EDUCATION - LA SCUOLA A TEATRO

Stravinskij HISTOIRE DU SOLDAT

  • Luogo

  • Politeama Garibaldi - Palermo

  • Giorno

    ora

    Durata

    Prezzo

     

  • Giorno

    Martedì
    10 Novembre 2026

    Ore

    09,30

    Durata

    60min.

    Prezzi

    5 - €

    Calendario

  • Giorno

    Martedì
    10 Novembre 2026

    Ore

    11,30

    Durata

    60min.

    Prezzi

    5 - €

    Calendario

Marcello Rimi narratore

Laura Miraglia coreografie

Marianna Di Caccamo e Paola Mariapia Viviano ballerine

Corpo di ballo del Liceo Coreutico "Regina Margherita" di Palermo

Djaghilev Ensemble

Martina Ricciardo violino - Giuseppe D’Amico contrabbasso - Tindaro Capuano clarinetto - Daniele Marchese fagotto - Dario Tarozzo tromba - Giovanni Miceli trombone - Antonio Giardina percussioni

Progetto in collaborazione con il Liceo Coreutico "Regina Margherita" di Palermo

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Biglietti:. € 5 per alunno (non paganti: alunni H e docenti accompagnatori e di sostegno).

Prenotazioni scuolesegreteriascuole@orchestrasinfonicasiciliana.it  - tel. 3382669146

Info Botteghinobiglietteria@orchestrasinfonicasiciliana.it  - tel. 091 6072532/533 

  • Programma

  • Igor Fëdorovič Stravinskij
    Lomonosov, 1882 - New York, 1971

    Histoire du soldat su testo di Charles-Ferdinand Ramuz

    Marche du Soldat (Marcia del soldato), Le violon du soldat (Il violino del soldato), Marche Royale (Marcia reale), Petit concert (Piccolo concerto), Trois danses: Tango, Valse, Ragtime (Tre danze: Tango, Valzer, Ragtime), Danse du Diable (Danza del diavolo), Choral (Corale), Marche triomphale du diable (Marcia trionfale del diavolo)Marche du Soldat (Marcia del soldato), Le violon du soldat (Il violino del soldato), Marche Royale (Marcia reale), Petit concert (Piccolo concerto), Trois danses: Tango, Valse, Ragtime (Tre danze: Tango, Valzer, Ragtime), Danse du Diable (Danza del diavolo), Choral (Corale), Marche triomphale du diable (Marcia trionfale del diavolo)

     

    Ispirata ad alcune fiabe popolari russe tratte dalla raccolta di Afanas’ev, L’Histoire du soldat fu composta nel 1918 mentre Stravinskij si trovava a Morges in Svizzera dove si era rifugiato nel 1914 per sfuggire alla Prima Guerra Mondiale e alla Rivoluzione d’ottobre che nel 1917 avrebbe rovesciato in Russia il regime zarista. Secondo quanto affermato nella sua autobiografia, Cronache della mia vita, questo lavoro fu concepito come uno spettacolo popolare, da recitare, suonare e danzare, simile a quelli organizzati dagli artisti girovaghi che si muovono di città in città con pochi mezzi. Per questo motivo l’organico strumentale viene ridotto rispetto alla grande massa orchestrale della Sagra della primavera a sette esecutori che rappresentano tutti i timbri dell’orchestra in quanto appartenenti alle principali famiglie orchestrali nei registri estremi: il clarinetto e il fagotto per i legni, violino e contrabbasso per gli archi, cornetta a pistoni e trombone per gli ottoni e una batteria per le percussioni. Questi strumenti sono utilizzati in modo alquanto originale essendo posti in contrapposizione tra loro grazie allo sfruttamento e all’esaltazione delle loro differenze di altezza e di timbro in una scrittura che, per alcuni aspetti, richiama il sound tipico del jazz.

    Rappresentata per la prima volta a Losanna il 28 settembre del 1918 sotto la direzione di Ansermet, Histoire du soldat, il cui testo francese fu elaborato da Charles-Ferdinand Ramuz, presenta una trama semplice: protagonista è Joseph, un soldato in licenza di ritorno a casa attraverso una strada che costeggia un fiume; fermatosi per una sosta, prende dal suo zaino, oltre a uno specchio e alla foto della fidanzata, un violino che incomincia a suonare.  Mentre sta suonando, il diavolo, sotto le mentite spoglie di un anziano signore, gli si accosta e gli propone di scambiare lo strumento con un libro misterioso nel quale erano descritti avvenimenti non ancora accaduti. Pensando di poter diventare ricco e famoso, il soldato accetta la proposta del diavolo di passare tre giorni in reciproca compagnia in modo da apprendere l’uno, il diavolo, a suonare il violino e l’altro, Joseph, a leggere il libro. Alla fine di questa avventura sono passati, però,  tre anni e non tre giorni e in questo periodo così lungo molte situazioni della vita di Joseph, ritenuto da tutti morto, sono completamente cambiate; la stessa sua fidanzata si era sposata con un altro uomo dal quale aveva avuto un bambino. Joseph, resosi conto di aver perso tutto, cerca furibondo il diavolo che, venutogli incontro ad un crocevia, gli ricorda di poter ottenere tutte le ricchezze desiderate servendosi del libro precedentemente donatogli. Effettivamente il giovane diventa ricchissimo, ma comprende anche che tutte le ricchezze del mondo non possono ripagarlo della perdita degli affetti più cari. Incontra ancora una volta il diavolo che, questa volta, presentandosi sotto le mentite spoglie di una vecchia mezzana, gli restituisce la foto della ragazza, lo specchio, il medaglione portafortuna e il violino che, però, il nostro soldato non riesce più a suonare in quanto lo strumento è diventato muto.

    Della polemica sociale di Afanas’ev, rivolta soprattutto contro il reclutamento forzato voluto dallo zar Nicola II, nulla è rimasto nel testo di Ramuz che, invece, ha posto la sua attenzione sugli aspetti umani della vicenda del soldato, sedotto e abbandonato dal diavolo e alla fine sconfitto in quanto consapevole del carattere effimero della ricchezza conquistata e del valore delle certezze umane irrimediabilmente perdute nei tre anni trascorsi insieme al diavolo.

    Nella partitura di Stravinskij sono mescolati con straordinaria fantasia e ironia elementi e forme musicali tratti dalla tradizione occidentale; una canzone popolare francese, Marietta, inserita nella parte iniziale della partitura, è mescolata a un paso-doble spagnolo che appare nella Marcia reale, a un ragtime, a un tango argentino, a un valzer e a due corali luterani in una scrittura estremamente moderna per i continui cambi di ritmo e per l’utilizzo di metri irregolari.

     

    Riccardo Viagrande

    Durata: 60'