Beatles, A Symphony Experience

STEFANO SEGHEDONI direttore

Palermo - Villa Filippina

  • Luogo

  • Villa Filippina - Palermo

  • Giorno

    ora

    Durata

    Prezzo

     

  • Giorno

    Venerdì
    18 Settembre 2026

    Ore

    21,00

    Durata

    80min.

    Prezzi

    25 - 15 €

    Calendario

GIULIANA DI LIBERTO vocalist

EZIO DI LIBERTO vocalist

FEDERICA FORESTA soprano

GIUSEPPE MILICI  armonica

FABRIZIO BOSSO tromba

ALBERTO MANIACI, GIUSEPPE RICOTTA, GIUSEPPE VASAPOLLI arrangiamenti 

  • Programma

  • 1. Can’t Buy Me Love (arr. Alberto Maniaci) 

    2. Here Comes the Sun (arr. Alberto Maniaci)

    3. Ticket To Ride (arr Giuseppe Vasapolli)

    4. A Hard Day’s Night (arr. Alberto Maniaci) 

    5. Yesterday (arr. Alberto Maniaci)

    6. Come Together (arr. Giuseppe Vasapolli)

    7. She Loves You (arr. Alberto Maniaci) 

    8. Yes It Is (arr. Alberto Maniaci) 

    9. Let It Be (arr. Giuseppe Vasapolli)

    10. A Day In The Life (arr. Giuseppe Vasapolli)

    11. Michelle (arr. Giuseppe Ricotta) 

    12. The Long and Winding Road (arr. Alberto Maniaci) 

    13. Imagine (arr. Alberto Maniaci) 

    14. Hey Jude (arr. Alberto Maniaci)

     

    Scioltisi nel 1970 dopo dieci anni di attività, i Beatles non solo hanno segnato un’epoca, ma l’hanno, in un certo qual modo, superata, essendo diventati un classico della canzone pop-rock, della quale furono i fondatori e i massimi esponenti. A distanza di oltre mezzo secolo, le canzoni del quartetto di Liverpool, formato da John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr, continuano a parlare con sorprendente immediatezza a generazioni diverse che le apprezzano e le cantano. Il programma di questo concerto, in cui i brani sono presentati in originali arrangiamenti di Alberto Maniaci, di Giuseppe Vasapolli e di Giuseppe Ricotta (Michelle), si configura come un viaggio attraverso alcuni dei loro successi, il primo dei quali è Can’t Buy Me Love, pubblicato nel 1964 durante il periodo della cosiddetta Beatlemania. Il brano possiede l’energia immediata del primo rock’n’roll americano, ma già rivela l’inconfondibile capacità melodica di McCartney, principale autore del pezzo insieme a Lennon. Dietro il ritmo trascinante emerge un messaggio semplice e universale, secondo il quale il denaro non può comprare l’amore. Here Comes the Sun, firmata nel 1969 da George Harrison, si segnala per la delicatezza della melodia, il raffinato intreccio armonico e il celebre arpeggio di chitarra. Secondo un aneddoto, Harrison avrebbe tratto ispirazione dal sole che illuminava il giardino della villa di Eric Clapton, presso il quale si trovava per fargli ascoltare alcuni nastri. Il testo si configura come una celebrazione della speranza e del ritorno della serenità dopo un lungo inverno. Composta prevalentemente da Lennon e, poi, rielaborata da McCartney, Ticket to Ride (1965) segna un passaggio importante verso sonorità più mature e introspettive grazie al suo ritmo pesante e quasi anticipatore dell’hard rock che si unisce a una malinconia nuova, lontana dall’ottimismo spensierato degli inizi. Una grande energia giovanile caratterizza A Hard Day’s Night(1964), celebre fin dall’accordo iniziale, un’undicesima senza la terza. Scritta per l’omonimo film del 1964, la canzone cattura il ritmo frenetico della vita del gruppo negli anni del successo mondiale. Scritta principalmente da McCartney, che avrebbe composto la melodia in sogno, mentre si trovava nella casa della sua fidanzata Jane Asher a Londra, Yesterday (1965), a distanza di oltre 60 anni, conserva ancora il fascino della sua musica, consistente nel delicato incontro tra il pop e la musica da camera rappresentata dal quartetto d’archi che accompagnò la voce di McCartney in occasione della prima registrazione. Al 1969 risale la composizione di Come Together, uno dei pezzi simbolo dell’album Abbey Road. Firmato dal duo Lennon-McCartney, ma composto principalmente da Lennon, il pezzo si segnala per il basso ipnotico, il ritmo quasi ossessivo e una scrittura vocale che contribuisce a creare un universo enigmatico e magnetico, sospeso tra rock, blues e sperimentazione. L’irresistibile entusiasmo degli esordi esplode in She Loves You (1963), forse il manifesto definitivo della Beatlemania con il suo celebre yeah yeah yeah che divenne un simbolo generazionale. Pubblicata come lato B del singolo Ticket to Ride e composta da John Lennon, Yes It Is (1965) è una splendida ballata, celebre per le sue complesse e intense armonie vocali a tre voci. Ispirata, secondo il racconto di Paul McCartney che l’ha firmata insieme a Lennon, a un sogno in cui appariva sua madre Mary, Let It Be (1970) si configura come una preghiera laica, essendo un invito ad accettare le difficoltà della vita con fiducia e serenità. A Day in the Life (1967) unisce una malinconica sezione di John Lennon a un motivo vivace di Paul McCartney. Il brano è celebre per il suo crescendo orchestrale d'avanguardia e lo storico accordo finale del pianoforte. Le atmosfere intime della musica da salotto contraddistinguono Michelle, nella quale è ravvisabile l’influenza della chanson francese. In questo successo, composto principalmente da McCartney e completato da Lennon, il contrasto tra inglese e francese, tra la linea melodica morbida e il gusto armonico sofisticato testimonia la straordinaria apertura del gruppo verso linguaggi musicali differenti. Di tono tragico e nostalgico al tempo stesso è The Long and Winding Road (1970), intensa ballata di McCartney, pubblicata poco prima dello scioglimento del gruppo. Il “lungo e tortuoso cammino”, evocato dal titolo, sembra diventare metafora della stessa vicenda umana e artistica dei Beatles, giunta ormai al termine. Capolavoro solista di John Lennon scritto dopo l'addio ai Beatles e co-firmato con Yoko Ono, Imagine (1971) è un inno pacifista universale che invita a sognare un mondo senza barriere, guerre o religioni, guidato dalle note di un dolce pianoforte. Il concerto si conclude con Hey Jude (1968), la celebre ballata scritta da Paul McCartney per confortare Julian, il figlio di John Lennon, durante il divorzio dei genitori. Con il suo trascinante coro finale Na-na-na, è stato il singolo di maggior successo della band.

     

    Riccardo Viagrande

    Durata: 80'