sul contrasto tra il poderoso tema patriottico iniziale introdotto dagli archi, puntellati dai timpani, e il lirico secondo tema, rappresenta la quiete dell'Unione sovietica prima della guerra, appare al posto dello sviluppo una terza idea tematica, chiamata "dell'invasione", un ostinato di 22 battute ripetuto, in crescendo e con veste orchestrale diversa, come accade nel Bolèrodi Ravel, per ben 12 volte su un sottofondo ritmico costituito da un rullante. Il movimento si conclude con una libera ripresa della sezione iniziale nella quale, secondo quanto affermato dal compositore, «i temi vengono riesposti e assumono un nuovo significato. La ricapitolazione è una marcia funebre, o piuttosto un requiem per le vittime della guerra: la gente onora la memoria dei suoi eroi».

    Originariamente intitolato Memorie, il secondo movimento, Moderato (Poco allegretto) in realtà, non ha alcun programma e ha la funzione di alleggerire la tensione del precedente con un po' di umorismo. Formalmente è uno Scherzo dalla struttura tripartita (A-B-A1) basato su due temi dei quali il primo, leggero e di una grazia un po' manierata, è esposto dagli archi, mentre il secondo è affidato all'oboe. Più complesso è il terzo movimento, il cui titolo originario avrebbe dovuto essere I grandi spazi della mia patria e che, secondo quanto affermato da Šostakovič, è «un Adagio patetico, il centro drammatico dell'intero lavoro». Alla prima parte basata su tre temi segue la seconda (Moderato risoluto) di carattere contrastante per la presenza dei ritmi puntati, mentre l'ultimo movimento, il cui titolo in origine avrebbe dovuto essere La vittoria, ha, come il primo, un contenuto programmatico. Direttamente legato al precedente, questo finale, nel quale è ripreso nella parte degli ottoni il tema del primo movimento, celebra in modo trionfale la vittoria del popolo russo.

     

     

    Riccardo Viagrande

    Durata: 75'

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