DOMENICHE CIVICHE

Stefano Massini & Trio Anciuti

  • Luogo

  • Politeama Garibaldi

  • Giorno

    ora

    Durata

    Prezzo

     

  • Giorno

    Domenica
    30 Gennaio 2022

    Ore

    18,00

    Durata

    -

    Prezzi

    10 - 7 €

    Calendario

DOMENICHE CIVICHE

Incontri culturali, concerti cameristici, aperitivi al Politeama

16 eventi dal 16 gennaio al 29 maggio

Palermo, Politeama Garibaldi

Ingresso ore 17.30 – Inizio ore 18.00

 

“Manuale di sopravvivenza”

Conversazione con Stefano Massini

 

Trio Anciuti

Elisa Metus, Stefania Tedesco oboi - Maria Grazia D'Alessio, corno inglese 

Musiche di Wendt, Triebensee, Kromer, Beethoven

 

Al termine di ogni appuntamento, laddove ammesso dalle vigenti normative anti Covid, sarà offerto al pubblico un aperitivo.

 

Stefano Massini

Stefano Massini

Scrittore che ha la sua cifra distintiva nel coniugare una spiccata vena letteraria ad un forte estro di narratore dal vivo, Massini è amato e seguito per i suoi racconti in televisione, per la rubrica video quotidiana su repubblica.it, oltre che per le opere diffuse in tutto il mondo. Definito il “raccontastorie più popolare del momento”, con i suoi affreschi narrativi “tocca il cuore e la mente”, emoziona e fa riflettere, creando cortocircuiti con uno stile unico che intreccia vicende, personaggi, eventi quotidiani, fatti di cronaca e stati d’animo, come accade nei suoi interventi televisivi su La7 nel programma Piazzapulita, nelle colonne del quotidiano La Repubblica, nei romanzi, nei saggi, nelle opere teatrali rappresentate da Broadway alla Comédie-Française. Le sue speciali lezioni-racconti sui libri nel talent show Amici lo hanno fatto conoscere e apprezzare anche da un pubblico di giovanissimi. Con le sue narrazioni ha inoltre condotto Ricomincio da RaiTre, la trasmissione tv in prima serata dedicata al teatro e allo spettacolo dal vivo. I suoi testi sono tradotti in 27 lingue e messi in scena da registi come Luca Ronconi o il premio Oscar Sam Mendes. Qualcosa sui Lehman (Mondadori 2016) è stato uno dei romanzi più acclamati degli ultimi anni (premio Selezione Campiello, premio Super Mondello, premio De Sica, Prix Médicis Essai, Prix Meilleur Livre Étranger). I suoi ultimi libri sono Dizionario inesistente (Mondadori 2018), Ladies Football Club (Mondadori 2019) e Eichmann. Dove inizia la notte (Fandango 2020). A maggio 2021 è uscito Manuale di sopravvivenza. Messaggi in bottiglia d’inizio millennio (Il Mulino).

 

Trio Anciuti

Trio Anciuti

Il gruppo Anciuti nasce dall'esperienza musicale e dall'entusiasmo di tre musiciste dell'Orchestra Sinfonica Siciliana.

Tutti membri della stessa affiatati dal costante lavoro in orchestra si sono costituiti per approfondire ed ampliare il repertorio cameristico.

Il programma che presentano questa sera è incentrato sul delizioso repertorio per due oboi e corno inglese di fine settecento e ha come filo conduttore il tema con variazioni.

  • Programma

  • Johann Nepomuk Wendt
    Divice 1745 – Josefstadt 1801

    Variazioni sul tema di “Nel cor più non mi sento” di Paisiello

    Johann Nepomuk Wendt
    Divice 1745 – Josefstadt 1801

    Variazioni su un tema di Haydn (Andante della Sinfonia n.53 “L'Imperiale”)

    Josef Triebensee
    Třeboň 1772 – Prague 1846

    Variazioni su un tema di Haydn (Andante della Sinfonia n. 94 “col colpo di timpano” o “La sorpresa”, in sol maggiore)

    Franz Krommer
    Kamenice 1759 – Vienna 1831

    Variazioni su Pleyel

    Ludwig van Beethoven
    Bonn, 1770 - Vienna, 1827

    Otto variazioni sul tema "Là ci darem la mano" del “Don Giovanni” di Mozart per due oboi e corno inglese in do maggiore, WoO 28

     

    Per lo più sconosciuto alla stragrande maggioranza del pubblico, Johann Nepomuk Wendt (Vent, Wend, Wendt), fu, invece, un geniale arrangiatore e un notevole strumentista. Nato a Divice nel 1745, Wendt, dopo aver ricevuto la prima formazione musicale da Ernst Karl Pachta von Rayhofen, lavorò inizialmente suonando il corno inglese nell’Harmonie (nome tedesco che serve a designare un ensemble di fiati formato dai 5 agli 8 strumentisti) del principe Giuseppe di Schwarzenberg. La vera svolta nella sua carriera avvenne, però, nel 1782, quando fu nominato secondo oboe dell’Orchestra del Teatro di Corte di Vienna. Fu, in questo periodo, che Wendt compose circa 40 lavori tra trascrizioni e arrangiamenti di opere, tra cui queste Variazioni sul tema di “Nel cor più non mi sento” di Paisiello. In questi lavoro, il tema di questo duetto, tratto da  L'amor contrastato, ossia La molinara di Paisiello, che aveva ispirato moltissimi compositori come Beethoven, Paganini e Hummel, è sottoposto a 4 variazioni. È, invece, il tema del secondo movimento della Sinfonia n.53 l'Imperiale di Haydn, che Wendt  traspose da la maggiore a do maggiore, ad ispirare il secondo brano in programma, le otto variazioni, di cui la quarta in minore

    Quasi del tutto sconosciuto al largo pubblico è anche il compositore boemo Josef Triebensee, che, come Wendt, fu un oboista di spicco a Vienna tra la fine del Settecento e la prima decade dell’Ottocento. Nato a Třeboň, Triebensee, dopo aver studiato composizione con Johann Georg Albrechtsberger e oboe con il padre Georg, suonò nell’orchestra privata del principe Schwarzenberg e dal 1782 al 1806 fu primo oboe sia dell’Harmonie dell’imperatore d’Austria sia dell’Orchestra del Teatro di Corte di Vienna. Tra i suoi incarichi vanno ricordati anche l’impiego dal 1811 presso l’orchestra privata del conte Hunyady  e soprattutto quello di direttore del Teatro Nazionale di Praga che svolse dal 1816 al 1836. Come compositore, fu autore anche di una vasta produzione soprattutto per formazioni di strumenti a fiato tra le quali vanno ricordate queste 5 Variazioni su un tema di Haydn tratto dal secondo movimento della Sinfonia n. 94 “mit den Paukenschlag” o “The surprise” (“col colpo di timpano” o “La sorpresa”), in sol maggiore Hob. I: 94.

    A differenza di Wendt e Triebensee, lo strumento d’elezione del compositore ceco Franz Krommer fu il violino che studiò, insieme con l’organo, con lo zio Antonín Mattias Kramár a Turany  nell’attuale Slovacchia. Qui Krommer, nel 1777, appena diciottenne, divenne organista insieme con lo zio fino al 1785, quando ritornò a Vienna dove trovò un nuovo impiego come violinista nell’orchestra del Duca di Stiria che avrebbe lasciato cinque anni dopo per essere assunto come maestro di cappella della Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo a Pécs in Ungheria. Il suo incarico più importante fu, però, quello di compositore presso la Corte Imperiale di Vienna che egli tenne dal 1813 fino alla morte avvenuta nel 1831. All’interno della sua vasta produzione, comprendente circa 110 titoli tra sinfonie (9 in tutto), quartetti d’archi (una settantina) ed altra musica da camera, hanno goduto di una certa notorietà, anche perché entrate nel repertorio, queste Variazioni su un tema di Pleyel, 3 in tutto, nelle quali il cantabile tema in 6/8, è sempre facilmente riconoscibile.

    Le Otto Variazioni sul tema "La ci darem la mano" del Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart per due oboi e corno inglese in do maggiore, composte nel 1796 molto probabilmente per tre celebri artisti, i fratelli Johann, Franz e Philipp Teimer, sono il frutto dell'interesse di Beethoven sia per il capolavoro di Mozart, i cui temi erano già stati da lui utilizzati nel Quintetto per pianoforte e fiati op. 16 con oboe, clarinetto, corno e fagotto e nel Sestetto per fiati op. 71, sia per le possibilità offerte dalla combinazione di due oboi e un corno inglese, organico per il quale aveva scritto tra il 1794 e il 1795 il Trio per fiati in do maggiore, op. 87.

    Esposto dal primo oboe, il tema viene variato sia in chiave virtuosistica sia attraverso una scrittura imitativa. Tra le variazioni si segnala la Sesta (Lento espressivo) in do minore di carattere malinconico, mentre il magistero contrappuntistico di Beethoven trova la sua espressione nella coda, un fugato in 6/8 dal ritmo di giga che conduce, sorprendentemente, ad un Andante in 2/4.

     

    Riccardo Viagrande