FAMILY CONCERT
FIABE IN MUSICA
Prokof'ev PIERINO E IL LUPO
Saint-Saëns IL CARNEVALE DEGLI ANIMALI
Vincenzo Baldone direttore
Roberto Lipari narratore
Laura Miraglia coreografie
Corpo di ballo del Liceo Coreutico “Regina Margherita” di Palermo
Progetto in collaborazione con Liceo Coreutico "Regina Margherita" di Palermo
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Programma
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Sergej Sergeevič Prokof'ev
Soncovka 1891 - Mosca 1953Pierino e il lupo, fiaba sinfonica op. 67
Pierino e il lupo, uno dei lavori più famosi di Prokof’ev, nacque nel 1936, un anno particolarmente difficile per i compositori sovietici; il 22 gennaio, infatti, dalle colonne della «Pravda», il giornale ufficiale del partito comunista sovietico, era stato mosso un attacco senza precedenti alla loro libertà artistica e, in particolar modo, a Šostakovič, la cui Lady Macbeth del distretto di Mcnesk era stata clamorosamente stroncata. Probabilmente a causa di questo pesante clima culturale o forse perché attratto dal mondo infantile, Prokof’ev decise di scrivere un lavoro interamente destinato ai bambini. Effettivamente il compositore sovietico già nel 1935 aveva visitato il Teatro Centrale per Bambini assistendo a qualche spettacolo insieme ai propri figli e nel contempo aveva fatto la conoscenza della direttrice Natalja Satz che un anno dopo gli propose di scrivere un lavoro destinato a un pubblico di giovanissimi. Prokof’ev e la Satz lavorarono subito al progetto, come ci ha narrato la stessa direttrice:
“Mi chiamò e mi disse che voleva vedermi, dato che aveva alcune idee di cui mi voleva parlare intorno a una sinfonia per bambini. Venne da me e ci sedemmo a parlare fino a tardi, fino all’ultimo tram, facendo ogni sorta di piani – lui con l’aiuto della musica, io con le parole. Arrivammo alla conclusione che dovevamo trovare immagini che sarebbe stato semplice associare ai suoni dei diversi strumenti. Il primo che mi venne in mente fu il flauto: un uccellino. Glielo dissi e immediatamente mi pentii temendo la reazione di Sergej Sergeevič alla banalità del mio suggerimento. Ma lui disse: «Avremo senz’altro un flauto-uccellino. Va altrettanto bene per noi utilizzare i concetti primitivi dei bambini. La cosa più importante è trovare un linguaggio a loro comune. Decidemmo che in una fiaba sinfonica per i piccoli le immagini avrebbero dovuto essere singolari e assolutamente diverse l’una dall’altra per carattere. «Penso sia una buona idea avere animali diversi e uccelli che cantano nella sinfonia, ma dobbiamo assolutamente includere un essere umano» dissi. Sergej Sergeevič annuì e disse: «Se prendiamo uno strumento per il ruolo di ogni animale dovremo avere qualcosa come un quartetto d’archi per rappresentare l’essere umano perché questo personaggio ha maggiori sfaccettature». Con trasporto continuò: «Sì, Sì, dobbiamo cominciare con immagini concrete, impressionanti e in contrasto. Lupo-uccellino, buono-cattivo, grande-piccolo. Personaggi singolari, realizzati con timbri musicali diversi, e ognuno con il proprio Leitmotiv» […] Quattro giorni dopo Prokof’ev portò lo spartito di Pierino e il lupo” (Cfr. M. R. Boccuni, Prokof’ev, L’Epos, Palermo, 2003, p. 372)
Pierino e il lupo, su testo in prosa dello stesso Prokof’ev, fu eseguito per la prima volta sotto la sua direzione alla Filarmonica di Mosca il 2 maggio 1936 ottenendo un’accoglienza piuttosto fredda dovuta probabilmente all’assenza della Satz che, per ironia della sorte, si era ammalata. Il successo arrise a questo lavoro, infatti, qualche settimana dopo quando la donna, completamente ristabilitasi, interpretò la parte recitata.
La trama di questa favola è molto semplice: Pierino, pur disobbedendo, con grande coraggio cattura il lupo nella foresta e lo consegna ai cacciatori, per cui nonostante la disobbedienza iniziale egli diventa un eroe positivo per aver liberato la foresta e gli altri animali dalla paura del lupo cattivo. Secondo un’interpretazione piuttosto accreditata la favola avrebbe un significato politico con la contrapposizione tra Pierino, chiamato nel testo pioniere, nome con il quale si indicavano i membri di un’organizzazione politica che erano ritenuti dei piccoli eroi positivi, e il lupo, metafora del carattere oppressivo del potere. Molto efficace è la rappresentazione sia dei due protagonisti, Pierino, caratterizzato dai timbri degli archi, e il lupo da quello sinistro e minaccioso dei corni, sia degli altri personaggi con il flauto che imita il canto dell’Uccellino, l’oboe quello dell’Anatra, il clarinetto quello del Gatto, il fagotto la voce del Nonno. I timbri di questi strumenti emergono all’interno di un organico da camera che fa risaltare una scrittura semplice, alla quale non è estraneo nemmeno uno scopo didattico. Gli strumenti vengono, infatti, mostrati ai bambini per metterli a contatto con il mondo affascinante e, al tempo stesso, fiabesco della musica.
Durata: 35'
Camille Saint-Saëns
Parigi, 1835 - Algeri, 1921Il Carnevale degli animali, grande fantasia zoologica per due pianoforti e piccola orchestra
Camille Saint-Saëns scrisse Il Carnevale degli Animali per due pianoforti e piccola orchestra per le festività di un martedì grasso da celebrare con gli amici e venne eseguito a Parigi il 9 marzo 1886 nella casa del violoncellista Charles Lebouc. Questa "grande fantasia zoologica" piacque subito per la brillantezza della scrittura, piena di verve e di humour, e per la singolarità del soggetto, con quegli animali che erano anche una ironica carrellata di personaggi dell'ambiente musicale parigino. Perciò a Saint-Saëns non sembrò opportuno pubblicare una partitura così "scottante" che avrebbe potuto nuocere alla sua carriera (si pensi ai critici musicali che Saint-Saëns trasforma, nel suo zoo, in asini o in fossili), e quindi proibì che venisse data alle stampe prima della sua morte. Ad eccezione del famoso Cigno, che fu adottato nel 1905 dal coreografo Michel Fokine per una celebre assolo destinato alla ballerina Anna Pavlova.
I quattrodici pezzi che compongono questa fantasia zoologica sono come una serie di ritratti e di caricature, illustrati con straordinario acume, un gusto caustico, sottili dettagli per i quali Saint-Saëns fece ricorso a tutti i ferri del mestiere: sfruttando un organico assai ridotto ma molto duttile (che comprende flauto, ottavino, clarinetto, due pianoforti, archi, uno xilofono e un'armonica a vetro, talvolta sostituita da una celesta), trattando virtuosisticamente gli strumenti, ricorrendo a forme condensate e a rapide concatenazioni delle idee musicali, utilizzando qua e là citazioni di pezzi celebri, abilmente contraffatte. Nell’ordine si susseguono leoni, galli e galline, ermioni (cavalli selvatici), tartarughe, elefanti, canguri, pesci, asini, cucù, uccelli, pianisti, fossili, cigni. Un brillante finale conclude allegramente questa divertente galleria di personaggi.
Riccardo Viagrande
Durata: 25'