Note al Museo

Quintetto Almeyda

Orto botanico

  • Luogo

  • Orto Botanico

  • Giorno

    ora

    Durata

    Prezzo

     

  • Giorno

    Venerdì
    09 Settembre 2022

    Ore

    21,00

    Durata

    -

    Prezzi

    - €

    Calendario

Ingresso libero dalle ore 20,30 fino ad esaurimento dei posti.

Dopo i concerti all'Orto Botanico sarà possibile effettuare visite notturne a una delle oasi verdi più ricche d'Italia.

In collaborazione con l'Università degli Studi di Palermo - SIstema Museale d'Ateneo.

 

QUINTETTO ALMEYDA
Angelo Cino clarinetto - Francesca Gabriella Iusi, Salvatore Tuzzolino violini -  Giuseppe Brunetto viola -Domenico Guddo violoncello

Quintetto Almeyda

Il Quintetto Almeyda è una formazione cameristica composta da Professori dell’Orchestra Sinfonica Siciliana. L’ensemble ha al suo attivo numerosi concerti patrocinati da importanti enti e istituzioni musicali ed eseguiti in scenari prestigiosi e suggestivi come il Museo Archeologico Salinas, la Sala Grande del Politeama Garibaldi, l’Oratorio di S.Cita di Palermo (Settimane Alfonsiane), la Villa del Casale di Piazza Armerina e il Duomo di Monreale. Ha ottenuto sempre grandi consensi e può annoverare anche la partecipazione alla Borsa Internazionale del Turismo di Parigi svoltasi nell’ottobre del 2019 in rappresentanza della Regione Siciliana per il settore musica e cultura ed alla 63ma Settimana Internazionale di Musica Sacra di Monreale nell’ottobre del 2021 in occasione dell’evento “Esultate, Jubilate”.

Il gruppo propone un vasto repertorio che spazia dal classico alle colonne sonore di film, dal tango di tradizione argentina agli arrangiamenti delle più famose arie d’opera.

Nel 2022 ha riscosso grande successo nell’esecuzione del Quintetto di Mozart in occasione delle  “Domeniche Civiche” al Politeama Garibaldi di Palermo.                                         

  • Programma

  • Wolfgang Amadeus Mozart
    Salisburgo 1756 – Vienna 1791

    Quartetto per archi n. 15 in re minore KV 421

    Allegro moderato

    Andante

    Menuetto

    Trio Allegretto ma non troppo

     

    Composto nel 1783 e precisamente, secondo una leggenda, nella notte in cui la moglie Constanze partorì il loro primogenito Raimund Leopold, il Quartetto per archi n. 15 KV 421 in re minore è il secondo e anche il più breve della serie dei sei dedicati ad Haydn di Mozart. Eseguito, per la prima volta, al Burgtheater di Vienna il 15 gennaio 1785, questo quartetto, che condivide la tonalità di re minore con altre celeberrime opere come il Concerto per pianoforte e orchestra, l’ouverture del Don Giovanni e il Requiem, si segnala per un’atmosfera tragica e patetica che percorre già il primo movimento, Allegro caratterizzato da forti cromatismi e da una serrata scrittura contrappuntistica. Scritto nella forma della romanza, il secondo movimento, Andante, si configura come una perfetta sintesi tra le asperità di alcuni momenti e il carattere cantabile della melodia, mentre il Menuetto, lungi dal distendersi secondo le canoniche movenze della danza, presenta delle asimmetrie che ben evidenziano i toni drammatici. Questi toni contraddistinguono anche l’ultimo movimento, Allegretto ma non troppo, un tema, bipartito e dall’andamento di Siciliana, che è sottoposto a 4 variazioni nelle quali si assiste ad una progressiva intensificazione drammatica.

    Carl Maria von Weber
    Eutin, 1786 - Londra, 1826

    Quintetto per clarinetto e archi in si bemolle maggiore op.34

    Allegro

    Fantasia. Adagio ma non troppo

    Minuetto. Capriccio Presto

    Rondò. Allegro gioioso

     

    Colpito da un provvedimento di espulsione per avere contratto debiti e anche per truffa, Weber, che era stato anche arrestato, nel 1810, dovette lasciare lo Stato di Württemberg alla volta di Heidelberg e di Darmstadt dove conobbe Heinrich Bärmann, un clarinettista di grande fama e di straordinario talento, che con la sua arte ispirò anche la cantata scenica per soprano, clarinetto, coro e orchestra, Gli amori di Teodolinda, di Meyerbeer e i due Konzertstücke op. 113 op. 114 di Mendelssohn. Per Bärmann Weber compose anche il Gran duo concertante e due Concerti per clarinetto e orchestra oltre a questo Quintetto in si bemolle maggiore, la cui stesura, iniziata nel 1811, fu completata  dal compositore nel 1815.

    Questo lavoro, nel quale vengono esplorate tutte le possibilità offerte dallo strumento nel modello perfezionato da Griessling & Schlott, in realtà appare molto simile ai concerti, in quanto il clarinetto è trattato come uno strumento concertante, mentre gli archi svolgono la funzione di solito affidata alla compagine orchestrale. Aperto da una delicata introduzione, il primo movimento, Allegro, pur essendo scritto in forma-sonata, mostra una scrittura fondamentalmente operistica nel carattere lirico dei due temi affidati al clarinetto che, comunque, si produce in passi di notevole virtuosismo. Una scrittura di ascendenza operistica caratterizza anche la bella e lirica melodia affidata al clarinetto nel secondo movimento Fantasia. Adagio ma non troppo. Al brillante e un po' ironico Minuetto. Capriccio Presto segue il  Rondò. Allegro gioioso dal ritmo incalzante ed energico.

     

    Riccardo Viagrande