Strauss & Bruckner - Marcus Bosch/Gabriele Palmeri

Musica per voi

Palermo, Politeama Garibaldi - Venerdì 26 febbraio 2021, ore 21

Marcus Bosch, direttore

Gabriele Palmeri, oboe

Orchestra Sinfonica Siciliana

  • Programma

  • Richard Strauss
    Monaco di Baviera, 1864 - Garmisch-Partenkirchen, 1949

    Concerto in re maggiore per oboe e piccola orchestra

    Allegro moderato

    Andante

    Rondò finale. Vivace

     

    Negli ultimi mesi della Seconda Guerra Mondiale e, in  particolar modo, nella primavera del 1945, John de Lancie, un giovane oboista della Philharmonia di Filadelfia, che in quel periodo prestava servizio come soldato nell’esercito americano di stanza a Garmisch, chiese a Strauss di scrivere per lui un pezzo, se non proprio un concerto. Nacque così il Concerto in re maggiore per oboe e orchestra, il quale, completato il 25 ottobre 1945, non ebbe come suo primo interprete il soldato americano, ma Marcel Saillet che lo eseguì per la prima volta il 26 febbraio 1946 con l’orchestra della Tonhalle di Zurigo diretta da Volkmar Andreae. Nonostante fosse vecchio, malato e forse anche un po’ amareggiato dalle critiche alle quali due anni prima di morire aveva risposto causticamente: «Io sono l’unico compositore vivente che oggi ha una cattiva stampa; per questo la mia musica è tanto migliore», Strauss sembra ritrovare in questo suo lavoro una vena idillica e melodica che si avverte già nel primo movimento, Allegro moderato. In esso il classico contrasto tematico che caratterizza la forma-sonata si stempera in una lunghissima melodia fiorita di circa 56 battute che costituisce il lirico primo tema; del pari intriso di intenso lirismo è il dolcissimo secondo tema, mentre un cambio di andamento, Lebhat (vivo), marca l’inizio del breve sviluppo che può essere diviso in due sezioni delle quali la prima, affidata all’orchestra, è costituita da elementi motivici del primo tema, mentre nella seconda ritorna il secondo tema in tonalità minore. Una brevissima cadenza conduce alla ripresa nella quale il secondo tema ritorna in re maggiore. Legato al primo movimento senza soluzione di continuità è il secondo, Andante, dalla struttura tripartita A-B-A, nella cui prima sezione emerge la melodia di intenso lirismo dell’oboe, mentre in quella centrale, Etwas bewegter (Un poco più mosso), l’orchestra rielabora elementi motivici del primo e del secondo tema, per lasciare il testimone all’oboe che, alla fine, riprende il tema iniziale. Una breve cadenza del solista, all’interno della quale intervengono gli archi con accordi in pizzicato, conduce all’ultimo movimento, Vivace, un Rondò che si segnala per la ricchezza tematica e anche per la vena giocosa di Strauss, evidente nell’utilizzo del registro acuto dell’oboe a proposito del quale si legge nel Traité d’instrumentation di Berlioz che fu aggiornato da Strauss nel 1905:

    “Con il suo tagliente e penetrante registro acuto, l’oboe risulta particolarmente adatto agli effetti umoristici e caricaturali. Esso può essere stridente, cantare o gemere in maniera nobile e casta, così come può scherzare e fischiettare in modo gaio e infantile”.

    Durata: 25'

    Anton Bruckner
    Ansfelden, 1824 - Vienna, 1896

    Sinfonia n. 0 in re minore (“Die Nullte”)

    Allegro

    Andante

    Scherzo. Presto – Trio. Langsamer und ruhig

    Finale. Moderato

     

    Composta nel 1863 e rivista nel 1869, la Sinfonia n. 0 in re minore (“Die Nullte”) fu immediatamente ritirata da Bruckner dopo che il direttore Otto Dessoff, che la stava provando con  l’Orchestra Filarmonica di Vienna, gli chiese dove fosse il tema principale del primo movimento. Bruckner nascose, allora, la Sinfonia fino al penultimo anno di vita quando, indeciso se inserirla o meno nel suo catalogo, alla fine optò per la prima soluzione indicandola con l’insolita numerazione e dichiarando che era stato solo un tentativo. In realtà Bruckner, per tutta la sua vita, non si dimenticò mai di questa sua composizione sinfonica rielaborando in altre sinfonie il materiale musicale composto per questo suo lavoro. Effettivamente questa sinfonia ha molti elementi in comune con opere più mature di Bruckner e se il tema principale del primo movimento, Allegro, è difficilmente riconoscibile, come del resto era stato notato da Dessoff, il clima armonico dell’incipit di questo movimento non può non ricordare il corrispondente passo della Terza sinfonia. Il secondo tema dell’Allegro sembra anticipare per il suo lirismo contrapposto a toni marziali il corrispondente secondo tema della Settima sinfonia. Echi ancora della Terza sinfonia si avvertono nello sviluppo dove il tema principale elaborato in modo piuttosto complesso si contrappone a un corale. Anche nella Coda si trovano dei motivi che il compositore avrebbe ripreso nella Sesta sinfonia e nel Te Deum.  Il secondo movimento, Andante, in forma di canzone, mostra evidenti affinità con l’Adagio della Terza; a un primo tema, che presenta le caratteristiche di un inno, si contrappone il secondo più lirico. L’influenza di Schubert è ravvisabile nel successivo Scherzo, mentre il Trio, con i suoi cromatismi, si discosta molto dallo stile ravvisabile nelle opere mature di Bruckner.  Introdotto da un ritmo pulsante dei fiati, il Finale mostra nel primo tema le influenze beethoveniane e, in particolar modo, della Nona sinfonia. Anche in questo Finale si possono leggere alcune anticipazioni della futura arte di Bruckner soprattutto nella struttura del terzo tema e nel soggetto del fugato aperto da un salto d’ottava come l’analogo della Prima sinfonia.

     

    Riccardo Viagrande

    Durata: 46'

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