68ma SETTIMANA DI MUSICA SACRA DI MONREALE - LA VITA DI CRISTO
Alessandro Scarlatti Colpa, Pentimento e Grazia
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Luogo
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Duomo di Monreale
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Giorno
ora
Durata
Prezzo
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Giorno
Sabato 03 Ottobre 2026
Ore
21,00
Durata
90min.
Prezzi
- €
Direttore al cembalo Ignazio Maria Schifani
Colpa Roberta Mameli soprano
Pentimento Filippo Mineccia alto
Grazia Carlotta Colombo soprano
Ensemble di Musica Antica del Conservatorio “Alessandro Scarlatti” di Palermo
Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori
Progetto del Ministero dell’Università e della Ricerca
In collaborazione con il Conservatorio “Alessandro Scarlatti” di Palermo
Ingresso libero fino ad esaurimento di posti
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Programma
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Alessandro Scarlatti
Palermo, 1660 - Napoli, 1725Colpa, Pentimento e Grazia. Oratorio per la Passione di nostro Signore Gesù Cristo su libretto del Cardinale Pietro Ottoboni (Trascrizione e revisione a cura di Giuseppe Collisani)
Sinfonia (Grave - Allegro - Grave)
Parte Prima
1 Introduzione
2 Aria (Colpa): “Fosco orrore il tutto ingombra”
3 Recitativo (Colpa): “Pende dall’alto di quel tronco esangue”
4 Duetto (Colpa e Pentimento): “Cangio aspetto col perdono”
5 Arioso (Pentimento): “Come sola rimane”
6 Aria (Pentimento): “Spinta dal duolo, fra le catene”
7 Arioso (Colpa): “Le strade di Sion neglette sono”
8 Aria (Grazia): “Gerusalem pentita”
9 Recitativo (Grazia, Colpa, Pentimento): “Stende l’ali funeste in faccia al Sole”
10 Duetto (Pentimento/Grazia) : “Piangerò/Piangi pur”
11 Recitativo (Pentimento): “Ma per render più grave”
12 Arioso (Colpa): “La Figlia di Sion non ha più in volto”
13 Aria (Colpa): “Gerusalem non ha”
14 Arioso (Colpa): “Passeggia per sentier sordido”
15 Aria (Colpa): “Mira, Signor, deh mira”
16 Arioso (Grazia): “Gerusalem ritorna!”
17 Recitativo (Pentimento): “Prenderò dal tuo lume”
18 Aria (Pentimento): “Io vorrei, che in me discesa”
19 Arioso (Colpa): “Vide Sion rapirsi”
20 Aria a 3 (Grazia, Colpa, Pentimento): “Gerusalemme ingrata”
Parte Seconda
1 Aria (Pentimento, Colpa): “Ho un solo core in seno”
2 Recitativo (Pentimento): “Saggio pensier talor mi sgrida”
3 Aria (Colpa): “Pensa al tuo Dio trafitto”
4 Recitativo (Pentimento, Grazia): “Ne sparger contro me le tue preghiere”
5 Aria (Grazia): “Figli miei, spietati figli”
6 Recitativo (Pentimento, Colpa): Pur troppo il so
7 Duetto (Colpa e Pentimento): “Tu cagion sei del mio pianto”
8 Arioso (Pentimento): “Ingrato cuore”
9 Aria (Pentimento): “No, non ti voglio ingrato”
10 Recitativo (Colpa): “Ti guidi pur al lido”
11 Arioso (Colpa): “D’orror, di doglia piena”
12 Aria (Colpa): “Trombe, che d’ogni intorno”
13 Arioso/Recitativo (Pentimento/Grazia): “Santo, forte”
14 Aria (Grazia): “Qual rugiada, ch’il prato feconda”
15 Recitativo (Pentimento): “No, che non bramo contenti”
16 Aria (Pentimento): “Io ti sento nel mio seno”
17 Recitativo (Colpa): “Tormento è sempre la memoria mia”
18 Aria (Colpa): “Ma se l’uman potere”
19 Recitativo (Pentimento, Colpa, Grazia): “O quanto è ver, ch’a un’Anima pentita”
20 Tutti (Grazia, Colpa, Pentimento): “O Croce unica speme”
Soprannominato dai contemporanei l’Orfeo italiano ed esponente di spicco della scuola musicale napoletana, Alessandro Scarlatti fu sicuramente il maggiore compositore d’opera tra la fine del Seicento e i primi venticinque anni del Settecento. Dopo una prima formazione musicale avvenuta a Palermo, Scarlatti, nel 1672, all’età di dodici anni, si trasferì a Roma, dove non è del tutto chiaro con chi abbia studiato. Non ci sono, infatti, prove o documenti di un supposto apprendistato con Giacomo Carissimi, il maggiore compositore di oratori dell’epoca, che, peraltro, sarebbe morto nel 1674. È certo, tuttavia, che, nel 1678, a soli diciotto anni, fu assunto come maestro di cappella nella Chiesa di San Giacomo degli Incurabili e che nel 1679 ottenne il suo primo successo come operista con Gli equivoci nel sembiante, un’opera grazie alla quale gli si aprirono le porte dei maggiori teatri del tempo. Questo lavoro, infatti, non solo fu rappresentato tra il 1679 e il 1685 a Bologna, Napoli, Vienna e Ravenna, ma valse soprattutto al compositore l’attenzione di Cristina di Svezia che lo assunse come suo maestro di cappella, diventando l’artefice della sua brillante carriera. Colpa, Pentimento e Grazia è, però, un oratorio che Scarlatti compose per la Settimana Santa del 1708 su commissione del Cardinale Ottoboni il quale ne scrisse il libretto e lo fece eseguire nel suo palazzo nobiliare romano. In quel periodo la Città Eterna assistette a una fioritura dell’oratorio, un genere sacro privo di scene e costumi, che consentiva di godere della musica senza violare gli specifici editti papali. A Roma, in particolare, Papa Clemente XI aveva imposto un clima di rigore religioso e morale, del quale avevano fatto le spese gli spettacoli teatrali considerati veicolo di corruzione dei costumi. A differenza di altri oratori scritti per la Passione, questo non mette in scena gli episodi evangelici, ma si svolge interamente sul piano psicologico e spirituale. Protagoniste sono, infatti, tre figure allegoriche: la Colpa, simbolo del peccato umano che all’inizio è tormentata perché si ritiene responsabile del sacrificio di Gesù sulla croce; il Pentimento, che rappresenta l’anima umana cosciente dei propri peccati e intenta a piangere amaramente, e la Grazia, la quale interviene per spiegare che il sacrificio di Cristo non è una sconfitta, ma un supremo atto d’amore. Dopo un serrato confronto tra la Colpa e il Pentimento, protagonisti di un processo di dolorosa autocoscienza, nel Finale la Grazia trionfa e tutti e tre i personaggi inneggiano alla speranza, rappresentata dalla Croce. Aperto da una sinfonia che introduce un clima cupo, l’oratorio costituisce la testimonianza della maturità artistica di Alessandro Scarlatti, capace di rendere perfettamente gli “affetti” facendo ricorso a tutte le risorse della musica barocca. Tra queste spiccano i cromatismi, che caratterizzano l’aria iniziale della Colpa, Fosco orrore il tutto ingombra, o ancora l’aria della seconda parte intonata dal Pentimento, Io ti sento nel mio seno, che si segnala per una delle melodie più struggenti di tutto il Barocco.
Riccardo Viagrande
Durata: 90'