Note al Museo
Prisma Sonoro Ensemble
Palazzo Abatellis
Atrio storico | Via Alloro 4, Palermo
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Luogo
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Palazzo Abatellis - Palermo
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Giorno
ora
Durata
Prezzo
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Giorno
Giovedì 17 Settembre 2026
Ore
21,00
Durata
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Prezzi
10 - €
ESTATE MUSICALE 2026
Rassegna di Musica da camera

Prisma Sonoro Ensemble
Andrea Cirrito violino - Claudio Laureti viola - Enrico Corli violoncello - Gabriele Palmeri oboe - Laura Vitale arpa - Antonio Giardina percussioni/arrangiamenti
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Programma
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Antonio Giardina
Nightscapes (prima esecuzione assoluta)
Antonín Dvořák
Slavonic Dance n. 2 op. 72 (arr. Antonio Giardina)
Sergej Rachmaninov
Vocalise (arr. Antonio Giardina)
Gabriel Fauré
Cantique de Jean Racine (arr. Antonio Giardina)
Antonio Giardina
Mandorlo in Fiore (prima esecuzione assoluta)
Manuel de Falla
La Vida Breve (arr. Antonio Giardina)
Antonio Giardina – Nightscapes e Mandorlo in Fiore
Il programma propone due composizioni di Antonio Giardina, Nightscapes e Mandorlo in Fiore, entrambe eseguite per la prima volta in assoluto. Due lavori profondamente diversi per origine e immaginario, ma accomunati da una concezione della musica fortemente descrittiva, nella quale il suono nasce spesso da un’immagine, da un paesaggio reale o immaginario, oppure da uno stato emotivo da trasformare in materia musicale.
Nightscapes nasce da un flusso di pensieri notturni, un intreccio di ansie, paure, turbamenti e momenti di consapevolezza. La notte, tuttavia, non viene intesa come uno spazio oscuro o macabro, ma come un rifugio: un luogo sospeso nel quale lasciare emergere liberamente immagini e pensieri che durante il giorno rimangono in secondo piano. L’immagine da cui prende forma il brano è quella di una città osservata dall’ultimo piano di un grande edificio: in lontananza il silenzio della notte, interrotto dalle luci delle finestre e dalla vita di chi è ancora sveglio.
La struttura musicale segue proprio questo movimento interiore, alternando differenti flussi di pensiero a momenti di sospensione e di vuoto. L’introduzione e diversi passaggi di intersezione sono costruiti su una materia volutamente statica: una singola nota tenuta dagli archi, talvolta accompagnata da ribattuti di arpa o vibrafono, in assenza di una vera melodia o di un percorso armonico definito. Sono momenti che evocano una sorta di vuoto della memoria, brevi zone di sospensione tra una sensazione e l’altra.
Il brano, originariamente concepito per un organico differente, è stato successivamente rielaborato per l’ensemble del concerto, mantenendo intatti gli stati d’animo e il carattere dell’idea originale. Nella sua scrittura confluiscono anche suggestioni maturate durante gli anni trascorsi in orchestra, in particolare attraverso l’esperienza esecutiva della Terza Sinfonia di Leonard Bernstein. Da quell’esperienza derivano alcune delle costruzioni ritmiche e metriche del brano, così come l’uso del vibrafono, nel quale la componente matematica e la mutevolezza delle metriche contribuiscono a rendere il senso di un pensiero che procede per associazioni, deviazioni e improvvise illuminazioni.
Se Nightscapes nasce dunque da un paesaggio interiore, Mandorlo in Fiore si sviluppa invece a partire da un’immagine profondamente legata alla Sicilia: quella del mandorlo in fiore nella Valle dei Templi. La composizione è una moderna mini-suite in quattro movimenti ispirata alla leggenda di Fillide e Acamante, tradizione spesso erroneamente attribuita a Ovidio, che racconta l’origine mitica del mandorlo in fiore.
Il primo movimento, Fillide e Acamante, racconta l’incontro dei due amanti sullo sfondo del mondo greco e prende forma attraverso una vera e propria “danza dell’amore”. L’atmosfera è sensuale ma non pienamente gioiosa: sulla relazione dei due protagonisti incombe infatti la partenza di Acamante per la guerra di Troia e l’incertezza sul suo possibile ritorno.
Con la Danza della guerra il carattere della musica cambia radicalmente. Tutti gli strumenti dell’ensemble vengono coinvolti in una scrittura fortemente percussiva, nella quale i gesti musicali evocano lo scontro delle spade e degli scudi, i movimenti strategici della battaglia e il battito dei cuori che accelera sotto la tensione del combattimento. Metriche irregolari, accenti rigidi e accelerazioni contribuiscono a creare un paesaggio sonoro concitato e fisico.
Il terzo movimento, Metamorfosi, rappresenta il momento più tragico della vicenda. L’apertura, caratterizzata da armonie scure e drammatiche, racconta il dolore di Fillide, che, convinta della morte di Acamante, decide di togliersi la vita. Atena, impietosita dalla sua sofferenza, ne salva l’anima racchiudendola in un albero su un promontorio: il mandorlo. La musica accompagna questa trasformazione attraverso un progressivo mutamento del proprio linguaggio: l’oscurità iniziale lascia spazio a un’armonia più distesa e a una melodia sempre più dolce, fino a trasformare il dolore in una nuova forma di vita.
L’ultimo movimento, Il fiore di un abbraccio, si apre invece con un Largo mesto, nel momento in cui Acamante, tornato dalla guerra, scopre il corpo senza vita dell’amata. Ma il tema della danza dell’amore ritorna, questa volta come memoria e rivelazione: Atena gli svela la trasformazione di Fillide e Acamante corre verso il promontorio. La musica diventa progressivamente più incalzante, fino a raggiungere il culmine nell’abbraccio dell’uomo all’albero. È proprio in quell’istante che ritorna il tema della Metamorfosi: l’albero comincia a fiorire, trasformando definitivamente la tragedia in un’immagine di rinascita.
I due lavori rappresentano così due differenti modi di intendere la descrizione musicale: in Nightscapes il paesaggio è soprattutto interiore, fatto di pensieri, percezioni e immagini notturne; in Mandorlo in Fiore è invece narrativo e mitologico, legato a un luogo e a una leggenda che appartengono profondamente all’immaginario siciliano. In entrambi i casi, però, la musica non si limita a raccontare un’immagine: ne segue i mutamenti, trasformando emozioni, gesti e suggestioni visive in ritmo, timbro, armonia e forma.