Cascioli, Haydn & Prokof'ev

Enrico Bronzi, direttore/violoncello

RINVIATO A DATA DA DESTINARSI

  • Luogo

  • Politeama Garibaldi

  • Giorno

    ora

    Durata

    Prezzo

     

  • Giorno

    Sabato
    07 Marzo 2020

    Ore

    17,30

    Durata

    90min.

    Prezzi

    25 - 12 €

    Calendario

  • Programma

  • Gianluca Cascioli
    Torino 1979

    Concerto per violoncello e archi (prima esecuzione assoluta)

    Allegro, Adagio

     

    Composto nel 2018 su esplicita richiesta del violoncellista Enrico Bronzi a cui il brano è dedicato, il Concerto per violoncello e archi, che sarà eseguito dall'Orchestra Sinfonica Siciliana in prima assoluta, è uno dei lavori più recenti del giovane compositore e pianista torinese Gianluca Cascioli che, dopo aver compiuto gli studi di pianoforte con Franco Scala e composizione con Alessandro Ruo Rui e Alberto Colla,  nel Conservatorio della sua città natale, si è imposto nel panorama musicale internazionale nel 1994 con la vittoria nel Concorso Internazionale di Pianoforte Umberto Micheli, nella cui giuria figuravano grandi musicisti come Luciano Berio, Elliot Carter, Charles Rosen e Maurizio Pollini. Nonostante la giovane età, Cascioli può vantare una carriera di altissimo livello, dal momento che ha avuto modo di esibirsi, sotto la direzione di illustri maestri, come Claudio e Roberto Abbado, Riccardo Muti, Valery Gergiev, Zubin Mehta, Myung-Whun Chung e Lorin Maazel, con prestigiose compagini orchestrali quali la Filarmonica di Berlino, la Boston Symphony Orchestra, la Chicago Symphony Orchestra, la Royal Concertgebouw Orchestra di Amsterdam, la New York Philharmonic e la Filarmonica di Vienna.  Notevole è, inoltre, la sua produzione discografica per importanti etichette come Decca e Deutsche Grammophon e alcune sue composizioni solistiche e cameristiche sono edite dall'etichetta discografica Universal (in download digitale).

    Concepito in un unico movimento, il Concerto per violoncello e archi, che si segnala per la densa scrittura contrappuntistica che arriva in alcuni passi ad annoverare ben 19 parti reali, compreso il solista, è suddivisibile in due sezioni, costituite da un Allegro a cui segue, senza soluzione di continuità, un Adagio.  L'Allegro iniziale si impone per una grande varietà di idee tematiche che cambiano continuamente e giungono a una lunga cadenza di grande virtuosismo. Questa cadenza sfocia in un tutti orchestrale, alquanto agitato, che costituisce il punto culminante dell'intera composizione. Di carattere contrastante è lo statico, ma ricco di tensione, Adagio, che segue senza soluzione di continuità e si segnala per la presenza di una figura ritmica ostinata su un tappeto di armonie microtonali. Questa tensione si scioglie in un canto di intenso lirismo che, derivato dalla Terza elegia per pianoforte composta da Cascioli nel 2018, prosegue sino alla fine del brano ed in maniera sempre più trasfigurata costituendo così uno degli elementi di originalità dell'intero concerto, che non si conclude in modo virtuosistico, ma con una scrittura lirica, anomala per questa forma.

    Durata: 14'

    Franz Joseph Haydn
    Rohrau, 1732 - Vienna, 1809

    Concerto n. 2 in re maggiore per violoncello e orchestra Hob. VIIb:2

    Allegro moderato

    Adagio

    Rondò. Allegro

     

    Soltanto nel 1951, in seguito alla scoperta dell’autografo dove si legge la solita dicitura «di me Giuseppe Haydn mp. 783», sono stati fugati tutti i dubbi sull’autenticità e la data di composizione del Secondo concerto per violoncello e orchestra che Haydn compose nel 1783 presumibilmente per Antonin Kraft, primo violoncello dell’orchestra del principe Esterházy. Proprio a Kraft fu attribuita per tutto l’Ottocento la composizione del Concerto che visse una vicenda editoriale particolarmente complessa, in quanto, pubblicato nel 1804 come op. 101, acquistò una fama tale da essere sottoposto ad un arrangiamento per flauto da C. F. Ebers e, in seguito, ad ulteriori rimaneggiamenti ad opera del musicologo belga François Gevaert. Solo dopo la scoperta dell’autografo è stato possibile pubblicare nella sua forma originaria il Concerto, la cui paternità haydniana è stata messa ancora in dubbio sul finire degli anni Settanta dal musicologo americano Robbins Landon che nella sua monumentale biografia dedicata ad Haydn scrisse:

    “Nonostante l’autografo, sussiste qualche probabilità che il concerto possa essere di Kraft. […] Nell’ipotesi più restrittiva, Kraft potrebbe aver dato consigli pratici sulla parte del violoncello; ma potrebbe aver esteso il suo contributo fino a fornire il materiale tematico di base per il concerto”.

    Oggi nessuno metterebbe più in dubbio la paternità haydniana del Concerto il cui primo movimento Allegro moderato in 4/4, ma non alla breve, come in altre composizioni di questo periodo, si sviluppa nella tradizionale forma-sonata, anche se manca un vero contrasto dialettico tra i due temi dal momento che il secondo, esposto alla dominante, appare più una rielaborazione del primo che un’idea del tutto nuova. Estremamente raffinato è il secondo movimento, Adagio, costituito da tre esposizioni del lirico tema iniziale, separate da episodi caratterizzati da varianti o ampliamenti del tema stesso, tra i quali spicca il penultimo, in minore, di grande forza espressiva. L’ultimo movimento, Allegro, è un brillante Rondò nel quale il solista può dare sfogo alle sue capacità virtuosistiche.

    Durata: 23'

    Sergej Sergeevič Prokof'ev
    Soncovka 1891 - Mosca 1953

    Sinfonia n.3 in do minore op. 44

    Moderato

    Andante

    Allegro agitato

    Andante mosso. Allegro moderato

     

    "In primavera, a Parigi ebbe luogo l'esecuzione concertistica di alcuni brani dell'Angelo di fuoco. Furono accolti con calore, e mi spiacque che l'opera non fosse stata messa in scena e tutto il materiale giacesse sui ripiani della libreria. Farne una suite? Fu così che mi accorsi che uno degli intermezzi presentava lo sviluppo di ciò che veniva esposto nell'atto precedente. Avrebbe potuto essere il germe di una sinfonia. Provando, vidi che i temi si stendevano con grande docilità nell'esposizione di un Allegro di sonata. Avendo l'esposizione e lo sviluppo, negli altri atti trovai quei temi, altrimenti collocati, adatti alla ripresa. Da qui nacque facilmente il piano per il primo movimento della sinfonia. Anche per lo Scherzo e l'Andante trovai il materiale senza difficoltà; relativamente al Finale per qualche tempo fui incerto. Nella stesura definitiva l'attenuazione delle cuciture e l'orchestrazione vennero fuori, al contrario, in tempi accettabili. Considero la Terza sinfonia una delle mie composizioni più significative, ma non amo che venga chiamata «Sinfonia dell'angelo di fuoco». Il materiale tematico più importante è stato composto indipendentemente dall'Angelo di fuoco. Entrando nel merito dell'opera essa deriva effettivamente il colore dal soggetto ma uscendo dall'opera ed entrando nella sinfonia, a mio parere, perde di nuovo questo colore, perciò vorrei che gli ascoltatori considerassero la Terza sinfonia semplicemente come una sinfonica senza alcun soggetto". (M.R. Boccuni, Prokof’ev, L’Epos, Palermo 2003, p. 296)

    Così lo stesso Prokof’ev ricordò nella sua autobiografia la genesi della sua Terza sinfonia che, iniziata nella primavera del 1928, fu da lui completata nell'estate di quello stesso anno mentre si trovava, insieme con la moglie Lina in dolce attesa, presso il Castello di Vetraz in Alta Savoia. Eseguita per la prima volta a Parigi il 17 maggio 1929, sotto la direzione di Pierre Monteux, questa sinfonia, per quanto Prokof’ev volesse che fosse considerata «senza alcun soggetto», in realtà appare piena di suggestioni tratte dall'opera a partire dal primo movimento, Moderato, nel quale, oltre ad essere descritto il clima generale della prima scena attraverso il contrasto tra il tema aspro che rappresenta la disperazione di Renata, la protagonista dell'opera, e quello che invece evoca il suo amore per Madiel, il misterioso Angelo di Fuoco, si trovano elementi musicali della scena del duello tra Ronald ed Enrico. Nel secondo movimento, Andante, grazie a una scrittura di intenso lirismo è evocato l'episodio in cui Renata entra nel convento. Episodi musicali del secondo atto costituiscono il materiale tematico sia del terzo, Allegro agitato, che dal punto di vista formale è un tradizionale Scherzo, sia del quarto movimento (Andante mosso. Allegro moderato), in cui è evocato lo scontro tra bene e male con una musica dolce e contabile da una parte e aspra dall'altra.

     

    Riccardo Viagrande

    Durata: 33'