68ma SETTIMANA DI MUSICA SACRA DI MONREALE - LA VITA DI CRISTO
Laudi medievali del tempo di Cristo
-
Luogo
-
Duomo di Monreale
-
Giorno
ora
Durata
Prezzo
-
Giorno
Martedì 06 Ottobre 2026
Ore
21,00
Durata
-
Prezzi
- €
Ensemble Micrologus
Canto, arpa, buccina Patrizia Bovi
Cornamusa, flauto, bicalamo Goffredo Degli Esposti
Viola, buccina Gabriele Russo
Canto, cetra, naccheroni Enea Sorini
Canto, campane Luca Bocchia
Canto, tamburello Lorenzo Lolli
Cennamella Matteo Nardella
Ingresso libero fino ad esaurimento di posti
-
Programma
-
Autori vari
Laudi medievali del tempo di Cristo. Laudi medievali dell’Avvento, Nascita, Passione e Resurrezione
Prima parte: AVVENTO E NASCITA
O Rex antifona
Verbum bonum et suave (sequenza - versione strumentale - Assisi, Biblioteca delSacro Convento, ms. 695,
Cantorino di San Luigi IX))
Dal ciel venne messo novello (lauda n.7 - Cortona, Bibl. Comunale, Ms. 91)
O Emmanuel antifona
Cristo è nato et humanato (lauda n.19 - Cortona, Bibl. Comunale, Ms. 91)
Gloria ‘n cielo e pace ‘n terra (lauda n. 20 - Cortona, Bibl. Comunale, Ms. 91)
Stella nuova ‘n fra la gente (lauda n. 21 - Cortona, Bibl. Comunale, Ms. 91)
Dolce Vergine Maria (lauda n. 38 e suo saltarello- Firenze, Bibl. Naz. Centr., ms.BR 18)
Seconda parte: PASSIONE
Plangiamo quel crudel basciare (lauda n. 22 - Cortona, Bibl. Comunale, Ms. 91)
De la crudel morte de Cristo (lauda n. 24 - Cortona, Bibl. Comunale, Ms. 91)
Dami conforto, Dio (lauda n. 25 e suo saltarello - Cortona 91)
Onne omo ad alta voce (lauda n. 26 - Cortona, Bibl. Comunale, Ms. 91)
Sepulto Domino (Capetown, Ms. Grey 3 b. 12)
Terza parte: RESURREZIONE
Toccara (strumentale - elaborato da Cortona, Ms. 91)
Gloria (Frammento di Foligno, Bibl. Comunale)
Jesu cristo glorioso (lauda n. 27 - Cortona, Bibl. Comunale, Ms. 91)
La nascita dei primi canti religiosi in lingua romanza e, di conseguenza, della lauda fu favorita, nel Duecento, da un intenso sentimento religioso sviluppatosi in Italia e in Europa in seguito all’azione riformatrice di alcuni pontefici, tra cui Innocenzo III, e alla fondazione degli ordini mendicanti da parte di San Domenico e di San Francesco. La diffusione di questo rinnovato sentimento fu notevole grazie all'adozione della lingua volgare, una forma di comunicazione letteraria facilmente comprensibile non solo per le classi sociali più elevate e istruite, ma anche per i ceti meno abbienti che ignoravano il latino, lingua ufficiale della cultura e della Chiesa. Il primo documento letterario in volgare umbro può essere considerato il Cantico delle creature di San Francesco (1224), originariamente destinato al canto, come si evince dagli spazi vuoti lasciati per la notazione musicale nel manoscritto. In esso il Santo, esprimendo il suo amore per il creato, eleva un inno di lode a Dio, Creatore e Signore dell’universo. Il clima culturale e religioso di cui il Cantico rappresenta la testimonianza più efficace creò le condizioni spirituali per la fioritura delle laudi (dal latino laus, "lode"), che ebbero la loro maggiore diffusione in Toscana e in Umbria. In quest’ultima regione, in particolare, Ranieri Fasani promosse un grande moto mistico-religioso, strettamente legato a confraternite laiche quali i Flagellanti o Disciplinati. I loro adepti itineranti si spostavano di città in città pregando e intonando, accanto agli inni liturgici in latino, canti in lingua volgare. Da queste pratiche devozionali ebbero origine le laudi, trasmesse in un primo momento oralmente e, in seguito, raccolte in apposite antologie chiamate Laudari. Da un punto di vista formale, le laudi duecentesche, nate per commemorare la vita di Cristo e, specialmente, la sua Passione, erano di tipo monodico. La loro struttura strofica con ritornello, affine alla ballata di tradizione trobadorica, prevedeva un'esecuzione alternata tra solista e coro. Insieme al Laudario Magliabechiano 18 (conservato presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze), la fonte principale per la ricostruzione di queste melodie è il Laudario 91 di Cortona, risalente al XIII secolo e appartenuto alla Fraternità di Santa Maria delle Laude. Copiato probabilmente tra il 1270 e il 1297, questo codice, oggi custodito presso la Biblioteca Comunale cortonese, è la più antica collezione nota di melodie laudistiche. Scritto in notazione quadrata e privo di miniature, questo codice si distingue per la sua severa essenzialità. In questa occasione, la purezza di questi canti, profondamente intensi e toccanti, rivive e si esprime anche attraverso mirate rielaborazioni strumentali.
Riccardo Viagrande