PARABOLA ROMANTICA

MARCUS BOSCH direttore

JOSEPH MOOG pianoforte

  • Luogo

  • Politeama Garibaldi - Palermo

  • Giorno

    ora

    Durata

    Prezzo

     

  • Giorno

    Sabato
    31 Ottobre 2026

    Ore

    17,30

    Durata

    110min.

    Prezzi

    - €

    Calendario

  • Programma

  • Ludwig van Beethoven
    Bonn, 1770 - Vienna, 1827

    Concerto n. 4 in sol maggiore per pianoforte e orchestra op. 58

    Allegro moderato

    Andante con moto

    Rondò (Vivace)

     

    Composto tra il 1805 e il 1806, in un periodo particolarmente felice per Beethoven, che stava vivendo un intenso e importante idillio con Josephine Brunswick, il Quarto concerto per pianoforte e orchestra, con il carattere lirico dei suoi temi, sembra rappresentare fedelmente la gioia del compositore. Il Concerto fu eseguito per la prima volta in forma privata nella casa del principe Lobkowitz nel marzo del 1807, e in pubblico il 22 dicembre 1808 al Theater an der Wien, all'interno della famosa Accademia in cui il compositore presentò anche la Quinta e la Sesta sinfonia. Di quella serata, il compositore Johann Friedrich Reichardt ci ha lasciato un resoconto molto dettagliato in una sua lettera:

    “Vi siamo rimasti a sedere dalle sei e mezza fino alle dieci e mezza in un freddo polare, e abbiamo imparato che ci si può stufare anche delle cose belle. Il povero Beethoven, che da questo concerto poteva ricavare il primo e unico guadagno di tutta l’annata, aveva avuto difficoltà e contrasti nell’organizzarlo. […] Cantanti e orchestra erano formati da elementi molto eterogenei. Non era stato nemmeno possibile ottenere una prova generale di tutti i pezzi, pieni di passi difficilissimi. Ti stupirai di tutto quel che questo fecondissimo genio e instancabile lavoratore ha fatto durante queste quattro ore. Prima una Sinfonia Pastorale o ricordi della vita campestre, pieni di vivacissime pitture e di immagini. Questa Sinfonia Pastorale dura assai di più di quanto non duri da noi a Berlino un intero concerto di corte. […] Poi, come sesto pezzo, una lunga scena italiana […] Settimo pezzo: un Gloria, la cui esecuzione è stata purtroppo completamente mancata. Ottavo brano: un nuovo concerto per pianoforte e orchestra di straordinaria difficoltà [il Concerto n. 4 op. 58], che Beethoven ha eseguito in un tempo allegrissimo e con una maestria da sbalordire. Nono pezzo: una Sinfonia [la Sinfonia n. 5 op. 67]. Ma al concerto mancava ancora il “gran finale”: la Fantasia per pianoforte, coro e orchestra. Stanchi e assiderati, gli esecutori si smarrirono del tutto”. 

    In questa accademia eccessivamente lunga, il Concerto non rimase comunque inosservato a Reichardt il quale, notandone la complessità, ne mise in evidenza il carattere fortemente innovativo. Anche l’anonimo giornalista dell’«Allgemeine Musikalische Zeitung», affermò: «Questo concerto è il più ammirevole, singolare, artistico e complesso di tutti i concerti di Beethoven».

    La novità dell'opera emerge sin dalle prime battute del primo movimento, Allegro moderato, nel quale il pianoforte fa il suo ingresso immediatamente esponendo il tema principale e preparando l’intervento dell’orchestra, che inizialmente si limita ai soli archi. Non è soltanto questa scelta strutturale a dare la sensazione di trovarsi di fronte a un’opera rivoluzionaria, ma soprattutto la scrittura sia della parte solistica sia di quella orchestrale. Il virtuosismo è qui interamente piegato all’espressione di un sentimento lirico, al quale partecipano la dolcezza dei legni e il sospiroso tema iniziale con i suoi suoni ribattuti e le appoggiature piene di pathos. Questo inciso iniziale, che ricorda vagamente quello della Quinta sinfonia, perde in questo contesto tutta la sua tensione drammatica per dare l’avvio a un movimento in cui manca quasi del tutto ogni elemento di conflitto, poiché il pianoforte viene trattato quasi come uno strumento dell’orchestra, con la quale non entra mai in contrasto. Di difficile identificazione formale è il breve secondo movimento, Andante con moto, che si pone nettamente al di fuori dagli schemi consolidati dalla tradizione. L’orchestra, ridotta ai soli archi, espone un tema nervoso caratterizzato da una sovrabbondanza di ritmi puntati. A essa risponde il solista con un tema espressivo, senza mai mescolarsi davvero con gli archi se non nella sezione conclusiva, che termina in modo pensoso e interrogativo. L’ultimo movimento è, infine, un Rondò di carattere brillante, nel quale pianoforte e orchestra dialogano e si integrano in perfetta armonia.

    Durata: 32'

    Anton Bruckner
    Ansfelden, 1824 - Vienna, 1896

    Sinfonia n. 4 (“Romantica”) in mi bemolle maggiore

    Bewegt, nicht zu schnell (Mosso, non troppo veloce)

    Andante quasi Allegretto

    Scherzo: Bewegt (Mosso), Trio

    Finale: Bewegt, doch nicht zu schnell (Mosso, ma non troppo veloce)

     

    Completata nella sua prima redazione il 22 novembre 1874, la Sinfonia n. 4 incontrò, allo stesso modo di altri lavori sinfonici di Bruckner, parecchie difficoltà prima di essere eseguita per la prima volta. Passarono ben sei anni durante i quali il compositore fu costretto a confrontarsi con l’ostracismo che gli veniva opposto in patria da Brahms e dal critico Hanslick. Risultò inutile anche il tentativo di far eseguire la sinfonia a Berlino nel 1877 rivolgendosi al musicologo Wilhelm Tappert, amico di Wagner. A quest'ultimo Bruckner aveva in precedenza dedicato la sua Terza sinfonia, che proprio in quel periodo veniva eseguita con esito disastroso, il 16 dicembre 1877, a Vienna. Per la prima esecuzione, la Quarta sinfonia dovette attendere altri quattro anni e due revisioni, la prima delle quali risale al 1878 e la seconda al 1880. In quest’ultima versione la sinfonia fu finalmente eseguita con grande successo il 20 febbraio 1881 a Vienna sotto la direzione di Hans Richter. Bruckner, entusiasta per la pregevole esecuzione della prova generale, regalò a Richter un tallero dicendogli con straordinaria semplicità d’animo: «Prendete e bevete una birra alla mia salute». Il direttore, commosso fino alle lacrime, conservò gelosamente la moneta facendola incastonare nella catena del suo orologio. Anche la critica fu benevola nell’accogliere l'opera: il critico Eduard Kremser, dopo la prima, non esitò a definire Bruckner un "novello Schubert", mentre di diverso avviso rimase Hanslick, certamente prevenuto nei confronti del compositore. Nonostante il successo della prima esecuzione e delle successive riprese, Bruckner ritornò ancora una volta sulla partitura, realizzando una nuova versione che fu diretta sempre da Richter il 22 gennaio 1888.

    Chiamata "Romantica" dal compositore stesso, questa sinfonia segue piuttosto vagamente un programma al quale Bruckner accennò in alcune lettere. In una di queste, indirizzata al direttore d’orchestra Hermann Levi, si legge: “Nel primo movimento, dopo un’intera notte di sonno, il giorno è annunciato dal corno; nel secondo movimento una canzone; nel terzo un trio di caccia, intrattenimento musicale nel bosco”.

    Questo scarno programma appare confermato da una successiva lettera del 22 dicembre 1890, indirizzata a Paul Heyse, nella quale si può leggere una descrizione più dettagliata della sinfonia: “Nel primo movimento della Quarta sinfonia «Romantica» l’intenzione è quella di rappresentare il corno che annuncia il giorno dal municipio. Poi la vita va avanti; nel Gesangsperiode [il secondo soggetto], il tema è il canto della cinciallegra Zizi-be. Secondo movimento: canto, preghiera, serenata. Terzo movimento: caccia, e nel Trio come un organetto suona durante il pasto di mezzogiorno nella foresta”.

    Il programma descritto nelle lettere permette di comprendere il reale significato del titolo. L’aggettivo "romantico" non è utilizzato, infatti, da Bruckner nella sua accezione di amore sentimentale, ma con un chiaro riferimento alla descrizione della vita in una città medievale i cui abitanti, svegliati dal suono di un corno, iniziano a svolgere le proprie attività. A ciò si aggiungono il mistero della foresta e la caccia, due importanti topoi del romanticismo tedesco.

    Come accade spesso nelle sinfonie di Bruckner, il primo movimento, Bewegt, nicht zu schnell (Mosso, non troppo veloce), si apre con un tema esposto da uno o più strumenti su un tremolo degli archi. In questo caso è il corno che, come esplicitato nelle lettere, annuncia il giorno. Dopo l’esposizione del primo tema, alla quale partecipano in un crescendo legni e archi, appare il secondo soggetto, piacevole e di carattere danzante, che ricorda il canto della cinciallegra. Preparato da un misterioso pianissimo di legni, archi e timpani, lo sviluppo si rivela una pagina grandiosa nella quale il primo tema assume le forme di un poderoso corale. Di grande impatto è anche la trionfale Coda, interamente costruita sul tema iniziale. Un’atmosfera malinconica di ascendenza schubertiana, creata dagli archi con sordina, dai corni e dai legni, contraddistingue l’incipit del secondo movimento, Andante quasi allegretto, che sembra evocare un vero e proprio corteo funebre. Onomatopeici richiami di caccia affidati ai corni aprono, invece, lo Scherzo, nel quale viene evocato un mondo cavalleresco che pullula di imprese eroiche grazie agli squilli guerreschi delle trombe, mentre il Trio è uno splendido e aggraziato Ländler che rivela un'ispirazione bucolica. Estremamente elaborato è l’ultimo movimento, Bewegt, doch nicht zu schnell (Mosso, ma non troppo veloce), dove ritornano gli echi dei movimenti precedenti. Dopo un’introduzione cupa e quasi nebulosa, la musica sembra prendere forma a poco a poco, fino a quando gli ottoni espongono nuovamente il primo tema del movimento iniziale. Dopo un ultimo richiamo al secondo movimento, l'opera si conclude con la ripresa dell’inciso iniziale della sinfonia, introdotto da un travolgente crescendo.

     

    Riccardo Viagrande

    Durata: 67'