È “La vita di Cristo” il tema della 68a Settimana di Musica Sacra di Monreale che si svolgerà dal 2 al 9 ottobre 2026 nel Duomo normanno

Pubblicato il 30 Settembre 2026

Comunicato stampa

Torna la storica rassegna organizzata dalla Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana con il sostegno dell’Assessorato al Turismo della Regione Siciliana proseguendo il percorso musicale triennale ispirato alla narrazione biblica dei mosaici

 

Inaugurazione venerdì 2 ottobre con L’Enfance du Christ di Hector Berlioz

Il programma prevede collaborazioni con la Fondazione Teatro Massimo di Palermo, il Conservatorio “Alessandro Scarlatti” di Palermo, il Teatro Massimo Bellini di Catania e alcuni fra i più importanti interpreti del repertorio sacro

 

Tutti i concerti sono alle ore 21 – ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili

 

 

Qui il link alla cartella con le fotografie degli artisti

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Dal 2 al 9 ottobre 2026 il Duomo di Monreale – patrimonio dell’Umanità UNESCO e capolavoro assoluto dell’arte normanna – ospiterà come da tradizione la 68ª Settimana Internazionale di Musica Sacra, la storica rassegna organizzata dalla Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana con il sostegno della Regione Siciliana - Assessorato del Turismo, Sport e Spettacolo. Sette concerti, tutti con inizio alle ore 21 e a ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

 

Dopo “Genesi”, tema dell’edizione 2025, il progetto triennale – preparato da Giuseppe Cuccia, referente per la programmazione artistica della FOSS – prosegue quest’anno con “La Vita di Cristo”,  – “Vitae Christi” dalla Natività alla fuga in Egitto, dalla Passione alla Croce, fino alla Resurrezione e alla Pentecoste – secondo capitolo di un itinerario che si concluderà nel 2027 con l’Apocalisse. Un percorso ideato in relazione al grande racconto delle Sacre Scritture custodito nei mosaici del Duomo di Monreale e costruito attraverso pagine di musica sacra appartenenti a epoche e linguaggi differenti, titoli meno frequentati, grande repertorio e tradizioni musicali lontane tra loro nel tempo: Berlioz e Scarlatti, de Majo e le laudi medievali, Perosi, Respighi e Wagner. Importante la serata dedicata al Crocifisso della Collegiata di Monreale pensata per avere un rapporto ancora più stretto tra repertorio e rassegna internazionale.

 

«La 68a Settimana internazionale di Musica Sacra di Monreale – afferma mons. Gualtiero Isacchi, Arcivescovo di Monreale – avrà per tema la vita di Cristo. In un anno importante per Monreale, in cui ricorre il 400esimo anniversario della festa del Santissimo Crocifisso, la scelta di questo tema assume un ruolo ancora più significativo, rispondendo altresì al desiderio di orientare il programma di questa edizione in armonia con i cicli musivi della cattedrale. I concerti, in tal modo, si trasformano in un’estensione sonora della storia sacra, che emerge dalle pareti luminose dell’edificio sacro. Pertanto, la musica che ascolteremo non sarà soltanto fonte di intrattenimento culturale, ma un vero e proprio strumento atto a fare memoria della Parola di Dio dispiegata sulle pareti del duomo attraverso la bellezza e il fascino misterioso della musica. Nel contesto storico attuale segnato da guerre, divisioni e tensioni globali, che seppure distanti da noi, ci spingono a non voltarci dall’altra parte, davanti alla violenza delle parole e delle armi, che bagnano di sangue le nostre città, la Settimana di Musica Sacra assume un valore simbolico profondo capace di trasmettere al mondo una memoria fatta di suoni e parole capaci di donare vita buona. La Musica Sacra può essere così in grado di toccare i nostri cuori e renderci promotori di pace e di armonia. La bellezza della polifonia, originata da strumenti e voci differenti, infatti, ci ricorda che l’armonia è possibile. La diversità delle orchestre con i loro strumenti e dei cori con le loro voci dà origine alla sinfonia, segno di concordia  nella differenza, mentre il tempo della musica viene segnato dalla comunione. Guardiamo, dunque, a questa settimana come a un evento capace di infondere speranza e pace e, riferendo alla musica ciò che Sant’Agostino diceva per il canto, possiamo affermare che “cantare è proprio di chi ama”. Buona Settimana di musica sacra!».

 

«Con la Settimana Internazionale di Musica Sacra di Monreale la Sicilia intreccia i suoi tesori più preziosi: storia, arte, musica e una profonda tradizione spirituale che definisce l’identità dell’isola – dichiara Elvira Amata, Assessore regionale al Turismo, Sport e Spettacolo – Con questa edizione diamo continuità ad un tema già lanciato a un lo scorso anno, consolidando il valore di una rassegna capace di attrarre pubblico e artisti in una cornice nota a livello globale. Per questo l'Assessorato regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo promuove direttamente a titolarità la rassegna capace di valorizzare significativamente sotto il profilo culturale e turistico il nostro territorio».

 

«La Settimana Internazionale di Musica Sacra – spiega il sindaco di Monreale Alberto Arcidiacono rappresenta un appuntamento di punta della nostra città. Da mezzo secolo, Monreale ha l’onore e la responsabilità di ospitare una manifestazione di risonanza internazionale, capace di unire il prestigio dei più grandi artisti del panorama mondiale alla maestosità del nostro Duomo normanno, capolavoro assoluto dell'arte e della spiritualità riconosciuto dall'UNESCO. Quest'anno, con la sessantottesima edizione dedicata a "La Vita di Cristo", il nostro splendido complesso musivo troverà nella musica la sua più alta estensione sonora. In un momento storico particolarmente complesso e segnato da divisioni globali, la nostra Cattedrale si offre al mondo come un messaggio universale di pace, armonia e speranza. Desidero ringraziare la Regione Siciliana, l'Assessorato al Turismo, la Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana, Sua Eccellenza l'Arcivescovo e tutte le prestigiosi istituzioni musicali coinvolte che, con passione e dedizione, rinnovano questo miracolo culturale. A nome di tutta la comunità monrealese, rivolgo un caloroso invito a cittadini, visitatori e amanti della grande musica a partecipare a questa straordinaria settimana di arte e fede, aperta a tutti».

 

Per la Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana, organizzare la Settimana Internazionale di Musica Sacra significa assumersi la responsabilità di una tradizione che appartiene alla storia culturale della Sicilia e, nello stesso tempo, lavorare perché questa tradizione continui a rinnovarsi e a parlare al presente – sottolinea Gabriele Crociata, Commissario straordinario della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana –. La Fondazione mette a disposizione la propria Orchestra e le proprie competenze organizzative, costruendo al tempo stesso una rete di collaborazioni con importanti istituzioni musicali italiane e internazionali. È un metodo di lavoro che consideriamo particolarmente significativo: condividere professionalità e risorse consente di realizzare programmi di qualità, ampliare le occasioni di confronto artistico e rafforzare il ruolo della FOSS nel sistema culturale regionale e nazionale. Anche la scelta di mantenere tutti i concerti a ingresso libero conferma la volontà di rendere un patrimonio musicale di grande valore accessibile al pubblico più ampio possibile. Ringrazio la Regione Siciliana, che sostiene la manifestazione, l’Arcidiocesi e il Comune di Monreale, insieme a tutte le istituzioni coinvolte, per una collaborazione che rende possibile la realizzazione di una rassegna così profondamente legata alla storia e all’identità della nostra Isola».

 

Il programma della 68a Settimana di Musica Sacra coinvolge l’Orchestra Sinfonica Siciliana, il Coro del Teatro Massimo di Palermo, l’Orchestra e il Coro del Teatro Massimo Bellini di Catania, il RTS Choir della Radio Televisione Serba, l’Orchestra Europa Galante, l’Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori, l’Ensemble di Musica Antica del Conservatorio “Alessandro Scarlatti” di Palermo, l’Ensemble Micrologus e il Coro di voci bianche della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana, insieme a direttori e interpreti specializzati nei diversi repertori. Sono previste inoltre collaborazioni con la Fondazione Teatro Massimo di Palermo, il Conservatorio “Alessandro Scarlatti” di Palermo e il Teatro Massimo Bellini di Catania.

 

Venerdì 2 ottobre la Settimana si inaugura con L’Enfance du Christ di Hector Berlioz, trilogia sacra per soli, coro e orchestra op. 25. Sul podio dell’Orchestra Sinfonica Siciliana e del Coro del Teatro Massimo di Palermo, preparato da Salvatore Punturo, Gianluca Marcianò; interpreti James Gilchrist come Narratore, Stéphanie d’Oustrac come Maria, Jean-Sébastien Bou come Giuseppe, Thomas Dolié come Erode ed Edwin Crossley-Mercer nei ruoli del padre di famiglia e di Polidoro. Il concerto è realizzato in collaborazione con la Fondazione Teatro Massimo di Palermo. Composta nella forma definitiva nel 1854, L’Enfance du Christ racconta in tre parti – Il sogno d’Erode, La fuga in Egitto e L’arrivo a Sais – la minaccia di Erode, la partenza della Sacra Famiglia e la ricerca di un rifugio. Berlioz la definì “trilogia sacra”: una pagina nella quale il compositore adotta una scrittura spesso raccolta e trasparente, lontana dalla monumentalità di altre sue opere. La genesi stessa della partitura nacque dal nucleo della Fuite en Égypte, cui si aggiunsero successivamente le altre due parti; la versione completa debuttò a Parigi il 10 dicembre 1854.

 

Sabato 3 ottobre si passa al barocco con il “palermitano” Alessandro Scarlatti con Colpa, Pentimento e Grazia. Oratorio per la Passione di nostro Signore Gesù Cristo, su libretto del cardinale Pietro Ottoboni, nella trascrizione e revisione di Giuseppe Collisani. Ignazio Maria Schifani, direttore al cembalo, guida l’Ensemble di Musica Antica del Conservatorio “Alessandro Scarlatti” di Palermo e l’Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori; protagonisti Roberta Mameli nel ruolo della Colpa, Filippo Mineccia come Pentimento e Carlotta Colombo come Grazia. Il progetto è promosso dal Ministero dell’Università e della Ricerca e realizzato in collaborazione con il Conservatorio di Palermo. Scritto per la Settimana Santa del 1708 su commissione dello stesso Ottoboni, l’oratorio trasferisce gli episodi evangelici della Passione su un piano interiore attraverso tre personificazioni allegoriche. La Colpa si sente responsabile del sacrificio di Cristo, il Pentimento rappresenta l’anima che prende coscienza del peccato, mentre la Grazia conduce il percorso verso il significato salvifico della Croce.

 

Domenica 4 ottobre Fabio Biondi dirige Europa Galante in Gesù sotto il peso della croce, oratorio per soli e orchestra di Gian Francesco de Majo. Le voci sono quelle di Lucia Cortese nel ruolo di Maria, Lucia Cirillo come Maddalena e Jorge Navarro Colorado come Giovanni. Composto nel 1764, l’oratorio colloca Maria, Maddalena e Giovanni nei pressi della porta di Gerusalemme che conduce al Calvario: i tre personaggi non vedono direttamente l’azione, ma ripercorrono la Passione attraverso il racconto e il dolore. De Majo, musicista napoletano apprezzato anche da Mozart, costruisce l’opera soprattutto sulla forza espressiva delle voci e sulla qualità melodica della scrittura, fino al raffinato intreccio contrappuntistico del coro conclusivo affidato ai tre protagonisti.

 

Lunedì 5 ottobre la rassegna incontra direttamente la storia religiosa di Monreale con “Sulle Sue Spalle”, lettura-concerto realizzata in occasione dei 700 anni del Crocifisso della Collegiata di Monreale. Le meditazioni per la Via Crucis scritte da Papa Francesco, affidate alla voce recitante di Gigi Borruso, si alternano a pagine tratte dalla Via Crucis di Franz Liszt, dagli Stabat Mater di Giovanni Battista Pergolesi e Luigi Boccherini e agli storici inni al Crocifisso della tradizione monrealese. Il programma comprende anche Dio che la Croce, conservato in un manoscritto storico, e Corri o figlio di Giuseppe Burgio di Villafiorita. Fabio Ciulla cura la direzione e le elaborazioni musicali, Giovanni Mazzara i movimenti scenici; partecipano il soprano Federica Sardella, il mezzosoprano Adriana Di Paola, il Coro di voci bianche della FOSS e un ensemble strumentale dell’Orchestra Sinfonica Siciliana. Maestro del coro Vincenzo Marino. La serata lega così il repertorio sacro europeo alla memoria musicale locale. Gli inni conservati nel fondo musicale della Collegiata testimoniano infatti una tradizione sviluppatasi fra la seconda metà dell’Ottocento e l’inizio del Novecento e legata alla solennità del Santissimo Crocifisso. Corri o figlio, composto nel 1901 da Giuseppe Burgio di Villafiorita su testo del canonico Polizzi, rappresenta uno dei documenti musicali di questo rapporto secolare tra la comunità monrealese e il Crocifisso.

 

Martedì 6 ottobre il percorso compie un salto indietro fino alle origini della tradizione musicale religiosa in volgare con l’Ensemble Micrologus, impegnato nelle Laudi medievali dell’Avvento, Nascita, Passione e Resurrezione. Il programma riunisce antifone, sequenze e laudi tratte soprattutto dal Laudario 91 di Cortona, insieme a testimonianze conservate ad Assisi, Firenze, Foligno e in altri manoscritti. Le laudi nacquero nel Duecento nel clima di rinnovamento religioso legato anche agli ordini mendicanti e alla diffusione della predicazione in lingua volgare. La loro struttura, che favorisce anche la partecipazione della comunità, accompagna qui l’intero itinerario cristologico: dall’attesa dell’Avvento alla nascita, dalla Passione alla Resurrezione. Il Laudario di Cortona, copiato probabilmente fra il 1270 e il 1297, costituisce la più antica collezione conosciuta di melodie laudistiche e una delle fonti principali del programma.

 

Giovedì 8 ottobre l’Orchestra e il Coro del Teatro Massimo Bellini di Catania, diretti da Fabrizio Maria Carminati, presentano Natale del Redentore, oratorio in due parti per soli, coro e orchestra di Lorenzo Perosi. Interpreti Elisabetta Zizzo nel ruolo di Maria, Michele Patti come Storico, Giuseppe Infantino come Angelo e Albane Carrère (mezzosoprano); maestro del coro Luigi Petruzziello. Il concerto è realizzato in collaborazione con il Teatro Massimo Bellini di Catania. Composto nel 1899 e presentato per la prima volta nel Duomo di Como, Natale del Redentore appartiene alla stagione in cui Perosi fu tra i protagonisti del rinnovamento della musica sacra italiana. L’oratorio, su testo latino ispirato alle Sacre Scritture, comprende un Prologo e due parti, L’Annunciazione e La notte di Natale: dalla visita dell’Angelo a Maria e dal Magnificat alla Natività e all’adorazione dei pastori. La scrittura guarda alla tradizione gregoriana e polifonica, con un’orchestrazione misurata e una particolare attenzione al coro.

 

Venerdì 9 ottobre il concerto conclusivo affida all’Orchestra Sinfonica Siciliana e al RTS Choir - Coro della Radio Televisione Serba, preparato da Hadži Jakov Milutinović, due pagine di Ottorino Respighi e Richard Wagner sotto la direzione di Alexander Joel. Di Respighi sarà eseguita Christus, cantata biblica per soli, coro e orchestra, con Alessandro Scotto di Luzio nel ruolo di San Matteo, Mario Cassi come Cristo e Alessandro Abis come Giuda; seguirà Das Liebesmahl der Apostel (“La cena degli Apostoli”) di Wagner, scena biblica per coro maschile e grande orchestra. Christus, composta nel 1898 durante gli anni di formazione di Respighi a Bologna, è una pagina giovanile su testi tratti direttamente dalla Vulgata, nella quale sono già riconoscibili l’interesse del compositore per la scrittura modale e la capacità di governare grandi masse corali. Das Liebesmahl der Apostel, scritto da Wagner nel 1843 per una grande riunione delle società corali sassoni, mette invece al centro il racconto della Pentecoste: il coro maschile, suddiviso in gruppi, rappresenta gli Apostoli e la comunità dei fedeli, mentre l’ingresso dell’orchestra accompagna l’annuncio della discesa dello Spirito Santo. Nella conclusione affiora inoltre un materiale musicale che Wagner svilupperà molti anni dopo nel Parsifal.

 

La Settimana Internazionale di Musica Sacra di Monreale nacque alla fine degli anni Cinquanta per volontà dell’Assessorato regionale al Turismo, con l’intento di valorizzare il Duomo come luogo privilegiato di ascolto e di raccoglimento. Nel tempo si è consolidata come una delle rassegne più longeve e autorevoli del genere, con ospiti quali Karl Richter, Hermann Scherchen, Riccardo Muti, Claudio Abbado, Zubin Mehta e tanti altri interpreti di fama internazionale. Ogni edizione rappresenta un incontro tra la maestosità dell’architettura e la potenza della musica: nel silenzio sospeso delle navate, i grandi oratori sacri e le pagine sinfonico-corali più amate acquistano una dimensione mistica.

 

Per ulteriori dettagli, biografie e approfondimenti sul programma

https://orchestrasinfonicasiciliana.it/it/attivita/tour

 

I concerti sono tutti a ingresso libero sino a esaurimento dei posti disponibili

Botteghino Politeama Garibaldi

Piazza Ruggiero Settimo – Palermo

Tel. 091 6072532/533

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Floriana Tessitore

Ufficio stampa Orchestra Sinfonica Siciliana

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