Evoluzioni

63ma Settimana di Musica Sacra di Monreale

Trio Stamitz

 

 

  • Luogo

  • Chiesa del Sacro Cuore di Monreale

  • Giorno

    ora

    Durata

    Prezzo

     

  • Giorno

    Lunedì
    25 Ottobre 2021

    Ore

    11,00

    Durata

    40min.

    Prezzi

    - €

    Calendario

Fabio Mirabella violino - Giuseppe Brunetto viola - Domenico Guddo violoncello

 

(per l'I.C. Guglielmo II)

  • Programma

  • Johann Sebastian Bach
    Eisenach, 1685 - Lipsia, 1750

    Fuga n.2 in do minore BWV 847 (Trascrizione di Steven Shade)

    Durata: 4'

    Carl Ditters von Dittersdorf
    Vienna 1739 - Deštná 1799

    Divertimento in re maggiore

    Andante-Menuetto e Trio-Finale (Presto)

    Durata: 10'

    Ludwig van Beethoven
    Bonn, 1770 - Vienna, 1827

    Trio per archi n. 2 in sol maggiore Op.9 n.1

    Adagio-Allegro con brio-Adagio, ma non tanto e cantabile-Scherzo (Allegro)-Presto

    Durata: 26'

    Presentata in un arrangiamento di Steven Shade per Trio d’archi, la Fuga n. 2 in do minore BWV 847 di Johann Sebastian Bach è tratta dal primo dei due volumi del Clavicembalo ben temperato, la famosa raccolta di Preludi e fughe in tutte le tonalità maggiori e minori che il compositore di Eisenach scrisse “per utilità ed uso della gioventù musicale avida di apprendere, ed anche per passatempo di coloro che in questo studio siano già provetti”. Il primo dei due volumi, del quale la presente fuga fa parte, fu composto da Bach nel 1722 mentre si trovava a KöthenQuesta fuga, il cui soggetto si imprime immediatamente nell’orecchio per il suo carattere incisivo, si presta facilmente ad un’esecuzione per Trio, essendo stata concepita da Bach a 3 voci.

    Nato a Vienna nel 1739 e morto a Neuhof, in Boemia, nel 1799, Carl Ditters von Dittersdorf  si fece apprezzare come violinista durante un viaggio in Italia con Gluck e suonò più volte a Vienna in quartetto con Mozart, Haydn e J. B Vaňhal. La sua produzione comprende Singspiele, sinfonie, concerti, un Grosses Concert, ma anche musica da camera, della quale fa parte il presente Divertimento che presenta tutte le caratteristiche di questo genere musicale, non particolarmente elaborato e  caratterizzato da immagini musicali capaci di dare piacere all’ascolto. Di piacevolissimo ascolto è, infatti, anche questo Divertimento in re maggiore dall’Andante iniziale, che si segnala per un tema orecchiabile, all’elegante Menuetto e al brillante Rondò (Allegro) finale.

    Giunto nel 1792 a Vienna, Beethoven trovò nel conte Johann Georg von Browne-Camus, che si dice abbia sperperato la sua fortuna e si sia ridotto in miseria, il suo primo mecenate. A lui, chiamato proprio da Beethoven il “Primo Mecenate della sua musa”,  sono, infatti, dedicati i Trii op. 9 per archi, composti tra il 1797 e il 1798 e che lo stesso compositore definì la migliore delle sue opere. In effetti questi Trii dell’Op. 9 sono particolarmente raffinati sia per la scrittura che vede i tre strumenti perfettamente autonomi e che comunque non dà l’impressione di trovarsi né di fronte a un quartetto senza un violino né a una sonata a tre con  una parte ad accompagnare le altre due che dialogano. Un breve Adagio, che, aperto da un perentorio si all’unisono in fortissimo, già pienamente beethoveniano, è intriso di un’atmosfera piena di mistero, introduce un Allegro con brio la cui ricchezza di idee tematiche e di modulazioni anticipa quella dilatazione della forma-sonata che caratterizzerà le opere future del compositore di Bonn. Una dolce cantabilità favorita da un cullante ritmo in terzine caratterizza il secondo movimento, Adagio, ma non tanto e cantabile. Spigliato ed energico è lo Scherzo, che originariamente prevedeva due Trii, il secondo dei quali fu eliminato da Beethoven per la pubblicazione forse perché l’eccessivo spazio dato al violoncello sarebbe stato in contrasto con il complessivo carattere concertante del brano. Il Trio si conclude con un brillante Presto.

     

    Riccardo Viagrande

    Durata: 40'