Bellini & Friends

Eliseo Castrignanò, direttore

Desirée Rancatore, soprano

Palermo - Piazza Ruggiero Settimo

  • Luogo

  • Piazza Ruggiero Settimo

  • Giorno

    ora

    Durata

    Prezzo

     

  • Giorno

    Venerdì
    23 Settembre 2022

    Ore

    21,00

    Durata

    80min.

    Prezzi

    10 - 5 €

    Calendario

In collaborazione con Bellini International Context

  • Programma

  • Gaetano Donizetti
    Bergamo 1797 - Bergamo 1848

    Roberto Devereux, sinfonia

    Larghetto, Vivace

    Vincenzo Bellini
    Catania 1801 - Puteaux 1835

    I Puritani "Son vergin vezzosa"

    Gioachino Rossini
    Pesaro, 1792 - Passy, 1868

    Il viaggio a Reims, sinfonia

    Maestoso, Allegro moderato

    Vincenzo Bellini
    Catania 1801 - Puteaux 1835

    I Capuleti e i Montecchi "Eccomi in lieta vesta.... Oh quante volte"

    Gaetano Donizetti
    Bergamo 1797 - Bergamo 1848

    Anna Bolena, sinfonia

    Allegro, Larghetto, Allegro

    Gaetano Donizetti
    Bergamo 1797 - Bergamo 1848

    Anna Bolena "Al dolce guidami"

    Richard Wagner
    Lipsia 1813 - Ca' Vendramin Calergi 1883

    Der fliegende Holländer (L'olandese volante ovvero Il vascello fantasma), ouverture

    Allegro con brio, Andante, Allegro con brio

    Vincenzo Bellini
    Catania 1801 - Puteaux 1835

    I Puritani "Qui la voce tua soave... Vien diletto"

    Giuseppe Saverio Raffaele Mercadante
    (Altamura 1795 – Napoli 1870)

    Omaggio a Bellini, fantasia per orchestra

     

    Nonostante sia stata composta in un periodo particolarmente difficile per Gaetano Donizetti che nell'estate del 1837 aveva perso nel giro di un mese un figlio morto appena nato e la moglie Virginia Vasselli, l'opera Roberto Devereux, che costituisce con Anna Bolena e Maria Stuarda la famosa trilogia basata sulla storia inglese durante il regno dei Tudor, dopo la sua prima rappresentazione al San Carlo il 29 ottobre 1837, in pochi anni raggiunse un grande successo non solo in Italia ma anche all'estero. L'opera si apre con una sinfonia, formata da un Larghetto introduttivo, nel quale è citato e riproposto con diverse vesti strumentali il tema dell'inno inglese God save the Queen, e da un Vivace in forma-sonata, basato sul contrasto tra il primo tema agitato e il secondo di carattere lirico.

    Non fu semplice per Bellini la composizione dei Puritani, in quanto non sempre il librettista, il Conte Carlo Pepoli, fervente patriota al quale Giacomo Leopardi aveva dedicato l’epistola in versi Al Conte Carlo Pepoli, aveva soddisfatto le sue pretese. Nonostante le difficoltà dovute alla scarsa esperienza come librettista di Pepoli, la prima rappresentazione dell'opera, avvenuta il 24 gennaio 1835 al Théâtre Italien di Parigi, fu un trionfo. Collocata alla fine del primo atto, Son vergine vezzosa è formalmente una polacca cantata da Elvira che, vestita da sposa, si mostra in tutta la sua bellezza. Particolarmente difficile dal punto di vista tecnico, questo brano, che secondo le cronache dell'epoca Giulia Grisi era costretta a bissare tutte le sere, costituisce un’occasione per il soprano di esibire tutte le sue abilità tecniche.

    La Sinfonia del Viaggio a Reims, opera composta da Rossini per l'incoronazione di Carlo X e rappresentata al Théâtre Italien di Parigi il 19 giugno 1825, costituisce una vera e propria contraffazione, in quanto questo atto unico originariamente non ne aveva una. Pubblicata a Milano nel 1938 nella revisione di Giuseppe Piccioni ed eseguita per la prima volta il 5 novembre dello stesso anno alla Scala con la direzione di Richard Strauss, quella tramandata è un air de danse del Siège de Corinthe (1826) che, tra l'altro, costituisce un autoimprestito proprio dal Viaggio. Aperta da un'introduzione lenta (Maestoso) nella quale, dopo gli accordi iniziali, si staglia il bel tema dell'oboe, la sinfonia prosegue con un brillante Allegro moderato in forma-sonata, nel quale si distingue il famosissimo tema del crescendo.

    Un notevole successo arrise anche a I Capuleti e i Montecchi, opera rappresentata per la prima volta alla Fenice di Venezia l'11 marzo 1830. Introdotta da una splendida pagina orchestrale, all’interno della quale emerge la voce del corno che intona una melodia tipicamente belliniana piena di pathos,“Eccomi in lieta vesta… Oh quante volte” è la scena e romanza di Giulietta il cui materiale melodico fu tratto da Bellini dalla giovanile cavatina di Nelly (Dopo l’oscuro nembo) dell’Adelson e Salvini. In essa  la protagonista esprime in un tono elegiaco tutto il suo amore per Romeo.

    Legata alla composizione della Sonnambula di Bellini è quella dell'Anna Bolena di Donizetti in quanto entrambe le opere furono commissionate dal duca Pompeo Litta, il quale, dopo aver tentato, insieme a due ricchi mercanti Marietti e Soleri, di ottenere, a Milano, la gestione della sala del Piermarini rifiutata dall’autorità asburgica che preferiva Crivelli e Barbaja, ripiegò sul Teatro Carcano. Per prendersi una rivincita sulla Scala, decise allora di scritturare Bellini e Donizetti per la stagione di carnevale 1830-31, sfruttando la rivalità dei due compositori per dare celebrità al teatro. Ai due rivali offrì, inoltre, lo stesso librettista, Felice Romani e i due grandi artisti del momento, Giuditta Pasta e Giovanni Battista Rubini. Anna Bolena che, in occasione della prima avvenuta il 26 dicembre 1830, riscosse un enorme successo, si apre con una sinfonia, articolata in un Allegro iniziale che si conclude dopo un trillo del flauto su un accordo di la maggiore, in un drammatico e cupo Larghetto e in un Allegro in forma-sonata, il cui primo tema, tratto da quello di Alina regina di Golconda, contrasta con il secondo dalla struttura lirica, mentre quello del crescendo ritorna nel tempo di mezzo dell'aria di Giovanna Per questa fiamma indomita del secondo atto. Nel Finale dell'opera (Al dolce guidami castel natio) Anna Bolena  si rende protagonista di una scena che anticipa quella della follia della Lucia di Lammermoor nella quale  rievoca il giorno delle nozze ma anche il suo amore per Percy al quale immagina di chiedere di guidarla al castello natio nel belcantismo, ma estremamente espressivo e cantabile.

    La prima idea di Der Fliegende Holländer (L’Olandese volante), meglio conosciuto in Italia con il titolo Il vascello fantasma, nacque da un’esperienza personale di Richard Wagner: un viaggio avventuroso tra il Mar Baltico e il Mare del Nord intrapreso nel 1839 dal compositore per sfuggire ai suoi creditori e ad una situazione economica e professionale non  certo favorevole, nonostante il suo incarico di direttore d’orchestra a Riga. Rappresentato per la prima volta il 2 gennaio 1843 a Dresda, L'Olandese volante si apre con un'ouverture il cui attacco ci presenta il tema dell’Olandese in tutta la sua angoscia e disperazione intrise di misterioso fascino con delle quinte vuote che ricordano la tanto amata Nona di Beethoven trascritta per pianoforte da Wagner in gioventù. Con appena due suoni Wagner, in questo attacco, ci dà la misura della disperazione dell’Olandese, acuita dalla tempesta in cui è costretto a navigare, resa dal drammatico tremolo dei violini che, eseguendo un accordo di re senza terza, conferiscono a questo passo un’atmosfera ancora più misteriosa e vaga; qui sembra di vedere e di sentire lo scrosciare della pioggia e delle onde del mare in una fusione quasi tra cielo e terra. Proprio nell’ouverture, mirabile sintesi del dramma, questo tema si alterna con quello della redenzione di Senta e con quello gioioso dei marinai in una continua ed incalzante spirale che, oltre ad indicare il moto perpetuo a cui il povero Olandese è costretto dalla maledizione, conduce alla gloriosa conclusione in cui la redenzione soffoca la maledizione e anche i marinai con il loro tema  possono partecipare alla gioia.

    Collocata nel secondo atto dei Puritani è la scena della follia di Elvira nella quale Bellini rielaborò la struttura tradizionale della scena ed aria ampliando le forme in modo tale da costruire una struttura coesa e unitaria La scena non si apre con un recitativo accompagnato ma con il celebre tema di O rendetemi la speme intonato da Elvira su un tremolo degli archi. La novità non consiste solo nell’assenza del recitativo, ma soprattutto nella costruzione di una pagina di grande unità musicale, dal momento che il tema dell’aria, Qui la voce sua soave, è una vera e propria espansione dell’inciso iniziale di O rendetemi. Dal punto di vista formale l’aria è un’altra gemma, dal momento che non è un pezzo dalla struttura strofica, ma un malinconico fluire di musica, all’interno del quale si collocano gli interventi di Giorgio e Riccardo, più che dei semplici pertichini, e soprattutto un richiamo al tema festante dell’inizio del primo atto,. Infine non si può non parlare della struttura melodica di quest’aria che si svolge su due livelli: quello più profondo affidato all’orchestra che sembra disegnare gli stati d’animo della donna, e quello della parte di Elvira che nel solco tracciato dall’orchestra si inserisce con il suo canto. Dopo quest’altissimo momento, nella convenzione appaiono il tempo di mezzo, Tornò il riso, e la cabaletta Vien diletto, è in ciel la luna.

    Al 1860 risale la composizione dell’Omaggio a Bellini di Giuseppe Saverio Raffaele Mercadante che, come recita il sottotitolo, è una Fantasia per orchestra nella quale si possono ascoltare alcuni famosi brani delle opere di Bellini sotto una nuova veste orchestrale. La  Fantasia si apre con il tema della cavatina di Gualtiero, Nel furor delle tempeste, per proseguire con una sintesi della scena iniziale di Norma e con una rielaborazione dell’aria di Amina Ah non credea mirarti dalla Sonnambula che sfocia nel concertato finale di Norma. La Fantasia si conclude con la combinazione del tema dell’Inno alla guerra e della cabaletta del duetto tra Norma e Pollione, Già mi pasco ne’ tuoi sguardi. 

     

    Riccardo Viagrande