Note al Museo

Siciliani all’Opera

Palazzo Abatellis 

Atrio storico  |  Via Alloro 4, Palermo

Bellini International Context 2026 

  • Luogo

  • Palazzo Abatellis - Palermo

  • Giorno

    ora

    Durata

    Prezzo

     

  • Giorno

    Domenica
    27 Settembre 2026

    Ore

    21,00

    Durata

    -

    Prezzi

    - €

    Calendario

ESTATE MUSICALE 2026

Rassegna di Musica da camera

Fausto Lo Verde voce recitante

Lorenzo Orlandi pianoforte 

Maria Caterina Vitaggio soprano 

Daniela Cappiello soprano

 

INGRESSO GRATUITO

 

Bellini International Context 2026

 

 

Immagine rimossa.

  • Programma

  • Pietro Antonio Coppola (Castrogiovanni [Enna], 1793 – Catania, 1876) 

    Nina pazza per amore, «Mi par che un lungo secolo»

     

    Giovanni Pacini (Catania, 1796 – Pescia [Pistoia], 1867) 

    Niobe, «Il soave e bel contento»

     

    Pietro Platania (Catania, 1828 – Napoli, 1907) 

    Vendetta slava, «O care o liete immagini»

     

    Pietro Floridia (Modica [Ragusa], 1860 – New York, 1932) 

    La colonia libera, «Ecco perché non vengo»

     

    Errico Petrella (Palermo, 1813 – Genova, 1877) 

    I Promessi sposi, «Addio montagne, sorgenti»

     

    Antonio Scontrino (Trapani, 1850 – Firenze, 1922) 

    Il sortilegio, «Del triste mago dietro l’orme»

     

    Giuseppe Savagnone (Palermo, 1902 – Roma, 1984) 

    Millesima seconda, «Un giorno ad un califfo» 

     

    Andrea Butera (Palermo, 1822 – Palermo, 1862) 

    Atala, «O mie fedeli amiche»

     

    La Sicilia ha sempre esercitato un ruolo centrale nella storia del melodramma italiano. Questo concerto celebra la ricchezza di una scuola operistica straordinaria, capace di unire l’eleganza melodica del primo Ottocento alle sperimentazioni drammatiche del Novecento. Attraverso una successione di arie rare e preziosi tesori d’archivio, il programma traccia una linea continua che unisce la terra dei miti e delle passioni alla grande tradizione lirica nazionale. Ad aprire il concerto è Pietro Antonio Coppola con la sua opera più famosa, Nina pazza per amore (1835). L’aria “Mi par che un lungo secolo” incarna lo stile del melodramma romantico, dove la follia d’amore si traduce in una melodia tenera e malinconica. Segue il catanese Giovanni Pacini con la Niobe (1826), opera dalla quale è tratta l’aria “Il soave e bel contento” che mostra la straordinaria fluidità melodica del compositore, rivale storico di Bellini. Si passa poi a Pietro Platania con Vendetta slava. L’aria “O care o liete immagini” evoca forti sentimenti legati alla terra natia. La riscoperta prosegue con Pietro Floridia e La colonia libera (1899), opera all’interno della quale si segnala l’aria “Ecco perché non vengo”, in cui il compositore modicano, naturalizzato in seguito statunitense, sperimenta armonie moderne e raffinate. Il dramma si fa intenso con il palermitano Errico Petrella e i suoi Promessi sposi (1869). Il brano “Addio montagne, sorgenti” traduce in musica le celebri parole di Alessandro Manzoni con una grandissima forza emotiva. Con il trapanese Antonio Scontrino e il suo Il sortilegio (1879), l’atmosfera si tinge di mistero e di fiaba nell’aria “Del triste mago dietro l’orme”. Il Novecento è rappresentato dal palermitano Giuseppe Savagnone, del quale è possibile ascoltare l’aria “Un giorno ad un califfo”, tratta dal suo capolavoro Millesima seconda (1949). In quest’aria la musica si apre a ritmi moderni, pur mantenendo un forte legame con il teatro lirico tradizionale. Il concerto si chiude con Andrea Butera e la sua Atala, dalla quale è tratta l’aria “O mie fedeli amiche” che si configura come un momento di intima e intensa espressione lirica.

     

    Riccardo Viagrande